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7 maggio 2026

I castelli: testimonianze storiche relative alle prime architetture (I)

10b) STORIA DEI CASTELLI DALL'ETA' TARDO-ANTICA AL BASSO MEDIOEVO

In questo post sintetizzerò le fasi più salienti della storia dei castelli dal III° al X° secolo d.C.

A) ETIMOLOGIA DEL TERMINE:

Da tempo si suppone che il termine "castello" derivi dal latino classico castrum, i, termine che indicava una fortezza allestita presso un terreno nel quale spesso si scavava un fossato.

Nelle Variae di Cassiodoro, autore vissuto nel V° secolo, compare già il diminutivo di castrum, ovvero, castellum, parola impiegata per definire "una fortezza elevata su roccia naturale". 

Cassiodoro descrive il castello di Verruca, situato a valle di Merano, in questo modo: 

Esso si presenta come un'escrescenza di sasso di forma rotonda che si innalza in mezzo ai campi così che, liberato dalle selve sui fianchi più alti, tutto il monte diventa quasi come una torre.

Tuttavia, nel VII° secolo, le Etymologiae di Isidoro di Siviglia distinguono il castrum come una "casa posta su alture" e l'oppidum come un "luogo fortificato di pianura".


B) ETA' TARDO-ANTICA:

Nel III° secolo d.C., a causa delle invasioni barbariche, i confini delle città iniziano ad essere fortificati mediante solide murature.

In Italia settentrionale le fortificazioni sorgono per proteggere la popolazione locale in corrispondenza dei solchi alpini.

Nel 490, il castello fondato dal Vescovo di Novara viene progettato per fornire un rifugio alla popolazione locale ogni volta che le popolazioni straniere invadevano quella città piemontese.

C) LE FORTIFICAZIONI IN RAPPORTO AGLI AMBIENTI NATURALI:

Nel "De munitione castrorum" si sconsiglia la vicinanza dei boschi, luoghi di incursioni inaspettate da parte dei popoli nemici:

In epoca alto-medievale, i castelli erano costruiti o in posizioni elevate, in corrispondenza di colline e montagne, oppure vicino ai corsi d'acqua. 

Occorre poi avere nelle vicinanze una fonte o un corso d'acqua, ma non tale da provocare inondazioni improvvise. Andranno invece evitati come sfavorevoli i siti in vicinanza di alture, dalle quali un nemico possa osservare ciò che accade nella fortezza, e di boschi, crepacci e avvallamenti che gli consentano di avvicinarsi nascostamente.

Le fonti scritte ci forniscono diversi termini con i quali venivano definiti i castelli italiani: la parola corona designava le fortezze trentine ricavate nelle spaccature delle rocce, il termine saxum era invece legato ai castelli presenti nelle zone alpine e infine, la parola rocca, di origine gallica e introdotta in Italia a partire dall' VIII° secolo, designava soprattutto fortezze con funzioni militari e non residenziali.

D) IL FENOMENO DELL'INCASTELLAMENTO:

Nel IX° secolo, una volta raggiunta la sua massima espansione attraverso la conquista di territori quali l'Aquitania, la Sassonia e la Bretagna, l'Impero Carolingio fa costruire nuove fortificazioni per tutelarsi da offese esterne.

Nel IX° secolo sorge quindi l'incastellamento ad opera di vescovi e funzionari: ecclesiastici e aristocratici agiscono in modo autonomo dal potere centrale facendo edificare castelli.

L'autore del libro individua due principali cause alle quali si deve l'incastellamento:

-La ricerca di riparo e protezione da popoli esterni e violenti.

-La necessità di assicurare le attività agricole in un determinato territorio da circoscrivere, dato che i proprietari terrieri esercitavano poteri di signoria fondiaria sui residenti e sui coltivatori.

Oltretutto, le incursioni dei Saraceni nel Mediterraneo comportano iniziative di fortificazioni a protezione di chiese e monasteri.

Nell'ottobre dell'anno 900, l'imperatore Ludovico III° consente al vescovo di Reggio Emilia di far edificare una fortezza muraria in modo tale da poter circondare la cattedrale della città.

