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4 aprile 2026

La liberazione degli ebrei dalla schiavitù: spunti culturali storico-geografici

 8) PASQUA  🕊️💛

1) Esodo 14,15- 15,1

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e i suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri». 

L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. 

Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. 

Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare.

Ma, alla veglia del mattino, il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».
Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri».
Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. 
Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. 
In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare. Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè.

2) LA SCHIAVITÙ DEGLI EBREI IN EGITTO:

Le testimonianze archeologiche e alcuni frammenti di papiri egizi dimostrano che alcune popolazioni semitiche, come gli Assiri, i Caldei e parte degli Ebrei, sono stati sia schiavi degli imperatori egiziani sia residenti nella zona settentrionale dell'odierno Egitto in un periodo compreso tra il 1800 a.C. e il 1520 a.C. 

Probabilmente lavoravano alle piantagioni e all'edificazione di opere pubbliche, oltre che alla produzione di mattoni.

3) MAR ROSSO: IDENTIKIT GEOGRAFICO

  • Dove si trova= collegato al Mar Mediterraneo dal Canale di Suez, si trova tra Africa e Asia.
  • Derivazione geologica= Si è originato circa 27 milioni di anni fa a seguito della separazione tra la placca araba e quella africana.
  • Confini= questo mare bagna i seguenti stati: Egitto, Sudan, Eritrea, Gibuti, Yemen, Arabia Saudita e Israele.
  • Estensione= si estende per circa 2,250 km e i punti massimi di profondità raggiungono i 3500 metri. 
  • Temperature= si tratta di uno dei mari più caldi del nostro pianeta con temperature che vanno dai 17°C ai 32°C.

4) MAR ROSSO O LAGHI AMARI?

I Romani denominavano "rubrum" questo mare a causa della presenza di una particolare specie di alghe che, in alcuni periodi dell'anno, diventerebbero rossastre e colorerebbero il mare.

Il testo ebraico, ad ogni modo, dice: ים סוף " - "Iam Suf", ovvero, "Mare di Giunchi".

Poteva forse riferirsi al Grande Lago Amaro?

A nord-est dell'Egitto vi sono due laghi salati: il Piccolo Lago Amaro e il Grande Lago Amaro. 

La loro composizione salata è un'eccezione: si tratta infatti di laghi privi di fiumi emissari collocati in una zona climatica calda e secca in cui l'acqua evapora costantemente e i sali minerali rilasciati dalle rocce circostanti rimangono nel bacino lacustre.

E in effetti, durante le mie ore di geografia, quando ho spiegato l'Unità didattica sui paesaggi d'acqua, ho per lo più affrontato le origini dei laghi e il fatto che sono "distese d'acqua, solitamente dolci, trattenute da depressioni del terreno".

Che cosa invece differenzia un mare da un oceano?

Il mare è una distesa d'acqua salata in continuo movimento dato che le onde vengono generate dai venti, le traiettorie delle correnti marine vengono influenzate dal moto di rotazione terrestre mentre le maree dalla forza di attrazione della Luna.

L'oceano è più profondo del mare, molto più esteso dal momento che separa i continenti e privo di confini chiari e netti.

Ad ogni modo, i due Laghi Amari fanno parte del Canale di Suez ed entrambi sono attraversati da navi commerciali. 


Gli Israeliti e i popoli antichi conoscevano le differenze tra mare e lago?

La lingua ebraica non distingue "mare" da "lago"

A prova di ciò, nei brani biblici il lago di Galilea viene ripetutamente chiamato "Mar di Galilea".

Inoltre, i traduttori della Settanta greca hanno reso i termini ים סוף ", "Iam Suf" con "ἐρυθρός +  θάλασσα", ovvero, "Mare Rosso". 

Anche San Paolo ricorre alla medesima espressione quando si riferisce alla liberazione degli Ebrei dalla schiavitù. 

Considerate inoltre che percorrere una zona paludosa, all'epoca davvero poco profonda, non costituiva un'impresa né un prodigio divino degno di essere ricordato o, perlomeno, trasposto all'interno di un prezioso genere letterario (la Bibbia). 

Al contrario invece, valicare un mare che, per volere di Dio, si erge a muraglia, è un evento grandioso e straordinario.

Gli Israeliti guidati da Mosè che cosa hanno dunque attraversato?

