7 novembre 2026

"DEATH NOTE": LA MORTE COME FATTORE QUOTIDIANO E MANIPOLABILE

Ecco la serie anime più originale e più inquietante che abbia mai visto. 
Si tratta di un capolavoro sia thriller sia psicologico. Eccovi le nostre riflessioni "a due cervelli".
Il paragrafo E, scritto e pensato soltanto da me, è il pezzo forte di questo post.

A) TRAMA

Il protagonista di questo anime è Light Yagami, un ottimo studente di liceo, molto disgustato da disonestà, ingiustizia e criminalità dilagante. 

La sua vita abitudinaria e povera di contatti sociali con i coetanei cambia totalmente quando raccoglie, in un angolo del giardino della scuola, un quaderno intitolato Death Note, in precedenza appartenuto a Ryuk, uno Shinigami, cioè una divinità della morte secondo le tradizioni giapponesi. 

La regola fondamentale per l'utilizzo dell'oggetto è semplice e terribile: 

"La persona di cui si ha ben presente il volto e il cui nome viene scritto su questo quaderno muore di arresto cardiaco se lo scrivente non specifica la causa esatta."

Per verificare l'attendibilità di questa indicazione, Light inizia a seguire con molta attenzione i telegiornali.

Una sera, i giornalisti di un canale televisivo danno notizia dell'arresto del criminale Kurou Otoharada che, alcuni giorni prima, si era introdotto armato in una scuola prendendo in ostaggio studenti e insegnanti.

Puntualmente, Light trascrive il nome fissando bene a mente il volto: Otoharada viene trovato morto nella sua cella pochi minuti dopo, per arresto cardiaco.

Dopo essere riuscito ad appurare la verità della norma fissata sulla prima pagina del quaderno, Light si prefigge lo scopo di eliminare tutti i criminali per diventare il Dio di un nuovo mondo, più giusto e più buono e purificato dal male, assumendo lo pseudonimo di Kira.

B) UN POTERE A PORTATA DI MANO
Il quaderno trasformato in uno strumento d'uso comune dal giovanissimo protagonista riduce la fine della vita a un semplice gesto meccanico: scrivere un nome su un foglio di carta.

Anche se lui stesso non si ritiene affatto tale, Light è il cattivo della storia e questo costringe lo spettatore a porsi una domanda profondamente etica e psicologica: Chi ha il diritto di decidere la morte altrui?

I molti criminali che Light uccide a distanza non passano inosservati agli occhi della polizia: infatti L., un giovane detective il cui brillante intuito ha raggiunto una fama mondiale, decide di cercare la vera identità di Kira.

Così inizia una battaglia intellettuale e strategica in cui Light si sforza, invano, di scoprire il vero nome di L. per poterlo eliminare come rivale.
L. si impegna a raccogliere prove per incastrare Light che, con il passare degli anni, riesce persino a infiltrarsi nella squadra investigativa della polizia dato che ha delle notevoli doti logiche e grandi capacità analitiche.

C) GLI SHINIGAMI VS LE DIVINITÀ GRECHE

Per gli dei della morte, la fine degli esseri umani non è drammatica: rappresenta soltanto o una transazione numerica per allungare la propria esistenza oppure un passatempo per vincere la noia.

Gli Shinigami non appartengono alla mitologia giapponese classica né sono affini alla spiritualità dello Shintoismo. 
Sono nati nel periodo Edo, quindi tra il XVIII e il XIX secolo e, nella cultura popolare nipponica, lo Shinigami è uno spirito raccoglie le anime dei defunti. 

Nell'immaginario del Giappone del passato gli Shinigami sono divinità spesso solitarie la cui principale funzione consiste nel provocare la morte delle persone al momento giusto.


D'altra parte, le divinità dell'Antica Grecia erano strutturate in una sorta di gerarchia e ciascuna di loro aveva un ruolo diverso dall'altra: Thánatos, era la personificazione fisica della morte che separava l'anima dal corpo.
Poi esistevano anche le Keres, ovvero, creature femminili legate alla morte violenta che avveniva solitamente in battaglia.
Caronte invece era il traghettatore che portava le anime attraverso lo Stige, mentre Ade era il Re degli Inferi che impediva alle anime di fuggire.

