1 novembre 2013

Notte desolata


Nella prima metà del mese di ottobre hanno purtroppo perso la vita centinaia di immigrati clandestini che cercavano di raggiungere le coste italiane per realizzare il sogno di una nuova vita. Ho composto una poesia per ricordarli e per riflettere su queste terribili tragedie.


Burrascose onde
travolgono
le giovani vite
di uomini 
che vagano
alla ricerca
di dolenti speranze.




Un vento
freddo e impetuoso
penetra
nei loro occhi inerti,
spalancati
nell'immensità
di un cielo notturno
che accoglie
le loro anime
dilaniate
dal dolore.


Solo le stelle
cantano
struggenti melodie
che si diffondono
nel silenzio
di una notte
buia e desolata.

I progressi della scienza e l'etica della responsabilità


Nel suo trattato “Galileo 2001”, illustrando alcune considerazioni personali che riguardano il progresso scientifico avvenuto negli ultimi anni, Umberto Veronesi afferma che
la bioingegneria, ovvero, la possibilità di modificare alcuni geni nelle piante e negli animali, potrà, in un futuro prossimo, sconfiggere il problema della fame grazie a piante resistenti ai parassiti, mentre la scoperta della natura e della funzione del DNA, permette agli esseri umani di padroneggiare il codice della vita e di coronare così l'antico sogno di dominare la natura. 

L'uomo infatti, ha iniziato a coltivare tale ambizione sin dai tempi di Francesco Bacone, filosofo e scienziato seicentesco, convinto che la scienza abbia il compito di dominare la natura attraverso lo studio dei fenomeni naturali. Tuttavia, Veronesi ritiene giusto considerare in modo molto attento l'etica della responsabilità allo scopo di indirizzare le potenzialità della scienza a fini utili e vantaggiosi per l'umanità. 


A tal proposito, il fisico italiano Carlo Rubbia asserisce che tra i settori di ricerca scientifica, i progressi più significativi sono stati raggiunti nell'ambito della vita e quindi divengono indispensabili sia le esigenze dell'etica sia il bisogno di considerare l'essere umano nella sua integrità. L'uomo deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni nell'ambito scientifico, considerando non soltanto i dati tecnici ma anche l'importanza della persona umana.

L'opinione del matematico Tullio Regge è molto simile a quella di Rubbia, dal momento che attribuisce la responsabilità dell'utilizzo delle scoperte scientifiche non solo agli scienziati, ma anche ai politici, ai tecnici e agli uomini d'affari che, se sottovalutano il bene dell'umanità, realizzano progetti economici proficui dal punto di vista del denaro ma dannosi per l'ambiente.
Regge esorta inoltre a”lavorare insieme” affinché si promuova l'intero progresso umano e “questi disastri (ambientali) non accadano più”.


Da una parte quindi la scienza ha ottenuto in ambito medico grandi risultati; tra questi è importante menzionare la possibilità di produrre molta insulina per curare il diabete mentre dall'altra il progresso scientifico ha causato mediante esperimenti disumani, la morte atroce delle vittime del regime nazista e la distruzione delle città giapponesi Hiroshima e Nagasaki alla fine della Seconda Guerra Mondiale. 
Alla luce degli eventi storici, è importante ricordare le parole di Papa Benedetto XVI, che mette in guardia da una scienza utilizzata in maniera poco lungimirante ”senza salvaguardare i criteri che provengono da una visione più profonda”. 
Il Pontefice, intendendo esprimere una forte apprensione sia di fronte ai rischi ambientali che potrebbero causare allarmanti variazioni climatiche, sia di fronte alla fabbricazione di armi da guerra sia a tutte le iniziative di stampo tecnico-scientifico che compromettono la vita umana, afferma che: “ Ci sono illusioni alle quali non ci si può affidare senza rischiare conseguenze disastrose per la propria e l'altrui esistenza”.

Da parte di tutti gli uomini sarebbe necessario attuare il principio di precauzione alle scoperte scientifiche in modo tale da assicurare vantaggi alla nostra vita e anche a quella delle generazioni future.
Questo principio, basato su forti implicazioni morali e sociali, invita l'uomo a limitare le applicazioni della scienza nell'attività umana, per evitare danni all'ambiente, alla salute umana e animale. 

