L'ODISSEA DI CHRISTOPHER NOLAN

15) L'ODISSEA PUO' ANCORA ESSERE ATTUALE? 

Io e Matthias lo abbiamo visto la scorsa settimana in lingua originale e in IMAX, appena tornati da Ortisei. 

Eccovi le nostre riflessioni.

A) DIFFERENZE CON IL POEMA OMERICO:

Chi afferma, con indignazione, che questo film è "l'Odissea di Nolan, troppo diversa dal poema della letteratura greca" evidentemente fa fatica ad accettare che gli adattamenti cinematografici, per loro natura, non rispecchiano mai con assoluta fedeltà i testi letterari!

Il cinema è infatti un ambito culturale molto complesso volto a conciliare dialoghi, immagini, personaggi sempre in movimento, tematiche e messaggi che si ritengono attuali.

L'Odissea di Nolan non mi ha molto coinvolto emotivamente, anche se è un film ben fatto, di buona qualità e con attori piuttosto bravi oltre che famosi nel mondo dello spettacolo. 

C'è comunque qualche incongruenza narrativa e qualche sciocchezza.

L'unica sciocchezza vera e propria è la polemica sull'aspetto fisico dell'attrice che interpreta Elena di Troia e moglie di Menelao: è vero, è africana, ma che problema è?!

A me questo film invece è piaciuto molto.

Comunque, in due abbiamo individuato nove differenze tra il film di Nolan e l'Odissea attribuita ad Omero.

A1) Nolan ha omesso l'incontro tra Odisseo e Nausicaa, principessa dell'isola dei Feaci. Nel poema omerico questa tappa del viaggio di ritorno dell'eroe è successiva ai sette anni trascorsi con Calipso e precede l'approdo finale ad Itaca.

A2) L'episodio del cavallo di Troia è stato re-interpretato. 

Mi preme chiarire subito che questa leggenda, ben conosciuta anche da persone estranee alla letteratura e alla cultura classica, proviene dall'Ilioupersis, poema andato perduto e compreso nel ciclo epico troiano. 

L'ideazione del cavallo di Troia è citata nell'Odissea ma viene narrata in modo più ampio nell'Eneide di Virgilio.

Ad ogni modo, nel poema, Sinone convince i Troiani ad introdurre il cavallo di legno dentro le mura della loro città.

Nella prima scena del film Sinone è, al contrario, inconsapevole del piano ideato da Odisseo e per questo muore assassinato da un gruppo di Troiani. 

Nolan omette anche il nome di Epèo, architetto che ha progettato il cavallo di Troia.

Credendolo un dono di pace, i Troiani trasportano la statua di legno vicina alle mura della città.

C'è un passaggio del film che risulta assurdo: le guardie troiane delle mura del palazzo reale, pur trovandosi pochi metri più avanti o poco più a destra del cavallo, non si accorgono dei guerrieri achei che scendono aggrappati ad un cordone dall'apertura della statua.

A3) L'episodio del canto delle Sirene è abbastanza fedele al poema epico: Ulisse è l'unico che può sentirle mentre i compagni hanno le orecchie tappate con la cera e continuano a remare.

Le sirene si intravedono appena dalle scogliere. Vengono solo mostrati gli effetti del loro canto su un Ulisse che si agita e urla legato ad un palo.

Un marinaio, pur vedendo le reazioni dell'eroe, si getta dalla nave. Che senso ha avuto inserire questa azione?

Al contrario del poema, nel film l'eroe protagonista spiega il significato dei canti delle sirene: 

"Era un prurito delizioso che vorresti grattarti ma lo trovi sotto la pelle e non riesci a raggiungerlo. Quindi il delizioso prurito diventa insopportabile. Ti ha detto che ciò che desideri di più è ciò che più non puoi avere e che il massimo che non puoi avere è ciò che già avevi e perso. Era una canzone con tutte le promesse che non sono riuscito a mantenere..."

A4) Tra Odisseo e Polifemo non ci sono dialoghi. 

Anzi, in questa lunga scena che include l'avventura contro il Ciclope vi sono molti silenzi e rumori che provengono ora dall'ambiente naturale ora dalle azioni rumorose del Ciclope dato che la colona sonora, in questa parte di film, risulta ridotta.

In Nolan il Ciclope è un pupazzo meccanico alto diciotto metri intorno al quale gli attori si muovono all'interno della grotta. 


