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24 aprile 2026

Oceano Pacifico, Oceano Indiano e Oceano Atlantico:

Continuo l'argomento relativo alle acque del nostro pianeta, rivelandovi ovviamente, come ho fatto la scorsa settimana, le modalità con le quali lo presenterei a dei pre-adolescenti.

Le restanti due ore saranno un mix tra spiegazioni frontali e attività di approfondimento cooperativo.

O) QUIZ RIEPILOGATIVO SUGLI ARGOMENTI DELLA LEZIONE PRECEDENTE:

Ho creato e impostato alcune domande su "Panquiz", un'App che ci è stata suggerita durante un breve corso di questa abilitazione che era denominato "Informatica a supporto della didattica".

Blogger mi consente solo di riportarlo in Jpeg, ma è possibile sia inoltrare il link su piattaforme istituzionali scolastiche sia incollarlo su presentazioni multimediali.

(Tempo stimato: circa 4-5 minuti)

A) OCEANO PACIFICO:

Proseguirei l'Unità di apprendimento con una presentazione relativa innanzitutto all'Oceano più grande del mondo, che ospita peraltro un'immensa varietà di specie marine. 

Eccovene elencate alcune: pesce-pagliaccio, lontre di mare, delfini, otarie, seppie, megàttere, plancton, squali, sardine e salmoni.

L'Oceano Pacifico è il più profondo del nostro pianeta: al di sotto del livello del mare si trovano coralli, anemoni e foreste di alghe alte anche 55 metri.

Fondamentale è rilevare la "Cintura di Fuoco", una zona di vulcanica che si estende per circa quarantamila chilometri.

In questa zona si verificano circa il 90% dei fenomeni sismici e proprio qui si trova il 75% di vulcani attivi del nostro pianeta.

E si tratta di eruzioni esplosive, non effusive.

Da molti milioni di anni, nella Cintura di Fuoco, le placche oceaniche scivolano al di sotto delle placche continentali e, ogni volta che una placca si inabissa sotto l'altra, le rocce del mantello terrestre si fondono e costituiscono il magma che risale in superficie.

*Dal momento che questa parte introduttiva all'Oceano Pacifico risulta  legata all'Unità Didattica su vulcani e terremoti, suddividerei la classe a gruppi di massimo quattro componenti. 

A ciascuno assegnerei delle specifiche attività di approfondimento, da sviluppare a casa:

-Create una presentazione del Kilauea, un vulcano delle Hawaii che erutta molto frequentemente: come si è formato, che tipo di vulcano è, qual'è l'altitudine sul livello del mare, le coordinate geografiche in cui si trova (latitudine e longitudine), quando si è verificata l'ultima eruzione e quale è stata invece quella più dannosa, in quali specie consiste e che cosa determina la diversità botanica attorno a questo vulcano.

-Costruite una presentazione multimediale o una video-presentazione (al massimo 10 slides), con immagini e cartine geografiche, relative al catastrofico terremoto in Cile del 1960.

-Elaborate un approfondimento sul terremoto di Tohoku in Giappone, indicando prima di tutto l'esatta zona geografica in cui è avvenuto e la magnitudo. Quali sono stati gli effetti e le conseguenze? Soffermatevi poi sui tipi di tecnologie che, attualmente, consentono ai giapponesi di ridurre l'impatto del terremoti.

-Soffermatevi sull'Isola di Pasqua, patrimonio mondiale dell'Umanità dal 1995: dove si trova? Com'è il clima? Quando è stato scoperta dagli europei? La vegetazione ha subito cambiamenti nel corso del tempo?

-Approfondite la Fossa delle Marianne, profonda circa undicimila metri. In particolar modo, l'elaborato dovrà concentrarsi su come si è formata e sulla storia delle esplorazioni della zona.

A me invece andrebbe il compito di trattare gli arcipelaghi più famosi di questo vastissimo oceano.

Hawaii:

Si tratta di un arcipelago vulcanico nel Pacifico Centrale, a quattromila chilometri dalle coste della California, tra i 23° e i 18° nord di latitudine.

