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22 dicembre 2017

Interpretazioni bibliche in occasione del Natale:


E' proprio giusto affermare che il Natale è ormai alle porte!
Vi riporto un paio di testi tratti dalla Bibbia che ritengo adatti per poter vivere bene questi giorni.
Naturalmente al di sotto di ognuno di essi trovate le mie considerazioni.

Ah... se nei prossimi giorni vorrete elaborare delle riflessioni mentali o scritte sui passi che stasera sto proponendo, fatelo pure, naturalmente se avrete tempo e voglia!
Ricordatevi che non esistono pensieri giusti e pensieri sbagliati a proposito dell'atto di commentare un testo, anche religioso: non tengo corsi di teologia, sono competente soltanto in materie letterarie e sono dotata del dono della fede, un dono che mi permette di interiorizzare quello che credo che un brano biblico voglia dirmi.
Qui nessuno sta facendo omelie; tanto per quelle ci sono sempre diaconi, parroci e priori e lasciamole pure a loro! A ciascuno le proprie capacità e competenze!

ISAIA 11, 1-9:

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà.

La vacca e l'orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide;
il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.  Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.


 RIFLESSIONE:

E' molto probabile che qui Isaia stia parlando di un tempo futuro messianico, un tempo in cui odio, violenza, vendetta, cattiveria e sete di potere saranno definitivamente cancellati da ponti di giustizia, da arcobaleni di pace, da luminosi raggi solari portatori di gioia e di serenità.
Mesi fa, in preda ad una crisi di pianto che mi stava annebbiando la vista e mi stava provocando un forte mal di testa, vi ho raccontato un mezza bugia: che odio il mese di marzo.
Allora, marzo è decisamente strano: alle nove del mattino cammini per le vie della tua città natale per poter raggiungere la facoltà e in quel preciso momento c'è un sole meraviglioso, abbracciato dall'aria fresca. Poi però inspiegabilmente, alle quattro del pomeriggio, dopo che per quasi tutta la giornata sei stata in aule enormi e troppo riscaldate, quando esci dalla sede dei corsi che frequenti, il cielo è imbronciato, le nubi prepotenti nascondono il sole e cadono alcune gocce. Ovviamente sei sprovvista di ombrello! L'acqua piovana è una bella fregatura per chi come me ha i capelli ricci, perché li increspa.
L'unico difetto che il primo mese di primavera ha è quello di essere meteorologicamente imprevedibile! Per il resto è bellissimo: le giornate si allungano, le farfalle volano sui fiori, gli uccellini si risvegliano e volano al di sopra di alberi e colline, i fiori nascono per rendere bellissimi i prati e timidamente anche i germogli degli alberi da frutto iniziano a spuntare.
I germogli che spuntano sui rami rendono più dolci e aggraziate le forme austere di certi alberi.
Quel germoglio che spunta dal tronco è simbolo di rinascita: la festività del Natale non dovrebbe essere considerata un evento commerciale in cui i negozi ci guadagnano un sacco di soldi.
Tutte quelle luci e tutti quei festoni non mi piacciono più così tanto. Non faccio più i gridolini di entusiasmo quando li vedo.
Da bambina moltissimo, ora non più.
Il Natale è innanzitutto ricordarsi della venuta al mondo di Gesù Salvatore per poter rinnovare la propria interiorità. E sapete che significa il rinnovo della propria interiorità, a mio avviso? Significa "brillare dentro", spronare se stessi a fare buon uso delle proprie qualità per poter giovare agli altri.
Sono stupende le persone che sorridono spesso e che brillano dentro! Perché dentro di loro lo spirito del Natale è vivo ogni minuto del giorno. Non solo, ma hanno anche il pregio straordinario di trasmetterlo a chi sa riceverlo.
Poche settimane fa ho conosciuto un ragazzo che è esattamente così, che caratterialmente sembra la copia perfetta di Martino (vedete il post del 2 dicembre 2017). Il suo carattere mi fa venire voglia di essere una persona migliore, ancora più generosa e altruista, propositiva ed entusiasta proprio come una vera viaggiatrice che è affascinata dai sentieri che la vita le propone.
Ultimamente non sono mai stanca e la malinconia (sentimento che mi accompagna più o meno da una vita) viene a trovarmi più di rado, mentre fino ad alcune settimane fa conviveva con me praticamente ogni giorno.

Ah, piccola precisazione utile per tutti: l'albero di Iesse, nell'arte medievale, è un albero genealogico secondo il quale dalla stirpe di Iesse, padre del re Davide, discenderebbe Gesù.


In basso in primo piano c'è Iesse, semisdraiato e in alto dentro al cerchio è rappresentato il Figlio di Dio.

MARCO 4, 26-29:

E Gesù diceva: 'Il regno di Dio è come la semente che un uomo sparge nella terra. Ogni sera egli va a dormire e ogni mattina si alza. Intanto il seme germoglia e cresce, ed egli non sa affatto come ciò avviene. La terra, da sola, fa crescere il raccolto: prima un filo d'erba, poi la spiga e, nella spiga, il grano maturo. E quando il frutto è pronto subito l'uomo prende la falce perché è venuto il momento del raccolto'.