Risulta impossibile risalire alla verità dei fatti. 

Due sono i racconti scritti e tramandati a proposito della fine della schiavitù nella terra d'Egitto ed entrambi vengono unificati in questi passi dell'Esodo: il primo si concentra su una battaglia durante la quale il Signore sconfigge l'esercito del faraone egiziano per permettere al popolo eletto di tornare nella Terra Promessa. Il secondo focalizza invece l'attenzione sulle acque che si dividono e che, per questa ragione,  avrebbero consentito il passaggio degli Ebrei, guidati da Mosè, sul suolo asciutto. 

Entrambi sono narrazioni inverosimili, motivo per cui le vicende contenute in Esodo 14 enfatizzano alcune testimonianze relative al termine di un periodo duro, doloroso e difficile affrontato da una parte del popolo d'Israele.

Il racconto biblico dunque non è da considerare in senso letterale.

Infatti, questo passaggio del Mar Rosso è stato interpretato dai padri della Chiesa come simbolo del Battesimo dato che le acque sono state assimilate a quelle purificatrici del primo sacramento per i cristiani.

Poi io aggiungo che questo episodio della Bibbia è anche una metafora di molte fasi dell'esistenza umana contrassegnate da cambiamenti significativi, ovvero, fasi di vita in cui o si sta cercando di superare un lutto o una perdita economica, oppure periodi contrassegnati da limiti, sacrifici e difficoltà funzionali a conseguire un obiettivo, a realizzare un sogno.

Se l'etimologia di "Pasqua" è "passaggio", le nostre vite sono caratterizzate da molte situazioni di "passaggio" e di continuo divenire.

5) IL MAR ROSSO NELLA STORIA:

In età imperiale romana, dunque nei primi secoli dopo Cristo, il Mar Rosso costituiva la più importante via di comunicazione per stipulare affari commerciali con l'India e con il Ceylon, terre dalle quali venivano importati gemme, avorio e seta.

Intorno alla metà del VII° secolo, gli Arabi, dopo aver conquistato l'Egitto, si impadronivano conseguentemente delle coste del Mar Rosso, zona che, unita alle loro competenze astronomiche, facilitava i loro pellegrinaggi verso La Mecca e verso le coste africane.

Anche qui: avevo detto ai ragazzi che gli Arabi, prima della predicazione di Maometto e quindi tra V° e VI° secolo, erano molto eterogenei dal punto di vista religioso (in parte politeisti, in parte ebrei, in parte cristiani) e vivevano rapporti conflittuali tra loro dato che erano organizzati in tribù seminomadi che si servivano dei dromedari per trasportare le mercanzie. 

Anche nel VII° secolo i beduini che guidavano le carovane spostandosi da un'oasi dall'altra continuavano a svolgere attività commerciali.  Tuttavia, a partire dal 632, gli Arabi hanno rafforzato le loro tecniche militari (in particolare, il combattimento a cavallo) e si sono espansi prima in Persia e poi lungo tutta l'Africa Settentrionale e la Spagna, arrivando anche in Sicilia nell' VIII° secolo.

Nel Basso Medioevo, nonostante il controllo degli Arabi di fede musulmana, questo mare era un luogo che permetteva alle Repubbliche marinare italiane (Genova, Venezia, Pisa e Amalfi) di acquistare spezie provenienti dall'Oriente.

In particolare Amalfi, nell'attuale Campania, era riuscita a stabilire scambi commerciali e culturali con Alessandria d'Egitto.

Arriviamo poi alla prima età moderna. 

Gli Ottomani, sotto il regno del sultano Maometto II°, hanno conquistato Costantinopoli (1453) che era divenuta la nuova capitale ottomana. 

Nel 1517 Selim I° ha annesso l'Egitto all'Impero, garantendo al suo governo non solo un controllo diretto del Mar Rosso ma anche un costante monitoraggio delle principali mete di pellegrinaggi spirituali, ovvero, La Mecca e Medina. 

La politica estera (e navale) di Selim I° si prefiggeva inoltre di contrastare l'influenza portoghese nelle aree portuali del Mar Rosso meridionale.

Il suo successore, Solimano Il Magnifico, ha successivamente consolidato il controllo ottomano nello Yemen, rendendo quindi il Mar Rosso un luogo fondamentale per il transito delle spezie tra Asia ed Egitto.

