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20 febbraio 2016

Infelicissima Campania!!! :'( :'( !!!



Non scriverò molto stavolta, per i seguenti motivi:

A) Innanzitutto io sono settentrionale e sono sempre vissuta a Verona, a più di 700 km di distanza dalla Campania. Pur essendo abbastanza informata a proposito di questa terra martoriata, ritengo che su questo mio blog sia giusto "dare voce" soprattutto a persone residenti in quella zona che hanno subito delle gravi perdite affettive a causa dell'inquinamento ambientale e che stanno lottando energicamente per poter migliorare la situazione del loro territorio.

B) Le immagini e i video che ho caricato su questo post sono sicuramente molto più efficaci ed eloquenti di un testo scritto da me che potrebbe risultare noioso. Lo scopo di molti miei post, oltre a quello di informare, è anche cercare di coinvolgere la mente e l'animo dei lettori. Ovvio che faccio quello che posso e che non con tutti ci riesco.

Cominciamo da una fotografia. Anzi, da due fotografie piuttosto impressionanti. E la prima a mio avviso non è nulla in confronto alla seconda...





Il ragazzino che vedete a cavallo del motorino si chiamava Vincenzo Abate ma era soprannominato affettuosamente "Vincenzino". Viveva in un povero paesino in provincia di Caserta.
Era nato il 3 gennaio del 1982 ed è morto, appena tredicenne, nell'aprile del 1995. A causa di una rarissima forma di leucemia. A causa delle scorie radioattive. A causa della delinquenza della Camorra. Per anni, questo ragazzino ha mangiato frutta e verdura coltivate in un terreno all'interno del quale erano state depositate sostanze nocive e scorie nucleari.
Osservatelo bene. La fotografia è stata scattata alcuni mesi prima che Vincenzino morisse. Ma mettono già molta tristezza le braccia e le gambe scheletriche, il viso troppo magro, i pochissimi capelli che cercano di ricrescere dopo un penoso ciclo di chemioterapie. Vincenzino è praticamente uno scheletro seduto sul sellino del suo ciclomotore.

E questa è l'altra fotografia. Il ragazzo è chiaramente in fin di vita. Morto a soli 13 anni, Vincenzino Abate avrà per sempre 13 anni. Perché quella terra maledetta non gli ha dato la possibilità di crescere, di studiare, di esplorare il mondo con occhi curiosi e ammaliati. L'immagine è tratta dalla fiction "Io non mi arrendo", programma trasmesso pochi giorni fa su Rai Uno è dedicato alla figura di Roberto Mancini, un poliziotto che negli anni Novanta aveva condotto con grande zelo un'inchiesta sui rifiuti tossici depositati nei territori campani. La scena dell'ultimo incontro tra il poliziotto e Vincenzino è tra le più toccanti. E infatti mi si è stretto il cuore.








LA TERRA DEI FUOCHI:
 
Con questa espressione, utilizzata per la prima volta nel 2003 da Legambiente nel rapporto "Ecomafie" di quell'anno, si individua una zona situata tra le provincie di Caserta e Napoli conosciuta soprattutto per la presenza di tonnellate di rifiuti tossici. La loro quantità infatti è diventata da molti anni talmente enorme che, per poterli smaltire, i collaboratori della mafia appiccano dei veri e propri "roghi" di rifiuti, i quali inevitabilmente contaminano l'aria di diossina e accorciano in modo molto significativo la speranza di vita della popolazione. Quelle montagne di immondizia sono infatti responsabili di leucemie e di tumori dalle metastasi molto rapide che colpiscono soprattutto i giovani e i bambini, anche molto piccoli.
Bisogna tener presente che l'inquinamento da diossina dei terreni è estremamente pericoloso dal momento che introduce sostanze tossiche nella catena alimentare degli animali da allevamento e nell'organismo umano. Era il 2008 quando sono state rilevate presenze di diossina nella mozzarella di bufala proveniente da allevamenti in provincia di Caserta. A seguito di questi riscontri, che però riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana, alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l'importazione di questo tipo di mozzarella. Da quell'anno comunque, la vendita di prodotti caseari originari della Campania è diminuita sia in Italia che all'estero.



La "terra dei fuochi" comprende un'estensione di ben 1076 km², nella quale vivono circa tre milioni di abitanti. L'accumulo illegale dei rifiuti coinvolge 33 comuni appartenenti alla provincia di Napoli e 24 paesi situati invece nella parte sud-occidentale del casertano.
Quest'area è naturalmente interessata da un traffico consistente di rifiuti, tra le cui attività rientrerebbe anche l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento provenienti soprattutto dal Nord Italia.


