25 settembre 2013

Fantastici 18 anni!!!

Mancano esattamente cinque ore al mio compleanno. Divento maggiorenne. Sono emozionatissima!!!
Colgo l'occasione per descrivere i sentimenti che provo e per esporre i pensieri che in questo momento stanno attraversando la mia mente.

Compio 18 anni. Incredibile!!! Ho superato l'infanzia e sono giunta alla fine della mia adolescenza, che è stato un periodo intenso e illuminante. 
Infatti, proprio durante l'adolescenza, ho trovato degli ideali significativi in cui credere (la speranza, la pace, la tenacia) , ho scoperto la mia propensione per la poesia, ho iniziato a provare un sincero interesse per la letteratura e ho sviluppato in me sia il senso critico sia la capacità di analizzare in modo piuttosto approfondito il mio carattere. A proposito, recentemente ho letto l'enneagramma, un metodo psicologico che illustra nove tipi di personalità. Stando a questa teoria, io sono una personalità di tipo cinque con influenza quattro. Rifletto molto, trascorro diverse ore da sola dedicandomi ai miei interessi, sento il bisogno di conoscere molte cose (caratteristiche dei cinque),  adoro tutte le manifestazioni dell'arte e avverto anche il bisogno di sentirmi originale e di esprimermi attraverso la poesia (questo è tipico dei quattro).


Penso spesso con fiducia al mio futuro: l'anno prossimo, dopo il diploma, intraprenderò gli studi universitari alla facoltà di lettere. Continuerò a coltivare la mia forte passione per la letteratura e per le lingue antiche.
Impiegherò tutte le mie energie per sfruttare nel miglior modo possibile le mie capacità e per soddisfare le mie ambizioni. Quando incontrerò degli ostacoli o quando mi capiterà di dover attraversare momenti molto difficili, cercherò di confidare nelle persone che mi stanno a cuore. Voglio affrontare la vita con tenacia!!!!
La vita non è un cielo senza nuvole, nel senso che non è fatta soltanto di gioie e di gratificazioni. C'è anche il dolore, che deve essere affrontato. 

Ognuno di noi è unico al mondo e quindi, per rispetto verso se stesso, non deve consumare la sua esistenza nella più struggente malinconia ma deve valorizzare le opportunità che la vita gli offre.

Sono molto esigente con me stessa; credo nelle mie doti ma faccio fatica a perdonarmi quando non ottengo esattamente i risultati che desidero ( sia in termini di voti scolastici sia per quanto riguarda le relazioni umane).
Nella vita di tutti i giorni mi sento condizionata dall'ansia di prestazione e dalla mia voglia di dimostrare agli altri che sono brava.
Tendo a interiorizzare i dispiaceri, anche quelli più piccoli, rimugino sugli insulti e ripenso per molto tempo al comportamento di chi mi ha infastidita. Non riesco ad affrontare le persone che mi fanno stare male e in effetti tendo a conservare i miei sentimenti di rabbia per molto tempo.
Senza contare che a volte mi arrabbio per motivi molto futili.
Piango abbastanza facilmente: le disgrazie che affliggono le persone povere, incomprese ed emarginate mi rattristano; la bellezza di un film romantico e la straordinarietà di un'opera musicale o letteraria mi commuovono.
Sono contenta di cimentarmi, da ormai tre anni, con la poesia, mezzo che da una parte mi insegna a contemplare con ammirazione la natura, dall'altra mi stimola a percepire i sentimenti che provo. Mi aiuta a esprimere la parte migliore di me. 

E' dalla seconda media che immagino il mio ragazzo ideale, pieno di pregi e di ottime risorse.  Senza contare che è anche bellissimo fisicamente! Talvolta lo sogno di notte e, nei giorni in cui mi sento un po' malinconica, arrivo addirittura a desiderare che si materializzi di fronte a me, che mi stringa la mano e che mi porti in un posto stupendo (in un prato fiorito, sulla cima di un monte oppure, su una spiaggia deserta illuminata dal sole e accarezzata dal vento.)
L'ho chiamato Leonardo, proprio come il protagonista di quell'affascinante romanzo di D'Avenia "Bianca come il latte, rossa come il sangue". Darei qualsiasi cosa affinchè un ragazzo sensibile come Leonardo esistesse per davvero nella mia vita. Ma spero proprio di incontrarlo! 

