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Visualizzazione dei post da maggio, 2016

La lettera di un ragazzo a proposito degli esami di maturità:

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Ho appena letto su una rivista le interessanti riflessioni di un ragazzo maturando e ve le riporto qui: "Mi chiamo Leonardo (il nome è di fantasia) e ho 19 anni. Fra qualche giorno affronterò l'esame di maturità. Sono preoccupato. Non per gli scritti, non per gli orali, non per i voti... ma perché si chiude una fase della mia vita e se ne apre un'altra con tanti punti di domanda. Sono figlio della crisi economica, della disoccupazione, di quello scompiglio globale delle incertezze. Qualcuno aveva definito "bamboccioni" tutti quelli che non erano capaci di affrontare le responsabilità, "sfigati" gli studenti universitari fuori corso, "mammoni" quelli che volevano vicino a casa il posto fisso, peraltro considerato un'illusione o una cosa monotona. Giudizi pesanti come macigni per molti di noi, capaci di togliere ogni possibilità di riscatto. Però la speranza è testarda! Mi sforzo perciò di scovare nel passato remoto o più recente st...

Il tema della solitudine:

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Da tempo ci sto riflettendo. Vi propongo un percorso relativo a questa interessante tematica toccando due discipline: la storia dell'arte e il cinema. Parto dall'arte e da alcuni dipinti realizzati nella seconda metà del XIX secolo. EDGAR DEGAS, "L'ASSENZIO": Al di là della prospettiva obliqua secondo cui sono orientati i tavolini di marmo, si notano due personaggi trasandati: dinanzi alla donna vi è il bicchiere verde dell'assenzio, davanti al barbone invece c'è un calice di vino. Notate soprattutto le loro espressioni: entrambi hanno lo sguardo perso nel vuoto. E' vero, sono seduti l'uno accanto all'altra ma non comunicano, immersi entrambi in una solitudine da cui non riescono ad emergere. Una solitudine che in questo caso porta anche alla depressione, o meglio, ad un'incapacità di interessarsi all'altro e di intessere un dialogo con la persona che si trova accanto . L'atmosfera è pesante, il locale appare squallido...

La storia di Carlo Lwanga e considerazioni personali in relazione all'attualità:

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"Addio ragazzo! Del tuo limpido sorriso non godrà più la brillante luna che risvegliava i tuoi innocenti desideri" Questa è la strofa più intensa e più terribile che io abbia mai scritto! E chi legge questo blog da qualche anno lo sa bene. Un ragazzo che muore a causa della cattiveria e dell'odio altrui... oh, questo è inaccettabile e contro natura!!!!!  Perché ogni ragazzo ha il sacrosanto diritto di ridere, di sognare, di amare, di vivere intensamente ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo della sua vita!  Anche questo è un post pesante, lo ammetto. Però lo scrivo comunque, dal momento che c'è un particolare collegamento con le ultime vicende di cronaca nera. No, non voglio spendere molte parole per parlare di Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio. La perversione, la malvagità e l'incredibile degrado morale che regnano in certe famiglie mi lasciano sconvolta, annichilita, basita. Dico solo questo: una madre che non protegge i suoi fi...

Ibico e Petrarca a confronto:

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Visto che siamo nel pieno della primavera e visto che in queste settimane sto ristudiando alla grande il programma di letteratura greca, vi propongo quest'interessante analogia tra due poeti molto lontani nel tempo. Ah, una mia considerazione ci sta prima di presentarvi i testi: la poesia italiana rivela tutto il suo splendore ispirandosi a tematiche e sentimenti espressi già nell'antichità classica. IBICO: "Germogliano a primavera i Meli di Cidonia, bagnati dalle acque dei fiumi, là dove si apre il giardino inviolato delle Vergini, e i fiori di vite crescono sotto tralci ombrosi. Ma per me Eros non dorme in nessuna stagione: come il vento di Tracia infiammato di lampi infuria accanto a Cipride e mi riarde di folli passioni, cupo, invincibile, con forza custodisce l'anima mia." Ibico era nativo di Reggio Calabria, città che nel VI secolo a.C. faceva parte della Magna Grecia. Era figlio di un legislatore e nel corso della sua vita aveva ...