D) IL CONFINE TRA GIUSTIZIA E TIRANNIA

In Death Note il confine tra giustizia e tirannia non è una linea netta, bensì una soglia sottile che sfuma gradualmente a causa del suo assolutismo morale.
Nei primi episodi le intenzioni di Light Yagami scaturiscono da un senso di frustrazione verso una società piuttosto violenta e verso un sistema giudiziario percepito come inefficace. 

Tuttavia l'uso del quaderno trasforma la sua idea di giustizia: Light inizia con l'eliminazione di criminali condannati per crimini efferati e, nel giro di poco tempo, arriva a giustiziare chiunque si opponga al suo progetto.


Infatti, le motivazioni e le azioni di Light non costituiscono una forma di tutela della società quanto piuttosto un'agghiacciante pretesa di imporre la propria volontà, decidendo chi ha diritto di vivere e chi deve morire senza alcun processo e senza mai ipotizzare, nei confronti dei delinquenti, un vissuto molto traumatico e privo di amore.
Light Yagami è un tiranno, non certo l'incarnazione della giustizia e la speranza dell'umanità, come ama definirsi fino alla fine!

Il protagonista di questa serie pretende di sostituire la complessità del diritto umano con la propria presunta infallibilità.

E) QUANTO ASSOMIGLIO A LIGHT/KIRA IO STESSA?

In queste ultimissime settimane mi sono posta un paio di volte la domanda che dà il titolo a questo paragrafo. 
Naturalmente io non dispongo di un "Quaderno della Morte" e mai vorrei averlo. Se lo trovassi, quasi sicuramente lo brucerei. 

Comunque, all'inizio di questa serie anime, Light è fortemente disgustato ed intollerante verso un mondo adulto che, ai suoi occhi di ragazzo inizialmente integro, appare corrotto e assolutamente immorale.
Ed io, come il protagonista nel suo sentire iniziale, sento una viscerale indignazione per le ingiustizie, l'arroganza, la superficialità, l'ipocrisia, il vuoto interiore che constato ogni giorno.
A volte penso che sia chi fa del male in qualsiasi modo a bambini e ragazzi, sia gli stupratori, sia le persone troppo saccenti che dimostrano poca apertura mentale, meriterebbero o di lavorare in miniera oppure di essere deportati nel deserto del Sahara per scavare buche nel terreno almeno dieci o dodici ore al giorno, costantemente sorvegliati da militari provenienti dalla Libia.
Sarebbe un lavoro umiliante, degradante e del tutto inutile. 
Sono persone totalmente senz'anima, nate quando il buonsenso e l'etica erano in viaggio su Nettuno.
Buchi nel deserto... questo era anche il titolo di un romanzo per ragazzi che, quando io stavo iniziando le scuole medie, era abbastanza conosciuto e diffuso.

La mega differenza tra me e il signorino Yagami è la seguente: questo ragazzo è molto presuntuoso, insensibile ed incapace di amare che commette omicidi a distanza, convinto di poter instaurare una nuova era. 
Invece, mi sto sforzando di abitare l'inferno di questo mondo cercando di riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e dargli spazio. (Finale delle Città invisibili di Italo Calvino).

Che cosa non è inferno, ad esempio? 
Gli occhietti dei "miei" ragazzi a scuola ogni mattina, limpidi come un laghetto di montagna ("Dov'è più azzurro il fiume", Marcovaldo, Italo Calvino), dato che sanno vedermi per davvero.
Anche se non sempre si comportano bene e in modo responsabile. Anche se non sempre mi ascoltano.

Il mio lavoro mi diverte di tanto in tanto. Ad esempio, penso all'altro giorno: un alunno della mia terza media, seduto accanto ad altri due coetanei, mi chiede: "Ma secondo lei chi è il più bello tra noi tre?".
"Mah ragazzi... bisognerebbe far decidere alla mela di Paride!".