La conferenza di Rio del 1992
Nella Conferenza sull'ambiente di Rio che si è svolta nel 1992, si dichiara che: “Per proteggere l'ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità... ” .
Esso suggerisce ad esempio la ricerca di soluzioni alternative all'utilizzo dei combustibili fossili, ritenuti una delle maggiori cause dei cambiamenti climatici.

Le applicazioni della scienza nella vita umana devono quindi essere regolate per rendere i progressi tecnologici utili e proficui per il genere umano.



5 ottobre 2013

L'immaginario mentale a confronto con il tempo presente nella cultura

La mia fervida passione per la letteratura mi aiuta sia a riflettere su interessanti tematiche attuali sia a valutare attentamente le differenze tra il mondo dell'immaginazione e il mondo reale.
Pochi giorni fa, il nostro insegnante di italiano ha chiesto a me e ai miei compagni di leggere e di analizzare "L'infinito", una celebre poesia scritta da uno dei più straordinari letterati italiani, Giacomo Leopardi.
Vi propongo quindi con entusiasmo il  testo e l'analisi, al fine di esprimere alcune significative riflessioni che riguardano la vita.



















 



L' "Infinito", meravigliosa lirica composta nel 1819 da Giacomo Leopardi, appartiene alla raccolta degli "Idilli" che è stata pubblicata per la prima volta nel 1826.
Il componimento è formato da quindici versi endecasillabi sciolti (senza rima).
Il poeta si trova sul Monte Tabor ("ermo colle"), un' altura solitaria nei pressi di casa Leopardi ed è seduto dinanzi a una siepe che cela ai suoi occhi il lontano orizzonte.
Si noti come, nei primi tre versi della lirica, la presenza dei dimostrativi "quest'-questa", relativi rispettivamente al colle e alla siepe, indichino in modo molto chiaro un paesaggio reale e conosciuto molto bene dall'autore.
Tuttavia, mentre egli ammira la natura che lo circonda, immagina al di là della siepe "interminati spazi", "sovrumani silenzi" e "profondissima quiete" ma avverte un sentimento di paura causato dall' idea di uno spazio così immenso che la mente umana fatica a concepire("ove per poco il cor non si spaura").
Ecco che qui ritroviamo il SUBLIME, teoria molto cara agli intellettuali romantici che designa un insieme di sensazioni indescrivibili provocate dalla contemplazione di un paesaggio burrascoso, tempestoso, pericoloso o estremamente vasto.
 A questo proposito, apro una breve parentesi per dire che mi è piaciuta moltissimo una teoria espressa nella Critica del Giudizio dal filosofo tedesco Immanuel Kant. Egli descrive il sublime dinamico come una sensazione suscitata dalla presenza di potenti forze naturali che da una parte provocano nell'essere umano un senso di profonda piccolezza materiale mentre dall'altra gli permettono di percepire il senso della sua grandezza ideale dovuta alla dignità di essere umano pensante e portatore di morale e di ideali.

