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9 giugno 2015

"Autumn in New York"

 
"Autumn in New York" è un film del 2000.
Questa pellicola narra una storia triste, che merita di essere riassunta e commentata in questo post.
I protagonisti sono Will Keane e Charlotte Fielding. Will è un cinquantenne presuntuoso e superficiale, la cui unica preoccupazione è quella di piacere a molte donne; Charlotte invece è una ragazza sveglia, solare e molto matura per la sua giovane età.


 LA TRAMA:

I due si incontrano casualmente in un grande ristorante dove la ragazza sta festeggiando il suo ventiduesimo compleanno con alcuni amici.
In seguito, Charlotte e Will iniziano a frequentarsi, affascinati l'uno dall'altra.
Fa sorridere il punto in cui, entrambi molto eleganti, ballano durante una festa all'aperto organizzata da persone appartenenti all'alta borghesia americana.
Vi assicuro che i primi quindici minuti del film sono così piacevoli che non si riesce proprio a prevedere la tragica rivelazione da parte di uno dei due personaggi: in una mite giornata di settembre infatti, Charlotte rivela a Will di essere affetta da neuroblastoma cardiaco, una forma di tumore piuttosto rara, già metastatica al momento della diagnosi e, nel 90% dei casi, refrattaria ai cicli di chemioterapia.
Will inizia a provare certamente una sincera attrazione per la ragazza, ma, al contempo, teme la sua grave malattia: il suo animo passa dalla tristezza all'angoscia quando viene informato da un medico sul fatto che a Charlotte rimangono pochi mesi di vita.  E così la sua codardia lo spinge a tradirla con una "vecchia fiamma del passato".
Non appena intuisce l'infedeltà di Will, Charlotte decide di lasciarlo e, in lacrime, si confida con la nonna. Quest'ultima le svela addirittura che, diversi anni prima, Will era stato l'amante di sua madre.

Will riesce però a farsi perdonare... e inizia a trasformarsi in un uomo diverso, più premuroso, più sensibile, al punto tale che nella sua mente, matura il progetto di trovare un medico che possa salvarle la vita. Così egli, con l'aiuto della figlia, si affanna nel cercare un chirurgo capace di sconfiggere il tumore di Charlotte: fa numerose telefonate, invia diverse mail, contatta molte persone per cercare di ottenere informazioni dettagliate sul neuroblastoma cardiaco... e, con molta tenacia e determinazione, contatta un chirurgo dell'Ohio (paese che si trova a nord-est degli Stati Uniti), ritenuto uno dei medici più bravi del mondo.
Ma a Charlotte rimane sempre meno tempo da vivere e le sue energie fisiche si indeboliscono sempre più ogni giorno che passa... fino al giorno della Vigilia di Natale, ovvero quando a seguito di uno svenimento, viene ricoverata d'urgenza.
Questa è una delle ultime scene del film; a mio avviso la più triste: Will sta decorando l'albero di Natale, Charlotte lo osserva emettendo esclamazioni di gioia... e improvvisamente, il malore della ragazza si manifesta come un lampo inaspettato che con la sua rapidità e violenza squarcia un cielo limpido e sereno, interrompendo quel momento di felicità.

 LA FIGURA DI CHARLOTTE:


In questo paragrafo, vorrei soffermarmi soprattutto sulla figura di Charlotte. Pur essendo molto malata già prima di conoscere Will, Charlotte non dà l'idea di essere una giovane destinata a morire; nel senso che lo spettatore, all'inizio del film, non si accorge né intuisce la sua grave malattia... anzi, viene colto di sorpresa quando Charlotte lo rivela apertamente.
La protagonista della storia appare proprio come una ragazza "normale", serena e addirittura spensierata. Proprio in questo sta la sua ammirevole forza d'animo, nel godere dei piccoli piaceri che la quotidianità le riserva, nel vivere intensamente il presente, nel cogliere con entusiasmo le occasioni di relazionarsi, di conoscere persone e anche di divertirsi, perché lei, più di tutti gli altri, è consapevole che il suo tempo è molto poco. Ma non per questo si dispera o cade in depressione come Hazel Grace, la protagonista del romanzo "Colpa della stelle". Prima di conoscere Augustus, Hazel è molto cupa, chiusa nel suo enorme dolore, intenta a pensare soprattutto alla morte e al suo terribile tumore alla tiroide. Ma è proprio il ragazzo "dal sorriso sbilenco" che le insegna a sopportare la sofferenza, a vivere intensamente e ad affrontare con coraggio la sua incurabile malattia. Lo stesso Augustus le rende la vita un po' più sopportabile!
Ho provato anche a paragonarla sia alla Jamie del film "I passi dell'amore", sia alla Beatrice del romanzo di D'Avenia "Bianca come il latte, rossa come il sangue".
Credo che Charlotte assomigli sia a Jamie sia a Beatrice: proprio come Jamie e Beatrice, Charlotte ha imparato a convivere con la sua atroce disgrazia. Jamie, Beatrice e Charlotte hanno in comune una dote molto preziosa: la saggezza. Tutte e tre sorridono tra le lacrime e accolgono volentieri nei loro cuori il tempo, la generosità e l'amore che Landon, Leo e Will donano loro.