 Comunque, concludo questa lunga riflessione confidandovi anche un forte sentimento di gratitudine nei confronti dei miei familiari che, con il loro modo (spesso dolce e comprensivo) di porsi con me, hanno dato un grande contributo alla realizzazione della mia personalità e al potenziamento degli aspetti positivi del mio carattere.
Loro mi hanno insegnato (e continuano a insegnarmelo) a guardare le cose in profondità.







14 settembre 2013

L'importanza del diritto allo studio: i miei propositi e le parole di Malala

Il nuovo anno scolastico è iniziato tre giorni fa. Per me è l'ultimo anno di liceo. In questi primi giorni, molti dei miei insegnanti hanno illustrato il programma che studieremo quest'anno e io nutro già una grande curiosità per alcuni argomenti che dovrò imparare e approfondire. So che sarà un anno estremamente impegnativo anche perchè vorrei proprio dare la migliore immagine di me all'esame di maturità. L'ho promesso a me stessa.

Colgo l'occasione per riportare alcune parti del discorso alla sede ONU di New York di Malala Yousafzai (molto probabilmente avete sentito parlare di lei), la sedicenne afghana che i talebani avevano cercato di uccidere.


" Oggi è un onore per me tornare a parlare dopo un lungo periodo di tempo. Essere qui con persone così importanti è un grande momento nella mia vita. Prima di tutto voglio ringraziare Dio per il quale siamo  tutti uguali e ringraziare tutti coloro che hanno pregato per una mia veloce guarigione e per una nuova vita. Non riesco a credere quanto amore le persone mi hanno dimostrato. Un sincero grazie a tutti...
Il 9 ottobre 2012 i talebani mi hanno sparato su lato sinistro della fronte. Pensavano che i proiettili mi avrebbero messa a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. NULLA E' CAMBIATO NELLA MIA VITA, TRANNE QUESTO: DEBOLEZZA, PAURA E DISPERAZIONE SONO MORTE, FORZA, ENERGIA E CORAGGIO SONO NATI. Le mie speranze sono le stesse, i miei sogni sono gli stessi. Sono qui a parlare per il diritto all'istruzione per tutti i bambini. Voglio un'istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi. NON ODIO IL TALEBANO CHE MI HA SPARATO. Questo è il sentimento di compassione e di perdono che ho imparato da Maometto, il profeta della misericordia. 
Cari fratelli e sorelle, NOI CI RENDIAMO CONTO DELL'IMPORTANZA DELLA LUCE QUANDO SIAMO NELLE TENEBRE. Noi del nord del Pakistan,abbiamo capito l'importanza dell'istruzione quando abbiamo visto le armi. Gli estremisti hanno paure delle penne e dei libri. IL POTERE DELL'EDUCAZIONE LI SPAVENTA. Hanno paura delle donne. Uccidono le insegnanti donne.
Il mio obiettivo è che le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per sè stesse. Facciamo appello a tutti i governi AFFINCHE' GARANTISCANO UN' ISTRUZIONE OBBLIGATORIA IN TUTTO IL MONDO PER OGNI BAMBINO.  AFFINCHE' PROTEGGANO I BAMBINI DAL DOLORE E DALLA VIOLENZA.  Facciamo appello a tutte le comunità perchè siano tolleranti e rifiutino i pregiudizi basati sulle caste, sulla fede, sul colore della pelle e garantiscano invece LIBERTA' E UGUAGLIANZA per le donne in modo che esse POSSANO FIORIRE."

"Cari fratelli e sorelle, VOGLIAMO SCUOLE E ISTRUZIONE PER IL FUTURO LUMINOSO DI OGNI BAMBINO. Nessuno ci può fermare. Alzeremo la voce per i nostri diritti. Noi crediamo nella FORZA DELLE NOSTRE PAROLE. Le nostre parole possono cambiare il mondo perchè siamo tutti insieme, uniti per la causa dell'istruzione. Non dobbiamo dimenticare che moltissime persone soffrono la povertà e l'ingiustizia, che milioni di bambini sono fuori dalle loro scuole. Cerchiamo quindi di CONDURRE UNA GLORIOSA LOTTA CONTRO L'ANALFABETISMO, LA POVERTA' E IL TERRORISMO, dobbiamo imbracciare i libri e le penne, che sono  le ARMI PIU' POTENTI. Un bambino, un insegnante, un libro, possono cambiare il mondo. L'istruzione è l'unica soluzione. L'istruzione è la prima cosa. Grazie!"