Tornando invece alla poesia, per accentuare il fatto che, dal verso 4 al verso 8 il poeta sta rivolgendo l'attenzione alla sua fantasia e non più ad un paesaggio a lui noto, è utile evidenziare l'aggettivo dimostrativo "quella", riferito alla siepe, che indica un certo distacco dalla realtà.
Improvvisamente però, il suono del vento che muove i rami degli alberi, riporta alla realtà Leopardi, che paragona dunque questa sensazione uditiva, che simboleggia il tempo presente,  all' "infinito silenzio" che aveva immaginato nella sua fantasia.
In questo modo, ricorda le sue esperienze passate , ovvero, le "morte stagioni" con l'eterno e con il presente, caratterizzato dalla voce del vento.
Con questo geniale componimento, il poeta sottopone al controllo razionale la propria immaginazione e connette così  l'IMMAGINARIO MENTALE con "l'HIC et NUNC ", il qui ed ora, relativo alla realtà e al mondo della razionalità e comprende inoltre che la tendenza verso l'infinito è vana, inutile, dal momento che la mente dell'uomo è costituita da limiti. Infatti, la figura stessa dell'essere umano è molto limitata e incredibilmente piccola se viene paragonata ai fenomeni della natura e alla magnificenza di questa. 
L'espressione "mi fingo" indica proprio che Leopardi SA DI FINGERE e quindi sa benissimo anche che la vita esige sia il discernimento tra la fantasia e l'irrazionalità sia la loro conciliazione. 
Leopardi finge per un attimo spazi vastissimi e profondi silenzi e subisce il richiamo del vento al presente. Questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che se un essere umano valorizza troppo l'immaginazione o i ricordi del passato significa che vuole evitare di affrontare una realtà difficile e pesante, fatta di contraddizioni e, purtroppo, anche di tragedie e di compromessi e crede (molto grave!) di poter realizzare i sogni che coltivava in un'epoca passata ma che non sono più realizzabili nella condizione presente. 
Dall'altro lato della medaglia però, è giusto rilevare che una vita fondata esclusivamente su principi razionali è una vita arida e priva di sentimentalismo. Non si vive di sola razionalità come non si vive di sola immaginazione.

La tendenza verso l'infinito gli procura una momentanea consolazione e una momentanea astrazione dalla realtà triste e angosciante in cui vive. Bisogna infatti constatare che il 1819 è stato un pessimo anno per Leopardi per il fatto che, desideroso di condividere i suoi interessi culturali con il mondo esterno, progetta un tentativo di fuga dalla casa paterna che però fallisce. Questo fallimento, suscita in lui pensieri profondamente pessimistici nei confronti della storia e del contributo dell'essere umano nel mondo. 

 Leopardi è diverso dalla maggior parte degli intellettuali romantici i quali, per sfuggire ad una realtà frustrante, si rifugiano o nel passato o nell'immaginazione. E' soprattutto per questo che io lo ammiro.






















25 settembre 2013

Fantastici 18 anni!!!

Mancano esattamente cinque ore al mio compleanno. Divento maggiorenne. Sono emozionatissima!!!
Colgo l'occasione per descrivere i sentimenti che provo e per esporre i pensieri che in questo momento stanno attraversando la mia mente.

Compio 18 anni. Incredibile!!! Ho superato l'infanzia e sono giunta alla fine della mia adolescenza, che è stato un periodo intenso e illuminante. 
Infatti, proprio durante l'adolescenza, ho trovato degli ideali significativi in cui credere (la speranza, la pace, la tenacia) , ho scoperto la mia propensione per la poesia, ho iniziato a provare un sincero interesse per la letteratura e ho sviluppato in me sia il senso critico sia la capacità di analizzare in modo piuttosto approfondito il mio carattere. A proposito, recentemente ho letto l'enneagramma, un metodo psicologico che illustra nove tipi di personalità. Stando a questa teoria, io sono una personalità di tipo cinque con influenza quattro. Rifletto molto, trascorro diverse ore da sola dedicandomi ai miei interessi, sento il bisogno di conoscere molte cose (caratteristiche dei cinque),  adoro tutte le manifestazioni dell'arte e avverto anche il bisogno di sentirmi originale e di esprimermi attraverso la poesia (questo è tipico dei quattro).


Penso spesso con fiducia al mio futuro: l'anno prossimo, dopo il diploma, intraprenderò gli studi universitari alla facoltà di lettere. Continuerò a coltivare la mia forte passione per la letteratura e per le lingue antiche.
Impiegherò tutte le mie energie per sfruttare nel miglior modo possibile le mie capacità e per soddisfare le mie ambizioni. Quando incontrerò degli ostacoli o quando mi capiterà di dover attraversare momenti molto difficili, cercherò di confidare nelle persone che mi stanno a cuore. Voglio affrontare la vita con tenacia!!!!
La vita non è un cielo senza nuvole, nel senso che non è fatta soltanto di gioie e di gratificazioni. C'è anche il dolore, che deve essere affrontato. 