Utile è tener presente che i detentori dei castelli sono soprattutto vescovi e abati di monasteri oppure cittadini facoltosi di alto rango, che hanno fatto diventare il castello uno strumento di dominio contro le incursioni, questo anche a causa della debolezza e del disinteresse delle autorità centrali.

L'incastellamento dei secoli IX° e X° non rappresenta però un semplice proseguimento della tendenza alla proliferazione dei punti fortificati, in atto sin dal III° secolo d.C., ma un fatto del tutto nuovo e originale poiché si attua a cura dei signori, degli ecclesiastici e dei laici che agiscono in modo autonomo dal potere centrale (...). L'incremento numerico dei castelli contrassegna perciò, nello stesso tempo, il collasso della potenza imperiale carolingia e, contraddittoriamente, un momento di grande sviluppo e vivacità economica e demografica.

E) I FOSSATI:

Secondo studi archeologici, fino al X° secolo molti castelli europei erano costituiti da tumuli di terra e da legname, per cui, il venir meno di una manutenzione costante comportava la compromissione dell'efficienza difensiva.

L'unica traccia visibile di questi castelli lasciata sul terreno consiste quasi sempre nei fossati.

In Francia i castelli erano fatti di terra battuta, venivano circondati da steccati e, al loro interno, erano costituiti da aule residenziali di legno. Spesso venivano muniti anche di torre.

In Regno Unito i castelli erano di solito in legno: al loro esterno vi erano cortili fortificati  e difesi da siepi spinose in prossimità di fossati.

La conquista normanna ha introdotto il castello formato da terra e legno anche nelle zone dell'Italia meridionale. Ad ogni modo, degli stessi materiali erano i castelli del centro-nord, eretti spesso in un'area recintata da un fossato. 

Un'immagine di castello sostanzialmente simile si trae anche dai documenti dei secoli IX°-X° dell'Italia centro-settentrionale. La sua forma più elementare appare costituita da un'area recintata da un fossato con spalto di terra battuta rafforzato da opere sussidiarie di legno tra le quali compare la  "spizata", cioè una palizzata costituita da tronchi spezzati a metà nel senso della lunghezza.

Nei secoli IX° e X°, i ponti dei castelli erano in genere delle passerelle mobili e retraibili gettate sul fossato.

F) LE TORRI:

Le torri attestate nei castelli del X° secolo sono pochissime.

A metà del X° secolo, in Europa, solo un ridotto numero di castelli risulta dotato di torre: un esempio di ciò è la diocesi di Volterra in Toscana dove, su undici castelli, solo sei sono provvisti di torre.

Oltretutto, in Emilia Romagna, si edificavano le torri quando i castelli già esistevano. Ad esempio, il monastero di Sant'Apollinare in Classe di Ravenna possedeva nove castelli in territorio romagnolo, di cui soltanto tre muniti di torre.

Nel secolo successivo aumenta lievemente il numero di fortificazioni con torri ad imitazione del potere regio post-carolingio.

Una torre isolata poteva diventare il centro generatore di un castello?

Sì. Perlomeno, nella nostra penisola.

Sul colle di San Vito di Pecetto Torinese nel X° secolo sorgeva una torre e, circa cinquant'anni dopo, intorno a questa veniva edificata una cortina muraria la cui area ha visto la fondazione di edifici con base in muratura.

Tanto le fonti scritte quanto l'archeologia provano che torri isolate svolgevano sin dal secolo X° funzioni residenziali: diversi piani di calpestio associati a focolari testimoniano che la torre di San Vito di Pecetto Torinese nel suo primo periodo di vita fu utilizzata a scopo abitativo: lo stesso avveniva nel 973 entro la torre "in Loco Laceria" in diocesi di Populonia, poiché vi fu arredato un atto di vendita, e nella seconda metà del secolo XI° un anonimo personaggio a servizio del vescovo di Pavia denunciò di essere stato aggredito e derubato di suppellettili e oggetti preziosi mentre risiedeva con la famiglia nella torre affidata alla sua custodia.

