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31 dicembre 2017

...La tua vita non passerà... la tua vita io non la rassegno ad ogni fallimento!

Ultimo post del 2017!
Quest'anno, a causa di una tremenda sinusite, mi trovo costretta a stare barricata in casa e a riflettere sul senso del tempo e della vita. Sì, oddio, non sarebbe proprio la prima volta nella vita che decido di pensare.
Ho cercato di collegare i contenuti di una poesia di Sandro Penna, poeta minore vissuto nel secolo scorso, con il testo di una canzone di Tiziano Ferro.



MI NASCONDA LA NOTTE E IL DOLCE VENTO:


Mi nasconda la notte e il dolce vento.  
Da casa mia cacciato e a te venuto  
mio romantico amico fiume lento.


Guardo il cielo e le nuvole e le luci 
degli uomini laggiù così lontani 
sempre da me. Ed io non so chi voglio  
amare ormai se non il mio dolore.


La luna si nasconde e poi riappare  
lenta vicenda inutilmente mossa 
sovra il mio capo stanco di guardare.



Se non conoscete affatto Sandro Penna, non sentitevi ignoranti. Può conoscerlo soltanto chi studia Lettere, visto che Letteratura Italiana in questa facoltà è importante tanto quanto Diritto Costituzionale a Giurisprudenza.
La spiego quasi verso per verso, in modo tecnico e meticoloso. Voglio che la capiate bene.
Non immaginate quanti richiami leopardiani ho trovato analizzandola!


Verso 2: "Da casa mia cacciato" non è da intendere in senso letterale. Significa piuttosto: "incompreso dalla società" e quindi pervaso da un senso di profonda e opprimente solitudine.
Ricordatevi una cosa: la solitudine è quella terribile sensazione che si prova quando non ci si sente ascoltati né capiti, quando ci si trova in un momento difficile e purtroppo non si ha nessuno su cui poter contare.
Verso 3: "mio romantico amico fiume lento". Apostrofe al fiume, definito romantico, per il dolce e lento scorrere delle sue acque. Il corso d'acqua è un elemento amico, sembra quasi che il poeta cerchi di instaurare un dialogo con un'entità della Natura. Come il Leopardi poco più che ventenne con la luna: "O graziosa luna, io mi rammento".

Versi 4-7: 

Guardo il cielo e le nuvole e le luci 
degli uomini laggiù così lontani 
sempre da me. Ed io non so chi voglio  
amare ormai se non il mio dolore.

E' ribadito il senso di solitudine. L'ultima frase sembra ricordare ciò che Leopardi, nel 1818, scriveva nello Zibaldone: "La mia vita non può essere altro che infelice."
Leopardi e Penna non vedono speranze di risolvere la loro dolorosa condizione.
Erano due incompresi in effetti.
Non vedono via d'uscita.


Verso 8: "La luna si nasconde e poi riappare".
Partiamo dal senso letterale, che è sostanzialmente questo: la luna si nasconde tra le soffici nubi che l'attraversano. Io però credo che questa presenza discontinua della luce lunare sia un'allusione al carattere effimero della gioia. Questa fonte di luce viene e va come gli attimi di gioia nella vita.
E' lo stesso messaggio che traspare nel canto leopardiano "La quiete dopo la tempesta".
Nel canto "Alla luna",  la luna è ben visibile? Direi di no: "Ma nebuloso e tremulo dal pianto che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia". La vista della luna è resa poco nitida a causa delle lacrime del poeta. 


Versi 9-10:  I movimenti cosmici appaiono addirittura irrilevanti rispetto al doloroso stato dell'autore, stanco di contemplare i cicli ripetitivi degli eventi naturali. 
"Che fai tu, luna in ciel? Dimmi, che fai?", così inizia il "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia", scritto da un Leopardi che non riesce a scoprire nè il senso dell'esistenza del mondo né il valore di una vita troppo sofferta.


Il tema dell'incomprensione, del male di vivere, a mio avviso traspare anche in una canzone di Tiziano Ferro intitolata "La tua vita non passerà".
Per collegare la poesia al testo della canzone dovete fare lo sforzo di concentrarvi e ascoltare per quattro minuti.




... Io sono fatta così: mi piacciono le canzoni troppo dolci e quelle dai testi molto impegnativi.


Probabilmente si parla di una persona incompresa, che vorrebbe partire, fuggire, per evitare i giudizi taglienti delle persone che parlano, parlano, parlano e credono di sapere, ma sono soltanto piene di cattiveria e ipocrisia.
Io la dedico a una persona che mi sta a cuore, alla quale voglio un sacco di bene.



"La tua vita non passerà, non passerà, non passerà... 
La tua vita io non la rassegno ad ogni fallimento." 


Io ho capito che stai sfruttando al massimo le tue molte energie.
Anche se stai vivendo un periodo difficile, molto intenso, fatto soprattutto di sacrifici, ricordati che, cavolo, TU VALI.
Sei fortissimo, ma al contempo molto sensibile, proprio come me.
Cerca di non soffrire troppo se la gente non ti capisce.
La tua vita non passerà, non passerà inosservata...
La tua grinta e la tua voglia di cooperare per rendere migliore questo mondo lasceranno un segno positivo nell'animo di tutti coloro ai quali hai cambiato la vita in meglio con la tua inesauribile e proverbiale simpatia. Tra questi ci sono io, sappilo.
Perché la vita umana non è fatta soltanto di frustrazioni, incomprensioni, sofferenza e angoscie.
Ci sono anche le gratificazioni... e ci sono l'amore e la bellezza di sentirsi ascoltati e abbracciati.
C'è chi non dimenticherà mai il bene che da te riceve.





FELICE  2018!!






                                                                                                                                          Anna







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