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28 marzo 2018

Riflessione evangelica alle porte del triduo pasquale:


In questi quaranta giorni mi sono ritagliata degli spazi di tempo libero per riflettere sui contenuti dei brani letti durante le domeniche di quaresima.
Ho poi trascritto su un quaderno tutti i miei pensieri.
Queste meditazioni il nostro Don Pietro le ha consigliate ai giovani del mio paese, durante un incontro in comunità.
Devo dire che la sua è stata una fantastica idea e che se, almeno io, non ho riscontrato difficoltà nelle riflessioni, ciò è probabilmente dovuto anche alla passata frequenza da parte mia di quei brevi corsi biblici invernali in città.
Tra i cinque brani di questo periodo quaresimale appena trascorso, ho deciso di ricopiare qui il mio commento ad un passo che da sempre fa discutere laici e religiosi per il suo carattere complesso e interessante. 
Si tratta della cacciata dei mercanti dal tempio (3° domenica di quaresima anno B, 4 marzo 2018)

GIOVANNI 2, 13-25:

"Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo."

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LA MIA RIFLESSIONE: (secondo il metodo della "lectio")

FRASI DA ME SOTTOLINEATE, CHE MI HANNO MAGGIORMENTE COLPITA:

v.16: " (...) portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!"

v.17: "(...) Lo zelo per la tua casa mi divorerà!

v.19: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere".


TITOLO A MIO PARERE APPROPRIATO:

"VIVETE LA VITA IN MODO AUTENTICO E NON RENDETE  DEI MERCATI I LUOGHI DI CULTO"!

  COMMENTO: 

Gesù sale al Tempio di Gerusalemme e lì trova i mercanti, impegnati a vendere il bestiame ai fedeli; questi ultimi poco tempo più avanti avrebbero ucciso gli animali acquistati per sacrificarli a Dio.
Quando Gesù entra nel Tempio, è subito pervaso da un sentimento di grande indignazione: per Gesù il Tempio è innanzitutto un luogo di preghiera, un luogo di meditazione e di ricerca di un dialogo profondo e silenzioso con Dio. Come si ottiene un dialogo profondo e silenzioso con Dio? In qualsiasi luogo, basta soltanto rivolgergli delle preghiere in silenzio, create con il pensiero, per le persone che amiamo e per tutti i problemi che in questo secolo devastano l'umanità: guerre, bombe lanciate da organizzazioni terroristiche, fame in Africa, prostituzione minorile, odio razziale, l'insorgenza di alcune istanze neofasciste da parte di alcuni partiti italiani di destra.
Basta rivolgere a Dio preghiere mentali brevi, semplici, prive di frasi articolate. Dio apprezza tutto ciò che noi gli offriamo, anche solo con la mente.
Un dialogo profondo con Dio lo si instaura solo se, alle nostre preghiere, si accompagnano sentimenti di pace, di amore e di rispetto per gli altri e per il Creato.
Sia la capacità di amare che un sincero desiderio di pace (interiore e nei rapporti con gli altri) rendono un uomo veramente uomo e veramente amato e accolto da Dio.
Ecco dunque che la casa del Padre non deve diventare un mercato: non dev'essere un posto in cui i fedeli manifestano tutta la loro religiosità e il loro eccessivo scrupolo per i rituali, il loro eccessivo attaccamento per pellegrinaggi e visite ai santuari. Sono esperienze belle, arricchenti, emozionanti, lo so. 
Ma ricordiamoci che il rapporto con Dio non dev'essere uguale al rapporto che si costituisce tra mercante e compratore: io ti do una merce ma tu in cambio mi consegni una cifra in denaro, equivalente al valore stimato di quello che ti ho venduto. 
Il rapporto tra uomo e Dio non è nemmeno un "do ut des" (do affinché tu mi dia), come nella latinità arcaica, periodo in cui gli dei erano considerati temibili, esseri divini da placare con sacrifici e riti, in modo tale da poterseli ingraziare.
Le indulgenze, tra l'altro, praticate almeno credo fino alla fine del Seicento, erano offerte fatte a Dio per paura di finire all'Inferno. Ma il nostro non è un Dio che è pronto a destinare le anime alla dannazione eterna: è un Dio che ama ogni volta che ci impegniamo e ci sforziamo di essere autentici, generosi; ogni volta che cerchiamo anche la vera Fede e non stiamo attenti soltanto a dei riti ripetitivi, che possono far diventare la nostra fede una "rigida tradizione da rispettare per evitare castighi divini".
Giovanni rende chiara l'analogia tra il Tempio e il Corpo di Cristo: allude infatti al suo destino di crocifissione, di sepoltura e di Risurrezione. Dio, facendo risuscitare il Figlio, dimostra che il male soccombe al Sommo Bene, anzi, è sconfitto dal Bene, che si trova in Dio.
E fa capire anche che dopo la morte noi possiamo godere della sua Gloria e Bontà.