Un ulteriore problema rilevato da tempo nell'archeologia medievale era costituito senza ombra di dubbio dalle posizioni esatte occupate dalle torri fino al X° secolo nell'architettura del castello: in posizioni angolari? In corrispondenza del muro di recinzione? O vicine alle porte di ingresso?

Poco conosciamo anche su dimensioni e strutture delle torri dei castelli del X° secolo. Ad ogni modo, fino alla prima metà del XII° secolo, le torri erano di solito abitate dai detentori della fortificazione.

G) CAMBIAMENTI NELLA COSTRUZIONE DEL CASTELLO:

Non possiamo dimenticare che, a partire dalla fine del X° secolo, in Italia prima ancora che in altri stati europei, gli edifici in terra e legno coesistono con alcuni castelli circondati da murature di pietra.

A partire dall'XI° secolo nelle zone alpine si riuniscono maestranze specializzate tanto nel legno quanto nella pietra.

Un esempio lo abbiamo nella bassa veronese: nel 923, gli abitanti del castello di Cerea completano un muro, attorno al loro castello, fatto di pietre.

In Toscana, inoltre, la recinzione costruita per il castello di Livorno è sempre stata totalmente in pietra, come anche la torre annessa.


29 aprile 2026

Il feudalesimo e la funzione dei castelli nell'Alto Medioevo:

10) STORIA DEI CASTELLI DALL'ETA' TARDO-ANTICA AL BASSO MEDIOEVO

Come spiegare ai ragazzini di prima media argomenti molto complessi come l'età feudale, la nascita e lo sviluppo dei castelli?

Ecco come ho organizzato io i contenuti in modo semplice e incisivo, per quattro lezioni (due settimane), corrispondenti alle lettere dei paragrafi.

Con questo post ci tengo anche a dimostrare quanto la storia e la geografia siano legate.

Prerequisiti: Pipino il Breve, Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero e la Scuola Palatina.

Periodo dell'anno scolastico: fine gennaio-inizio febbraio.

A) DA POITIERS A CARLO MAGNO- RIEPILOGO LEZIONE 1:

In questa fase iniziale credo sia utilissimo ripassare gli eventi che precedono il Feudalesimo.

A mio avviso diviene dunque fondamentale commentare una linea del tempo, in modalità "lezione dialogata", ricordando dapprima l'espansione degli Arabi in Europa dopo la morte di Maometto e l'elezione di Pipino il Breve a re dei Franchi che riceve la consacrazione da Papa Stefano II°.

In questa timeline manca un'altra data piuttosto importante: il 757, anno in cui Pipino scende in Italia e sconfigge i Longobardi, stipulando con loro un accordo che re Desiderio, alcuni anni dopo, infrange: infatti questo sovrano attacca i territori che appartenevano alla Chiesa.

Carlo Magno scende in Italia, conquista Pavia, capitale longobarda, e annette i territori della nostra penisola al suo regno.

Nella notte di Natale dell'anno 800, papa Leone incorona Carlo Magno, sovrano del Sacro Romano Impero.

Gli aggettivi sacro e romano derivano dalla convinzione di molti suoi contemporanei, che lo ritenevano una figura a cui era stato affidato da Dio il compito di ricostituire l'Impero d'Occidente.

E qui ci sono alcune domande di riepilogo anche sulla Scuola Palatina, fondata per volere di Carlo Magno:

https://www2.edu.lascuola.it/edizionidigitali/IlGrandeGioco/Vol1/StoriaGame/con-carlomagno/index.html#/lessons/_vsY9v4aIa5xImxWLoHe3hqqERlLob_n

1) Segue poi l'analisi di una miniatura che ritrae Carlo Magno:


a) Com'è vestito l'imperatore?

b) Come ritieni l'espressione del viso?

c) Tra le mani, Carlo Magno tiene un globo e uno scettro. A che cosa rimandano questi oggetti regali?

