Post

Visualizzazione dei post da aprile, 2011

Grazie Signore...

E' un testo in prosa anaforico, che ho scritto poco dopo la veglia di mezzanotte del sabato santo. Grazie, Signore per la mia sensibilità , che suscita in me la solidarietà verso il prossimo e l'attenzione nel valorizzare quello che mi viene dato. Grazie Signore per le mie lacrime "facili" : quando passo il mio tempo libero a pensare spesso sento la loro carezza delicata che alimenta in me la voglia di vivere pienamente il meraviglioso dono della vita. Grazie Signore per la mia tenacia : la forza di volontà mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi. Grazie Signore per il mio anticonformismo , per la convinzione che il mio carattere non deve omologarsi alla massa per trovare la felicità.  Grazie Signore per il mio desiderio di giustizia nel mondo: mi indigno di fronte alle tristi realtà dei paesi poveri e mi rattristo se penso che diversi uomini sono trincerati nel proprio egoismo. Grazie Signore, perchè so comprendere la straordinarietà del vivere . Grazie Sig...

Libertà, Uguaglianza e nazionalità

E' un tema che ho svolto alla fine della seconda media. Avrei dovuto scriverlo entro il 17 marzo, in occasione dell'unità d'Italia ma... c'è sempre il 25 aprile!!! Libertà, uguaglianza e nazionalità sono considerati oggi  valori inestimabili e scontati. Ma nella storia non è sempre stato così. Queste conquiste sono frutto di idee e lotte iniziate a partire dal 1700. Nel Settecento, in Europa si diffuse la cultura illuminista, contraria all'assolutismo dei re e ai privilegi nobiliari. Essa affermava che tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge. Seguaci di questo movimento culturale erano i borghesi e i nobili "illuminati". Gli illuministi, in particolare Rousseau, Diderot, Voltaire e d'Alembert proclamarono l'uguaglianza di tutti i popoli e di tutte le razze. L o strumento del progresso sociale doveva essere la ragione umana e in nome di essa, dovevano essere condannate la guerra, la caccia alle streghe e la tratta dei neri. Molti epis...

Poesia pianto antico: Carducci

Immagine
E' un' odicina anacreontica (tipico stile di poesia in cui è esaltato l'amore e in cui l'ultimo verso è settenario tronco) molto famosa, scritta da Carducci nel giugno del 1871, in onore del figlio Dante, deceduto in tenerissima età (che tragedia immane!!!!) E' una poesia che colpisce molto: il dolore di Carducci è un dolore che accomuna gli uomini di ogni epoca, ecco come si spiega nel titolo. La prima strofa mette in evidenza l'albero di melograno, che è l'ultimo frutto che matura e quindi anche l'ultima pianta che fiorisce. Il bambino tendeva la sua mano minuta verso i frutti. Va precisato inoltre che il melograno contiene 3 semi e il numero ricorda l'età del bambino.  Questa prima strofa è caratterizzata dalle vocali A ed E che mettono in evidenza il rifiorire della natura, un rifiorire che dona gioia e speranza e il ricordo del bambino che tendeva la mano suscita tenerezza.   La seconda strofa comincia col descrivere il giardino della casa d...

Il valore delle nostre vite

Quando ascolto ogni settimana Padre Ermes che spiega il vangelo della domenica, piango. Padre Ermes... che persona straordinaria!!!!! Lo stimo immensamente!!! E' un uomo completamente conquistato da Dio! Ogni volta che lo ascolto, mi sembra che dentro di lui ci sia una fiamma ardente d'amore verso il prossimo che lo fa vivere con serenità. Mi colpisce molto anche il suo tono dolcissimo mentre parla. Dopo averlo ascoltato mi convinco ogni volta dell'importanza della voglia di vivere!  La voglia di vivere è come un vento che sfiora le verdi foglie primaverili di alberi imponenti, un vento che penetra nell'animo di chi sa ascoltare il suo fruscio. Penso al fascino della notte, illuminata da meravigliose perle dorate, che brillano nel blu infinito del cielo! Penso alla voglia di vivere come un delicato fiore di campo che respira l'aria mite di una giornata primaverile. Immagino una cascata limpida e fresca, che bagna  ripide rocce  di un precipizio  e...

...contemplazione...

Nella calma solitudine   si accendono le stelle: tra il blu infinito vola  la mia anima, la brezza leggera sfiora il mio umido viso