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Concluderei questo breve post con dei consigli e degli ulteriori spunti di riflessione.

Questa è una settimana particolare.
Perché abbiamo l'occasione di incontrare un Figlio di Dio fragile, meravigliosamente umile, deriso, picchiato, maltrattato e crudelmente crocifisso. Tradito da un suo apostolo, rinnegato da uno dei suoi migliori amici.
E' un Dio che ci ama talmente tanto da mandare il Suo Unigenito per indicarci la via di salvezza dal peccato e dalla morte.
Egli ci ha amati così tanto, quindi è doveroso da parte di noi credenti dedicargli anche qualche minuto in questi giorni. Certo, d'ora in avanti, fino al 1 aprile, più o meno tutti andremo in chiesa ogni sera.
Oltre alle celebrazioni però, sarebbe a mio avviso stupendo se voi, come mi prefiggo di fare io, riservaste alcuni minuti di preghiera/meditazione. 
Devono essere dei minuti condotti in questo modo:

1) Una lettura a scelta dei brani che verranno letti nei prossimi due giorni tra:

-Episodio della lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15)
-Passione e morte del Signore. (Gv 18, 1-19,42) : siccome è molto lunga, consiglio di limitare la lettura ad alcuni versetti. E' tutto significativo, ma basterebbero anche soltanto 5 righe lette con molta attenzione per conferire senso al momento meditativo.

2) Sottolineatura o rilettura delle frasi o delle parole che maggiormente vi hanno colpito.

 3) Osservazione delle due immagini qui sotto:

"Ultima cena", Tintoretto

"Crocifissione", Tintoretto

 E' un pittore vissuto nel Secondo Cinquecento, se non ricordo male. E' passato alla storia dell'arte per l'applicazione piuttosto frequente dello stridente contrasto tra zone luminose e zone di buio. Ciò che vi consiglio di fare qui è cercare di comprendere quello che due dipinti del genere possono trasmettere al vostro animo, ponendovi alcune domande:
- "Gesù è venuto per servire, non per essere servito". Pensate che il contenuto di questa frase sia stato reso bene nel dipinto dell'ultima cena?
-"Servire"... A quali concetti vi rimanda con immediatezza questo verbo? Alla fatica della schiavitù? Alla generosità verso il prossimo? All'accontentare sempre tutti? All'essere umili, servizievoli e solidali con gli altri? Tenete inoltre presente che l'italiano "servire" è simile al latino "servare=salvare". Servizio e salvezza. Le chiavi della missione terrena del Figlio di Dio.

-Per quel che riguarda la Crocifissione: per quale motivo, a vostro avviso, il pittore inserisce un'aureola particolarmente luminosa sopra al capo di Cristo crocifisso? E' un modo per conciliare la gloria di Cristo con il sacrificio della croce?

4) Preghiera o pensiero per le persone che ci stanno a cuore (per questo spunto devo ringraziare un mio coanimatore, che lo ha raccomandato ai nostri adolescenti una volta all'inizio di un incontro).

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Una buona parte delle persone che amo sinceramente sono nate in questo mese. Quindi credo dedicherò le mie preghiere personali prima di tutto a loro.


 

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