5 settembre 2013

La sensibilità del giovane Holden e la mediocrità degli adulti nel romanzo di Salinger


"Il giovane Holden" è un romanzo scritto da David Salinger, stravagante scrittore vissuto nel secolo scorso.

Sono rimasta molto colpita sia dallo stile piuttosto sgrammaticato, che rispecchia il modo di parlare e di pensare del giovane protagonista, sia dalla figura di Holden, il quale, pur essendo dotato di una notevole sensibilità che emerge soprattutto alla fine della storia, non ha per niente chiaro ciò che deve fare nella vita. 


 
La vicenda inizia nel momento in cui Holden, seduto su una collinetta, assiste distrattamente ad una partita di rugby della squadra del suo college e pensa che tra pochi giorni verrà espulso dal college a causa del pessimo rendimento scolastico.
In quello stesso giorno, decide di incontrare uno dei suoi insegnanti che abita vicino alla scuola.

Il professore, amareggiato dai mediocri risultati scolastici di Holden, lo umilia leggendo ad alta voce l'ultimo compito in classe; un tema storico pieno di notizie assurde e di contraddizioni sugli egiziani, senza dargli alcuno stimolo per migliorare se stesso e per sfruttare le sue capacità.

Dopo questo spiacevole incontro, Holden, profondamente a disagio, torna nella sua camera, dove incontra i compagni di stanza Ackley e Stradlater, due diciottenni che, oltre ad essere sempre lerci, sono tracotanti, vanitosi e inconsistenti.
Holden nutre un fortissimo astio verso entrambi e, quella sera stessa, dopo un violento litigio con Stradlater, senza avvertire nessuno, decide di tornare a casa a New York, con tre giorni di anticipo.
 Una volta arrivato a New York con il treno, si stabilisce in un hotel provvisorio dove incontra diverse persone, racconta frottole e si annnoia.
In albergo gli propongono un incontro con una giovane prostituta, ma, siccome "non si sente sessuale", la paga senza aver consumato il rapporto.

Il mattino successivo incontra Sally, per invitarla a teatro. Sally è una ragazza abbastanza superficiale, profondamente diversa da Holden; dal momento che non comprende la giusta protesta del ragazzo nei confronti dell'arroganza e della falsità di molte persone.
Quella sera stessa, Holden decide di andare a casa  per salutare la sorella Phoebe.
Approfittando dell'assenza dei genitori, i due fratelli parlano a lungo e Phoebe si dimostra sinceramente preoccupata per l'ennesima espulsione del fratello dalla scuola. 
Holden, per non essere scoperto dai genitori, decide di uscire di casa e di recarsi a casa del professor Antolini, un suo ex insegnante di letteratura inglese. Holden accetta l'ospitalità del  professore che quella sera è ubriaco fradicio ma, spaventato da una carezza che legge come un tentativo di approccio sessuale, si allontana dalla casa e, con animo triste e sconvolto, valuta la possibilità di fuggire da New York e dalla società per vivere "in mezzo a un bosco nell'est".
Prima di far ciò però, desidera salutare per l’ultima volta Phoebe e, con un biglietto, la mette al corrente del suo progetto di fuga.
Poco dopo mezzogiorno, la bambina raggiunge il fratello con una valigia nel loro luogo d'incontro, dichiarando fermamente di voler partire con lui. 
Il ragazzo, colpito da questo gesto, le intima di ritornare a casa.
Phoebe e Holden litigano ma poco dopo, il ragazzo riconquista la benevolenza di Phoebe regalandole dei biglietti per salire sulla giostra dei cavalli e promettendole di rimanere a New York.
Mentre osserva la sorella sulla giostra, Holden, per la prima volta dall'inizio del romanzo, si sente felice.

E' importante considerare che nel libro emergono altri tre personaggi che sono importanti punti di riferimento per Holden. Uno di questi è D.B., il fratello maggiore di Holden, ex soldato e autore di racconti; Jane, una vecchia amica d'infanzia, evocata dal ragazzo nei ricordi del passato più piacevoli e Allie, l'altro fratello di Holden, morto di leucemia.