  • Ai suoi desideri di conquista.
  • Al legame con tutti i popoli conquistati.
  • Al controllo dei territori imperiali e al potere regale.
Confronto finale in classe con l'insegnante.

(tempistiche: 35 minuti circa per rievocare gli eventi della "timeline", 17-20 circa per l'analisi della miniatura).

B) L'IMPERO CAROLINGIO DOPO CARLO MAGNO- LEZIONE 2:

Cosa succede dopo la scomparsa di Carlo Magno?

Ricorrerei ad una mia presentazione multimediale per spiegarlo.

Alla morte di Carlo Magno (814), sale al trono il figlio Ludovico il Pio, sovrano che si rivela profondamente religioso. 

Dopo il regno di Ludovico il Pio, l'Impero viene suddiviso fra i tre figli Lotario, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico.

Nessuno dei tre discendenti di Ludovico il Pio intendeva, naturalmente, rinunciare alla propria zona.

Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si alleano contro Lotario firmando i Giuramenti di Strasburgo (842).

Questi accordi non sono stati scritti né pronunciati in latino, lingua riservata ormai soprattutto agli studiosi e al clero. 

Infatti, per farsi comprendere dai rispettivi eserciti, Carlo il Calvo, di lingua francese antica, ha giurato in antico alto tedesco mentre Ludovico il Germanico nella lingua del fratello.

L'anno successivo, alla fine di una breve guerra, viene stipulato il Trattato di Verdun, occasione in cui Lotario accetta di riconoscere la suddivisione dell'Impero Carolingio in tre regni distinti.

Lotario viene riconosciuto formalmente imperatore di tutti i territori.

Qui risulta stimolante leggere e analizzare, in modo individuale per pochi minuti e poi in un confronto a coppie, una fonte storica in modalità di mini-comprensione critica del testo, seguita dall'osservazione di due cartine a confronto.

2a) Nitardo, Storia dei figli di Ludovico il Pio, IX° secolo:

Dunque a metà giugno, di giovedì, presso la città di Macon, in un'isola detta Ansilla (Francia), Lotario, Ludovico e Carlo, ciascuno con un ugual numero di grandi funzionari, si riunirono e si giurarono reciprocamente di conservare la pace tra loro a partire da quel giorno e di dividere, sotto giuramento, in un placito che i loro fedeli avevano fissato, tutto il regno in tre parti, per quanto possibile uguali, ad eccezione della Langobardia, della Baviera, e dell'Aquitania. La scelta delle parti del regno doveva spettare a Lotario e ciascuno di loro doveva garantire agli altri la parte che avrebbero avuto.

Preciso che i territori della Langobardia, della Baviera e dell'Aquitania erano già stati assegnati ai tre fratelli da Ludovico il Pio prima della sua morte.

a) Chi sono i protagonisti di questo passo e che cosa decidono di fare?
b) In quale regione si trova la cittadina di Macon? 
c) Cosa significa la parola "placito"
d)A quali attuali regioni europee corrispondono la Baviera, la Langobardia e l'Aquitania?

Cartine nel tempo:


La lezione proseguirebbe con l'osservazione attenta di due cartine, da analizzare ricorrendo alla modalità della "lezione frontale dialogata". 
 
Questa è anche una cartina linguistica oltre che geografica. 

Nel nostro continente erano già nate le lingue volgari (vulgus=popolo). 

La divisione dei regni è la seguente:
  • A Carlo il Calvo spetta la Francia Occidentale.
  • A Lotario va l'Italia settentrionale e centrale (prende anche il titolo di "Re d'Italia"), oltre ad una striscia che, attualmente, comprende città sia tedesche sia francesi.
  • Ludovico il Germanico diventa re dei Franchi orientali.

Qualche secolo prima, ovvero, dopo la morte di re Clodoveo (511), il Regno dei Franchi era stato frammentato dai suoi figli in tre macro-regioni: 
  • Austrasia
  • Neustria 
  • Burgundia  
2b) A quali stati moderni corrispondono i territori ereditati dai tre figli di Clodoveo?

