13 marzo 2021

"Il mondo nuovo", A. Huxley (Pt.2):

Quattro giorni fa avevo concluso la prima parte della recensione di questo romanzo dicendovi che Bernard riconduce Linda e suo figlio John nel mondo industrializzato. Questo comporta il licenziamento di Tomakin, il direttore del Centro di Incubazione, che è il padre biologico di John.

Altro aspetto tragi-comico che dimenticavo martedì sera: nella società delineata da Huxley, una bella ragazza non è né bella, né attraente, né sexy: è "pneumatica"! Lenina è ritenuta "pneumatica". Anche questo la dice lunga su quanto gli uomini e le donne del Mondo nuovo cerchino di eliminare dalla loro vita sentimenti ed emozioni e su quanto, nel loro stile di vita, considerino vitale e indispensabile la produzione in serie.

CAP.11:

Da quando ha portato John e Linda nel "mondo civilizzato", Bernard inizia, anche se per un breve periodo, ad acquisire stima e notorietà nella società londinese. Bernard viene eletto a sorta di guardiano di John e prende addirittura degli appunti sui comportamenti e le reazioni di quest'ultimo:

Il Selvaggio- scrisse Bernard nel suo rapporto a Mustafà Mond- manifesta stranamente scarsa sorpresa o spavento davanti alle invenzioni della civiltà. Ciò è dovuto in parte, senza dubbio, al fatto che egli ne ha sentito parlare dalla nominata Linda

John è soprannominato "Il Selvaggio"... già: il Selvaggio che cita Shakespeare, ecco dov'è il paradosso. John è il Selvaggio istruito, il Selvaggio che non ha paura di esprimere i propri stati d'animo.

Mustafà Mond è un ex-fisico, divenuto poi uno dei dieci governatori mondiali, ma avrò spazio e occasione per trattare la sua figura fra un po' quando arriverò a esprimere le mie riflessioni su terzultimo e penultimo capitolo.

Comunque, John dovrebbe provare grande meraviglia al vedere il Razzo Verde di Bombay viaggiare in cielo alla velocità di 1250 km/h. (Ce ne sono alcuni che viaggiano molto più veloci comunque, già ora, nel nostro tempo: arrivano anche a 6000 Km/h).


John prosegue così la stesura dei suoi appunti:

(...) il suo interesse (di John) è concentrato su ciò che egli chiama l'anima, che persiste a considerare come una entità indipendente dal complesso fisico...

Cosa ne pensate?! L'anima è per davvero indipendente dal corpo? Ultimamente io inizio a dubitarne... 

Prendete me (e sono sicurissima di non essere l'unica al mondo): io, per il carattere che ho, ho sviluppato in modo piuttosto significativo, nel crescere, anche il linguaggio non verbale. Non appartengo a quel genere di persone che spreca oppure che non si fa alcun problema a dire "ti voglio bene"/ "ti amo". 

Forse per timidezza, forse perché per me queste sono espressioni così magnifiche, così meravigliose che non vanno sprecate. O forse tutte e due le cose. Riesco a dimostrare tenerezza, affetto e benevolenza con il non-verbale (e con questo non intendo soltanto i gesti ma anche i pensieri, la mimica facciale, delle proposte: "facciamo due passi domenica prossima?"). 

Quindi l'anima è così indipendente dal corpo? Vi cito due filosofi stoici. 

Crisippo riteneva che l'essere umano fosse costituito soltanto dalla ragione, mentre Zenone considerava le passioni umane come delle malattie che sovrastano la ragione. Io dico che la ragione è un gran dono, che va utilizzata in modo opportuno e appropriato, ma che senza stati d'animo ed emozioni non saremmo più umani. E sì, può capitare che questi siano talmente forti da condizionare anche la nostra area logico-razionale, e quindi, capita anche che influenzino gesti, espressioni e reazioni. 

L'undicesimo capitolo è piuttosto lungo: l'attenzione si sposta infatti poi su Lenina. A Lenina piace molto John, ne è attratta. Però, ogni volta che pensa a John, le vengono in mente le parole di una canzone:

Stringimi fino a farmi male, accarezzami, baciami fino a che io cada in coma: stringimi, accarezzami, avvinghiami; l'amore è buono come il "soma".

Il soma è un medicinale che le persone di questa società tengono sempre a portata di tasca. E' un medicinale che calma le loro ansie, sopisce le emozioni negative e alimenta il desiderio sessuale.

Che tipo d'amore è quello espresso nella canzone di Lenina? 

-A) Fedele, vero e autentico? 

-B) Soprattutto fisico e sessuale? 

-C) Protettivo?

-D) Amore romantico?

Comunque, Lenina e John una sera escono e vanno in un cinema in cui danno un film osceno, dove una donna Beta diviene l'amante di tre uomini. Mentre a Lenina questa trama piace molto, John invece si imbarazza, al punto tale da non riuscire nemmeno più a guardarla in faccia.

Prima di passare ai contenuti fondamentali del dodicesimo capitolo vorrei scrivervi delle frasi prese da alcune canzoni. Riflettete sulle parole e collocate ciascuna delle frasi prese da canzoni completamente diverse l'una dall'altra, nei quattro "tipi d'amore" elencati poco sopra. (Non sempre risulta facile. Io ad esempio "Mentre dormi" di Gazzé non riesco a collocarla. Amore romantico o protettivo?).

1) You're essentially an employee and I like you having to depend on me. You're kind of my protege and one day you'll say your learned all you know from me and I know you depend on me like a young thing would to a guardian (Alanis Morissette)

2) Sei il primo mio pensiero che al mattino mi sveglia, l'ultimo desiderio che la notte mi culla, sei la ragione più profonda di ogni mio gesto, la storia più incredibile che conosco. (Max Pezzali)

3) Mentre dormi ti proteggo e ti sfioro con le dita, ti respiro e ti trattengo, per averti per sempre, oltre il tempo di questo momento. Arrivo in fondo ai tuoi occhi, quando mi abbracci e sorridi. Se mi stringi forte fino a ricambiarmi l'anima, questa notte senza luna adesso... Voooola! Fra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare (Max Gazzè)

4) Beautiful dawn, you're just blowing my mind again, thought I was born to endless night until you shine. High! Running wild among all the stars above. Sometimes it's hard to believe you remember me.(James Blunt)

5) I love myself, I want you to love me. When I feel down, I want you above me. I search myself, I want you to find me. (i Divinyls)

6) Sei tu il rimpianto e il mio dolore, che come il tempo mi consuma. Lo sai o non lo sai che per me sei sempre tu la sola. Chiama quando vuoi, basta un gesto, forse una parola, che non c'è sesso senza amore. È dura legge nel mio cuore, che sono un'anima ribelle. Ricordati di me, della mia pelle. Ricordati di te com'eri prima. Il tempo lentamente si consuma (Antonello Venditti)

7) I'm not afraid, anymore I'm not afraid. For ever is a long time, but I  wouldn't mind spending it by your side. Tell me everyday I'd get to wake to wake up to that smile. I wouldn't mind it at all (I wouldn't mind)

Non vado matta per Max Pezzali, ma posso dire che per me, fra tutti questi esempi, la sua canzone, insieme ad I wouldn't mind e alla sua giovane autrice statunitense che non vuol farsi conoscere (pur avendo scritto un bel testo e una bella melodia), è la più matura come espressione d'amore? 

