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Visualizzazione dei post da novembre, 2019

Sant'Andrea/Andrea Zanzotto:

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Sommacampagna, VR, Chiesa dedicata a Sant'Andrea apostolo, chiesa del cimitero Ogni 30 novembre ricorre Sant'Andrea. Io me lo ricordo bene, perché è il patrono del mio paese. Tra l'altro, noi abbiamo anche una pieve romanica (XI° secolo) dedicata a Sant'Andrea. E' la prima volta che, in questo blog, riservo un post dedicato prima di tutto a questo apostolo e poi ad alcuni accenni alla figura di Andrea Zanzotto, poeta e intellettuale del Novecento italiano già citato nel post della settimana scorsa. Tra l'altro, su Zanzotto sto preparando un lavoro da esporre in aula durante una lezione di metà dicembre. E' un confronto Zanzotto-Pasolini, ma certamente ve lo risparmio per ora. Probabilmente però ve lo esporrò qui nel 2020. Sia chiaro, lo sto facendo prima di tutto per me stessa e per il lavoro (l'insegnante di Lettere) che andrò a fare, che tra l'altro era la stessa professione di Zanzotto. Oggi in fin dei conti è stata una bella giorna...

Amore e morte ne "Il codice di Perelà":

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La scorsa settimana ho dimenticato di spiegarvi una storia, inserita in quest'opera di Palazzeschi, nella quale sono riuscita a scorgere sia quasi tutta la tradizione letteraria italiana sia qualcosa in comune con la tradizione letteraria del Nord Europa! Lo avevo proprio dimenticato... perdonatemi, ma credo siano le prime avvisaglie della demenza senile!! ;-) A) IL THE': Avevo detto che l'utero nero è il titolo del primo capitolo del Codice di Perelà.  Il Thè, ovvero, il nome dato al secondo capitolo, include il momento in cui Perelà si trova a corte e, con le dame del regno, prende il thé di metà pomeriggio. Anche in questo caso, Perelà non proferisce quasi parola, ma tutte le dame gli raccontano la loro storia di vita: le loro avventure, i loro viaggi e i loro amori spesso contrastati.  Una di loro è la principessa Bianca Delfino Bicco Delle Catene che, nel ricordare il passato, confida il forte sentimento che nutriva per un giovane ammalato. B) CONT...

"Il codice di Perelà", Palazzeschi:

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"è la mia favola più aerea, il punto più elevato della mia fantasia" (A. Palazzeschi) Edizione più recente della Oscar Mondadori Il codice di Perelà è uscito nel 1911 e si presta ad una serie di riflessioni e di interpretazioni. E' leggero, beffardo, leggermente onirico, leggermente cristologico. L'ho letto in un periodo (=la fine di settembre) in cui avevo proprio bisogno di sorridere, in un periodo in cui le mie frustrazioni relazionali mi pesavano parecchio.  Ho dedicato i miei anni di volontariato completamente al bene altrui. L'ho fatto con entusiasmo perché credevo fermamente nell'atto di poter dare una testimonianza di vita come animatrice, perché credevo di poter crescere nella fede (= e invece mi ritrovo più indietro di prima), perché credevo di poter trovare un po' di calore umano, di rispetto e di ascolto. Comunque: 267 pagine divorate nel giro di due giorni! Eh sì: il Codice di Perelà non è brevissimo, ma mi ha anche un po'...