Charlotte è anche umile, è una ragazza che si può rendere felice con poco.
Riporto qui le battute del momento in cui i due protagonisti passeggiano su un ponte:
Will: "Allora, che cosa vuoi per Natale? Puoi dare libero sfogo al tuo egoismo, tutto quello che vuoi!"
Charlotte:"Quello che conta di più è quello che vuoi tu a Natale".
Will: "Oh, no... Il tuo regalo me lo hai già fatto!!" 
Charlotte: "Ah, già dimenticavo! E... ti è piaciuto? Che cosa ti ho regalato?"
Will: "Incertezze, dispiaceri, dolore... felicità, amore, vita"
Charlotte: "Adesso mi ricordo!"
Will: "Che cosa posso darti?"
Charlotte: "Momenti così!"



IL TITOLO DEL FILM:

"Autumn in New York"... "Autunno a New York".
Anche il titolo fa riflettere molto.
Tralasciamo il fatto che questa pellicola cinematografica mostra suggestive immagini della città
(i giardini sono accarezzati da una leggera pioggia di foglie che scende dai rami degli alberi).

Non a caso questa vicenda si sviluppa soprattutto nella stagione autunnale.
Io ho elaborato un ragionamento: in letteratura, l'autunno è spesso considerato la maturità della vita, periodo in cui l'essere umano si avvicina alla vecchiaia, inizia a vivere di ricordi e di solito rievoca con nostalgia e rimpianto il tempo della sua gioventù. Tra l'altro, nell'autunno della vita si deve imparare ad accettare una dura realtà; ovvero, che ormai non rimane moltissimo tempo da vivere.
La giovinezza invece è sempre stata vista come "la primavera della vita"; ovvero, il tempo in cui fioriscono i progetti di vita, germogliano forti sentimenti e grandi ideali e si possono godere le gioie dell'amore. Pensiamo infatti a Lorenzo de' Medici (Il "Magnifico") e alla sua celeberrima canzone: "Quant'è bella giovinezza". La prima strofa è così: "Quant'è bella giovinezza/che si fugge tuttavia;/chi vuol esser lieto, sia, /di doman non c'é certezza". Questo componimento, creato in occasione di una festa di Carnevale, è non soltanto una vera e propria esaltazione della giovinezza, periodo piacevole e tuttavia fugace, ma è anche un'esortazione rivolta soprattutto ai giovani affinché essi godano delle gioie dell'amore.
Anche Poliziano, amico di Lorenzo il Magnifico, nel componimento:"I'mi trovai, fanciulle, un bel mattino", evoca la giovinezza, periodo della vita in cui è possibile godere dei piaceri della vita e vivere relazioni amorose serene e felici: "Sì che, fanciulle, mentre è più fiorita/cogliàn la bella rosa del giardino"(versi 28-29).
Charlotte ha soltanto ventidue anni... a questa età la morte dovrebbe essere l'ultimo dei pensieri...
Ma invece di essere la primavera della vita, per lei i ventidue anni divengono purtroppo un autunno tragicamente "anticipato"; un autunno molto breve fatto di sofferenze fisiche, di frequenti ricoveri in ospedale ma anche di amore, di momenti di gioia, di passeggiate per le vie, i ponti e i giardini di New York.




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