Alanis Morissette, che adoro come artista, è sposata con un uomo di sei anni più giovane, Max Gazzé, in questi ultimi cinque anni, ha cambiato stile: è passato dal romanticismo all'ironia e alla leggerezza, e a me piace sempre e comunque.

James Blunt è il re dei romantici e qualsiasi sua canzone mi ha sempre presa emotivamente. Mi dispiace che la maggior parte degli adolescenti e i pre-adolescenti di adesso non lo conoscano. Perché il massimo momento di gloria di James Blunt è stato soprattutto tra gli anni 2007-2011, quando lo ero io una little girl.

CAP.12:

Helmoltz e John si incontrano e fanno subito amicizia. E' il momento in cui John ha già compreso, dopo pochi giorni, che quella del nuovo mondo è una falsa felicità. 

Ad ogni modo, Helmoltz è un sorvegliato speciale perché ha letto una sua poesia sul tema della solitudine ai suoi studenti. Ve ne riporto una parte:

I luoghi muti e in disordine

dove la folla è stata

tutti i silenzi lieti

tristi, sonori e profondi

parlano, ma con la voce

di chi, io non so.

E', direi io, una poesia sulle varie forme di silenzio. Ci sono i silenzi lieti, cioè, i silenzi che non necessitano di parole nei casi in cui ci si trova in comunione con il prossimo. Ci sono i silenzi tristi, dei momenti di sconforto, di solitudine e di pianto. Ci sono i silenzi profondi, durante la contemplazione di un paesaggio naturale che ci affascina. E ci sono io silenzi sonori che cioè pesano, mettono a disagio.

CAP.13:

In questo capitolo Lenina si dichiara a John, ma lo fa in un modo che qualsiasi altro ragazzo serio oltre a John non gradirebbe!

Si spoglia e gli salta praticamente addosso. E John inizia a disprezzarla e a detestarla per questo.

D'altra parte, tra John e Lenina ci sono differenze abissali, anche per quel che riguarda il desiderio d'amore: John dice: "Vi amo" e Lenina: "Ma io vi piaccio?".

Credo che il piacere e il piacersi sia diverso dall'amarsi. Il piacersi è all'inizio e può essere l'inizio di qualcosa di molto bello e di molto grande. Per questo non bisogna "bruciarlo" praticamente subito.

CAP.14:

L'ospedale di Park Lane per moribondi è alto 60 piani. Linda sta morendo. Non è vecchia, ha 48 anni. Eppure, a 48 anni, sembrava un mostro di senilità flaccida e deforme.

In questo capitolo, principale è il dolore di John che piange la perdita della madre e le infermiere che, scandalizzate, vorrebbero cacciarlo dalla struttura. Una di loro gli dice, indignata e schifata: Non potrebbe contenersi?

Povero John. Lo chiamano "il Selvaggio", ma è l'unico veramente umano, forse anche più di Helmoltz. Perché è l'unico veramente puro.

CAP.15:

Uscito dall'ospedale, John vede che degli amministratori Beta stanno somministrando a dei bambini Delta delle dosi di soma.

Questo lo fa davvero imbestialire (dire "lo fa arrabbiare" è ancora poco), e così getta i contenuti delle scatole di soma nel cortile con l'aiuto di Helmoltz e di Bernard, che giungono in seguito sul posto.

CAP.16:

Bernard, John e Helmoltz vengono arrestati e, dopo poco tempo trascorso in una cella del carcere, vengono condotti da Mustafà Mond, che ha intenzione di mandare ognuno di loro su un'isola diversa.

Nella società del Mondo Nuovo, chi si oppone o chi si mostra critico o libero di esprimersi, viene inviato su un'isola sperduta, dal momento che ha acquisito coscienza del proprio io.

Come dicevo prima, Mustafà Mond è un fisico. E' dunque un uomo di cultura che ha letto anche diverse opere di Shakespeare (e le tiene tutte nei cassetti del suo studio). John vorrebbe capire, da una personalità così importante, i motivi per cui la lettura di Shakespeare è proibita.

"perché è proibito?"

(...)

"Perché è vecchio; questa è la ragione principale. Qui non ci è permesso l'uso delle vecchie cose."

"Anche quando sono belle?"

"Soprattutto quando sono belle. La bellezza attira e noi non vogliamo che la gente si attirata dalle vecchie cose. Noi vogliamo che ami le nuove."

Come la società occidentale del XXI° secolo considera il passato?! Non in modo poi così diverso da questo. 

Per voi, il passato è qualcosa da custodire e da preservare o un qualcosa da cancellare, un qualcosa di morto che non serve a nulla?

E comunque sì, John ha ragione: a letteratura è bellezza. E se si nega la bellezza alla gente come può la gente accedere alla felicità? E' possibile? Per Mustafà Mond sì: nella società di cui è governatore, la gente è felice; ottiene ciò che vuole, e non vuole mai ciò che non può ottenere.

Mustafà Mond è un uomo che ha rinunciato al libero utilizzo della ragione e alla logica della fisica per assumere una posizione di potere e di comando, quindi, sostanzialmente, una posizione dittatoriale: io posso leggere Shakespeare e la Bibbia, tutti gli altri no. Io posso conservare la cultura nei cassetti del mio studio e di casa mia, gli altri no. Io rinuncio a prendere coscienza della mia identità e della mia individualità (che è diversa dall'individualismo) e se gli altri, Alfa o Beta o Delta che siano, provano a sentirsi vivi, a commuoversi, a prendere le distanze da un modello di altissima produttività... li mando in esilio!

