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19 febbraio 2026

LE POESIE DI VIVIAN LAMARQUE (I):

5) LE POESIE DI VIVIAN LAMARQUE

Verso la fine del 2025 io e Matthias abbiamo letto alcune poesie di Vivian Lamarque che tratteremo in questo e nel prossimo post.

Inizio io con la biografia.

A) VIVIAN LAMARQUE:

Il suo vero nome era Vivian Pellegrinelli Comba.
Il nonno materno era Ernesto Comba, un teologo autore del saggio Storia dei valdesi.

Una volta sposata, ha deciso di adottare il cognome del marito pittore Paul Lamarque.

Nata nell'aprile del 1946 in provincia di Trento e figlia illegittima di madre valdese, quando ha pochi mesi di vita viene affidata ad una famiglia cattolica di Milano.

Da bambina adorava leggere.

A dieci anni ha scoperto di essere stata adottata e, proprio a partire da questa età, ha iniziato a scrivere i suoi primi racconti e le sue prime poesie.

Una volta laureata ha intrapreso la carriera dell'insegnamento presso gli istituti di istruzione superiore. 

Si è in seguito abilitata per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri. 

In parallelo, ha continuato a coltivare la sua passione per la scrittura, sfornando sia fiabe per l'infanzia che diverse raccolte di poesie di grande successo come ad esempio Teresino, che ha conseguito il Premio Viareggio negli anni Ottanta.

Dal 1992 collabora per il Corriere della Sera.

Vive tuttora a Milano.

B) LA CHIESA VALDESE: DIFFERENZE CON LA CHIESA CATTOLICA

La Chiesa Valdese è stata fondata da Valdo di Lione. 

Al contrario della Chiesa cattolica, la Chiesa valdese non venera né la Madonna né i santi anche se li considera comunque esempi di fede. 

I Valdesi ritengono che Gesù sia l'unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Per i Valdesi il sacerdozio è possibile anche per le donne e i pastori possono sposarsi e formare una famiglia, mentre il Cattolicesimo ammette soltanto uomini celibi.

Per i cattolici i sacramenti sono sette: Battesimo, Cresima, Confessione, Eucaristia, Ordine, Matrimonio e Unzione degli Infermi, mentre per i Valdesi sono il Battesimo e l'Eucaristia. La Confessione avviene direttamente tra il fedele e Dio, senza intermediari umani.

Tra l'altro, per i Valdesi, nel pane eucaristico la presenza di Cristo è simbolica e la salvezza si ottiene solo per Fede, è un dono gratuito di Dio.

Per i Valdesi il Papa non è un "vicario di Cristo": sono organizzati in modo sinodale. Il Sinodo è un'assemblea composta dai delegati eletti delle varie chiese locali e anche dai pastori. 

La Chiesa Cattolica è sempre stata più gerarchica.

C'è anche la Tavola Valdese, un organismo che regola i rapporti con le istituzioni politiche. 

I valdesi si impegnano a sostenere la laicità dello Stato e a promuovere il progresso sociale, oltre che dibattiti e riflessioni su temi etici, sulla libertà di coscienza e sui diritti civili.

b1) I PASTORI VALDESI E I FATTI DI MINNEAPOLIS:

Nel gennaio 2026 gli agenti dell'ICE hanno effettuato retate in quartieri, scuole e luoghi di lavoro, diffondendo un clima di paura sia tra gli immigrati sia tra i nativi americani.

A seguito dell'omicidio di Renée Good e poi di Alex Pretti, la Tavola Valdese ha espresso solidarietà alle comunità cristiane degli Stati Uniti, ribadendo quanto sia fondamentale il rispetto per la dignità degli immigrati.

In un'intervista, il pastore Travis Norvell ha confidato come si sente vicino a Dio e al messaggio del Vangelo in un momento sociale così drammatico per la città in cui vive e, oltre a questo, ha spiegato come le comunità cristiane, in particolar modo quelle riformate, mostrino la loro vicinanza a bambini e famiglie:

Sappiamo che gli agenti federali ci disumanizzano, ma non possiamo disumanizzarli. Sono parte di un sistema che sta rovinando le loro anime, il nostro compito come leader religiosi è assicurarci che il governo federale non rovini le nostre anime. Prego per gli agenti federali, prego per il governo federale, prego che si pentano e prego per la loro sicurezza. Non so se mi sono mai sentito vicino a Dio come in questa esperienza.

Le chiese e le comunità religiose sono fondamentali per il movimento di resistenza. I nostri santuari e le nostre sale comuni sono luoghi di incontro per i gruppi della comunità, le nostre cucine forniscono pasti, le persone si riuniscono per riscaldarsi e per elaborare strategie. In particolare, la Judson Memorial Baptist Church ha aperto le sue porte ai gruppi della comunità offrendo loro spazi di incontro. Ogni settimana i gruppi si incontrano per condividere informazioni, tenere riunioni strategiche e definire piani di protezione del quartiere. Abbiamo anche aperto la nostra cucina in modo che i gruppi cittadini possano preparare pasti per i bambini che hanno troppa paura di andare a scuola.

(Ultimamente penso che, come coppia, stiamo entrambi attraversando una fase di forte ricerca di senso: Matthias a casa ha diversi libri di teologi e religiosi inerenti alla spiritualità cristiana e ai contenuti dei Vangeli, ultimamente ha preso contatti con i Valdesi e sta studiando la loro storia e comunque frequenta le parrocchie vicino al suo quartiere di Verona tutte le settimane. Io qualche volta lo accompagno dato che mi sento bene se riesco a risultare utile e ben accolta. 