(tempistiche: 17 - 18 minuti per la spiegazione sui "Giuramenti di Strasburgo"/15-17 minuti max. per la comprensione del testo su Nitardo, altri 15-16 circa per le cartine).

C) L'EUROPA FEUDALE -LEZIONE 3:

IX° e X° secolo d.C. 

L'Europa vive un periodo di instabilità politica e di guerre locali. Infatti il nostro continente era attraversato da popolazioni straniere ed aggressive che saccheggiavano città e villaggi.  

Tra questi i Saraceni, gli Ungari e i Normanni.


Personalmente ritengo che qui sia necessario farli riflettere, sempre tramite la lezione-dialogo, per creare un collegamento cronologico.

3) Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e con la fine dell'età antica sono emerse delle popolazioni barbariche aggressive e abili nel combattimento. Ricordate quali? (sono due).

A questo punto, in modo individuale e autonomo, gli alunni dovrebbero riassumere, in una tabella, i tratti più salienti di entrambe le popolazioni (attività economiche, tecniche militari, religione, personaggi importanti), sottolineandone le somiglianze.


Ad ogni modo, nei vari regni del IX° secolo, il potere del re era  indebolito, mentre i vassalli approfittavano per rafforzare il loro, appropriandosi di terre concesse loro dai sovrani.

Il feudo è quindi la terra, il feudatario la governa e la amministra, il feudalesimo è un sistema politico, sociale ed economico fondato sul possesso della terra.

L'877 è anno in cui si stabilisce l'ereditarietà dei possedimenti dei vassalli che, per tutelarsi dalle invasioni straniere, fanno costruire dei villaggi fortificati, ovvero, circondati da palizzate dapprima di legno e poi di pietra, al cui centro si stagliano i castelli, spesso costruiti in cima ad una collina con duplice scopo:
  • difesa militare
  • controllo del territorio.
I primi castelli erano fatti di legno e, solo a partire dal secolo XI° vengono edificati in pietra.

4a) Gli alunni dovrebbero concentrarsi sui limiti che può avere una struttura architettonica interamente in legno.
Darei importanza alle loro supposizioni trascrivendole alla LIM e formando quindi una mappa.


Attorno ad un castello si scavava abbastanza spesso un fossato riempito d'acqua. Per entrare nella residenza era quindi necessario percorrere un ponte levatoio.

4b) Conoscete, o avete visitato in Italia, un castello circondato da un fossato?

Assegnerei una ricerca storica piuttosto sintetica, da svolgere individualmente a casa e da presentare, nella successiva interrogazione, preferibilmente in forma di "carta di identità del castello..." a partire da un elenco di castelli italiani fornito da me.

La carta d'identità del castello dovrà necessariamente includere questi dati:

A) Nome del castello.
B) Dove si trova (città, provincia, regione e posizione geografica)
C) Secolo di costruzione.
D) Stato di conservazione (castello in rovine o ristrutturato?).
E)Materiale di costruzione.
F) Ci sono torri? Ci sono ponti levatoi? 
G) Funzione originaria (Militare? Residenziale?Amministrativa?)
H) Eventi storici che hanno coinvolto la zona del castello (Battaglie? Accordi politici? Trasformazione da residenza nobiliare a museo per turisti?)
I)Eventuali leggende e storie locali legate al catello.

Il terreno tra il castello e la palizzata comprendeva le fattorie, i campi coltivabili e il bosco.

*A differenza delle curtes, nelle terre feudali c'era anche la possibilità, per i contadini, di possedere una terra che poteva anche essere venduta.


I contadini che vivevano nel feudo, dipendevano dal proprietario del castello che assicurava la protezione dai popoli nemici mentre loro garantivano lo svolgimenti dei lavori agricoli, corvées comprese.

Corvées= prestazioni straordinarie di lavoro non retribuito.

(tempistiche: 25 minuti circa sia per illustrare il contesto di instabilità politica dei secoli IX°-X° e per ricordare Unni e Germani/15 minuti max. per l'edificazione dei castelli, altri 13-14 minuti circa per ampliare i confronti tra i castelli medievali, le villae romane, le curtes e i lavori agricoli).

