11) RAPPORTI PADRI-FIGLI: DA WALT DISNEY A PAMELA TRAVERS
1) WALT DISNEY- GIOVINEZZA E FORMAZIONE:
Nato a Chicago nel 1901, è stato fondatore e presidente della Walt Disney Company e ha creato Disneyland.
Figlio di una famiglia piuttosto numerosa che si è trasferita da Chicago nel Missouri in una fattoria vicina allo zio Robert Disney, Walt ha avuto un rapporto travagliato con il padre Elias.
Da bambino, Walt Disney vendeva giornali con il fratello Roy.
Durante la prima guerra mondiale è stato un volontario della Croce Rossa: il suo ruolo consisteva nel dipingere croci sulle ambulanze.
In questo contesto difficile e drammatico, Walt ha conosciuto Ray Kroc, fondatore del McDonald.
Dopo la fine del conflitto, Walt Disney ha frequentato un corso all'Art Institute di Chicago e, per un periodo di tempo, è stato caricaturista per alcuni giornali.
2) NASCITA DI TOPOLINO:
Walt Disney viveva ancora in uno sgabuzzino quando ha iniziato a lavorare per un'agenzia di pubblicità.
In questo ambiente sempre semi-buio, un topo gli teneva compagnia.
Da questa esperienza è stato creato Mickey Mouse, un topo un po' bianco e un po' nero in modo tale che risultasse visibile sia alla luce sia al buio.
All'inizio Walt voleva chiamarlo Mortimer, ma non era un nome attrattivo per i bambini, soprattutto se doveva essere assegnato ad un personaggio da intrattenimento.
Ben presto Mickey Mouse è diventato un cartone animato conosciuto e famoso in tutto il mondo.
Nel 1928, Walt e il fratello Roy si trasferiscono ad Hollywood dove viene fondata la Disney Production.
Successivamente Disney ha creato anche Pippo, Pluto e Paperino.
Preciso soltanto che Pluto, il cui nome potrebbe effettivamente essere un omaggio a Plutone, è comparso per la prima volta nell'aprile del 1931 nell'episodio Topolino a caccia, mentre l'anno successivo è nato anche Pippo (in inglese americano Goofy), la cui figura è stata definita da Floyd Gottfredson.
Il debutto di Paperino, anatra antipatica e scontrosa, è stato un successone sin dall'estate 1934 per i fumetti dell'epoca.
Paperino è stato considerato un antieroe per eccellenza dato che veniva considerato il simbolo dell'uomo medio moderno con le sue nevrosi.
3) BIANCANEVE:
Biancaneve è il primo lungometraggio animato.
Ispirato alla fiaba del fratelli Grimm e uscito nel dicembre 1937, ha avuto un enorme successo ed è riuscito nell'intento di commuovere il pubblico, obiettivo che si era prefissato Walt Disney.
L'aspetto interessante consisteva nel fatto che, ad ogni nano, veniva assegnato un nome che rimandava ad una sua qualità distintiva.
La Disney ha iniziato a lavorare a questo film animato già nel 1934: inizialmente molte scene sono state abbozzate per i sette nani che avrebbero dovuto costituire il fulcro della storia.
Poi però, è prevalsa la scelta di concentrarsi sul rapporto tra Biancaneve e la regina, tagliando alcuni episodi come la cena dei nani, un litigio tra Brontolo e Dotto e una riunione tra i nani dove si consultavano tra loro per un regalo a Biancaneve.
Nel 1938 Biancaneve è stato doppiato con sottotitoli per il pubblico italiano e l'anno successivo ha ricevuto il Premio Oscar alla carriera e anche quello per la miglior colonna sonora.
Per la realizzazione di Biancaneve, Disney ha assunto il ruolo di stilista del colore, condizionando la cromìa di molte scene e ideando i volantini pubblicitari della prima proiezione in California.
4) DUE FLOP:
Per quali motivi due lungometraggi animati, usciti rispettivamente nel 1939 e nel 1940, non hanno avuto successo?
È stato considerato un film razzista soprattutto in riferimento ad una scena: la centaura di pelle nera che lucidava gli zoccoli di una centaura bianca.
Tuttavia questa critica derivava da una lettura stereotipata dell'episodio.
Fantasia era probabilmente una critica al cinema espressionista tedesco: ad esempio, la scena di apertura del film in cui un demone offusca un intero villaggio di montagna potrebbe rappresentare un contrasto all'apologia dei paesaggi di montagna da parte dei nazisti.
Alcuni audio del film sono stati modificati alla fine della guerra, quando anche gli europei hanno potuto scoprirlo.
Uno degli episodi più celebri è l'Apprendista Stregone con sottofondo una ballata di fine Settecento di Johann Wolfgang von Goethe e impostato su un poema sinfonico di Paul Dukas.
Alla fine degli anni Trenta, Walt Disney riteneva che Topolino meritasse un ulteriore aumento di popolarità: per questo motivo ha deciso di mettere Topolino nelle vesti di apprendista di uno stregone chiamato Yen Sid dal quale ha imparato dei trucchi magici: tra questi, fare in modo che le scope fatate trasportino i secchi pieni d’acqua.
Era emerso però un piccolo problema: Topolino non sembrava essere in grado di governare questo potere.
Le narrazioni di tutti gli otto episodi a mio avviso risultano efficaci, seppur privi di testi e di dialoghi tra i personaggi.
Il secondo film di pochi incassi negli anni Quaranta è stato Pinocchio- Storia di un burattino (1940): a causa del secondo conflitto mondiale in corso quest'opera non poteva essere esportata al di fuori degli Stati Uniti, soprattutto per le comunicazioni interrotte con Europa e Asia.
Nella prima scena, la pellicola prevede il Grillo Parlante come narratore che si rivolge al pubblico narrando la storia di Pinocchio.
Comunque il finale previsto dalla Disney si adegua a quello della versione finale del romanzo di Collodi.
5) LA PERSONALITA' DI WALT DISNEY:
Non so in quali rapporti fosse con la dimensione religiosa: credo però che ammirasse la spiritualità nelle sue diverse forme.
Puntava all'eccellenza della sua grande azienda ed era molto severo e perfezionista con i suoi dipendenti- collaboratori addetti al disegno, la sua passione sin dall'infanzia.
6) RAPPORTO CON IL PADRE:
Nonostante Elias fosse un altro mondo rispetto a lui, Walt provava comunque affetto.
Eppure Elias non poteva soffrire il fatto che l'hobby preferito di uno dei suoi figli fosse il disegno, dato che pretendeva un figlio di senso pratico, non certamente un creativo che parlava con gli animali.
Da bambino Walt consegnava i giornali in bicicletta anche in pieno inverno. Guai se si bagnavano!





