Ognuno di noi è unico al mondo e quindi, per rispetto verso se stesso, non deve consumare la sua esistenza nella più struggente malinconia ma deve valorizzare le opportunità che la vita gli offre.

Sono molto esigente con me stessa; credo nelle mie doti ma faccio fatica a perdonarmi quando non ottengo esattamente i risultati che desidero ( sia in termini di voti scolastici sia per quanto riguarda le relazioni umane).
Nella vita di tutti i giorni mi sento condizionata dall'ansia di prestazione e dalla mia voglia di dimostrare agli altri che sono brava.
Tendo a interiorizzare i dispiaceri, anche quelli più piccoli, rimugino sugli insulti e ripenso per molto tempo al comportamento di chi mi ha infastidita. Non riesco ad affrontare le persone che mi fanno stare male e in effetti tendo a conservare i miei sentimenti di rabbia per molto tempo.
Senza contare che a volte mi arrabbio per motivi molto futili.
Piango abbastanza facilmente: le disgrazie che affliggono le persone povere, incomprese ed emarginate mi rattristano; la bellezza di un film romantico e la straordinarietà di un'opera musicale o letteraria mi commuovono.
Sono contenta di cimentarmi, da ormai tre anni, con la poesia, mezzo che da una parte mi insegna a contemplare con ammirazione la natura, dall'altra mi stimola a percepire i sentimenti che provo. Mi aiuta a esprimere la parte migliore di me. 

E' dalla seconda media che immagino il mio ragazzo ideale, pieno di pregi e di ottime risorse.  Senza contare che è anche bellissimo fisicamente! Talvolta lo sogno di notte e, nei giorni in cui mi sento un po' malinconica, arrivo addirittura a desiderare che si materializzi di fronte a me, che mi stringa la mano e che mi porti in un posto stupendo (in un prato fiorito, sulla cima di un monte oppure, su una spiaggia deserta illuminata dal sole e accarezzata dal vento.)
L'ho chiamato Leonardo, proprio come il protagonista di quell'affascinante romanzo di D'Avenia "Bianca come il latte, rossa come il sangue". Darei qualsiasi cosa affinchè un ragazzo sensibile come Leonardo esistesse per davvero nella mia vita. Ma spero proprio di incontrarlo! 

 Comunque, concludo questa lunga riflessione confidandovi anche un forte sentimento di gratitudine nei confronti dei miei familiari che, con il loro modo (spesso dolce e comprensivo) di porsi con me, hanno dato un grande contributo alla realizzazione della mia personalità e al potenziamento degli aspetti positivi del mio carattere.
Loro mi hanno insegnato (e continuano a insegnarmelo) a guardare le cose in profondità.







14 settembre 2013

L'importanza del diritto allo studio: i miei propositi e le parole di Malala

Il nuovo anno scolastico è iniziato tre giorni fa. Per me è l'ultimo anno di liceo. In questi primi giorni, molti dei miei insegnanti hanno illustrato il programma che studieremo quest'anno e io nutro già una grande curiosità per alcuni argomenti che dovrò imparare e approfondire. So che sarà un anno estremamente impegnativo anche perchè vorrei proprio dare la migliore immagine di me all'esame di maturità. L'ho promesso a me stessa.

Colgo l'occasione per riportare alcune parti del discorso alla sede ONU di New York di Malala Yousafzai (molto probabilmente avete sentito parlare di lei), la sedicenne afghana che i talebani avevano cercato di uccidere.