Hanno compreso il mio riferimento con un sorriso beffardo. Quando vogliono, quei ragazzi possono essere sottilmente ironici: "Ah, il pomo d'oro della discordia!".

Questa settimana ho iniziato un corso su Intelligenza Artificiale ed Inclusione: è abbastanza intensivo dato che termina entro la quarta settimana di questo mese e lo sto trovando piuttosto interessante. 
Io non mi fermo con la formazione, prima di tutto perché ne ho ancora bisogno e poi per il bene dei ragazzi!

F) LIGHT YAGAMI ED L.

La competizione tra le menti brillanti di questi due personaggi rappresenta uno scontro filosofico e psicologico.
Né a Light né ad L. piace perdere e tutti e due aspirano alla vittoria personale augurandosi la totale sconfitta dell'altro. 
Tutti e due sono inoltre molto razionali e calcolatori al punto tale da servirsi delle persone che li circondano come mezzi per raggiungere i loro obiettivi.

F1) Light (Kira): un giustiziere?

Light è un narcisista convinto di essere dalla parte del bene: la morte dei criminali riduce il male nel mondo secondo una sua visione morale e quindi, le vite di detective come Raye Penber, Naomi Misora ed L. sono assolutamente sacrificabili pur di non farsi scoprire ed arrestare con la pena dell'ergastolo.
Light, o meglio, Kira, si rifiuta sia di accettare che di considerare che il mondo non può diventare totalmente felice e privo di male.

F2) L., una figura contraddittoria

Per L. invece, nessun essere umano ha il diritto di porsi al di sopra degli altri e decretare la fine di persone che nemmeno conosce. 

Tuttavia, anche se non pretende di diventare "il dio giusto" dell'umanità e agisce all'interno di strutture legali, L. non è privo di ombre, dato che a volte si serve di manipolazioni e inganni e ricorre a metodi di prigionia poco umani, come tenere in cella i detenuti con ceppi e catene pur di vedere confermate le proprie intuizioni.

Nel corso della serie, Light ed L. sviluppano una strana forma di dipendenza reciproca.

La frase che L., pochi giorni prima di morire, dice a Light "Sei il mio primo e unico amico", pur facendo parte di una tattica manipolatoria, rappresenta una parte di verità: senza le dinamiche di questa serie e senza i ruoli che la vicenda li costringe ad assumere, sarebbero potuti essere alleati o compagni ideali.

G) IL FINALE DEL MANGA VS IL FINALE DELL'ANIME:

La trama generale si chiude con la sconfitta di Light Yagami in magazzino il 28 gennaio 2013 e la sua morte per mano di Ryuk. 

Ma il modo in cui questa sequenza viene messa in scena nel manga e nell'anime presenta qualche differenza: 
  • Nel Manga, quando tutti i membri del corpo di polizia capiscono che Light è Kira, Light va incontro ad un crollo mentale: piange, implora aiuto e non vuole morire, anche se vede Ryuk che sta scrivendo il suo nome sul Death Note.
  • Nell'Anime invece Light, ferito dai colpi di pistola di Matsuda, un collega di cui non ha mai avuto molta considerazione, riesce a fuggire dal magazzino. Mentre corre, la sua mente ripercorre il passato e l'inizio del suo delirio di onnipotenza. Anche qui però, Yagami Light muore per volere di Ryuk il 28 gennaio 2013, sulle scale di un edificio abbandonato, da solo e con lo sguardo rivolto verso l'alto.
A mio modo di vedere, questo finale vuole mostrare la caduta di un falso dio. 
Il terrore che Yagami prova di fronte al Mu (il "nulla") sottolinea la sua meschinità e la sua irritante fragilità: d'altra parte, dietro ad un tiranno che è stato comunque motivo di terrore per diversi anni nella società giapponese, c'era un ragazzo plus-dotato che acquisisce un potere molto, molto più grande di lui. 



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