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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

LE POESIE DI VIVIAN LAMARQUE (II):

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Proseguiamo con la presentazione di altre poesie della Lamarque. Le quattro stagioni Autunno: Oggi gli Dèi mi hanno mandato un regalino: una castagna lucida di quelle matte matte ride nel mio giardino. Per "Dei" credo intenda alcuni elementi naturali come gli alberi e il vento, qui divinizzati. Gli ultimi tre versi ci presentano una personificazione della castagna il cui colore marrone tinta terra di Siena è reso lucido dalla brina e che sembra ridere. Come la immaginate la castagna, tra un mucchio di foglie oppure isolata, sotto l'ombra di un albero che inizia a perdere le foglie? Inverno: -Le provviste sono già finite! -Hai calcolato male. (dialogo tra due formiche il giorno di Natale). L'inverno è la stagione del letargo per alcune specie animali come i ghiri e i ricci.  Le formiche, a partire dalla fine della stagione autunnale, iniziano una fase di diapausa. Per questo i loro metabolismi rallentano, le larve interrompono il loro sviluppo e le formiche operaie non...

LE POESIE DI VIVIAN LAMARQUE (I):

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5) LE POESIE DI VIVIAN LAMARQUE Verso la fine del 2025 io e Matthias abbiamo letto alcune poesie di Vivian Lamarque che tratteremo in questo e nel prossimo post. Inizio io con la biografia. A) VIVIAN LAMARQUE: Il suo vero nome era Vivian Pellegrinelli Comba. Il nonno materno era Ernesto Comba, un teologo autore del saggio  Storia dei valdesi. Una volta sposata, ha deciso di adottare il cognome del marito pittore Paul Lamarque. Nata nell'aprile del 1946 in provincia di Trento e figlia illegittima di madre valdese, quando ha pochi mesi di vita viene affidata ad una famiglia cattolica di Milano. Da bambina adorava leggere. A dieci anni ha scoperto di essere stata adottata e, proprio a partire da questa età, ha iniziato a scrivere i suoi primi racconti e le sue prime poesie. Una volta laureata ha intrapreso la carriera dell'insegnamento presso gli istituti di istruzione superiore.  Si è in seguito abilitata per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri.  In parallel...

M. Calabresi, "Il tempo del bosco" (II):

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Proseguo con la recensione di questo libro di Calabresi. L'ENTUSIASMO (VI°): Guido Calabresi ricorda e ride. Racconta con entusiasmo e anche le pagine più nere della storia diventano sopportabili grazie alla sua ironia. Specifico subito che Guido Calabresi non è parente dello scrittore. In queste pagine l'autore dedica la propria attenzione a Guido Calabresi, scappato da bambino nel 1939 negli Stati Uniti con la famiglia per sfuggire alle persecuzioni razziali. I Calabresi, oltre ad essere ebrei, erano anche oppositori politici: Mi parla a lungo di suo padre, che aveva studiato medicina a Firenze, che frequentava la casa di due fratelli, Carlo e Nello Rosselli (uccisi dai fascisti in Francia nel 1937), che ebbe vita difficile, venne bastonato, arrestato per aver partecipato a una commemorazione di Matteotti (...). Il capitolo si concentra in particolar modo sui primi mesi della famiglia in America: Appena abbiamo avuto i primi soldi abbiamo scoperto gli "Automat". Era...

M. Calabresi, "Il tempo del bosco" (I):

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  4) LASCIARE UNA TRACCIA Questo libro include molti incontri tra l'autore e persone che, grazie alle loro scelte di vita, si sono realizzate e hanno lasciato una traccia nel cuore di coloro che amano o amavano. Nei prossimi due post rifletterò sui capitoli che ritengo più significativi. ANSIA (I°): È la fine dell'inverno. Al termine di una conferenza relativa all'importanza del tempo,  tenuta da Marcello, uno psichiatra e amico storico,   Mario esce dalla facoltà di Medicina. Ho la testa piena di pensieri: medici e ricercatori hanno dato sostanza al malessere che percepisco da un po', da quando tutto è accelerato, da quando decidere è diventato più importante di capire. Io ho raccontato quello che so: come ho visto tutto questo accadere dentro l'informazione, con la dittatura dell'istante e del tempo reale. (...) Per tutta la giornata medici, neuro-scienziati, filosofi e storici non hanno soltanto riabilitato il sonno, la noia e il tempo vuoto, ma hanno spiegat...