" Oggi è un onore per me tornare a parlare dopo un lungo periodo di tempo. Essere qui con persone così importanti è un grande momento nella mia vita. Prima di tutto voglio ringraziare Dio per il quale siamo  tutti uguali e ringraziare tutti coloro che hanno pregato per una mia veloce guarigione e per una nuova vita. Non riesco a credere quanto amore le persone mi hanno dimostrato. Un sincero grazie a tutti...
Il 9 ottobre 2012 i talebani mi hanno sparato su lato sinistro della fronte. Pensavano che i proiettili mi avrebbero messa a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. NULLA E' CAMBIATO NELLA MIA VITA, TRANNE QUESTO: DEBOLEZZA, PAURA E DISPERAZIONE SONO MORTE, FORZA, ENERGIA E CORAGGIO SONO NATI. Le mie speranze sono le stesse, i miei sogni sono gli stessi. Sono qui a parlare per il diritto all'istruzione per tutti i bambini. Voglio un'istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi. NON ODIO IL TALEBANO CHE MI HA SPARATO. Questo è il sentimento di compassione e di perdono che ho imparato da Maometto, il profeta della misericordia. 
Cari fratelli e sorelle, NOI CI RENDIAMO CONTO DELL'IMPORTANZA DELLA LUCE QUANDO SIAMO NELLE TENEBRE. Noi del nord del Pakistan,abbiamo capito l'importanza dell'istruzione quando abbiamo visto le armi. Gli estremisti hanno paure delle penne e dei libri. IL POTERE DELL'EDUCAZIONE LI SPAVENTA. Hanno paura delle donne. Uccidono le insegnanti donne.
Il mio obiettivo è che le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per sè stesse. Facciamo appello a tutti i governi AFFINCHE' GARANTISCANO UN' ISTRUZIONE OBBLIGATORIA IN TUTTO IL MONDO PER OGNI BAMBINO.  AFFINCHE' PROTEGGANO I BAMBINI DAL DOLORE E DALLA VIOLENZA.  Facciamo appello a tutte le comunità perchè siano tolleranti e rifiutino i pregiudizi basati sulle caste, sulla fede, sul colore della pelle e garantiscano invece LIBERTA' E UGUAGLIANZA per le donne in modo che esse POSSANO FIORIRE."

"Cari fratelli e sorelle, VOGLIAMO SCUOLE E ISTRUZIONE PER IL FUTURO LUMINOSO DI OGNI BAMBINO. Nessuno ci può fermare. Alzeremo la voce per i nostri diritti. Noi crediamo nella FORZA DELLE NOSTRE PAROLE. Le nostre parole possono cambiare il mondo perchè siamo tutti insieme, uniti per la causa dell'istruzione. Non dobbiamo dimenticare che moltissime persone soffrono la povertà e l'ingiustizia, che milioni di bambini sono fuori dalle loro scuole. Cerchiamo quindi di CONDURRE UNA GLORIOSA LOTTA CONTRO L'ANALFABETISMO, LA POVERTA' E IL TERRORISMO, dobbiamo imbracciare i libri e le penne, che sono  le ARMI PIU' POTENTI. Un bambino, un insegnante, un libro, possono cambiare il mondo. L'istruzione è l'unica soluzione. L'istruzione è la prima cosa. Grazie!"


5 settembre 2013

La sensibilità del giovane Holden e la mediocrità degli adulti nel romanzo di Salinger


"Il giovane Holden" è un romanzo scritto da David Salinger, stravagante scrittore vissuto nel secolo scorso.

Sono rimasta molto colpita sia dallo stile piuttosto sgrammaticato, che rispecchia il modo di parlare e di pensare del giovane protagonista, sia dalla figura di Holden, il quale, pur essendo dotato di una notevole sensibilità che emerge soprattutto alla fine della storia, non ha per niente chiaro ciò che deve fare nella vita. 


 
La vicenda inizia nel momento in cui Holden, seduto su una collinetta, assiste distrattamente ad una partita di rugby della squadra del suo college e pensa che tra pochi giorni verrà espulso dal college a causa del pessimo rendimento scolastico.
In quello stesso giorno, decide di incontrare uno dei suoi insegnanti che abita vicino alla scuola.

Il professore, amareggiato dai mediocri risultati scolastici di Holden, lo umilia leggendo ad alta voce l'ultimo compito in classe; un tema storico pieno di notizie assurde e di contraddizioni sugli egiziani, senza dargli alcuno stimolo per migliorare se stesso e per sfruttare le sue capacità.