CAP.17:

Ci sono due passaggi notevoli in questo capitolo. E sono entrambi dei discorsi pronunciati da Mustafà Mond:

1) C'era una cosa chiamata Dio prima della guerra dei Nove Anni. (...) Qual'è il senso della verità e della bellezza o del sapere quando le bombe ad antrace scoppiano intorno a voi? Fu allora che la scienza cominciò ad essere controllata, dopo la guerra dei Nove Anni. La gente allora era disposta a lasciar controllare anche i suoi appetiti, tutto, pur di vivere tranquilli.

La guerra dei nove anni, che sarebbe in sostanza la Terza guerra mondiale, secondo questa anti-utopia del futuro, dura dal 141 al 150 di Ford, quindi, dal 2049 al 2058.

Da Mustafà Mond, altro "potente" che ha studiato anche la storia, la guerra dei Nove Anni è descritta come un evento storico terribile, che ha cancellato tutti i monumenti antichi e gran parte dell'umanità. Come se la seconda guerra mondiale non fosse già stata abbastanza devastante...

Vorrei riportare qualche riga di un brano preso dalle Piccole Virtù di Natalia Ginzburg. E' intitolato Il figlio dell'uomo:

Una volta sofferta, l'esperienza del male non si dimentica più. Chi ha visto le case crollare sa troppo chiaramente che labili beni siano i vasetti di fiori, i quadri, le pareti bianche. Sa troppo bene di cosa è fatta una casa. Una casa non è molto solida. Può crollare da un momento all'altro. (...) Non guariremo più da questa guerra. E' inutile. Non saremo mai più gente serena, gente che pensa e studia e compone la sua vita in pace. Vedete cosa è stato fatto delle nostre case. Vedete cosa è stato fatto di noi. Non saremo mai più gente tranquilla. Abbiamo conosciuto la realtà nel suo volto più tetro. Non ne proviamo più disgusto ormai.

2) Che bisogno abbiamo di qualcosa di immutabile se c'è l'ordine sociale?

Quel che è interessante è che Mustafà Mond crede, nel suo intimo, all'esistenza di Dio, di un Dio eterno e immutabile. Ma pensa: cosa ce ne facciamo? Abbiamo un ordine sociale ben organizzato, il nostro destino è deciso e prestabilito prima della nostra nascita. Quindi che senso ha credere in Dio, che senso ha affidarsi a un Dio dopo che sono stati eliminati i legami familiari, i rapporti d'amore profondo, le malattie?

Più o meno è il ragionamento di Pasolini negli Scritti Corsari (1973-1975): ci sono benessere e consumismo, quindi, la gente pensa di non aver più bisogno di Dio e della religione, componente importantissima nella mentalità contadina che, dopo circa due millenni di storia, va scomparendo.

CAP.18:

Anche John viene mandato su un'isola. Su quell'isola è solo. Questo è l'ultimo capitolo dell'opera, ed è anche il più drammatico. John trascorre il suo tempo solo. Ogni tanto arrivano giornalisti e persone del "mondo civilizzato", ma John li accoglie scagliando fruste e pedate e scoccando frecce ai taxi-copteri che provano a volargli vicino.

Nascosto a 300 mt di distanza, il fotografo Darwin Bonaparte lo filma nelle sue azioni quotidiane e, una volta ritornato nel mondo industrializzato, produce un film che riscuote grandissimo successo.

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RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI PRINCIPALI:

MUSTAFA' MOND: Ex fisico al servizio di un regime autoritario del benessere.

BERNARD E HELMOLTZ: Sono gli oppositori della dittatura, sono critici verso il sistema.

TOMAKIN, DIRETTORE DELLO STABILIMENTO: Davanti ad un gruppo di studenti in visita al Centro di Incubazione, fa con molto entusiasmo e convinzione "pubblicità" alla struttura, al sistema e alla mentalità sociale basata esclusivamente sul materialismo. Ma ha avuto un figlio naturale, per questo anche lui perde la sua posizione di privilegio e viene mandato su un'isola.

LINDA: Ex Beta, per anni è vissuta in quell'area del Nuovo Messico dove non c'erano né tecnologia né industrializzazione. E lì ha cresciuto il figlio John.

JOHN: E' il "falso selvaggio". Quando giunge nel mondo industrializzato, quasi tutti lo credono un individuo "da istruire", "da integrare" presso una civiltà della ricchezza, della produzione e del piacere facile e immediato. Ma John è troppo intelligente e troppo sensibile anche solo per sottoporsi al condizionamento.

LENINA CROWNE: Con l'amica Fanny, risulta essere l'esempio perfetto di chi accetta un sistema produttivo senz'anima. Per Lenina va tutto bene, il mondo in cui vive è bellissimo, perfetto, senza alcun difetto.

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NOTA FINALE:

Cos'è l'ipnopedia? Altra parola che compare molto spesso in questo romanzo. Tanto vale che ve la spieghi (la spiegazione che sto per riportarvi c'è nel saggio Ritorno al mondo nuovo):

California, 1957, Woodland Road Camp. Sotto il cuscino di alcuni carcerati erano stati collocati dei mini-altoparlanti collegati allo stesso fonografo. Il fonografo si trovava nell'ufficio del Direttore della struttura. Ad ogni ora della notte, un sussurro pronunciava delle brevi omelie sui principi del vivere morale.

Nel 2500 dopo Cristo, cioè, nel 600 di Ford, sia il sistema di educazione etica che il sistema di educazione scolastica sono basati sull'ipnopedia. Nel Mondo Nuovo si impartiscono così i condizionamenti sociali e le lezioni intellettuali agli allievi, nel sonno. 

Alla fine di questo capitolo sull'Ipnopedia, Huxley si chiede: La libertà individuale è compatibile con un alto grado di suggestionabilità?


E concludo il post con questa domanda.


9 marzo 2021

"Il mondo nuovo", A. Huxley (Pt. 1):

Eh sì, impiegherò due post per esporvi tutte le mie considerazioni e tutte le mie riflessioni su questo libro! Dirò qualcosa di ogni capitolo di quest'opera, proprio come ho fatto anche per La giornata di uno scrutatore di Calvino e La felicità familiare di Tolstoj. In questo post verranno trattati i primi dieci capitoli, nell'altro invece, i rimanenti nove.

Sarà un post piuttosto particolare: oltre ad esporvi alcuni miei pensieri vi porrò alcune domande abbastanza provocatorie e attuali. 

LUOGO E TEMPO DI AMBIENTAZIONE:

Londra, anno di Ford 632, quindi, siamo come minimo nel 2500 d.C., epoca futura nella quale forse non esisterà nemmeno più il genere umano sulla Terra. 

Molti di voi sapranno già che i modelli delle industrie Ford sono stati i primi ad essere replicati più volte dalle industrie automobilistiche.  