Io credo che Salinger, con questo romanzo piuttosto commovente e intrigante, abbia voluto dare un prezioso insegnamento a noi giovani: Holden, insoddisfatto della sua vita al college, lo abbandona volentieri e vive così una lunga serie di avventure che lo mettono in stretto contatto con una società caratterizzata dall' ipocrisia e dalla superficialità.
Holden si allontana dal college per cercare la felicità e la serenità dove non c'è e soprattutto, dove non può trovarla. Un ragazzo che detesta la superbia e l'irresolutezza che caratterizzano la società in cui vive, ha bisogno di una persona che lo comprenda e che gli dia un affetto sincero, come la sorella Phoebe, bambina molto più matura della sua età. I divertimenti mondani e le persone vanitose e frivole deprimono Holden e non lo stimolano a dare la migliore immagine di sè.











4 settembre 2013

Gli effetti del progresso tecnologico, i danni dell'eccesso di tecnologia, l'importanza della scrittura


Da alcuni anni ormai, tentiamo di costruire macchine sempre più intelligenti che assomiglino al nostro cervello. Invece, sono proprio loro che, creando realtà alternative immaginarie ma convincenti, fucinano la nostra mente e non ci aiutano a sviluppare la capacità relazionale, indispensabile per comprendere la vita interiore degli altri.


Recentemente, è stato attuato un esperimento da alcuni scienziati americani che rivela gli effetti dell'intelligenza artificiale sui nostri circuiti cerebrali. 
Nel laboratorio di realtà virtuale dell'Università di Stanfort, una ricercatrice ha diviso settanta individui in due gruppi con diverse abilità ma con la missione comune di salvare un figlio dopo un terremoto. Mentre ad un gruppo è stata concessa la capacità (virtuale) di volare liberamente, all'altro è stata affidata soltanto la possibilità di farlo a bordo di un apparente elicottero.
Alla fine del volo, la ricercatrice ha rovesciato un portapenne. 
Il gruppo di persone che nell'esperimento aveva volato liberamente, ha reagito qualche secondo prima e ha raccolto un numero maggiore di penne rispetto all'altro. Lo psicologo Robin Rosemberg, dopo essere stato informato riguardo ai risultati di questo esperimento, ha affermato:" Se stai volando ti senti molto potente e la sensazione di potenza rende la gente più generosa".

Il sistema logico dei social network riflette inoltre la mentalità analitica degli ingegneri che li hanno realizzati. Proprio per questo motivo stiamo perdendo empatia per i sentimenti degli altri e stiamo sostituendo l'emotività con l'etica. Infatti,  "... invece che sensazioni emotive, abbiamo ragioni logiche per essere carini", sostiene il tecnologo Jaron Lanier.
Per comunicare con un coetaneo, gli adolescenti preferiscono l'elettronica al contatto diretto per evitare brutte figure e per contattare l'altra persona nel modo meno impegnativo possibile, disimparando ad attribuire importanza al linguaggio non verbale, che esiste da molti secoli.
I giovani sono meno empatici degli anziani perchè, preferendo le interazioni telematiche, non sono abituati a interpretare la mimica facciale.
Un sorriso,una sincera stretta di mano e un abbraccio esprimono amicizia e affetto molto meglio di un messaggio sul cellulare o di una faccina sorridente in chat.

I mezzi tecnologici sono molto utili nel restituirci informazioni inaccessibili, leggere un libro nella poltrona del proprio salotto è completamente diverso dal farlo davanti alla schermo di un computer. 
Durante una lettura molto profonda, attiviamo diverse aree del cervello: sia quelle dell'attenzione sia quelle del movimento, perchè ci immedesimiamo in quello che stiamo leggendo.
Il computer affina la nostra abilità di multitasking ma peggiora le nostre capacità di filtrare le distrazioni; quindi, leggere di fronte ad uno schermo non aiuta nè a concentrarsi nè a immedesimarsi.
Lanier asserisce anche che: "Stiamo creando un monocervello freddo e incapace di sintonizzarsi. Abbiamo disegnato un paradiso per gente con la sindrome di Asperger."