Dopo questo spiacevole incontro, Holden, profondamente a disagio, torna nella sua camera, dove incontra i compagni di stanza Ackley e Stradlater, due diciottenni che, oltre ad essere sempre lerci, sono tracotanti, vanitosi e inconsistenti.
Holden nutre un fortissimo astio verso entrambi e, quella sera stessa, dopo un violento litigio con Stradlater, senza avvertire nessuno, decide di tornare a casa a New York, con tre giorni di anticipo.
 Una volta arrivato a New York con il treno, si stabilisce in un hotel provvisorio dove incontra diverse persone, racconta frottole e si annnoia.
In albergo gli propongono un incontro con una giovane prostituta, ma, siccome "non si sente sessuale", la paga senza aver consumato il rapporto.

Il mattino successivo incontra Sally, per invitarla a teatro. Sally è una ragazza abbastanza superficiale, profondamente diversa da Holden; dal momento che non comprende la giusta protesta del ragazzo nei confronti dell'arroganza e della falsità di molte persone.
Quella sera stessa, Holden decide di andare a casa  per salutare la sorella Phoebe.
Approfittando dell'assenza dei genitori, i due fratelli parlano a lungo e Phoebe si dimostra sinceramente preoccupata per l'ennesima espulsione del fratello dalla scuola. 
Holden, per non essere scoperto dai genitori, decide di uscire di casa e di recarsi a casa del professor Antolini, un suo ex insegnante di letteratura inglese. Holden accetta l'ospitalità del  professore che quella sera è ubriaco fradicio ma, spaventato da una carezza che legge come un tentativo di approccio sessuale, si allontana dalla casa e, con animo triste e sconvolto, valuta la possibilità di fuggire da New York e dalla società per vivere "in mezzo a un bosco nell'est".
Prima di far ciò però, desidera salutare per l’ultima volta Phoebe e, con un biglietto, la mette al corrente del suo progetto di fuga.
Poco dopo mezzogiorno, la bambina raggiunge il fratello con una valigia nel loro luogo d'incontro, dichiarando fermamente di voler partire con lui. 
Il ragazzo, colpito da questo gesto, le intima di ritornare a casa.
Phoebe e Holden litigano ma poco dopo, il ragazzo riconquista la benevolenza di Phoebe regalandole dei biglietti per salire sulla giostra dei cavalli e promettendole di rimanere a New York.
Mentre osserva la sorella sulla giostra, Holden, per la prima volta dall'inizio del romanzo, si sente felice.

E' importante considerare che nel libro emergono altri tre personaggi che sono importanti punti di riferimento per Holden. Uno di questi è D.B., il fratello maggiore di Holden, ex soldato e autore di racconti; Jane, una vecchia amica d'infanzia, evocata dal ragazzo nei ricordi del passato più piacevoli e Allie, l'altro fratello di Holden, morto di leucemia.

Io credo che Salinger, con questo romanzo piuttosto commovente e intrigante, abbia voluto dare un prezioso insegnamento a noi giovani: Holden, insoddisfatto della sua vita al college, lo abbandona volentieri e vive così una lunga serie di avventure che lo mettono in stretto contatto con una società caratterizzata dall' ipocrisia e dalla superficialità.
Holden si allontana dal college per cercare la felicità e la serenità dove non c'è e soprattutto, dove non può trovarla. Un ragazzo che detesta la superbia e l'irresolutezza che caratterizzano la società in cui vive, ha bisogno di una persona che lo comprenda e che gli dia un affetto sincero, come la sorella Phoebe, bambina molto più matura della sua età. I divertimenti mondani e le persone vanitose e frivole deprimono Holden e non lo stimolano a dare la migliore immagine di sè.











4 settembre 2013

Gli effetti del progresso tecnologico, i danni dell'eccesso di tecnologia, l'importanza della scrittura


Da alcuni anni ormai, tentiamo di costruire macchine sempre più intelligenti che assomiglino al nostro cervello. Invece, sono proprio loro che, creando realtà alternative immaginarie ma convincenti, fucinano la nostra mente e non ci aiutano a sviluppare la capacità relazionale, indispensabile per comprendere la vita interiore degli altri.