In questo romanzo, Dio, Gesù Cristo e il Cristianesimo sembrano essere stati completamente cancellati. 

I personaggi di quest'opera trattano Ford come se fosse Dio ("Per Ford!", ad esempio).

E, cosa tragi-comica: al classico (ma già ai nostri giorni ormai obsoleto) "Sua Signoria" si sostituisce il pittoresco "Sua Forderia"... Ma che mondo di deficienti!

Per la civiltà di questo romanzo, il 1908 è considerato l'anno 1, cioè, il primo anno di produzione del modello automobilistico "T" di Ford. E' da qui che i governatori mondiali di questo romanzo vogliono far iniziare la storia dell'umanità.

CAP. 1:

Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l'entrata principale le parole: "Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale" e in uno stemma il motto dello Stato Mondiale: "Comunità, Identità, Stabilità".

Già qui ho pensato ad una serie di cose:

1) Verso la fine di un'estate di diversi anni fa (quanto mi manca il centro Italia!) ero stata in ferie a Misano (dopo Riccione, ad un passo dalle Marche) per circa 5 giorni. Io e mia zia eravamo ospiti all' Hotel Poker, gestito da una famiglia semplice e genuina, come ne si trovano diverse da Rimini in giù, con una bambina che stava per iniziare le scuole elementari. Quel che mi faceva impressione però era che l'hotel
si trovava in mezzo a palazzoni e condomini alti 12 o 13 piani, vicini alla costa. Un funghetto in mezzo a dei faggi secolari, praticamente. Non riesco ad immaginarmi un edificio di ben 34 piani, anche se credo che negli Stati Uniti, modelli architettonici così "babelici" esistano eccome! Penso poi anche alla mia Verona e in particolare ai quartieri periferici di Borgo Milano e di Santa Lucia: non sono bei posti, non sono assolutamente i quartieri ideali presso i quali abitare e sono luoghi pericolosi, fatti di rotonde, di traffico, di smog e di condomini ed edifici alti anche 10 piani.

2) Sono poi termini negativi "comunità", "identità" e "stabilità"? A che cosa vi fanno pensare? Una vera comunità, per me, è legata alla cooperazione sociale tra persone, l'identità invece è strettamente connessa con il saper pensare con la propria testa senza farsi influenzare troppo dalle circostanze sociali,  stabilità invece è sempre stata una parola che mi ha trasmesso un senso sicurezza.

3)Poco dopo si dice che, sebbene sia estate, le luce che entra dalle finestre è fredda. Questo mi fa pensare all'incipit di 1984 di Orwell: Era una luminosa e fredda giornata di aprile. La distopia di Orwell inizia con una giornata gelida di aprile, caratterizzata da forti raffiche di vento. Ma può essere freddo il mese di aprile?! In Inghilterra magari sì, in Italia è abbastanza difficile, anche qui dalle mie parti al nord quasi estremo (da Verona all'Austria ci sono appena tre ore di strada). Semmai c'è fresco e umido.

Perché questa luce che entra dalle finestre deve essere fredda? Perché la freddezza è riferita ad un mondo asettico, altamente industrializzato e altamente produttivo.

Tutto questo primo capitolo, attraverso l'abbondanza di termini scientifici e biologici, si focalizza sulla riproduzione umana in serie esclusivamente extra-uterina. E' questo che si fa in un centro di incubazione e di condizionamento: gli embrioni vengono fatti sviluppare nelle fabbriche attraverso i metodi della fecondazione artificiale (ogni ovulo è controllato nella sua replicazione). 

Questo però segna la fine dei legami familiari. Già adesso, nel XXI° secolo, ci sono dei metodi di fecondazione artificiale, per dare dei figli a coppie sterili oppure a coppie di omosessuali. Non mi esprimo oltre, perché è un argomento eticamente molto molto delicato.

Verso la fine di questo capitolo si dice che ci sono 5 caste, cioè, 5 classi sociali, istituite, per il volere dei leaders mondiali, mediante dei ritardi pianificati nelle fasi degli sviluppi delle cellule (gli embrioni dei futuri Delta e dei futuri Epsilon vengono privati di ossigeno per un po'):

Più bassa è la casta e meno ossigeno si dà. (...) Il primo organo a risentirne è il cervello. Poi lo scheletro. (...) Nel tipo Epsilon non c'è nessun bisogno di umana intelligenza.

Dicevo che le caste sono cinque: Alfa e Beta sono le due più alte. Gli Alfa e i Beta possono avere degli incarichi amministrativi.

Al di sotto di loro, i Gamma, i Delta e gli Epsilon.

CAP. 2:

All'inizio del capitolo, viene descritto un esperimento di condizionamento sui bambini di otto mesi della casta Delta: vengono portati in una stanza piena di libri e di fiori. I piccoli, attratti dai colori dei libri e dei fiori, si avvicinano gattonando ma, nel momento in cui li sfiorano e li toccano, una bambinaia, su ordine del direttore del centro di incubazione, abbassa una leva che fa generare una scossa elettrica che crea nei poveri piccoli traumi e paura. Perché lo si fa? Perché i ceti bassi non devono amare né la cultura né i fiori. E' pericoloso che un Delta sia attratto dalla cultura, arma che potrebbe aiutarlo a pensare autonomamente e ad uscire dalla sua dura condizione di operaio. Oltre a ciò, un Delta non può permettersi di amare nemmeno i fiori, simbolo della natura e della campagna. I Delta devono essere delle api produttive, non degli ammaliati di fronte alle meraviglie naturali.

Dice il Direttore ad un certo punto del capitolo: L'educazione morale non dovrebbe mai, in nessuna circostanza, essere razionale.

...Ma se è proprio la ragione che, a mio avviso, fa distinguere il giusto e onesto dal non corretto!!

CAP. 3:

Fuori, in giardino, era l'ora di ricreazione. Nudi nel caldo sole di giugno, sei o settecento fra bambini e bambine correvano con stridule grida sull'erba, o giocavano alla palla o sedevano silenziosamente a due e a tre fra i cespugli fioriti. Le rose erano sbocciate, due usignoli eseguivano i loro soliloqui tra le fronde, e un cuculo cantava un po' stonato fra i tigli. L'aria era sonnolenta del brusio delle api e degli elicotteri.


E' un quadretto sui giardini nel mese di giugno: le rose sono al massimo della loro fioritura e vari uccelli cantano tra le fronde verdi. Quindi un pochino di bellezza c'è in un mondo dominato da efficienza, industrie e produzione in serie.