Tra il XVIII° e il XIX° secolo gli Ottomani esercitavano ancora la loro influenza nelle zone vicine al Mar Rosso.

A metà Ottocento l'imprenditore francese Ferdinand de Lesseps, della Societé d'Etudes du Canal de Suez, ha proposto un progetto per la realizzazione di un nuovo canale che collegasse le acque del Mar Rosso a quelle del Mediterraneo. 

Così, nella primavera 1858, sono iniziati i lavori. 

Il Canale di Suez è stato inaugurato nel 1869 e il Mar Rosso è così divenuto uno dei mari più strategici del nostro Pianeta.

6) "Il passaggio del mar Rosso", Bernardino Luini (1510):

Concludo con un mega-dipinto, suddiviso in due tavole, conservato a Milano presso la Pinacoteca di Brera.


Le onde, in primo piano, travolgono i componenti dell'esercito egiziano. Anche un elefante sta annegando, conseguenza che sarà inevitabile anche per gli uomini sul suo dorso, all'interno di una sorta di baule di legno.

Sullo sfondo, il cielo è blu e scuro nella parte più alta (si tratta della nube che oscura il percorso degli Egiziani).


Gli Israeliti si trovano tutti sulla terraferma e assistono alla drammatica fine degli inseguitori.

Mosè, con una tunica rossa e un mantello dalla tinta zafferano, sta stendendo la mano per far rifluire le acque sull'esercito nemico. 

Probabilmente la giovane donna al margine destro è la sorella Miriam, una delle prime ad intonare un canto di ringraziamento a Dio per la ritrovata libertà.

Sullo sfondo di quest'opera, a destra, compaiono le vette del Monte Sinai.


30 marzo 2026

"Ragione e sentimento", J. Austen:

Ragione e sentimento è un romanzo di Jane Austen pubblicato nel 1811 e tradotto in francese quattro anni dopo.

La prima stesura, intitolata Elinor e Marianne, risaliva in realtà al 1795 ed era in forma epistolare.

Nel 1798 il libro è stato rimaneggiato e lo stile epistolare ha lasciato spazio alla narrazione in terza persona. 

Proprio in questa fase, la Austen ha cambiato anche il titolo.

1) AMBIENTAZIONE DEL ROMANZO:

Le vicende si svolgono a sud-ovest del Regno Unito, principalmente nelle contee del Sussex e del Devonshire. Vengono menzionati infatti paesi quali Plymouth, Cleveland e Delaford.

Ecco come inizia il romanzo:

The family of Dashwood had long been settled in Sussex. Their estate was large, and their residence was at Norland Park, in the centre of their property, where, for many generations, they had lived in so respectable a manner, as to engage the general good opinion of their surrounding acquaintance. 

Per un breve periodo, Elinor e Marianne soggiornano a Londra, città che in questa storia rappresenta l'eleganza, la vita sociale e gli affari economici.

2) LE PROTAGONISTE:

Sono due sorelle e sono due delle figlie del secondo matrimonio di Mr. Henry Dashwood, che muore nel primo capitolo.

Elinor ha diciannove anni a inizio romanzo e, fin da subito, il lettore può considerarla una ragazza mite, ragionevole,  concreta e realista. Sa disegnare molto bene. Fedele alle convenzioni sociali, fatica tuttavia a palesare i suoi stati d'animo. Si tratta di una persona molto trattenuta, a volte eccessivamente razionale.

Marianne è l'opposto. Ha diciassette anni all'inizio del libro e la sua indole è estremamente passionale: molto emotiva e amante delle forme d'arte, soprattutto della poesia, giudica però in fretta chi non è come lei.

Credo che la personalità delle due sorelle possa essere legata a due famosi movimenti culturali, uno appena precedente l'esistenza della Austen, l'altro invece a lei contemporaneo.

Elinor rappresenta l'Illuminismo: attratta e affascinata da Edward Ferrars, rinuncia ad esporsi dal momento che il giovane risulta fidanzato, per volere della madre, con una ragazza ricca. 

Pur soffrendo molto, Elinor non si confiderà mai né con la madre né con la sorella.

Marianne invece è l'emblema del Romanticismo: è insofferente alle convenzioni del suo tempo e questo lo dimostra l'episodio in cui trascorre un'intera giornata sola con il signor Willoughby nella sua tenuta, senza esserne fidanzata.

