3 ottobre 2026

"I FIGLI DEGLI UOMINI": SEGREGAZIONE URBANA, STERILITÀ E BARLUMI DI SPERANZA

19) GEOGRAFIA DELLA  SEGREGAZIONE URBANA

I figli degli uomini (Children of men) è un film distopico uscito nel 2006 e diretto da Alfonso Cuaròn.

A) TRAMA:

Regno Unito, 2027.

Il film si apre con la notizia, trasmessa ai telegiornali, della tragica scomparsa dell'abitante più giovane del pianeta, il diciottenne Diego Riccardo.

Dal 2009 non nascono più bambini: tutta l'umanità si trova nel pieno di una gravissima crisi demografica, oltre che economica, a causa di un'inspiegabile infertilità femminile.

In passato il protagonista Theo era un attivista politico.

Nei momenti iniziali del film è un impiegato piuttosto disilluso di fronte al tristissimo e problematico contesto socio-politico nel quale si ritrova. 

Un giorno viene rintracciato dalla sua ex moglie Julian, partecipante attiva alle azioni di un gruppo terroristico rivoluzionario chiamato I Pesci, la quale lo coinvolge in una missione rischiosa: scortare fuori dal Regno Unito una giovane profuga all'ottavo mese di gravidanza.

In un contesto come quello del presente film caratterizzato da terrorismo, reclusione sistematica degli immigrati e atti di violenza frequenti da parte dell'esercito britannico e della polizia, la figlia di Kee rappresenta una possibilità di speranza per il futuro dell'umanità e di un pianeta arido, con poca vegetazione, che risente dell'inquinamento.

Naturalmente questa impresa comporta rischi reali di non riuscire ad affidare Kee e la neonata alla nave di un'organizzazione umanitaria chiamata Human Project.

Tuttavia continuo a chiedermi: a quale forma di governo Cuaròn ha fatto riferimento? Ad un sistema dittatoriale?

B) FORMA DI GOVERNO POLITICO NEL FILM:

Non mi sembra che venga mostrata una dittatura: anche gli stati democratici possono esercitare forme estremamente violente come già è avvenuto e avviene in alcuni contesti anche in Italia, ad esempio, nel 2001 durante il G8 di Genova.

Nel nostro paese si sono verificati anche alcuni episodi di violenza nei centri di detenzione che comprende sia la problematica del sovraffollamento sia episodi di torture da parte delle forze dell'ordine.

Oltre a questo, le condizioni di permanenza nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono degradanti per gli immigrati.

Children of men propone quindi un modello di democrazia realizzata che, secondo l'idea di Winston Churchill, è meno peggiore dei totalitarismi:

La democrazia è la peggiore forma di governo, ad eccezione di tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.

C) STERILITÀ CULTURALE:

Il film simboleggia la sterilità culturale: il fatto che non nascano più bambini equivale alla mancanza di creatività e quindi di nuove idee e di nuovi concetti.

Per Fisher è a causa di quello che lui stesso definisce realismo capitalista: la cultura contemporanea rimane sterile per proprietà intrinseche del sistema, dato che i giovani-adulti provano un senso di rassegnazione di fronte al sistema socio-economico e si trovano immersi in una quotidianità fatta di burocrazia, moduli e regole, tutti finalizzati al profitto.

In una società che non riesce ad immaginare un'alternativa al realismo capitalista, la cultura è "bloccata" e alcune persone provano nostalgia per forme e movimenti letterari e artistici del passato. Gran parte loro però non fruisce né di opere caratterizzate da profondità riflessiva né di contenuti provocatori e inusuali.

Infatti la maggior parte della popolazione, ad oggi, non vuole contenuti profondi perché ai giorni nostri, grazie anche al web, tutto è facilmente a disposizione, in particolar modo, le forme di intrattenimento leggere e a basso sforzo cognitivo.

Si possono trovare dei modi per stimolare l'interesse? Probabilmente sì ma rimango comunque dell'idea che non si raggiunga la gran parte della popolazione.

Alla fine la bambina che nasce è figlia di una donna profuga e straniera, ad indicare che ciò che apporterà uno slancio vitale con nuovi stimoli alla cultura decadente e morente del mondo occidentale proverrà da culture straniere e marginali.


D) I SIMBOLISMI CHE HO CERCATO DI INTERPRETARE DURANTE LA MIA PRIMA VISIONE DEL FILM:

  • La nascita della figlia di Kee avviene in un clima d'odio, di sospetto, di conflitti, di chiusure mentali dato che emerge, in alcuni punti del film, una forte islamofobia. Questa nuova nascita può essere dunque una ragione per immaginare un avvenire meno problematico del presente mostrato dal regista. Mi ha molto colpito il passaggio in cui il pianto della neonata, mentre Theo e la neomamma scendono lentamente dalle scale di un edificio diroccato e semidistrutto, comporta una pausa dai combattimenti anche se solo per pochi minuti: sembra che i militari, mentre ammirano con stupore una nuova vita avvolta in una coperta come un fagottino, prendano consapevolezza della loro umana fragilità, forse alla maniera di Fratelli di Ungaretti. Qui, nell'aria fino a poco prima soffocata dagli spari, si sente la protesta non verbale di una bambina che reclama il suo diritto alla vita.
  • Nella scena finale il cielo è nuvoloso, piuttosto scuro e attraversato  da aerei militari mentre il mare è pieno di foschia. Theo, Kee e la bambina stanno raggiungendo la nave di salvataggio che porterà la nuova nata e la madre verso le Azzorre. Probabilmente riescono a farcela. La luce del faro vicino alla nave rappresenta una flebile speranza all'interno di un mondo logorato e semi-distrutto da conflitti e da violazioni dei diritti umani.

E) GEOGRAFIA DELL'ESCLUSIONE E SEGREGAZIONE URBANA:

Ho prestato più attenzione a questo aspetto quando ho rivisto Children of men.

Il Regno Unito rappresentato in questo film è un'economia per lo più povera nella quale i profughi vengono privati dei loro diritti, rinchiusi in gabbie e ghettizzati in campi in cui il degrado e i soprusi caratterizzano ogni minuto della loro vita, mentre i quartieri più centrali di Londra sono iper-sorvegliati e riservati ai nativi britannici.

In particolare, la Battersea Power Station, circondata da posti di blocco, include qualche testimonianza appartenente al patrimonio artistico europeo come il David di Michelangelo.

Le periferie cittadine e i boschi sono luoghi in cui avvengono conflitti armati tra piccoli gruppi di ribelli politici e organizzazioni militari, mentre i campi di internamento, recintati con fili spinati, risultano privi di servizi essenziali e caratterizzati da altissima densità abitativa.

A mio avviso, la Londra di Children of men è un luogo contestato secondo le teorie dei due geografi britannici Patrick Jess e Dooren Massey: da un lato infatti presenta pochi quartieri privilegiati e puliti per chi detiene il potere politico ed economico, dall'altro invece sono presenti spazi esterni al centro cittadino in cui avvengono scontri armati e metodi di segregazione umilianti per la dignità umana.

Una sola nascita e molte morti violente: nel mondo di Cuaròn, la bambina che viene alla luce non solo mette in risalto la pluralità della popolazione urbana ma rappresenta anche una ragione per ripristinare le connessioni globali.


"I FIGLI DEGLI UOMINI": SEGREGAZIONE URBANA, STERILITÀ E BARLUMI DI SPERANZA

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