Tuttavia, prima di allarmarci del rischio di un pensiero univoco, bisogna considerare il fatto che la standardizzazione del web è una delle più grandi realizzazioni dell'umanità.
In essa, convergono due aspetti. Il primo è che il pensiero comprende un principio importantissimo: l'uomo è un animale sociale, il cui principale scopo della vita è instaurare relazioni con altri individui. Il secondo invece, valuta il fatto che il sistema di universalizzazione del pensiero più forte è proprio quello della tecnica. La tecnica più utilizzata nel web è quella della scrittura, strettamente legata al pensiero. La scrittura infatti, rende il pensiero astratto, analitico, lineare, significativo.
 Rousseau diceva fermamente che, prima dell'invenzione della scrittura, l'umanità restava bambina anche se il tempo passava.

In effetti, senza scrittura non ci sarebbero nè la storia nè la scienza e le generazioni non progredirebbero mai nel corso della storia. 

Nell'era dell'informatica dovremmo considerare  sia i vantaggi che la tecnologia ci offre, sia i danni che un eccessivo utilizzo della virtualità comporta, al fine di imparare ad affrontare le nostre emozioni e di elaborare accuratamente le informazioni che percepiamo.







27 agosto 2013

20 anni di cittadinanza europea; un diritto da riscoprire per combattere la crisi


I DIRITTI DELLA CITTADINANZA:

La firma del trattato di Maastricht
Il 2013 è stato dichiarato dalla Commissione Europea "Anno europeo dei cittadini", in onore dei festeggiamenti per il ventesimo anniversario della cittadinanza europea. Sono infatti trascorsi  vent'anni dall'entrata in vigore delle nuove norme contenute nel trattato di Maastricht, documento firmato il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi membri della comunità europea di allora. Il trattato è entrato in vigore nel novembre del 1993 ed è nato con l'obiettivo di sostituire alla Comunità Europea l'Unione Europea per favorire l'integrazione tra i vari popoli del nostro continente.

Dalla cittadinanza europea derivano parecchi diritti e tra questi, il diritto di spostarsi e di risiedere liberamente nell'U.E. , il diritto di votare, (oltre a quello di candidarsi), alle elezioni amministrative ed europee nello stato membro in cui vive, il diritto di presentare una petizione (domanda scritta e indirizzata da un privato a un'autorità) al Parlamento Europeo e di rivolgersi anche al Mediatore Europeo e alle altre Istituzioni dell'U.E.
Nonostante la chiarezza del sistema, esistono ancora oggi alcune difficoltà a far valere questi diritti. E' quindi di fondamentale importanza che l'Europa divenga un unico grande spazio in cui abitare, lavorare, studiare, senza discriminazioni di alcun genere. Tutti noi siamo parte dell'Europa.
Come prevede il concetto dell'Europa a due velocità, le decisioni devono essere prese in comunità. 
I paesi dell'U.E. infatti, non hanno gli stessi ritmi nel raggiungimento degli obiettivi verso il progresso e verso l'integrazione. La fascia che comprende i paesi economicamente più forti è costituita da Germania, Austria, Francia e Olanda, mentre i Paesi della zona mediterranea (Italia compresa), hanno molte difficoltà a stare al passo con le riforme economiche e sociali. 







L' UNIONE EUROPEA IN TEMPO DI CRISI:

L'inizio ufficiale della crisi economica risale al 2008, quando si è verificato il crollo finanziario di alcune banche negli Stati Uniti. In realtà, l'aumento dei consumi, la progressiva perdita del valore del denaro, i debiti eccessivi rispetto alle proprie possibilità sono tutte cause dell'attuale crisi economica, triste conseguenza del consumismo sfrenato che per diversi anni ha coinvolto il mondo.

Gli obiettivi che sono stati posti dalla Commissione Europea devono assolutamente essere raggiunti e c'è parecchio lavoro da svolgere per arrivare a non sentirci più così lontani tra uno Stato e l'altro. 
La disoccupazione e la povertà sono fenomeni che hanno colpito molte delle nostre famiglie. Diventa quindi necessario e fondamentale uscire dalle nostre case e dal nostro egoismo per venire incontro agli altri, a chi si trova in difficoltà, "senza lasciarsi rubare la speranza", come recentemente ha affermato Papa Francesco I.
Dobbiamo riscoprire il valore di quello che già abbiamo e il piacere dei passatempi sani, che ci permettono di stare in stretto contatto con gli altri. Si potrebbe superare la situazione di crisi cambiando mentalità e ritmi di vita, imparando a rispettare l'ambiente in cui si vive. 
Anche i governanti dovrebbero finanziare progetti che facciano ripartire i paesi più deboli.
Molto frequentemente si sente parlare di risparmio energetico, di sostegno alla ricerca, di innovazione. Ma sono concetti messi in pratica? Per rinnovare veramente, si deve dare spazio alla partecipazione dei cittadini, sostenendo senza sprechi superflui le nuove scoperte che, oltre a creare più posti di lavoro, danno origine a miglioramenti tecnologici e ambientali.