Marianne sogna ad occhi aperti, idealizza Willoughby che ai suoi occhi appare un uomo perfetto e, per buona parte del romanzo, è convinta che ci si innamori una volta sola.

A questo proposito, Elinor e il colonnello Brandon si ritrovano a commentare in tal modo la convinzione della ragazza:

His eyes (Colonel Brandon) were fixed on Marianne, and, after a silence of some minutes, he said, with a faint smile, "Your sister, I understand, does not approve of second attachments."

"No," replied Elinor, "her opinions are all romantic."

"Or rather, as I believe, she considers them impossible to exist."

"I believe she does. But how she contrives it without reflecting on the character of her own father, who had himself two wives, I know not. A few years however will settle her opinions on the reasonable basis of common sense and observation; and then they may be more easy to define and to justify than they now are, by any body but herself."

"This will probably be the case," he replied; "and yet there is something so amiable in the prejudices of a young mind, that one is sorry to see them give way to the reception of more general opinions."

"I cannot agree with you there," said Elinor. "There are inconveniences attending such feelings as Marianne's, which all the charms of enthusiasm and ignorance of the world cannot atone for. Her systems have all the unfortunate tendency of setting propriety at nought; and a better acquaintance with the world is what I look forward to as her greatest possible advantage."

Quando John Willoughby le annuncia di dover partire per Londra e di dover rimanere in città per molto tempo, Marianne reagisce così:

They (Elinor and Mrs Dashwood) saw nothing of Marianne till dinner time, when she entered the room and took her place at the table without saying a word. Her eyes were red and swollen; and it seemed as if her tears were even then restrained with difficulty. She avoided the looks of them all, could neither eat nor speak, and after some time, on her mother's silently pressing her hand with tender compassion, her small degree of fortitude was quite overcome, she burst into tears and left the room.

This violent oppression of spirits continued the whole evening. She was without any power, because she was without any desire of command over herself. The slightest mention of any thing relative to Willoughby overpowered her in an instant; and though her family were most anxiously attentive to her comfort, it was impossible for them, if they spoke at all, to keep clear of every subject which her feelings connected with him.

Apro una breve parentesi su Margaret Dashwood, la terzogenita: dodicenne vivace, arguta e appassionata di saggi di storia e di carte geografiche, risulta una figura simpatica e, pur giovanissima, è già un'amante della cultura. 

Risulta priva sia dell'esasperato romanticismo di Marianne sia del solido pragmatismo di Elinor.

3) FIGURE MASCHILI DI RILIEVO:

Sono principalmente tre.

  • Edward Ferrars è il "timidone" del romanzo. Infatti è persino più riservato e più tratteuto di Elinor e molto malinconico. Elinor stessa fa fatica, inizialmente, a capire se Mr. Ferrars provi solo amicizia o qualcosa di più verso di lei. 
Ecco come l'autrice ce lo presenta:

He was not handsome, and his manners required intimacy to make them pleasing. He was too diffident to do justice to himself; but when his natural shyness was overcome, his behaviour gave every indication of an open affectionate heart. His understanding was good, and his education had given it solid improvement. But he was neither fitted by abilities nor disposition to answer the wishes of his mother and sister, who longed to see him distinguished - as - they hardly knew what. They wanted him to make a fine figure in the world in some manner or other. His mother wished to interest him in political concerns, to get him into parliament (...) 

Edward aspira alla carriera ecclesiastica, niente di più. 
Verso la fine del romanzo avviene una maturazione: acquisisce consapevolezza dei suoi stati d'animo, trova la determinazione per rifiutare il matrimonio combinato dalla madre, che di conseguenza lo disereda, e diviene più introspettivo e più consapevole delle sue qualità.
  • John Willoughby, oltre ad essere bellissimo, è attraente agli occhi di Marianne dato che rivela grandi interessi artistici e musicali. La ragazza cade in un amore parossistico... peccato che venga abbandonata dal momento che John preferisce Miss Grey, di condizioni economiche molto più agiate. 

