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Visualizzazione dei post da marzo, 2020

Palazzeschi poeta:

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Ecco un Palazzeschi che pochi conoscono.. . Si tende a ricordare Aldo Palazzeschi come il poeta dei giochi fonici e delle onomatopee più originali... In realtà è anche il poeta della dolcezza e delle immagini delicate. Ho un libro a casa, dell'edizione Mondadori, nel quale sono incluse molte delle sue poesie. Vi riporto le mie riflessioni su alcune di queste. 1. CHI SONO? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: “follia”. Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: “malinconia”. Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: “nostalgia”. Son dunque... che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia. Picasso, "Famiglia di saltimbanchi" E' pur vero che "Chi sono?" l'avevo già affrontata quest'autunno durante il corso di letterature c...

Gli haiku nella letteratura giapponese dal Seicento al primo Ottocento:

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Bisogna amare l'autentico e l'essenziale  per poter scorgere la bellezza. Siamo in un periodo veramente molto difficile. Dobbiamo tutti rimanere nella nostre case per evitare di aumentare i contagi e di peggiorare ulteriormente una situazione già molto grave e drammatica. Ci saranno altre primavere, ci saranno mille altre occasioni per poter passeggiare all'aperto e per poter divertirsi in modo sano in compagnia. Ci saranno periodi migliori, ma vi prego: non siate egoisti, state a casa, come ha detto il presidente Conte.  Abbiate almeno un po' di compassione per i familiari delle vittime di questa nuova "peste" che non possono celebrare i funerali e abbiate rispetto per il lavoro di medici e infermieri di tutta Italia. Volete liberarvi di questa polmonite contagiosa che può diventare letale? Allora seguite le regole di isolamento coatto. E forse, o quest'estate o quest'autunno o prima di Natale, potremo riavere le nostre vite sociali. Vi pre...

La combinatorietà in Calvino:

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L'ho scritto anche la scorsa settimana: questi per me sono giorni di intensa lettura! (si sta a casa fino al 3 aprile compreso...) Vorrei condividere qui sotto le mie riflessioni su un'opera di Calvino intitolata "Il castello dei destini incrociati". Prima però parto da un paragrafo introduttivo. DATE, EDIZIONI E PROGETTI: Le edizioni di questo romanzo sono due: la prima, che è l'edizione Ricci del 1969, contiene soltanto  Il castello dei destini incrociati, la seconda invece, del 1973, include anche La taverna dei destini incrociati. Gli antefatti di entrambi sono identici: alcuni viandanti, dopo aver attraversato un bosco, giungono in un castello dotato di taverna. Condividono un pasto in silenzio, dal momento che hanno perduto l'uso della parola. Molti di loro cercano dunque di raccontare le loro storie attraverso delle carte, raffigurate ai lati di ogni pagina. C' è comunque una differenza tra il Castello e la Taverna: nel primo, i...