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Visualizzazione dei post da settembre, 2023

"Una sera tra amici a Jinbocho", S. Yagisawa:

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 "Continua a prenderti cura della libreria Morisaki. Quel posto è la prova tangibile che noi due insieme siamo esistiti. So bene quanto lo ami, ma stai certo che a me non è meno cara. Mi sarebbe piaciuto poterti vedere ancora un po' dietro quel bancone. Perché da nessun'altra parte ti ho visto brillare come nella tua libreria." Eccovelo, il seguito dei Miei giorni alla libreria Morisaki, introdotto da una citazione tratta dal capitolo più toccante del romanzo! Anche Una sera tra amici a Jinbocho è un romanzo pieno di citazioni letterarie. A) CONTENUTI ROMANZO: Takako ha ora 28 anni ed ha appena iniziato una relazione con Akita Wada, un giovane conosciuto negli ultimissimi capitoli del romanzo precedente. Lo zio Satoru continua, con la moglie Momoko, ad occuparsi della libreria Morisaki e, di tanto in tanto, quando è libera dagli impegni lavorativi, Takako si unisce a loro per alcuni turni da libraia. D'altronde, il suo impiego in una ditta grafica è un incarico pa...

"I miei giorni alla libreria Morisaki", S. Yagisawa:

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Gli ultimi post di questo mese saranno dedicati alle recensioni dei due libri di Satoshi Yagisawa. Mi sono piaciuti moltissimo entrambi e ve li consiglio dal momento che, meritatamente, sono divenuti dei casi editoriali. Magari, in un futuro non troppo lontano, verranno tratti dei film! Si tratta di due romanzi di attualità in cui si intrecciano le storie di vita di alcuni personaggi, vicende caratterizzate dalla voglia di trovare un proprio posto nel mondo ma anche da dolore e incomunicabilità. Oggi parto dal primo. Che significa guardare? Significa trasferire su un oggetto parte della nostra anima, se non la sua totalità. (citazione tratta "Paesaggio di un'anima", opera della letteratura giapponese di K. Motojiro) I miei giorni alla libreria Morisaki è un romanzo pieno di citazioni letterarie appartenenti al patrimonio culturale giapponese ed è suddiviso in due parti: la prima porta lo stesso titolo dell'intero libro, la seconda invece è Il ritorno di Momoko. In que...

"Il mio vicino Tòtoro", film animato sull'armonia tra uomo e natura:

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Personalmente questo lungometraggio animato mi è piaciuto di più rispetto alla Città incantata. Vorrei iniziare la recensione con il commento, per una volta molto positivo, del Dizionario Mereghetti, che a questo film, uscito in Giappone nel 1988, assegna per valutazione un otto. Al suo quarto lungometraggio, Miyazaki (anche sceneggiatore), esplora i temi che gli sono più cari: l'armonia tra uomo e natura, l'animismo shintoista, la fragile magia dell'infanzia che scopre le durezze della vita; e crea un racconto pieno di prodigi e di immediatezza disarmante che riesce a parlare a spettatori di tutte le età facendo sciogliere anche i cuori più duri. Il talento pittorico del regista tocca vertici insuperati nella storia dell'animazione, rendendo miracolosi i gesti quotidiani più semplici: da antologia la scena alla fermata dell'autobus sotto la pioggia con le bambine che prestano un ombrello a Tòtoro. Rendetevi conto... il Mereghetti dà 10/10 solo ed esclusivamente ai...

"Orizzonti in verticale", Sandra Manzella:

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Sandra Manzella è stata la mia insegnante di inglese alle medie.  Che piacere e che sorpresa inaspettata trovare questo suo libro, ancora a inizio estate, nella cassetta della post! La professoressa Manzella vive a Mantova e si occupa da anni di dialogo inter-religioso all'interno della sua diocesi. Ha intrapreso alcuni viaggi in Medio Oriente per approfondire temi storico-sociali. Vorrei ora soffermarmi sulla copertina di questa raccolta di racconti: In copertina c'è un dipinto di Giuseppe Manzella, padre dell'autrice al quale è dedicato il libro suddiviso in due parti: nella prima, denominata Terre nel sole, ci sono racconti ambientati o in Africa o in Medio Oriente, mentre nella seconda parte intitolata Diagonali si trovano soprattutto storie edificanti della nostra contemporaneità ma anche una storia che è un mix tra noir e horror. 2) BREVE RIFLESSIONE SUL TITOLO: La raccolta di racconti porta un titolo apparentemente contraddittorio.  Eppure, credo di interpretarlo pi...

Pupi Avati: un "Jane Austen" per il cinema italiano?

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  BIOGRAFIA: Giuseppe Avati, nato a Bologna nel 1938, era figlio di un antiquario borghese di origini meridionali. Da giovane voleva intraprendere una carriera musicale e per questo faceva parte della "Doctor Dixie Jazz Band" come clarinettista. Ma a questo sogno ha rinunciato dopo l'ingresso di Lucio Dalla nella Band. Dopo aver concluso gli studi di "Scienze Politiche" presso l'Università di Firenze e dopo aver lavorato per quattro anni presso la Findus ha deciso di intraprendere la carriera del cinema, affascinato dalla figura e dal percorso di Federico Fellini e, in particolar modo, dal suo film "Otto e mezzo". Il suo esordio nel mondo del cinema inizia con la produzione di lungometraggi come ad esempio "La casa delle finestre che ridono", ambientato a Comacchio e, alla fine degli anni '70, diventa famoso grazie alla messa in onda sulla Rai di "Jazz Band", una miniserie televisiva che rievoca la sua giovanile passione per...