Oltretutto, John Willoughby è colpevole di aver sedotto e abbandonato Eliza, divenuta poi una ragazza madre. Il colonnello Brandon diviene il protettore della bambina illegittima (nata fuori dal matrimonio).
  • Christopher Brandon è proprietario di una tenuta a Delaford. Si tratta di un profondo osservatore della realtà e delle dinamiche sociali. È il mio personaggio preferito dal momento che, nel suo modo di essere, unisce una notevole generosità con la ragione: offre ad Edward un beneficio ecclasiastico che possa permettergli di vivere dignitosamente e, pur essendo molto amico di Elinor, è sinceramente innamorato di Marianne. Quando la ragazza si ammala gravemente le sta accanto il più possibile.

4) MESSAGGIO CENTRALE DEL ROMANZO:

Nonostante la diversità del loro carattere, le due sorelle vanno molto d'accordo.

La critica letteraria suppone che Elinor sia ispirata al carattere di Cassandra, sorella maggiore dell'autrice.

Elinor, in un certo senso, insegna a Marianne a "stare al mondo".

D'altronde, nel corso del romanzo, Marianne apprende che l'amore non è un eterno idillio, quanto piuttosto sostegno reciproco, fiducia, costruzione di valori, empatia, sacrificio e, sotto certi aspetti, anche la condivisione di alcuni interessi. 

Anche al colonnello Brandon piace la poesia.

5) ALTRI PERSONAGGI:

Mrs Dashwood=  Una volta rimasta vedova, si ritrova a dover affrontare le difficoltà economiche dovute alla divisione dell'eredità con John, figlio della prima moglie di Henry Dashwood, e con Fanny, la moglie avara e "carognetta" del fratellastro di Elinor e Marianne.

John Dashwood= Non è cattivo ma debole, opportunista e molto influenzato da Fanny, donna acida, superficiale, cinica, che detesta profondamente le sorellastre del marito.

Mrs Ferrars= Altezzosa e sprezzante, impone ad entrambi i figli matrimoni economicamente convenienti, ma fallisce con tutti e due.

Mrs Jennings= La sua personalità non è poi così lontana da quella di Mrs Bennet. Risulta infatti invadente, inopportuna e frivola. Ha un buon rapporto con John Middleton, suo cognato e cugino di Mrs Dashwood.

Lady Middleton=Moglie fedele di John Middleton, ha poco meno di trent'anni ed è dedita soprattutto alla cura dei figli.

Charlotte Palmer= Figlia di Mrs Jennings. risulta troppo estroversa e chiacchierona, oltre che vuota.

Thomas PalmerÈ il marito di Charlotte. Inizialmente scortese, scorbutico e isolato, a poco a poco diviene affabile con le Dashwood.

Lucy Steele= Questa ragazza, come osserva la Austen, non ha molta cultura ma è un'astuta calcolatrice ed è un po' falsa: pur sapendo che Elinor è innamorata di Mr Ferrars, le confida di essere la sua fidanzata da quattro anni anche se il loro è un legame molto sofferto dato che si vedono solo due volte l'anno e dato che la signora Ferrars la considera povera, quindi indegna. Oltretutto, quando Edward viene diseredato dalla madre, Lucy decide di sposare Robert Ferrars, il fratello minore.


27 marzo 2026

"ORGOGLIO E PREGIUDIZIO", JANE AUSTEN:

7) JANE AUSTEN

Orgoglio e pregiudizio è un famoso romanzo di Jane Austen. 

Io prima ho letto un adattamento in lingua inglese, poi in versione originale.

Questo libro mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmata: donne per lo più o insignificanti o stupide, tranne qualche eccezione, e uomini o fragili, o disonesti, o noiosi, oppure freddi e distaccati per buona parte della narrazione.

Un ruolo centrale, in questa narrazione lo riveste la famiglia Bennet, che vive a Longbourn, nell'Hertfordshire.

I coniugi Bennet, di modeste condizioni economiche, hanno cinque figlie.

Le elenco qui in ordine di nascita: Jane, Elizabeth, Mary, Kitty, Lydia.

Io e Matthias abbiamo discusso a più riprese a proposito di personaggi, tematiche e stile adottato dall'autrice. 

Le nostre considerazioni si intrecciano, con qualche citazione.