D) I BLOCCHI SOCIALI DELLA SOCIETÀ FEUDALE-LEZIONE 4:


A questo punto dell'Unità di apprendimento mi piacerebbe portare anche "Dentro il castello", un albo illustrato preso dai miei ricordi di diversi anni fa, che può far comprendere come si viveva all'interno di un castello tra i secoli IX° e XI°.
Molte pagine dell'albo illustrato verranno proiettate sulla LIM.

In seguito, proporrei a tutti alcune domande utili al ripasso (organizzate sempre con il supporto di "Pan-quiz"):


La società feudale era basata su rapporti di fedeltà e, dal momento che si riteneva che Dio avesse stabilito per ogni vivente la condizione sociale, si trattava di una società rigida, senza possibilità di evoluzione.

Esistevano tre grandi blocchi sociali: 
  • il clero (oratores), che aveva il compito di pregare, 
  • la nobiltà (bellatores), che difendeva il popolo 
  • chi lavorava (laborantes), tenuto a fornire i beni necessari a tutti.

I signori feudali avevano dei figli cavalieri, di solito, dal secondogenito in avanti, dato che il primo era destinato al matrimonio. 
Essere cavalieri significava mettersi al servizio o di un signore feudale oppure di un'istituzione ecclesiastica (monastero o sede vescovile).

Per diventare cavalieri erano necessari: 
  • L'investitura da parte di un cavaliere più anziano.
  • La benedizione di un membro del clero, chiamata "cerimonia di vestizione", che rendeva sacre le armi del cavaliere.
  • La promessa di combattere per garantire la giustizia e difendere i più deboli, tra cui donne e bambini.

24 aprile 2026

Oceano Pacifico, Oceano Indiano e Oceano Atlantico:

Continuo l'argomento relativo alle acque del nostro pianeta, rivelandovi ovviamente, come ho fatto la scorsa settimana, le modalità con le quali lo presenterei a dei pre-adolescenti.

Le restanti due ore saranno un mix tra spiegazioni frontali e attività di approfondimento cooperativo.

O) QUIZ RIEPILOGATIVO SUGLI ARGOMENTI DELLA LEZIONE PRECEDENTE:

Ho creato e impostato alcune domande su "Panquiz", un'App che ci è stata suggerita durante un breve corso di questa abilitazione che era denominato "Informatica a supporto della didattica".

Blogger mi consente solo di riportarlo in Jpeg, ma è possibile sia inoltrare il link su piattaforme istituzionali scolastiche sia incollarlo su presentazioni multimediali.

(Tempo stimato: circa 4-5 minuti)

A) OCEANO PACIFICO:

Proseguirei l'Unità di apprendimento con una presentazione relativa innanzitutto all'Oceano più grande del mondo, che ospita peraltro un'immensa varietà di specie marine. 

Eccovene elencate alcune: pesce-pagliaccio, lontre di mare, delfini, otarie, seppie, megàttere, plancton, squali, sardine e salmoni.

L'Oceano Pacifico è il più profondo del nostro pianeta: al di sotto del livello del mare si trovano coralli, anemoni e foreste di alghe alte anche 55 metri.

Fondamentale è rilevare la "Cintura di Fuoco", una zona di vulcanica che si estende per circa quarantamila chilometri.

In questa zona si verificano circa il 90% dei fenomeni sismici e proprio qui si trova il 75% di vulcani attivi del nostro pianeta.

E si tratta di eruzioni esplosive, non effusive.

Da molti milioni di anni, nella Cintura di Fuoco, le placche oceaniche scivolano al di sotto delle placche continentali e, ogni volta che una placca si inabissa sotto l'altra, le rocce del mantello terrestre si fondono e costituiscono il magma che risale in superficie.

*Dal momento che questa parte introduttiva all'Oceano Pacifico risulta  legata all'Unità Didattica su vulcani e terremoti, suddividerei la classe a gruppi di massimo quattro componenti. 