Come nel IX° canto del poema, che sarà oggetto di una mia attenta analisi lessicale e tematica nel prossimo post, anche nell'opera di Nolan Polifemo divora alcuni uomini e intrappola gli altri nella grotta mentre, durante il giorno, esce con il gregge.

Nessun ex guerriero acheo comunica con il Ciclope. 

Odisseo lo acceca con un tronco d'albero e solo dopo i compagni si chiedono se non fosse stato meglio provare a dialogare. con il mostro gigantesco.

L'unica frase pronunciata da Polifemo, dopo essere stato accecato, è la seguente: "Poseidone, vendica il mio dolore".

Si tratta indubbiamente di un personaggio molto negativo, brutale, grezzo, istintivo... eppure alla fine riesce a farmi un pochino di pietà.

Nel poema Odisseo rende Polifemo ubriaco e lo inganna dicendo di chiamarsi "Nessuno".

A5) Gli dei ci sono o non ci sono in questo adattamento del poema? 

Risultano, senza ombra di dubbio, molto ridimensionati rispetto al poema. 

Atena (Zendaya) appare e scompare di tanto in tanto a fianco di Ulisse ma, più che di una divinità vera e propria, si tratta di una proiezione mentale della sacerdotessa troiana che Ulisse ha visto morire per mano di alcuni suoi uomini durante la notte in cui la città di Troia è stata data alle fiamme.

Comunque Atena non cambia né i destini dell'eroe né quelli, infausti, dei suoi compagni. 

Nessun dio in questo film preserva dalla morte i compagni di Odisseo.

A6) La scena di Circe non è identica al poema.

In Omero, la maga trasforma i compagni di Odisseo in maiali dopo aver versato alcune pozioni magiche nei loro cibi. Solo l'eroe protagonista si salva e costringe Circe a restituire ai compagni l'aspetto umano.

Nel film Circe odia il genere maschile e trasforma i compagni di Odisseo in maiali toccandoli. 

Prima di servire i compagni di viaggio di Ulisse, Circe fa togliere loro le armature. Perché gli uomini non sospettano nulla, nemmeno quando scorgono altre armature fuori dalla capanna della maga? Questo è un altro particolare strano del film.

A7) Il finale è stato modificato e rielaborato.

Se nel poema Penelope riconosce il marito grazie al loro letto nuziale, intagliato da Ulisse molti anni prima, in questo film il protagonista consegna a Penelope una spilla che costituisce la prova definitiva di riconoscimento del marito.

A8) Telemaco e la Telemachia.

I primi quattro libri del poema sono dedicati a Telemaco, il figlio dell'eroe. Per questo motivo fanno parte della Telemachia.

Odisseo compare dal libro V°.

Nel film di Nolan invece, gli stati d'animo e le iniziative di un Telemaco che sta varcando le soglie dell'età adulta, risultano paralleli alle tappe del viaggio di ritorno di Odisseo, secondo la tecnica del montaggio alternato.


A9) Nell'opera di Nolan non compare nemmeno l'episodio di Eolo con la sua isola galleggiante.

Nel poema omerico, infatti, Eolo è re dei venti. 

Ospitale e generoso, dona al protagonista un otre chiuso nel quale vi sono tutti i venti che potrebbero ostacolare la navigazione. Tutti, eccetto Zefiro.

Ma quando Odisseo si addormenta a riva, i compagni invidiosi aprono l'otre e i venti fuoriescono provocando un uragano spaventoso.

B) LA FIGURA DI ODISSEO IN NOLAN:

Temevo che il film potesse in qualche modo idealizzare o esaltare la figura di Odisseo, cosa che invece non è accaduta. Meglio così, sono contenta!

Nel poema l'eroe è astuto, ingannatore e versatile (πολύτροπον).

Quest'ultimo aggettivo che ho citato, presente nel proemio, fa riferimento non solo alla varietà delle risorse intellettuali di Odisseo ma anche alla varietà di avventure e di ostacoli a cui viene sottoposto. 

Oltre a ciò, credo sia un'allusione alla varietà dei ruoli sociali di questo eroe: reduce di guerra, re di Itaca, marito, padre. Forse è questo aspetto che ha toccato la sensibilità di Nolan.

Nel suo lungo film infatti, il regista ci presenta un Odisseo ingannatore e bugiardo ma... segnato certamente dall'esperienza della guerra e soprattutto dalla notte in cui si è riversata la rabbia degli Achei su Troia, focalizzato sia sulle conseguenze delle proprie azioni che di quelle dei compagni.

Ho notato inoltre che, in qualche dialogo del film, Odisseo manifesta sensi di colpa per la morte di alcuni compagni.