13 agosto 2013

Il decreto del governo Letta sul femminicidio e riflessioni intorno al fenomeno

Pochi giorni fa, il governo Letta ha approvato un decreto legge che fornisce strumenti più efficaci alle magistrature e alle forze dell'ordine per debellare i reati di stalking e la violenza nei confronti delle donne.


Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha affermato di voler attuare una "lotta senza quartiere al femminicidio" e ha poi ringraziato l'ex ministro delle pari opportunità Josefa Idem, dal momento che quest'ultima aveva proposto una lunga serie di provvedimenti per tutelare le fasce più deboli della popolazione.
Il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha inoltre spiegato che gli obiettivi di questa legge sono: prevenire la violenza di genere, punirla e difendere le vittime.
Il decreto legge propone l'allontanamento dai luoghi domestici dei mariti violenti, l'arresto per i violentatori e l'aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minorenne o se la donna è incinta.
Inoltre, viene anche previsto di dare un forte sostegno alle vittime straniere mediante il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario.
Oltre a tutto ciò, la legge dichiara l'arresto obbligatorio e la denuncia irrevocabile per gli stalker.
Benissimo!!!
Da parte dei politici è giusto e doveroso emanare leggi che difendono i diritti delle donne che sono vittime di gravi violenze.



D'altro canto, però, invito caldamente tutti voi lettori, uomini, donne, ragazzi e ragazze, a porvi questa domanda:" Perché il fenomeno del femminicidio è così frequente?"
(In effetti, quasi quotidianamente, i mezzi di comunicazione ci informano riguardo alla morte violenta di una donna per mano di un uomo).

Alcuni di voi risponderanno:"Perché molti uomini non riescono ad accettare di essere lasciati. Non si rassegnano di fronte alla fine di una relazione sentimentale."
Certamente questo è vero ma, a mio avviso, è una risposta abbastanza riduttiva.
C'è qualcosa che va oltre al fatto dell'incapacità di superare un fallimento relazionale.

Il fatto è che i molti disvalori della società in cui viviamo non ci stanno insegnando né a rispettare le pari opportunità né a riconoscere le risorse intellettuali e morali delle donne.

Internet e televisione non educano (in particolare gli spot pubblicitari, i concorsi di bellezza e le telenovele argentine), anzi...  stimolano idee perverse e considerano unicamente le risorse fisiche delle donne, spesso in modo volgare.

Io credo che il valore del rispetto debba provenire innanzitutto dalle famiglie.
I genitori devono evitare che i figli crescano credendosi dei "principini" a cui tutto è dovuto. 
Se così avvenisse, una volta divenuti adulti, essi non sapranno affrontare frustrazioni affettive che fanno parte della vita. Ricordiamo che nessuno è padrone di un altro individuo.

E che dire delle violenze verbali?
Questo tipo di maltrattamento è meno grave di ogni violenza fisica, ma, oltre a provocare rabbia e amarezza in chi lo subisce, vìola la dignità della persona.
Chi commette violenze verbali è solitamente una persona incapace di entrare in dialogo con l'altro e si dimostra così piena di risentimento nei confronti della sua "vittima", al punto di continuare a insultarla ogni volta che gli si presenta l'occasione, fosse anche sotto casa.