...Però in questo capitolo c'è qualcosa di scabroso che non dev'essere trascurato: dei bambini in età da terza elementare stanno giocando a giochi erotici. E tutto questo è visto come un qualcosa di assolutamente normale e naturale anzi... i bambini che si rifiutano di farli vengono portati da una specie di psichiatra.

Arrivati a questo punto della lettura, il Direttore del Centro di Incubazione sembra l'unico a conoscere la storia del passato: 

Rivelò la stupefacente verità. Per un lungo periodo prima dell'epoca del Nostro Ford, e anche per qualche generazione posteriore, i giochi erotici tra fanciulli erano stati considerati anormali; non soltanto anormali ma perfino immorali ed erano stati di  conseguenza rigorosamente repressi.

I bambini che praticano dell'erotismo... è veramente incredibile! 

Ad ogni modo, questa parte del libro mi ha fatto pensare al CB (Carmen Buranus) 88, letto e studiato lo scorso anno. Ne riporto soltanto alcune strofe (dalla 4° alla 7°):

Virginis egregie

ignibus calesco

et eius cotidie

in amore cresco.

Sol est in meridie,

 nec ego tepesco.


Gratus super omnia

ludus est puelle

et eius precordia

omni carent felle

sunt, que prestat, basia 

duciora melle.


Ludo cum Cecilia

nihil timeatis!

Sum quasi custodia

fragilis etatis

ne marcescant lilia

sue castitatis.


Flos est; florem tangere

non est re secura

uvam sino crescere

donec sit matura

spes me facit vivere

letum re ventura.


Cerco di spiegarvi il senso di tutto ciò senza tradurvela: il puro e onesto giovane autore del carme ama ardentemente Cecilia, e, anche se prova per lei desiderio di unione, non lo attua: si definisce "il custode della sua giovane età", dal momento che lei è paragonata ad un fiore e quindi non è giusto spezzare la purezza di un fiore che sta sbocciando. I gigli, di colore bianco, sono degli exempla castitatis. Però, nell'ottica di questo anonimo autore, è giusto e lecito sperare di potersi donare all'amata in un avvenire comune. In questo carme, sebbene ci sia il concetto dell'amore come ludus, una delle parole chiavi di tutta la poesia, è molto marcata anche l'idea di un amore tenero e affettuoso, di un amore che protegge l'altro e che vuole crescere con l'altro in attesa di potersi totalmente donare. Il ludus corrisponde dunque unicamente a gesti teneri e pieni di calore. Il ritornello di questo componimento in effetti recita: 

Amoris solamine

virgino cum virgine

aro non in semine

pecco sine crimine.

Concludo le mie riflessioni sul terzo capitolo con una citazione e con un altro parallelismo extra-testuale:

1) Ora- questo è il progresso- i vecchi lavorano, i vecchi hanno rapporti sessuali, i vecchi non hanno un momento, un attimo da sottrarre al piacere, non un momento per sedere e pensare."

Ma può essere questa una sana vecchiaia?

Pensare, nella società di questo romanzo, è un qualcosa di insensato, di improduttivo. (Non è un po' così anche nel tempo in cui viviamo?)

Dice sempre il Direttore del Centro:

I vecchi, nei brutti tempi antichi, usavano rinunciare, darsi alla religione, passare il loro tempo a leggere, a meditare... meditare!!

2) Nessuno, almeno in questi primi tre capitoli del Mondo Nuovo, sembra sapere che cosa significa ragionare, commuoversi, emozionarsi, innamorarsi davvero. Nessuno sembra apprezzare la cultura, che viene bollata come un'esclusiva perdita di tempo. In Fahrenheit 451 si bruciano i libri che rivelano i pori sulla faccia della vita. 

La letteratura non è soltanto astrazione e/o estraniamento dalla realtà. La letteratura si riferisce a sentimenti e a situazioni che possono essere eterne nella storia dell'umanità. Sapete, più volte mi è stato chiesto: "A che cosa serve far capire e far studiare ai ragazzi qualcosa come le figure retoriche?"

Serve. Proprio come le equazioni, le figure metriche e retoriche non hanno utilità nella vita di ogni giorno, ma servono a far ragionare. Eccovi un esempio (è un mio piccolo testo):

- Già da ragazzina, mi capitava a volte di sognare la mia vita adulta così: una cattedra in materie letterarie, una casetta non troppo grande con un giardino rigogliosissimo e colorato in primavera, e io e mio marito all'ombra di un faggio o di un melo o di un tiglio, abbracciati a leggere Pascoli o Ungaretti. Si potesse vivere così ogni giorno la vita coniugale! 

Ho scritto: e io e mio marito all'ombra di un faggio o di un tiglio, abbracciati a leggere Pascoli o Ungaretti.

Come si fa, concretamente e logicamente, a leggere Giovanni Pascoli o Giuseppe Ungaretti, che sono stati due persone fisiche, oltre che due grandi poeti? Con i loro nomi si allude qui, infatti, alle loro raccolte di poesia (ad esempio i Canti di Castelvecchio o Il porto sepolto). Questo appena spiegato è un buon esempio di metonimia.

 Si potesse vivere così ogni giorno la vita coniugale! Questo invece è un polittoto: "vivere" prima è un verbo e, appena 4 parole dopo, diviene un sostantivo "vita". Qui ho ripetuto, nella stessa frase, una parola, e ne ho cambiato la sua funzione morfo-sintattica.

CAP. 4:

...E, dopo le prime tristi 50 pagine, ecco che troviamo qualcuno che crede ancora nelle parole. E' Helmholtz, insegnante di Tecnica Emotiva Superiore presso un istituto di Ingegneria. Helmholtz dice, a proposito delle parole: leggi e ti trapassano.

Le parole possono essere paragonate ai raggi X; se si usano a dovere, attraversano ogni cosa. (...) Questa è una delle cose che tento di insegnare ai miei studenti, a scrivere in maniera da colpire a fondo.

CAP. 5:

La protagonista di questo capitolo è Lenina Crowne, una ragazza Beta che lavora presso il Centro di Incubazione e che ha avuto ed ha storie passeggere con diversi uomini, senza essere davvero mai stata innamorata. (E non è così anche ora, per qualcuna?)

Sentite, la festa della donna è stata ieri. Fa un gran piacere, almeno, parlo per me, ricevere poesie, frasi commoventi e mazzi di mimose. Mi fa sentire valorizzata. Io sono la prima a dire che una ragazza e una donna devono perseguire innanzitutto l'obiettivo di divenire ciò che sono, di sviluppare le loro doti, intellettive, sociali, relazionali oltre che di curare l'aspetto fisico. Coltivare le proprie doti relazionali significa anche non "saltare" da un uomo ad un altro... Così ci si rovina!

