1) SHINYA TSUKAMOTO:
Nato a Tokyo, Tsukamoto si è appassionato al cinema già da ragazzino, quando il fratello componeva dei "Super8" che si ispiravano ai film di Kaiju.
Tuttavia, la carriera di Tsukamoto è iniziata a teatro: è stato il fondatore della compagnia teatrale "Kaiju Theater" e, durante questa fase lavorativa, ha sviluppato alcune capacità tecniche utili per i suoi film.
Alla fine degli anni Ottanta, Shinya Tsukamoto ha prodotto alcuni spot commerciali e un medio-metraggio, Le avventure del ragazzo del palo elettrico, ambientato nei quartieri più degradati delle periferie delle metropoli giapponesi.
Successivamente, influenzato anche dal canadese David Cronenberg, Tsukamoto si è concentrato di più su temi come l'alienazione, l'identità e la fragilità umana.
2) SIGNIFICATO DEL TITOLO:
Hokage in giapponese significa "ombra di fuoco".
Shinya Tsukamoto, nello spiegare alcuni collegamenti tra questo e altri suoi film, spiega anche la scelta del titolo:
"Il film narra di un fuoco e delle ombre in continuo movimento che questo proietta tutto intorno, ma soprattutto delle persone che vivono nascoste tra queste ombre."
I personaggi di Hokage sembrano ombre a causa dei traumi subiti: nessuno di loro è sereno e nessuno di loro ha delle prospettive per il futuro. Vivono un presente profondamente segnato dai dolorosi traumi delle violenze subite.
3) AMBIENTAZIONE DEL FILM:
L'ambientazione si svolge per gran parte in locali interni e il periodo è l'autunno del '45, poco dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
I personaggi risultano tutti anonimi. Il regista ha ammesso di aver raccolto delle testimonianze dirette dei sopravvissuti alla seconda guerra mondiale.
4) LA PROSTITUTA:
Nel suo inizio, il film ci presenta una giovane donna intorno ai 25 anni, costretta a prostituirsi dopo la morte in guerra del marito e dopo la perdita del figlio.
La sua vita è infelice, monotona: trascorre le giornate in una piccola casa, la cui porta è sempre aperta, senza dedicarsi a nessun interesse in particolare.
Un giorno entra a casa della donna un bambino orfano costretto a rubare per sopravvivere e con lui un soldato che non può approfittare della prostituta per mancanza di soldi. In compenso però, va da lei ogni sera per cucinare, chiacchierare e riposare.
Prima della guerra, il soldato era un maestro di matematica e ora, nel '45, soffre di sindrome da stress post-traumatica a causa di bombardamenti e violenze.
Sia il bambino che il soldato tornano dalla giovane prostituta tutte le sere.
Una mattina però, il soldato vuole costringere la donna ad un rapporto dopo aver cacciato il piccolo. Pochi minuti dopo, il bambino riesce a rientrare in casa e a farlo uscire di casa puntandogli una pistola, trovata per strada.
La prostituta, traumatizzata e scossa, convince il bambino a consegnarle la pistola per riporla all'interno di un vaso e, pur di non vederlo più rubare cibo nelle case altrui o al mercato della città, gli propone di rimanere a vivere con lei.
La prostituta inizia a prendersi cura dell'orfano cucendogli la camicia piena di strappi, preparandogli una camera e dicendogli di trovare dei lavoretti per portare a casa qualche soldo.
Pur sentendo la mancanza del marito e pur tenendo una sua fotografia vicino al letto, la donna intrattiene rapporti strani con un altro uomo, non romantici e neppure troppo seri, riservandogli battute un po' ironiche: "Ti piacerebbe se fossi tua moglie?". Non so se lei abbia visto in questa figura qualche riflesso di suo marito.
Una sera l'orfano torna a casa molto tardi e ferito, per questo motivo la sua prostituta si arrabbia molto, convinta che si sia fatto coinvolgere in un litigio tra bambini.
In realtà il bambino è andato vicino ai binari della stazione cittadina, ha visto che i passeggeri gettavano dei frutti da un treno e, mentre li raccoglieva da terra, erano arrivati dei ragazzi che lo avevano picchiato per sottrargli la verdura. Ma un uomo, dopo aver preso le sue difese, gli ha proposto un lavoro.
Intanto la donna si accorge, davanti allo specchio, dei segni di una malattia della pelle, forse causata dalle radiazioni e a quel punto manda via il bambino da casa sua: "Io in te rivedevo mio figlio, ma tu in realtà non sei così intelligente. Ti odio!".
Così l'orfano prende la pistola e scappa. A questo punto incontra di nuovo l'uomo che lo aveva difeso alla stazione e che lo ospita a casa sua per alcuni giorni.
5) LA GUERRA COME TRAUMA SOCIALE:
- Desideri di vendetta:
Una settimana dopo, uomo e bambino si recano all'interno di una villa finché non vedono arrivare una coppia benestante per l'ora di cena: il marito era un generale dell'esercito che non è così sereno, dato che prova rimorsi per le azioni che si è trovato a dover compiere durante gli anni di guerra.
L'uomo che ha accompagnato il bambino nella villa spara al generale di cui fino a poco tempo prima era sottoposto. Non lo uccide, ma, con intento vendicativo, gli rinfaccia tutto ciò che ha compiuto di deleterio: quando ha costretto un suo sottoposto a stuprare una donna, quando ha fatto uccidere un altro soldato che si era rifiutato di sparare sui civili... fino ad esclamare: "Tu hai reso un mostro anche me!".
- Le condizioni psicologiche dei soldati:
In questo film, un bambino di appena 8 anni si trova costretto a vedere soldati traumatizzati, gravemente feriti, pieni di sensi di colpa, esauriti, depressi, soprattutto quando percorre i sotterranei e i quartieri della città.
6) IL BAMBINO:
Il vero protagonista del film è il bambino che rimanda a quella generazione responsabile della rinascita socio-economica del Giappone.
Tsukamoto ha dichiarato che "Hokage è una preghiera, il simbolo di una speranza che nutro nelle nuove generazioni e nella possibilità che esse diano un futuro migliore rispetto agli ultimi decenni".




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