Il clima è tropicale, per cui abbiamo una stagione secca la cui temperatura è intorno ai 29°-30°C e una umida e piovosa ma non certamente fredda (17°C).

Le coste delle isole hawaiane possono essere rocciose, non solo sabbiose. 

Inoltre, il paesaggio risulta variegato dal momento che sono presenti sia le foreste pluviali sia montagne alte e rocce basaltiche.

Le Galàpagos:

Si tratta di un arcipelago vulcanico situato a circa 956 chilometri di distanza dalle coste Ecuadoriane.

Il clima è tropicale e queste isole presentano spesso coste frastagliate. 

I tipi di vegetazione più ricorrenti sono le mangrovie e le felci.


Arcipelago Tonga:

Queste isole si trovano nel Pacifico sud-occidentale, tra i 17° e i 23° sud di latitudine.


Si tratta di ben centocinquanta isole vulcaniche costituite da lagune e scogliere la cui economia è prevalentemente agricola.

Le temperature medie vanno dai 23°C ai 30°C: sebbene gli inverni rigidi e le nevi non appartengano a questa zona, si verificano comunque molti cicloni violenti.

(Tempo stimato: 12-13 minuti)

B) OCEANO INDIANO:

La Corrente oceanica globale scorre qui molto velocemente, circa quindici milioni di tonnellate d'acqua al secondo.

In questo oceano esistono circa 25 mila isole tropicali.

Anche la fauna di queste acque è molto eterogenea. Ci sono infatti il polpo venato, i calamari, tonni, delfini, balene, tartarughe marine, capodogli e serpenti di mare (velenosi).

A questo punto introdurrei il "mega-problema" dell'inquinamento delle acque: circa due milioni di tonnellate di plastiche prodotte dai paesi del sud-est asiatico vengono trasportate ogni anno fino ai fondali di questo oceano.

Assegnerei una comprensione testuale da svolgere a coppie sul seguente testo di carattere informativo-espositivo. E questa per loro può costituire una guida allo studio.

La procedura è la seguente:

- io leggo per tutti l'articolo e gli alunni sottolineano ciò che ritengono importante.

-Individualmente rispondono alle tre domande.

-Si confrontano con un compagno sul contenuto del testo e sulle risposte date.

La plastica impiega centinaia di anni a decomporsi e compromette gravemente la qualità di vita delle specie marine che la ingoiano.

Oltretutto, allarmante è considerare che possono entrare anche nel regime alimentare di noi europei dato che la Corrente Oceanica globale trasporta i rifiuti in tutti gli oceani.

Terminerei di descrivere l'Oceano Indiano con una mia sintetica presentazione su Maldive e Seychelles.

Maldive:

Si tratta di un arcipelago costituito da ben milleduecento isole, di cui solo duecento risultano abitabili e abitate.

La loro latitudine comprende dai 7°N a 1°S (rispetto all'Equatore).

Molte di queste isole sono costituite da sabbia corallina, da palme e mangrovie oppure da sabbie derivate dall'erosione di coralli.

Gli atolli, a forma di anelli, derivano dallo sviluppo di antichi coralli su vulcani sprofondati.

Le Seychelles:

Sono i resti ancora visibili dell'antichissima mega-placca chiamata Gondwana.


Situate tra i 4°N e i 10°S di latitudine, alcune di queste isole sono costituite da montagne di granito antico oppure da coralli.


(Tempo stimato: circa 30 minuti. Venti circa per la mini-comprensione testuale e altri dieci per le mie spiegazioni).

C) OCEANO ATLANTICO:

La Corrente Oceanica Globale si sposta poi dall'Oceano Indiano all'Oceano Atlantico Meridionale.

Anche qui: termino io illustrando alcuni arcipelaghi di questo oceano che separa noi dalle Americhe.

Isole Falkland:

In questo arcipelago le coste, alte e rocciose, sono colpite quasi sempre da onde alte in ogni periodo dell'anno e da venti sferzanti e gelidi.

