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25 settembre 2013

Fantastici 18 anni!!!

Mancano esattamente cinque ore al mio compleanno. Divento maggiorenne. Sono emozionatissima!!!
Colgo l'occasione per descrivere i sentimenti che provo e per esporre i pensieri che in questo momento stanno attraversando la mia mente.

Compio 18 anni. Incredibile!!! Ho superato l'infanzia e sono giunta alla fine della mia adolescenza, che è stato un periodo intenso e illuminante. 
Infatti, proprio durante l'adolescenza, ho trovato degli ideali significativi in cui credere (la speranza, la pace, la tenacia) , ho scoperto la mia propensione per la poesia, ho iniziato a provare un sincero interesse per la letteratura e ho sviluppato in me sia il senso critico sia la capacità di analizzare in modo piuttosto approfondito il mio carattere. A proposito, recentemente ho letto l'enneagramma, un metodo psicologico che illustra nove tipi di personalità. Stando a questa teoria, io sono una personalità di tipo cinque con influenza quattro. Rifletto molto, trascorro diverse ore da sola dedicandomi ai miei interessi, sento il bisogno di conoscere molte cose (caratteristiche dei cinque),  adoro tutte le manifestazioni dell'arte e avverto anche il bisogno di sentirmi originale e di esprimermi attraverso la poesia (questo è tipico dei quattro).


Penso spesso con fiducia al mio futuro: l'anno prossimo, dopo il diploma, intraprenderò gli studi universitari alla facoltà di lettere. Continuerò a coltivare la mia forte passione per la letteratura e per le lingue antiche.
Impiegherò tutte le mie energie per sfruttare nel miglior modo possibile le mie capacità e per soddisfare le mie ambizioni. Quando incontrerò degli ostacoli o quando mi capiterà di dover attraversare momenti molto difficili, cercherò di confidare nelle persone che mi stanno a cuore. Voglio affrontare la vita con tenacia!!!!
La vita non è un cielo senza nuvole, nel senso che non è fatta soltanto di gioie e di gratificazioni. C'è anche il dolore, che deve essere affrontato. 

Ognuno di noi è unico al mondo e quindi, per rispetto verso se stesso, non deve consumare la sua esistenza nella più struggente malinconia ma deve valorizzare le opportunità che la vita gli offre.

Sono molto esigente con me stessa; credo nelle mie doti ma faccio fatica a perdonarmi quando non ottengo esattamente i risultati che desidero ( sia in termini di voti scolastici sia per quanto riguarda le relazioni umane).
Nella vita di tutti i giorni mi sento condizionata dall'ansia di prestazione e dalla mia voglia di dimostrare agli altri che sono brava.
Tendo a interiorizzare i dispiaceri, anche quelli più piccoli, rimugino sugli insulti e ripenso per molto tempo al comportamento di chi mi ha infastidita. Non riesco ad affrontare le persone che mi fanno stare male e in effetti tendo a conservare i miei sentimenti di rabbia per molto tempo.
Senza contare che a volte mi arrabbio per motivi molto futili.
Piango abbastanza facilmente: le disgrazie che affliggono le persone povere, incomprese ed emarginate mi rattristano; la bellezza di un film romantico e la straordinarietà di un'opera musicale o letteraria mi commuovono.
Sono contenta di cimentarmi, da ormai tre anni, con la poesia, mezzo che da una parte mi insegna a contemplare con ammirazione la natura, dall'altra mi stimola a percepire i sentimenti che provo. Mi aiuta a esprimere la parte migliore di me. 

E' dalla seconda media che immagino il mio ragazzo ideale, pieno di pregi e di ottime risorse.  Senza contare che è anche bellissimo fisicamente! Talvolta lo sogno di notte e, nei giorni in cui mi sento un po' malinconica, arrivo addirittura a desiderare che si materializzi di fronte a me, che mi stringa la mano e che mi porti in un posto stupendo (in un prato fiorito, sulla cima di un monte oppure, su una spiaggia deserta illuminata dal sole e accarezzata dal vento.)
L'ho chiamato Leonardo, proprio come il protagonista di quell'affascinante romanzo di D'Avenia "Bianca come il latte, rossa come il sangue". Darei qualsiasi cosa affinchè un ragazzo sensibile come Leonardo esistesse per davvero nella mia vita. Ma spero proprio di incontrarlo! 

 Comunque, concludo questa lunga riflessione confidandovi anche un forte sentimento di gratitudine nei confronti dei miei familiari che, con il loro modo (spesso dolce e comprensivo) di porsi con me, hanno dato un grande contributo alla realizzazione della mia personalità e al potenziamento degli aspetti positivi del mio carattere.
Loro mi hanno insegnato (e continuano a insegnarmelo) a guardare le cose in profondità.







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