DON MAURIZIO PATRICIELLO, IL SACERDOTE CHE NON ASSOLVE CHI INQUINA:

Don Maurizio è l'attuale parroco di Caivano (NA). Si sta battendo come un leone per far valere l'inestimabile diritto alla salute della sua gente. Così egli ha commentato l'enciclica di Papa Francesco:
"A me piace molto il punto in cui Papa Francesco parla dell’ambiente nell’ottica del disegno di Dio; ovvero, un giardino coltivato e custodito per chi verrà dopo. Attenzione, un giardino non soggiogato, ma curato dall’uomo. Non possiamo distruggere il creato. La globalizzazione dell’indifferenza ci porta alla teoria dello scarto. (...) Il divario tra Nord-Sud, tra ricchi-poveri è costante. La società del consumo ha allargato le problematiche della distruzione (...) Un conto è parlare della salvaguardia del creato su un’isola ai Tropici, un altro invece quando sei in un posto in cui devi sbarrare le finestre e non puoi respirare per la puzza".


Ecco qui un video relativo alla sua partecipazione su un programma di TV 2000, dove egli fa dei costanti riferimenti alla sua terra:


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LE MAMME CHE SANNO FARSI FORZA:

Anna Magri, giovane madre di Riccardo, morto a ventidue mesi, chiede giustizia e verità non soltanto per se stessa ma anche per tutti quei genitori che, contro le leggi della Natura, hanno dovuto seppellire con grande dolore i loro figli ancora bambini. Personalmente credo che la morte di un figlio sia la cosa peggiore che possa capitare ad un essere umano.


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FIORELLA MANNOIA, "IN VIAGGIO":

Questa stupenda canzone la dedico sia a tutti quei campani, pugliesi, calabresi e siciliani che per motivi di lavoro o sanitari si sono trasferiti al Nord, sia a tutti i meridionali che decidono di rimanere nelle loro regioni per difendere valori quali la legalità, la giustizia sociale e la solidarietà.

La vita è un viaggio, un viaggio di cui siamo protagonisti. La mente umana è limitata e quindi non ci è dato sapere con certezza l'avvenire. La nostra strada sarà incerta ma il conforto e il sostegno di chi ci ama veramente diverrà proprio una coperta che ci protegge dal gelo della solitudine e della malinconia.
"Rivendica il diritto ad essere felice"= dobbiamo pensarci sempre alla felicità. Anche se non credo che questo sentimento sia un fine quanto piuttosto un mezzo con cui affrontare tutte le prove della vita, armandosi di coraggio, di autostima e di un bel sorriso sulle labbra.
"Lo sai che l'onestà non è un concetto vecchio, non vergognarti mai quando ti guardi nello specchio"= L'onestà è un valore preziosissimo! E mai evitare di farsi un esame di coscienza. E' un diritto-dovere di ciascuno trovare nel corso della giornata dei momenti in cui riflettere su se stesso e sui suoi comportamenti. Mai vergognarsi di praticare l'introspezione.


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La situazione è molto drammatica ma nonostante tutto sono fiduciosa. 

Rispetto agli anni '90, sta cambiando la mentalità della gente: troppi genitori hanno perso i loro figli affetti da malattie rare e gravissime. Il dolore intenso di solito rende combattive le persone. 

In Sicilia per esempio le cose sono cambiate in meglio: negli anni '70 e '80 regnava nell'isola un clima di rassegnazione e di sgomento di fronte a una serie di omicidi commessi da Cosa Nostra che incuteva terrore e costringeva all'omertà. Ma proprio a causa delle troppe vittime che quest'organizzazione mafiosa ha mietuto, la mentalità di una buona parte dei siciliani è cambiata. La mafia ovviamente c'è ancora, ma almeno da quelle parti non uccide più. Inoltre, il livello culturale e anche il senso morale dei siciliani sono aumentati considerevolmente negli ultimissimi anni. 


Anche a Caserta e a Napoli la gente sta prendendo la consapevolezza della gravità della situazione, quindi non resta che sperare in un futuro migliore. Per loro, per i loro bambini. E per l'Italia, i cui politici dovrebbero cercare di attenuare il grande e profondo divario Nord-Sud.




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