5 agosto 2013

Il pessimismo di Orwell in 1984 e l' inefficacia della falsità

Nella sua opera principale, stampata per la prima volta nel 1948, Orwell immagina un mondo futuro diviso in tre grandi potenze chiamate Oceania, Eurasia ed Estasia che, oltre ad essere costantemente in guerra tra loro, si preoccupano di mantenere il controllo totale sulla società, sulla storia dell'umanità e sulla cultura.
Il romanzo è ambientato in Oceania a Londra e la società viene governata secondo i principi del Partito Socialista Inglese, ed è guidata dal Grande Fratello, capo onnipotente, venerabile e infallibile che controlla assiduamente la vita di tutti i cittadini mediante i teleschermi, oggetti di alta tecnologia presenti in ogni abitazione. I membri del Partito vivono in palazzi moderni e molto alti.
I proletari invece, l' 85% della popolazione dell'Oceania, incapaci di confrontare il passato con il presente, vivono nella città vecchia, lavorano per cercare di sopravvivere ma non vengono controllati dai membri del Partito, che li considera soltanto animali.
Nel regime, assume un ruolo molto importante la psicopolizia, che interviene ad ogni minimo sospetto di ribellione e di eterodossia e che spesso rapisce i dissidenti del regime durante la notte.
In Oceania, la menzogna diventa verità e passa alla storia, tramite la sconcertante teoria del Bipensiero. 
I testi letterari vengono riscritti continuamente eliminando tutto quello che non è conforme alle ideologie del Socialismo Inglese e, tutti i fatti che rivelano i fallimenti del partito vengono cancellati.


Il protagonista del romanzo, Winston Smith, è un membro del partito, che si occupa di modificare i libri e gli articoli di giornale già pubblicati. Sin dall'inizio del libro, Winston si dimostra un personaggio intelligente e anticonformista, insofferente agli ideali del partito. Tuttavia, per evitare di essere scoperto e torturato in modo disumano, partecipa a molte manifestazioni propagandistiche del Partito e collabora con esso. La vita di Winston è però influenzata da Julia, una ragazza che nasconde la sua contrarietà al Partito, vivendo dunque una vita molto simile alla sua.

Nonostante il Partito imponga la castità e consideri l'amore utile soltanto per procreare  figli  al servizio del regime, Winston e Julia diventano amanti, si incontrano diverse volte  in luoghi di campagna, dove sono assenti i teleschermi e decidono di aderire a un'organizzazione clandestina, fidandosi di O' Brien, un funzionario del partito che diverrà per Winston una guida significativa.

In realtà, O'Brien tradisce Winston e Julia facendoli arrestare e imprigionare.
Winston subirà un lungo, penoso e angosciante periodo di torture e di pestaggi e, alla fine del romanzo, prima di venire ucciso, si convertirà alle ideologie del Partito.

Il romanzo di Orwell è profondamente pessimista, è uno scenario desolante che fortunatamente  non si è verificato nè nel 1984 nè si sta verificando ora nel 2013. 
In particolare, è  oltremodo impressionante  la falsificazione della storia che viene attuata dal regime e sono  sconcertanti  i suoi slogan :" La guerra è pace, la libertà è schiavitù e l'ignoranza è forza".  La guerra tra Oceania, Eurasia ed Estasia è perenne; tuttavia, nessuno dei tre stati conquista dei territori o sottomette gli abitanti di un altro stato, ma attua la guerra soltanto per mantenere intatta la struttura della società, la quale deve continuare ad essere inalterata dal momento che gli obiettivi dei  gruppi della società devono sempre essere assolutamente inconciliabili tra loro.

  A mio parere, il romanzo antiutopico di Orwell dà un altro importante insegnamento : le doppie facce vengono sempre scoperte. La doppiezza non risolve i problemi della vita reale e non è una via di fuga. Se si vive in un sistema politico autoritario, la doppiezza che una persona assume  nei confronti di questa forma di governo(come Winston e Julia, che si sono resi collaborativi nelle manifestazioni propagandistiche e hanno lavorato per incrementare il potere del regime ma al contempo trasgredivano le regole) viene smascherata sempre e comunque perchè la singola persona all'interno di un qulasiasi stato autoritario, è costantemente controllata
( in un regime infatti, regnano la diffidenza e l'oppressione).
 Se invece si vive in un sistema democratico e un individuo sceglie di assumere comportamenti ipocriti, pagherà le conseguenze( libertà significa responsabilità delle proprie azioni) della sua falsità perchè nella democrazia le persone si confrontano e dialogano. Siamo nati per instaurare rapporti con gli altri e se applichiamo l'ipocrisia roviniamo le relazioni.  

Ad ogni modo, una vita sincera è una vita autentica.











"SENTIERI PARTIGIANI"- P. MALAGUTI (II):

Ci sono altri passaggi piuttosto interessanti all'interno di Sentieri partigiani. 4) LA FINE DI BENITO MUSSOLINI: Nell'estate 2010,...