Situate ad este della Patagonia meridionale, si trovano ad una latitudine compresa tra i 51° e i 53° S.

Capo Horn:

Si tratta dell'estremità più meridionale del Cile.

I venti, su queste coste, si sono intensificati a causa dei cambiamenti climatici. Su queste coste le orche, pesci enormi e aggressivi, possono arenarsi oppure cacciare specie più piccole.

Costa brasiliana e Mar dei Caraibi:

Il paesaggio è qui costituito prima di tutto dalle foreste di mangrovie, già tipiche del sud-est asiatico, che si estendono lungo le rive del Rio delle Amazzoni.

La corrente del Rio delle Amazzoni trasporta tonnellate di foglie in decomposizione per circa tremila chilometri lungo le coste del Brasile fino al Mar dei Caraibi, dove prosperano i coralli.

Tuttavia, la crisi climatica sta provocando anche il riscaldamento del mare caraibico. Negli ultimi due anni, l'aumento di 1°-2°C ha minacciato la sopravvivenza di alghe e coralli, anche perché gli uragani violenti stanno divenendo più frequenti.

Una volta percorsa la zona dell'America Meridionale, la Corrente Oceanica Globale attraversa molto velocemente le coste della Florida e di New York e poi si divide in due bracci: verso est, cioè, verso le Azzorre, e verso il Nord Europa, dove porta acqua più calda all'Artico.

Azzorre:

Situate in mezzo all'Atlantico (fra i 36° e i 39°N), nelle Azzorre è purtroppo giunto, a causa dell'innalzamento delle temperature, lo squalo-balena che si nutre soprattutto di tonni.

L'umidità in questo arcipelago è elevata e il vento è presente soprattutto nelle isole più ad ovest (come Flores).

(Tempo stimato: circa 10 minuti).

La terza ora che dovrò investire su questo argomento sarà dedicata all'esposizione, all'ascolto e alla valutazione delle attività di approfondimento proposte nel Paragrafo A).

Griglie, criteri e strumenti di valutazione (molto simile a quella che ho inventato di mio quest'autunno e di cui mi sono servita nel corso di questo anno scolastico):

Contenuti: Il gruppo ha risposto a tutti i punti richiesti e le immagini aiutano la comprensione dell'argomento?  (punti max: 4) 

Correttezza: I dati riportati sono precisi? (punti max: 3)

Esposizione: La presentazione è esauriente e ben strutturata? (punti max: 3)

17 aprile 2026

Oceano Artico e Oceano Antartico:

*A preparare una lezione di italiano per una classe di scuola secondaria di primo grado impiego al massimo 45 minuti. D'altra parte è la disciplina in cui mi sono specializzata con la tesi di laurea. 

Un'importantissima e intrigante sfida di quest'anno scolastico, per me che sono ancora una neo-insegnante, è consistita nell'impostazione delle lezioni di storia e geografia. 

Chiaramente le mie competenze in queste due materie sono solide e approfondite. Tuttavia, per organizzare argomenti, contenuti e attività di entrambe le discipline, allo stato attuale impiego circa due ore, dal momento che voglio rendere le unità di apprendimento accattivanti e affascinanti per i miei ragazzi. 

Per quest'anno ci sono riuscita! Non solo: ho scoperto che mi piace moltissimo insegnare anche storia e geografia.

L'esame di giugno, al termine di questo percorso di abilitazione che ho intrapreso a fine inverno, richiede anche la presentazione di metodologie didattiche per strutturare un'unità didattica e di apprendimento.

Comunque... ho iniziato il percorso da timidinaInfatti all'inizio mi scrivevo le opinioni e le riflessioni su un quaderno a proposito dei contenuti delle lezioni. 

Con Didattica della Letteratura Italiana e con Antropologia (mini-corso sul razzismo nei contesti scolastici) ho iniziato a partecipare molto attivamente, suscitando anche dibattiti e discussioni tra me e altri corsisti durante questi laboratori in presenza (mai accaduto prima di questo periodo, nemmeno quando ero studentessa magistrale in Lettere). 

