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Visualizzazione dei post da dicembre, 2014

Il Santo Natale: il valore della solidarietà

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"Cammino su un silenzioso sentiero di campagna, mentre delicati fiocchi di neve scendono dal cielo e si posano sui rami spogli e sulle foglie accartocciate e appassite. I fiocchi di neve accarezzano le mie palpebre che si aprono e si chiudono di fronte al loro silenzioso cadere. Cammino tranquilla. I miei passi lasciano le loro effimere impronte nel candore della neve. Giungo dinanzi ad un fiume dalle acque gelide e immobili. Osservo la mia immagine riflessa. Ad un tratto però, sento un timido singhiozzo alle mie spalle. Mi volto e vedo un ragazzo seduto accanto ad un abete. Mi avvicino lentamente. I battiti del mio cuore si fanno sempre più veloci, sempre più forti. Continuo ad avvicinarmi. Mi accorgo che le guance del ragazzo sono rigate di lacrime. Mi siedo accanto a lui. Freno l'impulso di abbracciarlo e mi limito a sussurrargli un tenero "Ciao". I suoi occhi disperati mi fissano con intensità mentre mormora: "Sono solo. Non ho più nessuno al mondo. Sono s...

Il quarto re magio: il riflesso della grazia di Dio in una stella

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Oggi sono triste... E' appena morta un'anziana signora che mi voleva molto bene e alla quale anch'io volevo molto bene. Era un'amica di famiglia, era molto buona, generosa e profondamente credente...  A lei dedico questo racconto di Natale, intitolato: "Il quarto re magio" : "Tanto tempo fa, in una terra lontana, svettava un'altissima torre. Un giorno, mentre il sole stava scendendo sull'orizzonte e le mura della torre risplendevano dorate nella calda luce del tramonto, i magi presero a correre su per le scale. Una volta giunti in cima, sul terrazzo della torre, l'oscurità ormai li avvolgeva. Si guardarono intorno e sopra di loro, nella volta celeste, videro brillare migliaia di stelle. "Ah!", sospirò uno, "Sono così belle!".  "Ziba!", lo rimproverò un altro, "Non siamo venuti qui per ammirare le stelle, siamo qui per studiarle... Per comprendere la loro nascita e la loro struttura, per compr...

Kierkegaard: l'esistenza come possibilità e fede

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  Devo ammettere che finora la mia vita da giovane universitaria procede abbastanza bene... La mia mente è già piena di nozioni e memorizza piuttosto facilmente gli argomenti che studia.  ...Quando mi sono iscritta a Lettere, ero consapevole del fatto che avrei dovuto affrontare soprattutto discipline come letteratura, linguistica, storia, storia dell'arte e geografia ma... a volte sento la mancanza dei filosofi, o, più in generale, della filosofia... (Scienze Filosofiche sarebbe stata comunque la mia seconda scelta accademica!). E' vero che i letterati e gli artisti sono in grado di esprimere una "filosofia di vita" attraverso le loro opere, ma io non potrò mai dimenticare le teorie particolarmente profonde e interessanti di alcuni filosofi che ho studiato al liceo. Ricordo molto bene Kierkegaard, per esempio. In questo post cercherò di descrivere alcuni aspetti del suo pensiero come meglio potrò. NOTE BIOGRAFICHE:  Soren Kierkegaard, figlio di un pastore prot...

Petrarca e Alfieri: l'inquietudine che pervade l'animo umano

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  Nel mese di ottobre, mi è capitata una cosa che non avrei mai potuto prevedere: mi sono trasferita dall'Università di Brescia all'Ateneo di Verona... per diversi motivi che non ritengo opportuno elencare...   Finora sono molto soddisfatta di questo cambio repentino, dal momento che l'Università veronese mi ha offerto, mediante un'interessante conferenza tenuta da un amico del mio docente di letteratura italiana, l'opportunità di riflettere sulla tematica del dissidio interiore e del tedio in letteratura. Sono dunque riuscita a stabilire un'analogia tra Francesco Petrarca e Vittorio Alfieri, due grandi letterati italiani vissuti in epoche diverse (il primo nel Trecento, il secondo nel Settecento).  Francesco Petrarca "Pace non trovo, et non ò da far guerra; et temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio; et volo sopra 'l cielo, et giaccio in terra; et nulla stringo, et tutto 'l mondo abbraccio. Tal m'a' in pregion, che non...

"Mai senza mia figlia": la tenacia di una donna che riesce a fuggire da uno stato oppressivo e da un marito violento

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"Mai senza mia figlia" è un film che racconta la storia di Betty, una giovane americana moglie di Moody, un medico di origini iraniane che vive negli Stati Uniti da diversi anni. La loro figlia Mathob, una tenera bambina di cinque anni, cresce felice e serena con loro. Un giorno però, la sorella di Moody esige, con una telefonata, di conoscere Betty e Mathob e invita la famiglia in Iran per due settimane. Betty, molto spaventata dal clima di rivoluzione che vige in Iran con la salita al potere di Khomeini e dalla forte ostilità nei confronti degli americani, manifesta le sue perplessità al marito e gli confida i suoi timori relativi anche alle tradizioni iraniane, che lei considera arretrate. Per rassicurarla, Moody giura sul Corano di proteggerla dai pericoli. La famiglia viene accolta calorosamente dai numerosi parenti di Moody. Tuttavia, la preoccupazione di Betty si accentua, non soltanto per il fatto che riesce con molta difficoltà a comunicare con la famiglia, ma ...