Quando un alunno mi ha detto: "Al di sopra del Trentino Alto Adige c'è Dio" io gli ho risposto: "Spero di sì". Ed ero sincera: non ho certezze, sono in cammino e ammetto di esserlo. Non accetto più risposte pre-confezionate e dogmi che sono delle false sicurezze.

In questa fase di vita i miei momenti di preghiera sono abbastanza rari ma molto sentiti (pelle d'oca oppure occhi inumiditi).

C) ALCUNE POESIE:

Il tuo posto vuoto

Il tuo posto vuoto a tavola
parla racconta chiacchiera ride forte
non sta mai fermo si alza
ritorna mangia avanza sempre un boccone
ritaglia nel formaggio forme di animali
il tuo posto vuoto a tavola
a destra di Miryam
è di fronte a me.

Il posto vuoto al quale l'autrice si riferisce è legato ad un familiare che quotidianamente lo occupava e che o è venuto a mancare oppure si trova lontano da casa, in un altro stato o continente.

La memoria dell'autrice di questa persona è sentitamente viva: ciò lo dimostra l'asindeto che inizia dal secondo verso fino al quinto e che, oltre ad accelerare il ritmo della lettura, indica un elenco di azioni delle quali l'autrice prova nostalgia.

La chiusura, ovvero, gli ultimi tre versi, è malinconica: secondo me vuole evidenziare il fatto che la poetessa convive, oramai, con l'assenza della persona a cui si sta riferendo.

Il signore nel cuore

Le era entrato nel cuore.
Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era 

entrato nel cuore.

E lì cosa faceva? 
Stava.
Abitava il suo cuore come una casa.

Le era entrato nel cuore= l'amato.

Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era/entrato nel cuore= Attenzione! L'autrice avrà avuto ben presente  l'incipit di un sonetto dello stilnovista Guido Cavalcanti: Voi che per li occhi mi passaste 'l core.

In Cavalcanti la vista della donna amata trafigge il cuore del poeta attraverso gli occhi: questa è proprio una metonimia, dato che gli occhi sono vincolo di attrazione.

Abitava il suo cuore come una casa= La casa è metaforica in questo contesto. In una relazione di coppia, sentirsi a casa con qualcuno implica l'aver fondato la relazione sul rispetto, sulla fiducia, sulla condivisione di valori, sull'accettazione e l'accoglienza dei limiti, del vissuto, delle apprensioni e delle aspettative per il futuro.

Queste conchiglie

Queste conchiglie che ho trovato

saremo noi

noi acquietati levigati

senza più dolori

di bei colori

poseranno le orecchie su di noi

per ascoltare

che rumore fa

il mare.

Immagino che l'autrice abbia raccolto due conchiglie sulla spiaggia che le sono state di ispirazione creativa.

In questa poesia le conchiglie rappresentano la Lamarque e il marito che, una volta raggiunta la maturità e la vecchiaia, possono diventare esempi positivi di vita coniugale per chi li conosce dato che il loro legame sembra abbia mitigato i momenti dolorosi e difficili (noi acquietati levigati/senza più dolori).

Gli ultimi versi della poesia potrebbero paragonare la vita di coppia ad un lungo viaggio in mare?

(poseranno le orecchie su di noi/per ascoltare/che rumore fa/il mare).

Il mare è un elemento misterioso, enigmatico. 

Forse l'autrice in questa lirica ha voluto paragonare la durata del suo matrimonio e della sua vita condivisa alle acque del mare, a volte calme a volte imprevedibili. 

A vacanza conclusa:

        A vacanza conclusa dal treno vedere
       chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna
       la loro vacanza non è ancora finita:
       sarà così sarà così 
       lasciare la vita?

Il treno è simbolo di separazione tra chi torna dalle vacanze e chi continua a rimanere nei luoghi balneari ma, in questo caso, anche tra chi prosegue l'avventura della vita e chi invece è consapevole di essere arrivato al capolinea.

La vacanza, cioè la vita, non è uguale per tutti.

In pochi versi l'autrice propone al lettore una riflessione esistenziale con un paragone che non ho mai incontrato prima nelle mie letture: quando dovremo separarci per sempre dagli altri, proveremo una lucida malinconia? 

Accetteremo che il nostro tempo è finito?

 Alla luna:

Disabitata la luna?

Ma è lei il suo bianco abitante.

Condomina e casa

abitante e abitata

inquilina pallida

finestrella e affacciata.


Sulla luna non sono presenti forme di vita a causa della mancanza di acqua liquida e di un'atmosfera.

Eppure all'autrice sembra che la luna possa godere della sua luce bianca e luminosa, soprattutto quando è piena.

Interessante è anche il verso in cui la luna è considerata un'abitante dell'Universo.

Forse con il termine "abitata" Lamarque potrebbe riferirsi al mondo della fantasia umana e, in particolare, ad alcuni racconti di fantascienza che immaginavano il satellite della Terra dotato di forme di vita simili a quelle umane.

L'espressione del penultimo verso "inquilina pallida" personalmente mi richiama alla memoria una poesia di Zanzotto che inizia così: "Luna puella pallidula"  e prosegue attribuendo alla luna più "epiteti", tutti a mio avviso affascinanti. 

Tuttavia qui ne elenco soltanto alcuni:

-luna flora eremitica= potrei tradurlo con "luna silenziosa e priva di vita e di rumore umano".

-coscienza delle tenebre= le poesie ambientate di sera o di notte, con la luna come protagonista, hanno stimolato profonde riflessioni esistenziali in alcuni poeti, tra cui Leopardi, ma hanno anche contribuito a far esternare sentimenti, ricordi ed emozioni, come ad esempio in Tasso, in Quasimodo e in Pascoli.

-matta morula= agli occhi dei terrestri la luna è piccola e misteriosa come un embrione nei suoi primissimi giorni di esistenza.



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