Insomma, Nolan ci presenta un eroe che può sembrare il protagonista di vicende a noi contemporanee, che di tanto in tanto dubita di se stesso, secondo me soprattutto nei suoi ruoli di leadership.

Quando è sull'isola con Calipso, tra l'altro, mette fortemente a rischio il suo obiettivo ultimo, ovvero, il suo ritorno ad Itaca. Direi che non è un esempio di fedeltà né coniugale né affettiva.

C) L'ODISSEA DI NOLAN: UN RICHIAMO ALLA GEO-POLITICA DEI NOSTRI ANNI

La "legge di Zeus" ricorre spesso nel film. 

Era una legge divina che imponeva l'ospitalità e il dovere di accogliere viaggiatori, stranieri e mendicanti. In cambio, gli ospiti dovevano comunque rispettare chi li ristorava.

L'Odissea, poema di un lungo viaggio, presenta una vasta gamma di episodi che prevedono l'ospitalità e i comportamenti non adeguati di alcune figure verso questo valore.

Ad esempio, i Proci ad Itaca approfittano troppo dei beni della reggia e disprezzano animali, mendicanti e servitori.

Polifemo inghiotte i viaggiatori giunti alla sua caverna. Quindi è violento, cruento e tutt'altro che ospitale.

Calipso accoglie ad Ogigia il protagonista ma lo trattiene, facendone il suo compagno, pur sapendo che l'eroe non riesce a dimenticare né la sua patria né la sua famiglia.

La "legge di Zeus" però rappresenta, in questo film, non solo un richiamo ai migranti respinti ma anche un rimando alla violazione del diritto internazionale.

Ulisse risulta il primo a violare la convivenza tra i popoli con l'inganno del cavallo. 

Dopo la distruzione della città di Troia, i superstiti che non hanno rispettato l'ordine internazionale della loro epoca, si ritrovano costretti ad affrontare un viaggio molto difficoltoso in cui più volte rischiano la vita.

Nel film il protagonista rappresenta l'Occidente e il modo in cui i governi occidentali agiscono contro le altre popolazioni: vincono le guerre con l'inganno, sfruttano le risorse di terre tecnologicamente più arretrate delle loro e distruggono cultura e architettura di civiltà diverse dalla loro.

Per Nolan la violenza è la causa della crisi e della decadenza delle civiltà.

Ulisse e Penelope sono gli unici consapevoli del fatto che l'Età del Bronzo in cui vivono è destinata a crollare perché i popoli del mare, ignari della "legge di Zeus", invaderanno i territori civilizzati e prima o poi anche Itaca.

L'Odissea di Nolan è immagine della crisi della globalizzazione: lo scambio di merci, la velocità con cui arrivano le notizie e le informazioni da una parte all'altra del mondo e l'avanzamento dell'informatica e dell'AI causano competizioni economiche per il controllo di determinate aree, anche marittime.

D) ARGO COME SPUNTO DI SCRITTURA CREATIVA?

La scena migliore e la più commovente è per me l'incontro, dopo vent'anni, tra Odisseo e il cane Argo morente che apre gli occhi un'ultima volta prima di spirare di vecchiaia.


L'episodio dell'addio tra Argo e Odisseo compare raramente nelle antologie epiche delle classi prime della scuola secondaria di primo grado. 

Eppure sarebbe veramente importante partire da quei versi dell'Odissea per far riflettere i ragazzi sul rapporto tra animali e uomo e sul rispetto dovuto agli animali, domestici ma anche selvatici.

Io nei prossimi anni pensavo di ricavarne anche un'attività di scrittura creativa partendo da un dipinto.

Eccovi un esempio.

Questa è un'opera di Antonio Rotta, pittore vissuto nel Triveneto nella seconda metà dell'Ottocento, intitolata Un uomo e il suo cane.

La consegna sarebbe la seguente:


"Crea un breve racconto mettendoti nei panni del cane che osserva il suo padrone ferito".


Molto probabilmente farei uno schema alla LIM in modo tale da poter raccogliere le idee degli alunni sulle seguenti domande:


• Che tipo di rapporto sembra esserci tra l’uomo e il cane? Cosa comunicano i loro sguardi?

• Com’è l’arredo della stanza e da quali dettagli è possibile intuire il mestiere di chi abita la stanza?

• Immagina i suoni all’interno di questa stanza e anche il momento della giornata in cui è ambientato il dipinto. (Da dove proviene la luce?).

• Cosa è successo?



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