A ciascuno assegnerei delle specifiche attività di approfondimento, da sviluppare a casa:

-Create una presentazione del Kilauea, un vulcano delle Hawaii che erutta molto frequentemente: come si è formato, che tipo di vulcano è, qual'è l'altitudine sul livello del mare, le coordinate geografiche in cui si trova (latitudine e longitudine), quando si è verificata l'ultima eruzione e quale è stata invece quella più dannosa, in quali specie consiste e che cosa determina la diversità botanica attorno a questo vulcano.

-Costruite una presentazione multimediale o una video-presentazione (al massimo 10 slides), con immagini e cartine geografiche, relative al catastrofico terremoto in Cile del 1960.

-Elaborate un approfondimento sul terremoto di Tohoku in Giappone, indicando prima di tutto l'esatta zona geografica in cui è avvenuto e la magnitudo. Quali sono stati gli effetti e le conseguenze? Soffermatevi poi sui tipi di tecnologie che, attualmente, consentono ai giapponesi di ridurre l'impatto del terremoti.

-Soffermatevi sull'Isola di Pasqua, patrimonio mondiale dell'Umanità dal 1995: dove si trova? Com'è il clima? Quando è stato scoperta dagli europei? La vegetazione ha subito cambiamenti nel corso del tempo?

-Approfondite la Fossa delle Marianne, profonda circa undicimila metri. In particolar modo, l'elaborato dovrà concentrarsi su come si è formata e sulla storia delle esplorazioni della zona.

A me invece andrebbe il compito di trattare gli arcipelaghi più famosi di questo vastissimo oceano.

Hawaii:

Si tratta di un arcipelago vulcanico nel Pacifico Centrale, a quattromila chilometri dalle coste della California, tra i 23° e i 18° nord di latitudine.

Il clima è tropicale, per cui abbiamo una stagione secca la cui temperatura è intorno ai 29°-30°C e una umida e piovosa ma non certamente fredda (17°C).

Le coste delle isole hawaiane possono essere rocciose, non solo sabbiose. 

Inoltre, il paesaggio risulta variegato dal momento che sono presenti sia le foreste pluviali sia montagne alte e rocce basaltiche.

Le Galàpagos:

Si tratta di un arcipelago vulcanico situato a circa 956 chilometri di distanza dalle coste Ecuadoriane.

Il clima è tropicale e queste isole presentano spesso coste frastagliate. 

I tipi di vegetazione più ricorrenti sono le mangrovie e le felci.


Arcipelago Tonga:

Queste isole si trovano nel Pacifico sud-occidentale, tra i 17° e i 23° sud di latitudine.


Si tratta di ben centocinquanta isole vulcaniche costituite da lagune e scogliere la cui economia è prevalentemente agricola.

Le temperature medie vanno dai 23°C ai 30°C: sebbene gli inverni rigidi e le nevi non appartengano a questa zona, si verificano comunque molti cicloni violenti.

(Tempo stimato: 12-13 minuti)

B) OCEANO INDIANO:

La Corrente oceanica globale scorre qui molto velocemente, circa quindici milioni di tonnellate d'acqua al secondo.

In questo oceano esistono circa 25 mila isole tropicali.

Anche la fauna di queste acque è molto eterogenea. Ci sono infatti il polpo venato, i calamari, tonni, delfini, balene, tartarughe marine, capodogli e serpenti di mare (velenosi).

A questo punto introdurrei il "mega-problema" dell'inquinamento delle acque: circa due milioni di tonnellate di plastiche prodotte dai paesi del sud-est asiatico vengono trasportate ogni anno fino ai fondali di questo oceano.

Assegnerei una comprensione testuale da svolgere a coppie sul seguente testo di carattere informativo-espositivo. E questa per loro può costituire una guida allo studio.

La procedura è la seguente:

- io leggo per tutti l'articolo e gli alunni sottolineano ciò che ritengono importante.

-Individualmente rispondono alle tre domande.

-Si confrontano con un compagno sul contenuto del testo e sulle risposte date.

La plastica impiega centinaia di anni a decomporsi e compromette gravemente la qualità di vita delle specie marine che la ingoiano.