Sono la prima a dire che gli uomini onesti, veramente rispettosi e veramente miti sono pochi, sono rarità. Eh sì, sono rarità: al di là di quelli cattivi che opprimono e uccidono, ce ne sono molti altri che strangolerei volentieri, con la loro impressionante freddezza, con i loro pregiudizi, con la loro ignoranza e arroganza e con la loro presunzione. 

Ad ogni modo, Lenina dice Bernard, il suo amante del momento: Tutti sono felici adesso.

Questo romanzo di Huxley presenta un mondo senza fame, senza guerre e senza malattie. Però c'è comunque qualcosa di veramente molto grave: il destino degli uomini, già dal momento del concepimento artificiale, è già segnato. Prima che esistano viene decisa la loro casta di appartenenza e il loro ruolo sociale e professionale.

Ma si può definire questo un mondo felice? Che cos'è la felicità?

La definisco qui etimologicamente (questa etimologia potete trovarla nel romanzo di D'Avenia intitolato Cose che nessuno sa).

FELICITA': dal greco antico φύω, ovvero, "genero". Da questo verbo greco deriva il latino felix (=fertile). 

Un mondo che in cui gli esseri umani non si riproducono più attraverso atti d'amore ma attraverso tecniche artificiali può essere un mondo felice? Bastano i beni materiali a rendere felici gli uomini e le donne? 

Helmholtz non è né felice né integrato in una società di questo genere. Nemmeno Bernard, che rivendica il proprio diritto all'individualità, al poter stare da solo. 

La felicità può consistere soltanto in una produzione materiale, in serie e meccanica?!

CAP. 6:

Nella prima parte di questo capitolo ci si sofferma un po' sulla figura di Bernard, psicologo Alfa-plus. E' un giovane uomo che odia i luoghi affollati e che tende a isolarsi, a stare in silenzio, a contemplare paesaggi naturali suggestivi, come un tramonto in riva al mare. Bernard vuole essere se stesso, non una cellula del corpo sociale. 


Bernard è convinto (giustamente) che l'identità di un individuo non consista soltanto nel lavoro che svolge e nella sua capacità produttiva. Prova a spiegarlo a Lenina, che non comprende, perché lei ha un approccio perfettamente acritico nei confronti del sistema in cui vive. Non soltanto lo accetta ma ne è contenta. 

CAP. 7:

Bernard e Lenina vanno in vacanza in Nuovo Messico per un weekend. Particolare importante: in questo romanzo ci sono i taxi-copteri: taxi dotati di eliche che volano nel cielo e che permettono agli umani di raggiungere mete lontane e oltre-oceano in tempi relativamente brevi.

Qui, in una zona del Nuovo Messico, i due giovani scoprono una popolazione che non vive come loro: non c'è tecnologia, non c'è riproduzione artificiale, non c'è condizionamento, non ci sono palazzoni né pubblicità. Nulla di tutto ciò. Anzi: dominano i riti magici, i riti di iniziazione all'età adulta, la sporcizia, la frugalità. 

Lenina rimane colpita e schifata alla vista di un vecchio indiano che scende le scale:

Un indiano quasi nudo scendeva lentamente la scala dal terrazzo del primo piano d'una casa vicina, gradino per gradino, con la cautela tremebonda dell'estrema vecchiezza. La sua faccia era segnata da rughe profonde. e nera come una maschera silicea. La bocca sdentata era infossata. Agli angoli delle labbra e a ciascun lato del mento pochi lunghi peli quasi bianchi luccicavano sulla pelle scura. I lunghi capelli non intrecciati gli ricadevano in ciocche grigie attorno al viso. Il suo corpo era curvo, tutt'ossa, quasi scarnito.

Dopo la lettura di questo passo ho pensato che al giorno d'oggi non si accetta la vecchiaia. Non la si accetta né nel mondo cosiddetto "civilizzato" di questo libro, né oggi (vedi l'esempio di Gemma Galgani).

CAP.8:

Entra in scena un altro personaggio decisamente importante in questo romanzo: il giovane John. Se Bernard non è integrato nella società in cui vive e si definisce, di fronte a John, un po' diverso dalla maggioranza, John a sua volta, ragazzo di animo appassionato e intelligente, non si sente integrato in quel mondo senza tecnologie. Perché?! Perché è un bianco, dal momento che è figlio naturale di Linda, un'ex Beta minus che da giovane, dopo una relazione con il Direttore del Centro di Incubazione, era fuggita da Londra e si era rifugiata nel Nuovo Messico. 

Insomma, Bernard e John sono "due diversi" in due società che sono l'una l'opposto dell'altra: una è pulita, produttiva, efficiente e anaffettiva, l'altra è sporca, passionale, fatta di violenza, di divinità, di riti, di tradizioni.

C'è una frase di John che mi colpisce: Se uno è diverso, è fatale che sia solo.

Che ne pensate? E' valido oggi?! 

CAP. 9:

John si innamora a prima vista di Lenina. La osserva dormire e sussurra dei versi di  Shakespeare. John conosce molto bene le tragedie di questo autore: ha iniziato a leggerlo da bambino. 

E qui vediamo un diversissimo atteggiamento nei confronti della cultura rispetto a quello del Direttore del Centro. Il Direttore liquida il passato come un qualcosa di triste, di retrogrado. John sa gustare invece la letteratura. Mentre, nella società londinese delineata nei capitoli precedenti, i pochissimi libri esistenti non sono né nelle librerie né in mano ai membri Alfa e/o Beta. 

I governatori mondiali, o meglio, i dittatori mondiali, tengono Shakespeare, la Bibbia, i Vangeli e altre opere letterarie nei cassetti delle loro scrivanie. E' pericoloso  diffonderli!

CAP. 10:

John e Linda vorrebbero ritornare nel mondo industriale. E Bernard esaudisce questa loro richiesta.

Ad ogni modo, in questo capitolo, il Direttore del Centro di Incubazione, tanto a favore della fecondazione extra-uterina, viene licenziato. Perché, in questo capitolo, viene reso pubblico il fatto che abbia fatto un figlio "alla maniera naturale".

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6 marzo 2021

Alcune poesie di Elisa Kidané (da "Parole clandestine"):

Siamo alla fine della prima settimana di marzo e la primavera sta per iniziare. 
Un anno fa era iniziato il lockdown nazionale per Covid (e ora secondo me ci sono tutte le premesse e tutti i presupposti per dichiarare nuovamente l'Italia "zona protetta"). 