È davvero molto impegnativo ma mi sta piacendo.

Più avanti, quando avrò concluso il percorso abilitante, vi proporrò qualche modalità di organizzazione delle lezioni di italiano e, oltre a questo, mi piacerebbe riuscire a proporvi una mia riflessione piuttosto articolata, sul "Documento Falcucci" (1975) pro-inclusione scolastica.

9) LE ACQUE DEL NOSTRO PIANETA:

Su questo argomento del programma si potrebbe senza ombra di dubbio impostare un'Unità di Apprendimento che connetta profondamente la geografia con l'Educazione civica.

Per incasellare bene i contenuti nei seguenti paragrafi, ho anche seguito un documentario su Netflix prendendo appunti.

Ecco come organizzerei i contenuti, da trattare in tre ore di geografia e quindi, in una settimana e mezza. 

Attività programmata per una classe prima media intorno alla metà di febbraio.

Prerequisiti: distinguere i mari dagli oceani e conoscenza pregressa delle fasce climatiche del nostro Pianeta.

0)  LE CORRENTI:

Le correnti marine sono enormi masse d'acqua che si spostano da un oceano all'altro.

Le correnti calde provengono dall'Equatore e si dirigono verso i Poli, mentre quelle fredde provengono dai Poli e vanno verso l'Equatore.

Queste correnti subiscono inoltre l'influsso del moto di rotazione terrestre.

-Immediatamente dopo questa brevissima introduzione seguirebbe un link che rimanda ad un gioco in cui si propone agli alunni di collocare su una cartina muta i nomi delle distese oceaniche e dei continenti. 

https://www.geoguessr.com/it/vgp/3188

(Tempo stimato: 3 minuti)

A) ARTIDE E DINTORNI:


-Rapido brainstorming sul "Polo Nord": idee, sostantivi e aggettivi che i ragazzi collegano a questa zona del nostro pianeta. 
Posso trascrivere sulla LIM tutto ciò che mi riferiscono, in modo tale da organizzare con loro un primo schema di idee.

Poi passerei alle specie della fauna e alle caratteristiche climatiche, presentate tramite strumenti multimediali.

Al Polo Nord la fauna comprende soprattutto orsi polari e volpi artiche. Curioso è tenere presente che esistono alcune forme di vita anche sotto le lastre di ghiaccio, come ad esempio la lumaca di mare e gli unicorni di mare.

Il mutamento climatico riscalda la Corrente Oceanica: questa porta aria atlantica che riscalda l'Artide. 

Il fenomeno appena enunciato comporta lo scioglimento delle calotte polari e un pericolo di vita per alcune specie animali.

L'effetto del clima in cambiamento è evidente soprattutto considerando l'arcipelago delle Isole Svalbard che si trova nell'Alto Artico, tra i 74° e gli 81° Nord di latitudine: nel luglio 2020 gli studiosi hanno registrato temperature vicine ai 20°C per quattro giornate consecutive.

Nel 2024, le Svalbard hanno perso oltre 61 giga-tonnellate di ghiaccio. Rispetto agli anni Settanta, le temperature in questa zona sono aumentate di circa 5°C.

I residenti in queste isole sono poco meno di tremila e praticano soprattutto la pesca e, nel periodo della prima colonizzazione, l'estrazione di carbone.

Recentemente però il turismo ha sperimentato un notevole aumento.

Nelle Svalbard gli inverni sono molto lunghi e molto rigidi, con punte fino a -35°C. 

Il disgelo parziale avviene solo in estate, unica stagione in cui le temperature salgono sopra lo zero soprattutto per quel che concerne le zone costiere, grazie all'influsso di un ramo della Corrente del Golfo.

In questo arcipelago non crescono alberi, solo muschi e licheni.

Qui inoltre, la notte polare dura da novembre a gennaio: in questo periodo il sole non sorge mai e risulta frequente il fenomeno delle aurore boreali che, di tanto in tanto, interrompono il buio totale.

Tra aprile e agosto invece, il sole non tramonta mai.