 RIFLESSIONE:

Prima ho concluso con una miniatura, stavolta invece parto da un dipinto :-)


Il sole sta iniziando a tramontare, lasciando nel cielo i suoi intensi e luminosissimi riflessi dorati.
In mezzo a un campo, un contadino cammina spargendo dei semi sul terreno.
Notate un particolare decisamente insolito: il cielo, che dovrebbe contenere almeno qualche traccia di azzurro o di blu, è tutto dipinto di un giallo molto vivo. Il campo invece, che dovrebbe essere di un giallo scuro, è pieno di venature blu e azzurre, compresenti a quelle gialle e rossastre.
Vale a dire che il cielo assume il colore della terra, la terra invece prende un po' del colore del cielo.
Secondo me è una specie di allusione all'armonia degli elementi naturali. Non lo saprei spiegare bene, me lo sento dentro che forse è così.

Soprannominatemi pure "la fissata", ma la prima cosa che ho pensato in realtà non è stata l'opera di Van Gogh, ma l'atto del concepimento. Colpa di ciò che studio da otto anni!
In letteratura greca è piuttosto frequente la metafora del campo seminato per alludere all'atto sessuale e alla fecondità femminile.
Se sapete questa metafora potete tranquillamente vantarvi dinanzi al mondo di conoscere i contenuti di mezza letteratura greca e parte della traduzione del lessico verbale greco, perché vi assicuro che in questa lingua esistono come minimo trenta verbi che come secondo o terzo significato riportano sul vocabolario: "avere rapporti sessuali, fecondare una donna".
Nove mesi di gravidanza sono unici e, immagino io, irripetibili! Sono un periodo abbastanza lungo, in cui con il passare delle settimane e dei mesi si formano i vari organi e il futuro neonato aumenta di dimensioni.
E' per questo che il mistero della nascita è decisamente sorprendente e affascinante: un essere umano indifeso e bambino scaturito da due cellule biologiche minuscole, che sarebbero invisibili a occhio nudo.
L'amore tra due coniugi che dà il suo frutto nell'inizio dell'esistenza di un nuovo essere, di una creaturina che dovrebbe rafforzare in loro in vero senso di essere famiglia
(Solo Dio sa quanto tengo a questa cosa, solo Dio sa quanto sto male ogni volta che i miei litigano e urlano per motivi oltremodo futili).

"La terra, da sola, fa crescere il raccolto": Il seme cresce pian piano. E al seminatore non resta che portare pazienza e attendere che tutto ciò dia il frutto desiderato e aspettato.
Pensate a qualsiasi tipo di relazioni umane: una persona che entra volentieri in una compagnia e porta i propri contributi, magari all'inizio può avere il dubbio di risultare simpatica a tutti... Può pensare, all'inizio di questa sua esperienza: "Mi impegno, faccio del mio meglio, come mai sembrano così asciutti e poco calorosi nei miei confronti?" Poi però il tempo scorre, lei inizia a legare in particolar modo con due-tre persone del gruppo e le gratificazioni arrivano, e con loro giunge anche la gioia e la mega soddisfazione.
Dico la verità, a me sta andando anche troppo bene con il gruppo degli animatori adolescenti della mia parrocchia, perché non solo mi hanno accettata e apprezzata sin da subito ma mi sono accorta anche che tutti provano una grande stima nei miei confronti. E sono entrata poco più di un mese fa. Da alcuni giorni alcuni di loro hanno iniziato anche a regalarmi gesti di affetto. E io sto iniziando a diventare come loro, finalmente inizio ad aver voglia di abbracciare per il puro piacere di farlo.
Io qui i frutti li ho raccolti praticamente subito, mentre da altre parti, pur con tutto il mio sforzo, non ci sono mai riuscita, con un'amarezza profonda come l'Oceano Pacifico.
A mio avviso questo brano ci insegna che l'attesa è un tempo estremamente prezioso, in cui è doveroso impegnarsi se si vogliono raccogliere i risultati delle esperienze.
 Come collegarlo allo spirito del Natale??
In questo modo, rifacendosi cioè al tema dell'attesa:
- Maria ha atteso la nascita del Figlio, forse con trepidazione, forse con una calma serena.
-Dobbiamo saper mantenere lo spirito natalizio 12 mesi su 12, nelle varie occasioni in cui ci troviamo: generosità tutte le volte che è possibile, equilibrio, solidarietà nella sofferenza... e attendere/sperare riscontri positivi nelle relazioni se cerchiamo di essere validi e autentici.
L'avvento è stato un tempo di attesa, non soltanto di attesa di regali però! Di attesa dell'anniversario della Nascita del Salvatore.

Ora non ci resta che vivere con serenità l'imminente 25 dicembre
;-)

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