Ad ogni modo, quale occasione migliore di questa settimana per presentarvi alcune poesie di Elisa Kidané? Elisa è una missionaria comboniana originaria dell'Eritrea. L'ho conosciuta quando ero ancora agli inizi del mio percorso universitario, durante una presentazione della sua raccolta di poesie intitolata Parole clandestine.

Di seguito, quindi, ho commentato quelle poesie che mi sono piaciute di più di questo volumetto.


LUNA NERA:

Le tre strofe iniziano con lo stesso sintagma luna nera, che costituisce un'anafora. 

E' una luna che rischiara le notti della poetessa, che è compagna dei suoi sogni e che, infine, è anche guardiana del destino degli uomini. Ogni strofa termina con una domanda. 

Tra una strofa e l'altra ci sono delle frasi particolarmente significative:

Un passo di speranza= Per "fare" la rinascita di un continente serve la speranza. Servono cioè persone disposte a credere in un domani migliore e a cooperare tra loro per poter così lasciare e donare ai loro figli e ai loro nipoti un mondo migliore.

Un raggio di utopia= E' un raggio di utopia che fa spuntare l'alba. In greco antico, "utopia" ha due diverse etimologie: 

A) οὐ ("non") e τόπος ("luogo") 

B) εὖ ("buono" o "bene") e τόπος ("luogo").

Ai nostri giorni il termine "utopia" è strettamente connesso a qualcosa di irraggiungibile e a idee  irrealizzabile: l'espressione "è un'utopia" praticamente significa: "è quasi impossibile raggiungere questo obiettivo nella realtà".

Pensate per un momento proprio all'isola immaginaria di Thomas Moore chiamata Utopia, collocata dall'autore nel Nuovo Mondo, cioè, non lontana dalle coste americane. Thomas Moore, vissuto agli inizi del XVI° secolo, aveva letto i resoconti dei viaggi di Amerigo Vespucci. 

Quel che a distanza di secoli ancora oggi gli studiosi di letteratura e di filosofia si chiedono è: ma l'autore aveva voluto rappresentare quello che era il suo mondo ideale oppure la sua intenzione era quella di fare dell'ironia sul mondo reale?!

L'utopia/anti-utopia (o distopia) è divenuto un genere letterario, florido soprattutto nel mondo anglo-americano del secolo scorso e abbastanza spesso legato al genere fantascientifico. 

Le distopie fantascientifiche mi piacciono, ma non costituiscono il mio genere letterario preferito. Tuttavia, ammetto senza problemi che hanno un loro fascino e che piuttosto spesso offrono ai lettori delle tematiche sulle quali riflettere.

I miei generi letterari preferiti sono in realtà l'autobiografia a leggero sfondo storico e il romanzo psicologico.  

Un abbraccio tenero= questo tenero abbraccio rende uguali non soltanto i vari popoli africani ma anche tutti gli abitanti dell'umanità. Li rende uguali e al contempo differenti gli uni dagli altri: con diverse tradizioni, con diverse lingue e diverse religioni ma tutti umani, dotati di cervello e di cuore.

Come dicevo quando ero ancora una ragazzina delle medie, tutti gli uomini sono dei tasselli che fanno parte di un grande mosaico, che è l'umanità. Ogni uomo, con i suoi talenti e con le sue risorse, può rendere colorato e vivace questo mosaico.

Penso alla parabola evangelica dei talenti e a quel terzo servo che, invece di far fruttare il suo unico talento, lo nasconde sotto terra e lo restituisce al padrone. 

Vi inviterei a rileggere il Vangelo di Matteo, 25, 14-30.  

https://www.biblegateway.com/passage/?search=Matteo+25%3A14-30&version=CEI

Quali stati d'animo vi suscita il comportamento del servo con un solo talento? 

A me sinceramente fa pena e tristezza, perché non riesce a cogliere quella possibilità di vita che gli è stata data, perché in fin dei conti non è diverso da coloro che, ai nostri giorni, vivono la loro quotidianità con passo pesante e con occhi velati perennemente dal malcontento, lamentandosi continuamente. 

In questo brano del Vangelo, per "talenti" non si intende soltanto "ciò che sono portato a fare". Io indubbiamente ho il talento per la scrittura e per gli studi storico-linguistici-letterari (Lettere, Lingue, Beni Culturali e Storia a Verona sono facoltà che appartengono alla stessa macro-area culturale), ma non basta, a mio avviso, sfruttare i talenti scolastico-accademici per sentirsi a posto con la propria coscienza. 

Ho più di 20 anni e non ho avuto una vita facile: a sei anni ero negli studi medici e negli ospedali mentre le mie coetanee potevano frequentare la scuola regolarmente e iniziare corsi di danza classica. Ho vissuto dei momenti davvero difficili: la malattia di mio nonno, la malattia di Gabriella, una cara amica di famiglia che mi ha vista crescere, l'emarginazione e i pettegolezzi a scuola e in parrocchia, le doppie facce e le prese in giro all'Università. Però devo riconoscere di aver avuto anche molte possibilità: la possibilità di studiare molto, la possibilità di vivere nel benessere, la possibilità di incontrare diverse persone e di confrontarmi.

Ha ragione mia mamma a dirmi che io ho sempre preso a morsi la vita. 

Quando ripenso alla mia esperienza di malattia mi stupisco ora di come sia riuscita a viverla con leggerezza, pur avendo soltanto sei anni. Per leggerezza intendo dire che, pur rendendomi conto di non stare bene e pur sapendo che sarei stata sottoposta ad una cura che nel 2001 qui in Italia era in fase di sperimentazione,  pensavo al futuro. 

Pensavo già allora agli studi che avrei potuto fare, facevo un sacco di domande sul mondo delle scuole superiori e dell'Università, pensavo "prima o poi mi sposerò e farò una famiglia tutta mia". E intanto scrivevo racconti con pochissimi errori ortografici che vedevano certamente animali, piante e fiori pensanti e parlanti ma, dettaglio non irrilevante, i personaggi principali erano abbastanza spesso due: la foglia e il ramo, la rondine e il monte, la conchiglia e il mare, la roccia e il salice (in me il desiderio e la dimensione interpersonale è sempre stata un pochino più forte di quella conservativa).


CHI SONO?


Chi sono?  L'autrice inizia da alcuni tratti fisici: occhi neri, pelle che si nutre della bellezza della luce, della terra e dell'acqua e asciugata dal soffio vitale (πνεῦμα) dello Spirito di Dio.

Mi colpisce questa frase le parole, arcobaleno senza confini. 

