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Visualizzazione dei post da novembre, 2021

Ciao nonna

Cara nonna, grazie infinite per avermi accompagnata con affetto e premura in tutti questi anni. Prima temevi di non vedermi ricevere la comunione, poi dicevi: "Non arriverò a vedere la Annina cresimata."  Invece mi hai proprio vista crescere. Per sei anni, nei giorni in cui tornavo dall'Università verso le cinque di pomeriggio, entravo in casa e, molto spesso, non mi toglievo nemmeno scarpe e giacca per servirti subito il tè caldo con i biscotti, mentre, seduta sul divano, leggevi o recitavi il rosario.  Grazie infinite per aver contribuito a trasmettermi i valori dell'educazione cristiana. Grazie per avermi fatto comprendere, in tenera età, che i salmi sono delle poesie di lode a Dio e al Creato. La tua fede era forte e salda come uno scoglio sul quale si abbattono le onde.  Sai, non te l'ho mai detto ma ho sempre pensato che tu fossi un cervello sprecato perché s ei stata una bambina alla quale è stato negato il diritto allo studio. Averti fatta studiare... Sare...

"In the year 2889"

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Eccolo qui, il film del '67 ambientato in un futuro lontano, una pellicola non facilmente reperibile e fruibile solamente in lingua inglese. In the year 2889 è sia un film dell'orrore sia un film di fantascienza post-apocalittica ambientato negli Stati Uniti. A) L'INIZIO DEL FILM E UN CONFRONTO CON UN PASSO DEL VANGELO DI MARCO: Nei primi secondi è visibile lo scoppio della bomba atomica e una voce narrante dice: Nel corso dei secoli i profeti ci hanno avvertito che un giorno, migliaia di anni di costruzioni e di progresso sarebbero potuti essere cancellati dalla mano distruttiva del potere. Ora quel giorno è arrivato. Il mondo intero è stato messo a tacere, annientato da bombe nucleari. Devo ammettere che l'effetto dello scoppio cattura l'attenzione degli spettatori.  C'è un passo del Vangelo di Marco al capitolo 13 nel quale Gesù fa riferimento alla fine del mondo come evento che prevede anche la visione del Figlio dell'Uomo: In quei giorni, dopo quella tr...

Il gabbiano", A. Cechov:

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Il gabbiano è una commedia in quattro atti di Anton Cechov. Nel post di questa settimana vorrei riassumere i contenuti dei quattro atti, provare a riflettere su una concezione di teatro che traspare in quest'opera e presentarvi inoltre anche il tema della morte e del decadimento, presenti soprattutto nell'ultimo atto. ATTO I°: La scena si svolge nella villa di campagna di Sorin, ex consigliere di Stato in pensione e zio del giovane Konstantin Trepliov, aspirante scrittore. La sorella di Sorin è la Arkàdina, attrice vedova da tempo che ha come amante Borìs Trigorin, romanziere. In questo atto alcuni personaggi stanno per assistere ad un dramma, che inizierà al sorgere della luna, scritto e diretto da Konstantin.  Nina, attrice in erba della quale Trepliov è innamorato, deve qui recitare la parte principale. A questo punto vorrei riportare tre battute di un dialogo fra Nina e Konstantin: NINA: Nella tua commedia è difficile recitare. Non vi sono figure vive. TREPLIOV: Figure vive...

Dante, "Paradiso", canto XXVI°:

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 Struttura del Paradiso dantesco: Vi presento, in questo post, i contenuti del ventiseiesimo canto del Paradiso, con l'inserimento di alcune strofe che fungono, almeno a mio avviso, da "colonne portanti" per la comprensione dei contenuti. Siamo nel cielo delle Stelle Fisse (l'ottavo quindi). vv. 1-12: Incontro con San Giovanni Mentr'io dubbiava per lo viso spento , de la fulgida fiamma che lo spense uscì uno spiro che mi fece attento,                dicendo: «Intanto che tu ti risense de la vista che hai in me consunta, ben è che ragionando la compense .                Comincia dunque; e di' ove s'appunta l'anima tua, e fa' ragion che sia la vista in te smarrita e non defunta :                perché la donna che per questa dia region ti conduce, ha ne lo sguardo la virtù ch'ebbe la man d'Anania ». ...

"Dialoghi dei morti", L. di Samòsata:

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In occasione della giornata della commemorazione dei defunti ho deciso di presentarvi uno dei trenta Dialoghi dei morti di Luciano di Samòsata (120-180 d.C). Si tratta del dialogo tra il filosofo Diogene e l'eroe Eracle.  Ve lo presento innanzitutto per la buona componente di ironia da cui è caratterizzato, poi, per il fatto che è un testo che indubbiamente invita a porsi qualche domanda sull'anima, sulla vita ultraterrena e sul rapporto tra anima e corpo.  Tuttavia, io mi concentrerò prevalentemente sugli aspetti più affascinanti del lessico. Con questo post si apre un altro breve percorso tematico sulle tematiche di: morte, aldilà e decadenza della vita.  Ho lavorato alla traduzione dal greco antico qualche settimana fa (è piuttosto letterale), l'ho rivista; dovrebbe essere esatta! DIALOGO TRA DIOGENE ED ERACLE: Diogene = Non è Eracle costui? Non può essere un altro, ma Eracle! Allora è morto, pur essendo figlio di Zeus? Dimmi, o vittorioso, sei morto? Io infatti sulla...