L'Islanda, isola vulcanica collocata a 63°N di latitudine, presenta un clima oceanico freddo nella zona meridionale: qui gli inverni sono molto freddi mentre le estati molto umide e quindi piovose. 

Nell'Islanda settentrionale, come nelle Isole Svalbard, le precipitazioni consistono esclusivamente in nevicate e quindi il clima è polare.

*A questo punto proporrei ai ragazzi dapprima di creare individualmente una mappa sintetica relativa ad un certo clima del nostro pianeta le cui caratteristiche risultano opposte rispetto al clima polare, poi di confrontarsi a tal proposito con il vicino di banco.

In tutta l'isola, comunque, le temperature risultano basse per tutto l'anno.

La fascia polare inoltre risente dell'inquinamento per molte ragioni:

  • Aumento del passaggio di navi.
  • Il trasporto, da parte della Corrente Oceanica Globale, di plastiche e rifiuti derivati da altri oceani che compromettono la durata della vita delle specie animali anche nella zona più a nord della Terra.
(Tempo stimato: 20 minuti- poco meno di 5 per il brainstorming/15 per le mie spiegazioni/altri cinque per la mappa sul "clima X" 😌...).

B) ANTARTIDE E DINTORNI:

Vicino all'Antartide le acque sono molto fredde e i venti soffiano fino a 300km/h.

*Suddivisi in piccoli gruppi di tre o quattro persone, gli alunni dovranno organizzare una tabella o uno schema inerente le caratteristiche climatiche che loro ritengono appartenenti all'Antartide e che includa dati sintetici su: temperature, precipitazioni, alternanza luce/buio.

Eccovi un modello con le ipotesi, non con le soluzioni:

ANTARTIDE

  Temperatura:  35°C? -120°C?Precipitazioni: Piogge? 
Alternanza luce/buio: Per quanti e quali mesi?
                           


Poco dopo, mi dedicherei a presentare le isole disabitate più remote dell'emisfero australe.

Isola di Zavodovski

Fatta di scogliere molto ripide, la sua superficie è di 25 chilometri quadrati e la sua latitudine di 56°S.

Quest'isola è stata scoperta nella prima metà dell'Ottocento da ufficiali della marina russa: per questo ha preso il cognome di un tenente.

Si tratta di un'isola vulcanica in cui ghiacci e vulcani attivi coesistono.

Il vulcano più alto è lo strato-vulcano Curry (550 metri sul livello del mare), situato ad ovest dell'isola.

Il clima è freddo e ventoso per tutto l'anno e la media annuale giornaliera risulta di circa 3°C sopra lo zero.

Disabitata dagli umani, l'isola ospita circa due milioni di pigoscelidi antartici.

Georgia australe:

Anche questa è disabitata, dal momento che è una delle più remote isole del mondo, collocata sul reticolato geografico a 54°S rispetto all'Equatore.

In primavera, nella Georgia Australe la fauna si moltiplica con specie di vario genere: balene, foche, pinguini e molte specie di volatili (in particolare gli stercorari).


Antartide:

Si tratta di una distesa ghiacciata di 13 chilometri quadrati e, in alcuni punti, il ghiaccio può essere spesso anche 243 metri.

Il gelo persiste a causa della Corrente Circumpolare Antartica che agisce come un congelatore.

In Antartide ci sono anche altre specie animali, idonee a vivere in zone del nostro pianeta caratterizzate da un clima costantemente gelido: le orche, pesci molto grandi e predatori pericolosi sia per le foche che per i pinguini imperatori, la cui sopravvivenza, attualmente, non è garantita per i loro cuccioli.

Il mondo dei pinguini sta soffrendo i cambiamenti climatici: anche in Antartide, infatti, le temperature stanno aumentando rispetto al secolo scorso, motivo per cui il ghiaccio o si sta assottigliando oppure presenta delle crepe in alcuni punti.

Una parte dei climatologi ipotizza addirittura che, entro il 2100, potremmo avere un Antartide senza più pinguini imperatori.

