Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2014

"Le tasche piene di sassi ", Jovanotti

Immagine
E' una delle mie canzoni preferite. Penso anche che sia uno dei brani più espressivi della musica italiana contemporanea. Scritto e interpretato da Jovanotti, il brano è dedicato alla madre Viola, scomparsa nell'estate 2010. "Le tasche piene di sassi" è un successo del 2011. Il video musicale è stato postato sul canale Youtube di Jovanotti il 24 marzo 2011. Il cantautore ha descritto così il video: « Lo spettatore che lo vedrà non sentirà quello che io dico e non mi vedrà nemmeno cantare. Vedrà un uomo da solo, al buio, illuminato solo da un occhio di bue che racconta una storia ad un pubblico in penombra, racconta una storia che è la vita, racconta forse la sua vita, forse racconta la vita di quelli tra il pubblico » E in effetti, questa canzone penetra nelle corde della mia anima, mi fa piangere, racconta anche i miei sentimenti e la mia vita, esprime la profonda malinconia che provo nei momenti "grigi", quando penso a delle persone car...

... In onore di Paolo VI

Immagine
Domenica 19 ottobre è stato beatificato Paolo VI, pontefice dal carattere mite e riflessivo, dotato di una notevole apertura mentale. Avrei tanto voluto conoscerlo... Colgo l'occasione per scrivere un post sugli avvenimenti più significativi della sua vita. Giovanni Battista Montini nacque nel 1897 a Concesio, un piccolo paese in provincia di Brescia. Suo padre, Giorgio Montini, era un avvocato. Nel 1916, dopo aver ottenuto il diploma di maturità classica presso il liceo statale "Arnaldo da Brescia", si iscrisse al seminario della sua città. Negli anni venti collaborò con il periodico studentesco "La Fionda" , pubblicando diversi articoli dai contenuti profondi ed eloquenti. Scrisse, ad esempio, a novembre del 1918: «Guai a chi abusa della vita. Quando la mano creatrice di Dio delineava  in un ordine meraviglioso i confini della vita, poneva altresì custode  di questi confini la morte, vindice di quanti li avrebbero  va...

"Il mio compagno di banco", racconto che illustra l'attaccamento morboso tra due adolescenti

Immagine
Circa due anni fa, la mia insegnante di storia e filosofia aveva consigliato ai ragazzi che partecipavano al "Circolo Firmino" un libro intitolato "Dentro" e composto da tre lunghi racconti, scritti da Sandro Bonvissuto, autore romano che io ho avuto anche il piacere di conoscere e di intervistare durante un incontro culturale. Il racconto che mi ha colpita di più è stato il secondo, intitolato "Il mio compagno di banco", i cui protagonisti erano due ragazzini poco più giovani di me. In questi giorni, mentre lo rileggevo, ho provato le stesse impressioni di due anni fa. CONTENUTO DELLA STORIA: Dunque, è il primo giorno di liceo e un ragazzino, che è la voce narrante, si appresta ad entrare nella sua nuova classe. Una volta varcato l'ingresso dell'aula, egli avverte una sensazione di disagio dovuta al fatto che, per un istante, i suoi compagni interrompono le loro chiacchiere e lo scrutano con aria interrogativa.  "... mi guardavano tutt...

"Storia di una ladra di libri"

Immagine
E' un romanzo meraviglioso! E' molto lungo, ma è talmente coinvolgente che lo si legge nel giro di pochi giorni. La vicenda si svolge in Germania nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e la protagonista è una ragazzina di nome Liesel. L'inizio è molto drammatico: nel gennaio del 1939, Liesel, sua madre e suo fratello Werner, un bambino di appena sei anni, stanno viaggiando su un treno diretto a Monaco. Ma ad un tratto, dopo alcuni violenti colpi di tosse, Werner muore tra le braccia della madre. "Ci fu un violento accesso di tosse. Un accesso quasi ispirato. E subito dopo... più niente. Quando la tosse cessò, non era rimasto più nulla se non l'assenza di vita animata da un respiro o un sussulto silenzioso." Durante la sepoltura del fratello, avvenuta in un campo innevato, Liesel si accorge di un libro abbandonato sul sentiero e lo raccoglie incuriosita, anche se non lo sa leggere. Poco dopo, la bambina viene separata dalla madre e data in affido a u...

"Come fossi solo", romanzo terribilmente realista

Immagine
"Come fossi solo" è stato scritto da Marco Magini, giovane autore di origini toscane, laureato in Politica Economica alla "London School of Economics". Il libro racconta la guerra in Bosnia e la Strage di Srebrenica del 1995, episodi drammatici che, da qualche mese a questa parte, mi stanno molto a cuore. Ho letto questo romanzo con molta attenzione e con grande interesse, apprezzando inoltre la capacità espressiva dell'autore. I protagonisti del romanzo sono tre uomini: Dirk, casco blu olandese di stanza a Srebrenica, colpevole di non aver impedito il massacro, Romeo, magistrato spagnolo che, insieme ad alcuni colleghi, si ritrova impegnato a svolgere il processo dei colpevoli della strage presso il Tribunale penale Internazionale e Drazen... Quest'ultimo, più che un uomo, è un ragazzo che all'epoca dei fatti aveva vent'anni, realmente esistito e tuttora vivente.   E' proprio la tragica storia di Drazen a suscitare un forte coinvolgimento e...