Con le parole si riesce a consolare ma anche a ferire. E, in certi casi, le ferite psicologiche non sono da meno rispetto a quelle fisiche. 

Sarebbe meraviglioso un mondo in cui ci si servisse delle parole non come armi aguzze e taglienti ma soprattutto come mezzi per costruire sani confronti e relazioni autentiche, fondate soprattutto sul rispetto.

Scrive anche l'autrice: Ovunque trovo frammenti di me. 

Lei si sente in comunione con l'umanità. Bellissimo! Sarebbe come a dire: in ogni uomo e in ogni donna che incrocio lungo il sentiero della vita, vedo una piccola parte di me, vedo a volte la mia fragilità e il mio dolore, a volte le mie risorse. 

E' così che dovrebbe essere ogni cuore umano: un crocicchio di mondi nomadi.


GHEBRAI:


Questa è una poesia che ha come tematica principale il viaggio come ricerca e speranza in una vita migliore. Ghebrai è un connazionale della Kidané, cioè, è un eritreo.

Ancor giovinetto lasciasti quel minuscolo paesello= Si tratta di un villaggio fatto di capanne, di povertà, di poco cibo, di strade sterrate e dissestate, di una comunità piccola ma magari unita e solidale. 

Ghebrai parte, come molti migranti al giorno d'oggi, per realizzare il sogno di una vita migliore. Parte per soddisfare il suo cuore errante, mai stanco di attraccare in porti sempre nuovi. 
I porti nuovi sono presumibilmente i paesi europei presso i quali il cuore di questo giovane, come un veicolo marino (barca, nave, battello) cerca di giungere. Ma ogni traguardo diviene stazione di partenza: sono innumerevoli e logoranti le tappe del viaggio di un migrante.

Ma il viaggio terreno di Ghebrai giunge a capolinea ad un ospedale di Vancouver in Canada. Si tratta di una fermata drammatica, non prevista, ma che prefigura al Regno dei Cieli.

Che cosa ha lasciato Ghebrai su questo pianeta?! 
Un bagaglio lieve, cioè, fatto di pochi e semplici oggetti. Il bagaglio lieve di quest'uomo è un bagaglio colmo di amore per i figli.

Dov'è Ghebrai ora? Nel cuore di Dio, che è paragonato ad un territorio naturale di enormi praterie contemplate dal blu profondo del cielo.

(...) la tua nostalgia d'infinito. 
Questo componimento si chiude con un'espressione che invita a riflettere.
La nostalgia d'infinito accomuna tutti gli uomini del mondo, visto che la vita è un viaggio fatto di formazione, di relazioni, di domande (e non per tutte si trova una risposta). 
Io credo che l'esistenza sia un bagaglio che si riempie, con l'andare del tempo e con l'accumularsi di esperienze e di incontri.
D'altronde, tutti siamo dei viandanti finché viviamo.

Concludo il mio commento a questa poesia con una domanda:

C'è per voi differenza fra un migrante e un nomade?

MAMA AFRICA:


Il continente africano viene qui personificato in una donna dalle spalle mai piegate che cammina con calma e con dignità. In seguito si dirà: il tuo andare maestoso.

Coloro che tentano di rubarle l'anima= Si allude qui al comportamento commerciale delle grandi potenze, cioè, degli Stati Uniti, della Cina e dell'Europa, stati assetati di ricchezze e di risorse minerarie, non di umanità, purtroppo.

Il mio passo, col tempo, sarà danza infinita= l'Africa è un continente giovane, lacerato dalle guerre e dagli estremismi religiosi, fatto di miseria ma anche di cooperazione sociale e di piccoli gesti che rendono la giornata "piena" e degna di essere vissuta. Certi manuali di geografia definiscono l'Africa "il continente bambino", visto che l'età media è di 19,5 anni. 

L'Africa è però anche generatrice di umanità: è in effetti culla dell'umanità. A 50 km dall'attuale Johannesburg, in Sudafrica, sono stati trovati i primi resti di ominidi, risalenti a circa 2 milioni di anni fa.

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A proposito di anti-utopie e di fantascienza: una delle mie letture recenti è stata Il mondo nuovo di A. Huxley. Però ho anche letto Far From the madding crowd ("Via dalla pazza folla") di T. Hardy in lingua. 

Per me si tratta ora di decidere a quale dei due dare la precedenza con un post qui.

Sull'opera di Huxley ho moltissimo da dire, quindi, è abbastanza probabile che i miei commenti e le mie riflessioni sul Mondo nuovo occuperanno due post.

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Posso dire che sono veramente molto amareggiata?! Sono delusissima dal comportamento della gente: c'è una pandemia, c'è un virus contagioso che può anche essere pericolosissimo, negli ospedali c'è gente che sta veramente molto male... Eppure a molti italiani non entrano in testa i semplicissimi concetti di "distanziamento fisico" e "mascherina". In questo mese di zona gialla dalle mie parti ho visto fin troppi assembramenti. Fin troppi.

Sono inoltre indignata per i vaccini che arriveranno in ritardo, mentre l'umanità, non soltanto gli europei, soffre.

Dov'è l'umanità?! Si chiedeva più o meno questo un mio contatto Ig ieri sera in un suo post. 

L'umanità è negli occhi, malinconici e al contempo luminosi, di un bambino molto ammalato, riconoscente a chi si prende cura di lui.

L'umanità è nelle rughe di una persona anziana, nelle sue molte esperienze, nei suoi affanni.

L'umanità è in tutti coloro che, in un periodo del genere, non rinunciano ad essere generosi e solidali con gli altri.

L'umanità è nella forza interiore, nella tenacia di chi non rinuncia a formarsi per il proprio futuro e ai suoi progetti di vita, anche se l'esistenza terrena, con il Covid, è divenuta ancora più precaria (non so se questa malattia si estinguerà mai, non so quando e se terminerà questo incubo).

L'umanità è nel cuore mite di chi sa assaporare un tramonto, un'alba, un fiore primaverile.

Riporto qui sotto un'altra poesia di Elisa Kidané sul Natale. Anche se il Natale è passato da un po'. 

Non c'è il mio commento stavolta. Perché vorrei impiegaste alcuni minuti della vostra giornata semplicemente a pensare, senza un minimo di aiuto da parte mia, a ciò che lei comunica.

"SENTIERI PARTIGIANI"- P. MALAGUTI (II):

Ci sono altri passaggi piuttosto interessanti all'interno di Sentieri partigiani. 4) LA FINE DI BENITO MUSSOLINI: Nell'estate 2010,...