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Visualizzazione dei post da dicembre, 2023

RIFLESSIONI CONDIVISE SULLA "LABEL THEORY" :

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La prima parte di questo post si concentrerà su una spiegazione riguardante la "labelling theory" mentre la seconda sarà la recensione di una serie tv giapponese nella quale le etichette spiacevoli date a due figure femminili feriscono, creando divisioni e fraintendimenti. A) LA "LABEL THEORY" IN SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA: La label theory , conosciuta anche come teoria dell'etichettamento , afferma che le persone e i concetti vengono definiti "devianti" a seconda del contesto culturale che rispecchia sempre gli interessi delle classi dominanti influenti.  L'etichetta ovviamente non ha carattere oggettivo ma si focalizza su alcune caratteristiche le quali, diventate stigmatizzanti, ricoprono globalmente una persona anche se a volte non sono veritiere. Ad esempio, quando una persona viene etichettata come "tossicodipendente" solitamente viene percepita come falsa, "di maniera", trasandata...  Proprio perché basate sull'appare...

La chiesa di Santo Stefano protomartire a Verona:

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A) BREVI NOTIZIE SUL PRIMO MARTIRE CRISTIANO: Santo Stefano è il primo martire cristiano, lapidato nel 34 d.C. nella valle del Cedron. Gli Apostoli lo avevano scelto affinché, in qualità di diacono, prestasse servizio presso le mense. Stefano è stato condannato alla lapidazione dal momento che lo avevano accusato di pronunciare blasfemie contro Mosé e contro Dio. Saulo ( quel che poi è diventato San Paolo) ha  a s s i s t i t o  a l l a  sua lapidazione. B) CENNI STORICI: La chiesa di Santo Stefano protomartire si trova presso il Lungadige re Teodorico, circa 300 metri dopo la chiesa rinascimentale di San Giorgio in Braida e quasi di fronte a Ponte Pietra. Sullo stesso luogo, nel II° secolo d.C., si ergeva un tempio romano dedicato al culto di Iside e Serapide, divinità orientali. Questa chiesa rappresenta la più antica testimonianza di una comunità cristiana veronese. Infatti sorge su una parte di terreno p...

"La salita verso casa", K. Nishi:

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"La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,  ma di come danzare nella pioggia…" (K. Gibran) Grazie, Gino. La Sua lettera aperta durante i funerali di Giulia ha toccato le corde dell'anima di coloro che, come me, auspicano ad un rinnovamento etico e culturale delle coscienze e della società. Grazie per il contributo che Lei e sua figlia state dando e continuerete a dare dal punto di vista civico e sociale.  E' quasi il 2024, sarebbe ora di parità di genere, sarebbe ora di sradicare la mentalità maschilista che concepisce la donna soltanto come un oggetto di possess. Ora più che mai è il momento di impegnarsi a costruire un mondo più cooperativo, più solidale, in cui le persone manifestino maggior sensibilità.  Vi auguro che il ricordo doloroso ma al contempo luminoso di Giulia vi dia la forza di donare una significativa e toccante testimonianza di umanità, alla faccia degli insensibili leoni da tastiera che vi hanno fatto del male in queste ultime ...

"AUTORITRATTO DI UN REPORTER", R. KAPUSCINSKI:

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Il contenuto di questo libro si basa su interviste ad un reporter polacco che dà risposte a proposito del suo lavoro. Rizard Kapuscinski è stato un corrispondente di guerra. Autoritratto di un reporter è suddiviso in cinque parti che io e Matthias vi illustriamo. I contributi di Matthias sono evidenziati in rosso. PARTE PRIMA: Queste prime pagine prevedono il viaggio come tema centrale. Kapuscinski elenca le tipologie di viaggi: si viaggia certamente per godersi ferie e relax ma anche per necessità, per motivi di lavoro, per conoscere continenti e nuovi paesi oppure per allargare i propri orizzonti in ambito di conoscenze storico-artistiche. In qualità di giornalista, Rizard ha dovuto compiere diversi viaggi etnografici per conoscere meglio il mondo, dotato di una assai vasta ricchezza culturale.  Il viaggio etnografico comporta naturalmente fatiche fisiche ma anche intellettive dal momento che implica un'eccellente capacità di ascolto ricettivo. Kapuscinski definisce la sua profes...

"Le strane storie di Fukiage", B. Yoshimoto:

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"Banana Yoshimoto" è lo pseudonimo di Mahoko Yoshimoto, scrittrice giapponese di successo internazionale dagli anni '90 con il suo primo romanzo bestseller intitolato Kitchen. Sto per recensire un libro a tratti strano e a tratti profondo dal momento che, soprattutto attraverso alcune frasi particolarmente belle, ricorda al lettore l'importanza quotidiana delle relazioni e della fiducia reciproca. Qualche mese fa ero attratta dal disegno della copertina di questo romanzo, per questo ho voluto leggerlo. Al momento, è l'unico libro che ho di questa scrittrice. A) TRAMA: Mimi e Kodachi sono due gemelle.  Nate e cresciute a Fukiage, cittadina affascinante ma al contempo misteriosa, a dieci anni vengono affidate a Kodama e a Masami, amici dei loro genitori: questi ultimi sono rimasti vittime di un incidente stradale che ha ucciso il padre e ha ridotto la madre in coma. Una volta cresciute e divenute maggiorenni, le due ragazze decidono di trasferirsi a Tokyo per costru...