(Tempo stimato: circa 15 minuti-  al massimo 7 per la tabella, 13 circa per il resto, video compreso)

C) IL RISCALDAMENTO GLOBALE:


Negli ultimi 150 anni la temperatura del pianeta è salita di almeno un grado.

Il riscaldamento globale è causato in buona parte dalla (ir-)responsabilità umana che, a partire dalla seconda rivoluzione industriale, ha aumentato le emissioni di gas serra (anidride carbonica e metano, ad esempio) che trattengono il calore del sole.

Gli effetti del riscaldamento globale:

  • Aumento della temperatura e del livello dei mari.
  • Riduzione delle zone dei ghiacciai in montagna.
  • Bombe d'acqua sempre più frequenti in zone dal clima temperato e continentale.
  • Esondazioni dei fiumi.
  • Comparsa di incendi in boschi e foreste.
(Tempo stimato: circa 15 minuti)

Alla fine di questa prima ora darei a ciascun alunno un foglio bianco con una domanda-provocazione su cui riflettere a casa: 

"Se l'inquinamento dipende in buona parte anche dal traffico cittadino e dalle città, ambienti artificiali a misura delle attività umane, come renderle più sostenibili nel futuro?"

Augurandomi di aiutarli nella riflessione, senza ombra di dubbio caricherei questo video su Classroom:


11 aprile 2026

"TENSHI NO TAMAGO"- "L'UOVO DELL' ANGELO":

Premetto di non aver mai visto questo film.

Me lo sono fatto raccontare da Matthias e mi dispiace essermelo perso, dato che propone al proprio pubblico simbologie bibliche vicine alla Pasqua.

Sarebbe stato affascinante per me. Non ho comunque potuto fare a meno di cercare e ascoltare alcune analisi offerte da qualche canale "Youtube". Per questo, forse sono riuscita ad elaborare una brevissima riflessione.

4 aprile 2026

La liberazione degli ebrei dalla schiavitù: spunti culturali storico-geografici

 8) PASQUA  🕊️💛

1) Esodo 14,15- 15,1

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e i suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri». 

L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. 

Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. 

Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare.

Ma, alla veglia del mattino, il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».
Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri».
Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. 
Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. 
In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare. Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè.

2) LA SCHIAVITÙ DEGLI EBREI IN EGITTO:

Le testimonianze archeologiche e alcuni frammenti di papiri egizi dimostrano che alcune popolazioni semitiche, come gli Assiri, i Caldei e parte degli Ebrei, sono stati sia schiavi degli imperatori egiziani sia residenti nella zona settentrionale dell'odierno Egitto in un periodo compreso tra il 1800 a.C. e il 1520 a.C. 

Probabilmente lavoravano alle piantagioni e all'edificazione di opere pubbliche, oltre che alla produzione di mattoni.

3) MAR ROSSO: IDENTIKIT GEOGRAFICO

  • Dove si trova= collegato al Mar Mediterraneo dal Canale di Suez, si trova tra Africa e Asia.
  • Derivazione geologica= Si è originato circa 27 milioni di anni fa a seguito della separazione tra la placca araba e quella africana.
  • Confini= questo mare bagna i seguenti stati: Egitto, Sudan, Eritrea, Gibuti, Yemen, Arabia Saudita e Israele.
  • Estensione= si estende per circa 2,250 km e i punti massimi di profondità raggiungono i 3500 metri. 
  • Temperature= si tratta di uno dei mari più caldi del nostro pianeta con temperature che vanno dai 17°C ai 32°C.

4) MAR ROSSO O LAGHI AMARI?

I Romani denominavano "rubrum" questo mare a causa della presenza di una particolare specie di alghe che, in alcuni periodi dell'anno, diventerebbero rossastre e colorerebbero il mare.

Il testo ebraico, ad ogni modo, dice: ים סוף " - "Iam Suf", ovvero, "Mare di Giunchi".

Poteva forse riferirsi al Grande Lago Amaro?

A nord-est dell'Egitto vi sono due laghi salati: il Piccolo Lago Amaro e il Grande Lago Amaro. 

