Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2020

Le ricorrenze nel calendario liturgico degli ultimi giorni di dicembre:

Immagine
  E QUESTO E' PER DAVVERO L'ULTIMO POST DELL'ANNO 2020! Diciamocelo, anche se siamo appena entrati nella stagione invernale, la più buia e la più fredda, gli ultimi  giorni di dicembre hanno comunque un loro fascino proprio per le festività che ricorrono.  Dicembre, più in generale, è il mese in cui circa il 70% delle decorazioni natalizie all'interno e all'esterno della casa spetta a me che non ho mai tagliato del tutto i ponti con l'infanzia. A) 26 DICEMBRE- SANTO STEFANO: Se questo fosse stato un anno "normale" come tutti gli altri, anche quest'anno io e i miei genitori saremmo andati a pranzo da zii, cugini e nonna residenti a Ronco, paesino della pianura veronese in riva all'Adige. GIOTTO, "SANTO STEFANO", 1325 CIRCA: L'opera è attualmente conservata al museo Horne di Firenze e la tecnica utilizzata qui è tempera e oro su tavola. Sulla testa, al di sopra delle tempie, il santo porta due sassi, allusione alla sua lapidazione, ...

"Lettera all'anno che verrà":

Stasera non sono esattamente dello spirito giusto per poter  scrivere un post sulle bellissime poesie di Elisa Kidané. Ma ci sarà sempre tempo per poterle trattare prossimamente.  Dunque ho scritto solo quello che mi sentivo di scrivere. Quello che più spesso ho provato in questi giorni, causa annuncio di un nuovo lockdown nazionale, è stato nervosismo e avvilimento. Molti occidentali non vogliono ammetterlo, ma Cina, Corea del Sud, Giappone e Australia sono cinque spanne più avanti a noi europei: da quelle parti la pandemia non è finita, ma si riesce a conviverci e a vivere una vita abbastanza normale perché i governi hanno imposto e adottato provvedimenti e misure efficaci, molto più delle nostre: pensate alla Corea del Sud con il suo efficiente sistema di tracciamento dei contagi o anche all'Australia, che per 7 mesi ha consentito ai cittadini di uscire soltanto per motivi di lavoro e di salute, ma al contempo li ha supportati concretamente fornendo loro  aiuti economi...

An invisible man:

Immagine
Invisible man è un'opera di Ralph Ellison pubblicata nel 1952. Il protagonista senza nome (nameless) è un uomo di colore vittima di una società razzista e insensibile che ignora, umilia e nega la sua identità. Riporto qui una parte del prologo del romanzo: I am an invisible man. No, I am not a spook like those who haunted Edgar Allan Poe; nor am I one of your Hollywood-movie ectoplasms. I am a man of substance, of flesh and bones, fibre and liquids-and I might even be said to possess a mind. I am invisible, understand, simply because people refuse to see me. Like the bodiless heads you see sometimes in circus sideshows, it is as though I have been surrounded by mirrors of hard, distorting glass. When they approach me they see only my surroundings, themselves, or figments of their imagination -indeed, everything and anything except me.  Nor is my invisibility exactly a matter of bio-chemical accident to my epidermis. That invisibility to which I refer occurs because of a pec...

"Neyla", Kossi Komla-Ebri:

Immagine
Precedenza alla recensione su Neyla , dai. 1. INFORMAZIONI ESSENZIALI SU KOSSI KOMLA-EBRI: Kossi Komla-Ebri è nato in Togo nel 1954.  In Italia dal '74, si è dapprima laureato in Medicina a Bologna. Poi si è trasferito a Milano dove ha seguito il corso di specializzazione in Chirurgia Generale.  Vive e lavora tuttora in Lombardia, in provincia di Como; è sposato ed è padre di due figli. Da più di vent'anni, con il collega Aldo Lo Curto, è co-autore e diffusore della rivista Afrique- La santè en images, che viene distribuita in alcuni villaggi africani allo scopo di divulgare un'educazione sanitaria presso quelle popolazioni. Komla-Ebri è un medico, non un vero e proprio scrittore di romanzi. Però, oltre a Neyla, stampato e pubblicato nel 2002, vorrei qui ricordare un suo racconto intitolato Quando attraverserò il fiume e premiato, nel '97, ad un concorso letterario di Rimini.  Di Komla-Ebri inoltre c'è anche la raccolta di aneddoti sull'Africa del 2001, che por...

Vorrei un Natale in cui tutti ci ricordassimo degli "ultimi":

Immagine
Se mi leggete da almeno alcuni mesi sicuramente sapete che io, lo scorso anno, sono rimasta molto colpita da Giulia Molino. La seguo sui profili social dal giorno in cui è stata ammessa al Serale, per cui, da quasi un anno ormai.  Volevo dunque iniziare questo post proprio da lei: alla fine della scorsa settimana, sulle sue stories di Instagram, ho letto le sue semplici riflessioni su quella che sarebbe stata un'ordinaria e normale mattinata. Vi riassumo con parole mie ciò che Giulia ha scritto: si trovava in stazione e stava aspettando un treno. Ad un tratto, le si era avvicinato un signore che le aveva chiesto di custodire per qualche minuto il suo zaino e si era allontanato, ritornando, qualche minuto dopo, con una barretta Kinder cereali per lei, come segno di riconoscenza. Giulia ha concluso il suo racconto esattamente con questa frase: E' così che vorrei fosse il mio mondo: un posto fatto di piccoli gesti che fanno sorridere il cuore. Il mio mondo è fatto proprio così, di...