Recentemente, è stato attuato un esperimento da alcuni scienziati americani che rivela gli effetti dell'intelligenza artificiale sui nostri circuiti cerebrali. 
Nel laboratorio di realtà virtuale dell'Università di Stanfort, una ricercatrice ha diviso settanta individui in due gruppi con diverse abilità ma con la missione comune di salvare un figlio dopo un terremoto. Mentre ad un gruppo è stata concessa la capacità (virtuale) di volare liberamente, all'altro è stata affidata soltanto la possibilità di farlo a bordo di un apparente elicottero.
Alla fine del volo, la ricercatrice ha rovesciato un portapenne. 
Il gruppo di persone che nell'esperimento aveva volato liberamente, ha reagito qualche secondo prima e ha raccolto un numero maggiore di penne rispetto all'altro. Lo psicologo Robin Rosemberg, dopo essere stato informato riguardo ai risultati di questo esperimento, ha affermato:" Se stai volando ti senti molto potente e la sensazione di potenza rende la gente più generosa".

Il sistema logico dei social network riflette inoltre la mentalità analitica degli ingegneri che li hanno realizzati. Proprio per questo motivo stiamo perdendo empatia per i sentimenti degli altri e stiamo sostituendo l'emotività con l'etica. Infatti,  "... invece che sensazioni emotive, abbiamo ragioni logiche per essere carini", sostiene il tecnologo Jaron Lanier.
Per comunicare con un coetaneo, gli adolescenti preferiscono l'elettronica al contatto diretto per evitare brutte figure e per contattare l'altra persona nel modo meno impegnativo possibile, disimparando ad attribuire importanza al linguaggio non verbale, che esiste da molti secoli.
I giovani sono meno empatici degli anziani perchè, preferendo le interazioni telematiche, non sono abituati a interpretare la mimica facciale.
Un sorriso,una sincera stretta di mano e un abbraccio esprimono amicizia e affetto molto meglio di un messaggio sul cellulare o di una faccina sorridente in chat.

I mezzi tecnologici sono molto utili nel restituirci informazioni inaccessibili, leggere un libro nella poltrona del proprio salotto è completamente diverso dal farlo davanti alla schermo di un computer. 
Durante una lettura molto profonda, attiviamo diverse aree del cervello: sia quelle dell'attenzione sia quelle del movimento, perchè ci immedesimiamo in quello che stiamo leggendo.
Il computer affina la nostra abilità di multitasking ma peggiora le nostre capacità di filtrare le distrazioni; quindi, leggere di fronte ad uno schermo non aiuta nè a concentrarsi nè a immedesimarsi.
Lanier asserisce anche che: "Stiamo creando un monocervello freddo e incapace di sintonizzarsi. Abbiamo disegnato un paradiso per gente con la sindrome di Asperger."


Tuttavia, prima di allarmarci del rischio di un pensiero univoco, bisogna considerare il fatto che la standardizzazione del web è una delle più grandi realizzazioni dell'umanità.
In essa, convergono due aspetti. Il primo è che il pensiero comprende un principio importantissimo: l'uomo è un animale sociale, il cui principale scopo della vita è instaurare relazioni con altri individui. Il secondo invece, valuta il fatto che il sistema di universalizzazione del pensiero più forte è proprio quello della tecnica. La tecnica più utilizzata nel web è quella della scrittura, strettamente legata al pensiero. La scrittura infatti, rende il pensiero astratto, analitico, lineare, significativo.
 Rousseau diceva fermamente che, prima dell'invenzione della scrittura, l'umanità restava bambina anche se il tempo passava.

In effetti, senza scrittura non ci sarebbero nè la storia nè la scienza e le generazioni non progredirebbero mai nel corso della storia. 

Nell'era dell'informatica dovremmo considerare  sia i vantaggi che la tecnologia ci offre, sia i danni che un eccessivo utilizzo della virtualità comporta, al fine di imparare ad affrontare le nostre emozioni e di elaborare accuratamente le informazioni che percepiamo.







"I FIGLI DEGLI UOMINI": SEGREGAZIONE URBANA, STERILITÀ E BARLUMI DI SPERANZA

19) GEOGRAFIA DELLA  SEGREGAZIONE URBANA I figli degli uomini (Children of men)   è un film distopico uscito nel 2006 e diretto da Alfonso C...