La loro composizione salata è un'eccezione: si tratta infatti di laghi privi di fiumi emissari collocati in una zona climatica calda e secca in cui l'acqua evapora costantemente e i sali minerali rilasciati dalle rocce circostanti rimangono nel bacino lacustre.

E in effetti, durante le mie ore di geografia, quando ho spiegato l'Unità didattica sui paesaggi d'acqua, ho per lo più affrontato le origini dei laghi e il fatto che sono "distese d'acqua, solitamente dolci, trattenute da depressioni del terreno".

Che cosa invece differenzia un mare da un oceano?

Il mare è una distesa d'acqua salata in continuo movimento dato che le onde vengono generate dai venti, le traiettorie delle correnti marine vengono influenzate dal moto di rotazione terrestre mentre le maree dalla forza di attrazione della Luna.

L'oceano è più profondo del mare, molto più esteso dal momento che separa i continenti e privo di confini chiari e netti.

Ad ogni modo, i due Laghi Amari fanno parte del Canale di Suez ed entrambi sono attraversati da navi commerciali. 


Gli Israeliti e i popoli antichi conoscevano le differenze tra mare e lago?

La lingua ebraica non distingue "mare" da "lago"

A prova di ciò, nei brani biblici il lago di Galilea viene ripetutamente chiamato "Mar di Galilea".

Inoltre, i traduttori della Settanta greca hanno reso i termini ים סוף ", "Iam Suf" con "ἐρυθρός +  θάλασσα", ovvero, "Mare Rosso". 

Anche San Paolo ricorre alla medesima espressione quando si riferisce alla liberazione degli Ebrei dalla schiavitù. 

Considerate inoltre che percorrere una zona paludosa, all'epoca davvero poco profonda, non costituiva un'impresa né un prodigio divino degno di essere ricordato o, perlomeno, trasposto all'interno di un prezioso genere letterario (la Bibbia). 

Al contrario invece, valicare un mare che, per volere di Dio, si erge a muraglia, è un evento grandioso e straordinario.

Gli Israeliti guidati da Mosè che cosa hanno dunque attraversato?

Risulta impossibile risalire alla verità dei fatti. 

Due sono i racconti scritti e tramandati a proposito della fine della schiavitù nella terra d'Egitto ed entrambi vengono unificati in questi passi dell'Esodo: il primo si concentra su una battaglia durante la quale il Signore sconfigge l'esercito del faraone egiziano per permettere al popolo eletto di tornare nella Terra Promessa. Il secondo focalizza invece l'attenzione sulle acque che si dividono e che, per questa ragione,  avrebbero consentito il passaggio degli Ebrei, guidati da Mosè, sul suolo asciutto. 

Entrambi sono narrazioni inverosimili, motivo per cui le vicende contenute in Esodo 14 enfatizzano alcune testimonianze relative al termine di un periodo duro, doloroso e difficile affrontato da una parte del popolo d'Israele.

Il racconto biblico dunque non è da considerare in senso letterale.

Infatti, questo passaggio del Mar Rosso è stato interpretato dai padri della Chiesa come simbolo del Battesimo dato che le acque sono state assimilate a quelle purificatrici del primo sacramento per i cristiani.

Poi io aggiungo che questo episodio della Bibbia è anche una metafora di molte fasi dell'esistenza umana contrassegnate da cambiamenti significativi, ovvero, fasi di vita in cui o si sta cercando di superare un lutto o una perdita economica, oppure periodi contrassegnati da limiti, sacrifici e difficoltà funzionali a conseguire un obiettivo, a realizzare un sogno.

Se l'etimologia di "Pasqua" è "passaggio", le nostre vite sono caratterizzate da molte situazioni di "passaggio" e di continuo divenire.

5) IL MAR ROSSO NELLA STORIA:

In età imperiale romana, dunque nei primi secoli dopo Cristo, il Mar Rosso costituiva la più importante via di comunicazione per stipulare affari commerciali con l'India e con il Ceylon, terre dalle quali venivano importati gemme, avorio e seta.

