26 febbraio 2026

LE POESIE DI VIVIAN LAMARQUE (II):

Proseguiamo con la presentazione di altre poesie della Lamarque.

Le quattro stagioni

Autunno:

Oggi gli Dèi

mi hanno mandato un regalino:

una castagna lucida

di quelle matte matte

ride nel mio giardino.

Per "Dei" credo intenda alcuni elementi naturali come gli alberi e il vento, qui divinizzati.

Gli ultimi tre versi ci presentano una personificazione della castagna il cui colore marrone tinta terra di Siena è reso lucido dalla brina e che sembra ridere.

Come la immaginate la castagna, tra un mucchio di foglie oppure isolata, sotto l'ombra di un albero che inizia a perdere le foglie?

Inverno:

-Le provviste sono già finite!

-Hai calcolato male.

(dialogo tra due formiche

il giorno di Natale).

L'inverno è la stagione del letargo per alcune specie animali come i ghiri e i ricci. 

Le formiche, a partire dalla fine della stagione autunnale, iniziano una fase di diapausa. Per questo i loro metabolismi rallentano, le larve interrompono il loro sviluppo e le formiche operaie non cercano più cibo all'esterno dei loro nidi.

In inverno infatti, questi animali si rifugiano o sotto le radici o nella corteccia degli alberi, oppure entro le mura delle case.

Primavera:

-Guarda: vangano

domani semineranno.

-E gli spaventapasseri?

-Non ti preoccupare

ti difenderò io

non ti mangeranno.

Questo è un dialogo tra due passeri.

Uno dei due fa notare all'altro l'inizio delle attività agricole nei campi e garantisce all'altro, preoccupato per gli spaventapasseri, difesa e protezione. 

Nella realtà, i passeri e altri uccelli si servono dello spaventapasseri come fosse un trespolo, quindi non so quanto sia efficace.

Raramente ho incontrato lo spaventapasseri nei film, nei romanzi e nelle poesie.

Nel Castello errante di Howl lo spaventapasseri Testa di Rapa è l'aiutante della protagonista Sophie: si muove, la sorregge quando ha un aspetto da persona anziana, ma è privato della possibilità di parlare per via di un incantesimo.

Estate:

Mentre facevo la punta alla matita

l'estate è diventata autunno

è già finita.

Nella percezione della Lamarque, l'estate scorre davvero troppo velocemente.

Si tratta di una stagione con giornate molto lunghe e calde, che permette molte più occasioni di convivialità rispetto ad altre stagioni.

Sul dimenticare, dono

Che sia forse un dono quella nebbia
quello smarrimento? che sbagliare
un ricordo aggiunga qualcosa
di nuovo al nostro breve
soggiorno - su questo mondo?
che una cosa creduta accaduta
aggiunga un'ora di vita
alla nostra vita?

La nebbia qui è emblema di una memoria offuscata dall'avanzare dell'età e anche dalle difficoltà mnemoniche senili.

Ma si riferisce a se stessa oppure alla madre adottiva ammalata, che per molto tempo ha assistito?

Mi piace molto questa domanda che la poetessa snoda dal verso 2 al verso 5, riferita probabilmente ad una fantasia verosimile, cioè, a un evento realistico ma non davvero accaduto: che sbagliare/un ricordo aggiunga qualcosa/di nuovo al nostro breve/soggiorno - su questo mondo?

Condòmino:

Al signor S.

Cammino piano, qua sotto
al terzo piano dorme un condomino
morto. È tornato morto stasera
dall’ospedale, gli hanno salito
le scale, gli hanno aperto la porta
anche senza suonare, ha usato
per l’ultima volta il verbo entrare.
Ha dormito con noialtri condomini
essendo notte sembrava a noi uguale
ha dormito otto ore ma poi ancora
e ancora e ancora oltre la tromba
mattutina dei soldati, oltre il sole
alto nel cielo, ora che noi ci muoviamo
non è più a noi uguale. È un condomino
morto. Scenderà senza piedi le scale.
Era gentile, stava alla finestra
aveva un canarino, aveva i suoi millesimi
condominiali, guarda gli stanno spuntando
le ali.

Personalmente mi colpisce l'inizio: nel primo verso, piano è un avverbio di modo, mentre invece nel secondo, la medesima parola è un sostantivo.

Solo verso la fine della lirica Lamarque rivela qualcosa a proposito del condòmino: era gentile, aveva un canarino e spesso lo vedeva affacciato ad una finestra del suo appartamento.

Questa poesia non rappresenta il ricordo del carattere di una persona dato che il sonno e la morte vengono  messi sullo stesso piano: mentre  gli altri condòmini si muovono in pieno giorno e si attengono agli impegni della loro vita quotidiana, il signor S. è morto ed è per questo estraneo al sole alto nel cielo.

Chissà in quali rapporti era l'autrice Vivian con questo signore deceduto: si conoscevano di vista? Lei lo ammirava di nascosto? Oppure erano in buoni rapporti in qualità di conoscenti?

Ad ogni modo è ingenua e bambinesca la frase finale.

No, dai, è una bella immagine.

Cambiare il mondo:

Invece sì, invece forse sì,

forse le poesie lo cambieranno un poco

il mondo.

Però tra tanto

tanto di quel tempo

sì me lo sento

che forse dalle poesie

forse verrà un poco di cambiamento

ma come un nevicare lento lento lento.

Forse le poesie lo cambieranno un poco/il mondo= ma se quasi nessuno le legge, ora come ora? 

In generale, il numero dei lettori, anche per romanzi, saggi o raccolte di racconti, si è ridotto. 

Se le persone leggono occasionalmente, preferiranno un giallo o un romanzo rosa piuttosto che una raccolta di poesie. 

La poesia mi sembra sia considerata una forma letteraria impegnativa, molto complicata, che non narra, semmai evoca.

Molte poesie hanno immagini non di immediata interpretazione. Tra l'altro, il livello culturale si è abbassato e in molti de-pensano.

Io invece in quel forse reiterato dei versi 7-8 scorgo una speranza della poetessa che paragona un possibile cambiamento in meglio dell'umanità ad un nevicare lento e, aggiungerei io, silenzioso: in pochi riflettono sui messaggi di una poesia, ma soltanto questo gruppo ristretto di cultori potrà applicarne i valori nella vita reale, senza azioni eroiche o eclatanti, ma con gentilezza, altruismo e sensibilità.


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