"Nei cimiteri, fonti/dell'acqua e del verde" A. Zanzotto:
A te, cara nonna . Domani sarà il primo anniversario dalla tua scomparsa. Questa è una poesia dello Zanzotto ventenne, inclusa nella raccolta che il poeta stesso, una volta giunto alla maturità, ha intitolato A che valse? La poesia è ambientata in autunno, presumibilmente a settembre. Effettivamente l'autore parla, all'inizio della secondo strofa, di affannate vendemmie e di gelide stelle. Quest'ultimo sintagma sta ad indicare che a inizio autunno si avverte l'escursione termica tra giorni e notte, quindi le giornate sono ancora soleggiate e abbastanza calde, mentre invece le notti risultano molto fresche. Tuttavia vorrei ritornare alla prima strofa. I cimiteri sono fonti dell'acqua e del verde. Trovo questa espressione davvero molto suggestiva, dal momento che l'ho sempre interpretata così: il paese natale di Zanzotto, ovvero, Pieve di Soligo, riceve vita dalla comunione con i suoi morti. Qui i cimiteri non hanno una connotazione negativa ma ...