Oltretutto, allarmante è considerare che possono entrare anche nel regime alimentare di noi europei dato che la Corrente Oceanica globale trasporta i rifiuti in tutti gli oceani.

Terminerei di descrivere l'Oceano Indiano con una mia sintetica presentazione su Maldive e Seychelles.

Maldive:

Si tratta di un arcipelago costituito da ben milleduecento isole, di cui solo duecento risultano abitabili e abitate.

La loro latitudine comprende dai 7°N a 1°S (rispetto all'Equatore).

Molte di queste isole sono costituite da sabbia corallina, da palme e mangrovie oppure da sabbie derivate dall'erosione di coralli.

Gli atolli, a forma di anelli, derivano dallo sviluppo di antichi coralli su vulcani sprofondati.

Le Seychelles:

Sono i resti ancora visibili dell'antichissima mega-placca chiamata Gondwana.


Situate tra i 4°N e i 10°S di latitudine, alcune di queste isole sono costituite da montagne di granito antico oppure da coralli.


(Tempo stimato: circa 30 minuti. Venti circa per la mini-comprensione testuale e altri dieci per le mie spiegazioni).

C) OCEANO ATLANTICO:

La Corrente Oceanica Globale si sposta poi dall'Oceano Indiano all'Oceano Atlantico Meridionale.

Anche qui: termino io illustrando alcuni arcipelaghi di questo oceano che separa noi dalle Americhe.

Isole Falkland:

In questo arcipelago le coste, alte e rocciose, sono colpite quasi sempre da onde alte in ogni periodo dell'anno e da venti sferzanti e gelidi.

Situate ad este della Patagonia meridionale, si trovano ad una latitudine compresa tra i 51° e i 53° S.

Capo Horn:

Si tratta dell'estremità più meridionale del Cile.

I venti, su queste coste, si sono intensificati a causa dei cambiamenti climatici. Su queste coste le orche, pesci enormi e aggressivi, possono arenarsi oppure cacciare specie più piccole.

Costa brasiliana e Mar dei Caraibi:

Il paesaggio è qui costituito prima di tutto dalle foreste di mangrovie, già tipiche del sud-est asiatico, che si estendono lungo le rive del Rio delle Amazzoni.

La corrente del Rio delle Amazzoni trasporta tonnellate di foglie in decomposizione per circa tremila chilometri lungo le coste del Brasile fino al Mar dei Caraibi, dove prosperano i coralli.

Tuttavia, la crisi climatica sta provocando anche il riscaldamento del mare caraibico. Negli ultimi due anni, l'aumento di 1°-2°C ha minacciato la sopravvivenza di alghe e coralli, anche perché gli uragani violenti stanno divenendo più frequenti.

Una volta percorsa la zona dell'America Meridionale, la Corrente Oceanica Globale attraversa molto velocemente le coste della Florida e di New York e poi si divide in due bracci: verso est, cioè, verso le Azzorre, e verso il Nord Europa, dove porta acqua più calda all'Artico.

Azzorre:

Situate in mezzo all'Atlantico (fra i 36° e i 39°N), nelle Azzorre è purtroppo giunto, a causa dell'innalzamento delle temperature, lo squalo-balena che si nutre soprattutto di tonni.

L'umidità in questo arcipelago è elevata e il vento è presente soprattutto nelle isole più ad ovest (come Flores).

(Tempo stimato: circa 10 minuti).

La terza ora che dovrò investire su questo argomento sarà dedicata all'esposizione, all'ascolto e alla valutazione delle attività di approfondimento proposte nel Paragrafo A).

Griglie, criteri e strumenti di valutazione (molto simile a quella che ho inventato di mio quest'autunno e di cui mi sono servita nel corso di questo anno scolastico):

Contenuti: Il gruppo ha risposto a tutti i punti richiesti e le immagini aiutano la comprensione dell'argomento?  (punti max: 4) 

Correttezza: I dati riportati sono precisi? (punti max: 3)

Esposizione: La presentazione è esauriente e ben strutturata? (punti max: 3)