Intorno alla metà del VII° secolo, gli Arabi, dopo aver conquistato l'Egitto, si impadronivano conseguentemente delle coste del Mar Rosso, zona che, unita alle loro competenze astronomiche, facilitava i loro pellegrinaggi verso La Mecca e verso le coste africane.

Anche qui: avevo detto ai ragazzi che gli Arabi, prima della predicazione di Maometto e quindi tra V° e VI° secolo, erano molto eterogenei dal punto di vista religioso (in parte politeisti, in parte ebrei, in parte cristiani) e vivevano rapporti conflittuali tra loro dato che erano organizzati in tribù seminomadi che si servivano dei dromedari per trasportare le mercanzie. 

Anche nel VII° secolo i beduini che guidavano le carovane spostandosi da un'oasi dall'altra continuavano a svolgere attività commerciali.  Tuttavia, a partire dal 632, gli Arabi hanno rafforzato le loro tecniche militari (in particolare, il combattimento a cavallo) e si sono espansi prima in Persia e poi lungo tutta l'Africa Settentrionale e la Spagna, arrivando anche in Sicilia nell' VIII° secolo.

Nel Basso Medioevo, nonostante il controllo degli Arabi di fede musulmana, questo mare era un luogo che permetteva alle Repubbliche marinare italiane (Genova, Venezia, Pisa e Amalfi) di acquistare spezie provenienti dall'Oriente.

In particolare Amalfi, nell'attuale Campania, era riuscita a stabilire scambi commerciali e culturali con Alessandria d'Egitto.

Arriviamo poi alla prima età moderna. 

Gli Ottomani, sotto il regno del sultano Maometto II°, hanno conquistato Costantinopoli (1453) che era divenuta la nuova capitale ottomana. 

Nel 1517 Selim I° ha annesso l'Egitto all'Impero, garantendo al suo governo non solo un controllo diretto del Mar Rosso ma anche un costante monitoraggio delle principali mete di pellegrinaggi spirituali, ovvero, La Mecca e Medina. 

La politica estera (e navale) di Selim I° si prefiggeva inoltre di contrastare l'influenza portoghese nelle aree portuali del Mar Rosso meridionale.

Il suo successore, Solimano Il Magnifico, ha successivamente consolidato il controllo ottomano nello Yemen, rendendo quindi il Mar Rosso un luogo fondamentale per il transito delle spezie tra Asia ed Egitto.

Tra il XVIII° e il XIX° secolo gli Ottomani esercitavano ancora la loro influenza nelle zone vicine al Mar Rosso.

A metà Ottocento l'imprenditore francese Ferdinand de Lesseps, della Societé d'Etudes du Canal de Suez, ha proposto un progetto per la realizzazione di un nuovo canale che collegasse le acque del Mar Rosso a quelle del Mediterraneo. 

Così, nella primavera 1858, sono iniziati i lavori. 

Il Canale di Suez è stato inaugurato nel 1869 e il Mar Rosso è così divenuto uno dei mari più strategici del nostro Pianeta.

6) "Il passaggio del mar Rosso", Bernardino Luini (1510):

Concludo con un mega-dipinto, suddiviso in due tavole, conservato a Milano presso la Pinacoteca di Brera.


Le onde, in primo piano, travolgono i componenti dell'esercito egiziano. Anche un elefante sta annegando, conseguenza che sarà inevitabile anche per gli uomini sul suo dorso, all'interno di una sorta di baule di legno.

Sullo sfondo, il cielo è blu e scuro nella parte più alta (si tratta della nube che oscura il percorso degli Egiziani).


Gli Israeliti si trovano tutti sulla terraferma e assistono alla drammatica fine degli inseguitori.

Mosè, con una tunica rossa e un mantello dalla tinta zafferano, sta stendendo la mano per far rifluire le acque sull'esercito nemico. 

Probabilmente la giovane donna al margine destro è la sorella Miriam, una delle prime ad intonare un canto di ringraziamento a Dio per la ritrovata libertà.

Sullo sfondo di quest'opera, a destra, compaiono le vette del Monte Sinai.