A) I PERSONAGGI:

Mrs. Bennet= si tratta di una donna frivola, vuota, irragionevole, incapace di apprezzare l'intelligenza e il buon senso di Jane e di Elizabeth. 
L'unico suo scopo di vita consiste nel desiderare che le proprie figlie sposino uomini benestanti. 
Con una figlia questo sicuramente non avviene: infatti, ancora adolescente, Lydia fugge a Londra con Mr. Wickam, militare disonesto che dilapida le proprie risorse economiche accumulando debiti di gioco.
Dopo la fuga, pur controvoglia, Wickam viene convinto da Darcy, che gli presta una buona somma di denaro per saldare i debiti, a sposare Lydia.

Comunque Mrs. Bennet è anche un'opportunista: per gran parte del romanzo afferma di detestare il carattere di Darcy e il suo modo di porsi con gli altri.

Tuttavia, a fine romanzo, quando Elisabeth le rivela di essersi fidanzata con Darcy, diviene "adulante" e ossequiosa nei confronti di questo personaggio che, nella seconda parte del libro, si rivela interiormente ricco.

Mr. George Wickam= Figlio dell'amministratore di Darcy senior, dopo la morte di quest'ultimo infrange la promessa di dedicarsi alla carriera ecclesiastica e non completa nemmeno gli studi universitari prima di entrare nell'esercito.

Kitty e Lydia= Molto simili alla loro madre, quindi molto vanitose e prive di profondità. Piccole gallinelle affascinate dagli ufficiali che, a periodi, si stabiliscono nella loro zona.

Comunque, l'autrice precisa che Kitty inizia a maturare dopo il matrimonio e la conseguente lontananza di Lydia, dato che trae benefici a frequentare Jane e Lizzy, le due sorelle maggiori.

Mr. Bennet= Non mi è dispiaciuto: è un po' ironico nei confronti delle uscite irrazionali della moglie. Si tratta di un padre più legato alle due primogenite che alle altre tre figlie ma in ogni caso non si dimostra molto capace di manifestare affetto alle figlie.

A me invece è un po' dispiaciuto: Mr e Mrs Bennet vivono "separati" sotto lo stesso tetto.

Il loro è un matrimonio disfunzionale: Mr. Bennet l'ha sposata solo per una questione di attrazione fisica. 

Ma, svanita la giovinezza della signora Bennet, è svanito anche quel minimo interesse da parte di un Mr. Bennet che si comporta da "topo da biblioteca": è sempre chiuso nel suo studio, in realtà poco interessato alle dinamiche sociali e affettive a cui le figlie vanno incontro.

Mary Bennet=  Ragazza poco propensa alla vita sociale, risulta molto marginale nella storia. Non sembra avere rapporti significativi nemmeno con qualche membro della sua famiglia.

È possibile che rimanga, nell'ottica di Jane Austen, senza marito per tutta la vita. 

Incapace di relazionarsi, non manifesta particolari doti caratteriali né particolari talenti, infatti suona il piano in modo mediocre.

Jane Bennet= Insomma... nemmeno questa figura mi ha entusiasmata. Pur essendo una persona di buon senso, pur rivelandosi mille volte più assennata di Kitty e Lydia, l'ho trovata un po' ingenua. 

Ha ragione Liz a dire che la sorella maggiore non pensa mai male di nessuno, anche quando, in alcuni episodi, sarebbe stato meglio diffidare delle intenzioni di alcune persone.

Oltre a ciò, sembra non voler entrare in contatto con i suoi stati d'animo più veri: non lotta per l'affetto che prova verso il signor Bingley, anzi, si rassegna quando il giovane viene allontanato da lei per oltre un anno dalle sorelle Bingley e dai giudizi e pregiudizi di Darcy.

Mr. Charles Bingley= Pur avendo un buon carattere e pur essendo genuino, gentile e solare, non è né forte né determinato perché si fa influenzare facilmente dalla famiglia di origine.

Condivido le tue idee su Jane e Bingley. 

Tuttavia, Jane riceve la proposta di matrimonio da parte di Charles prima di Liz e, oltre a risultare un'unione coniugale felice, Jane migliora anche la propria condizione economica dato che Bingley ha una rendita di cinquemila sterline l'anno.

Mr. Collins= Cugino di Mr. Bennet, si rivela noioso e pedante quando si reca a casa della famiglia. Fa una proposta di matrimonio a Elizabeth ma viene rifiutato. 

Poco tempo dopo, si sposerà con Charlotte, un'amica di Liz Bennet.

Mr Collins è anche servile: dato che Lady Catherine De Bourgh, zia di Darcy, gli ha concesso un beneficio ecclesiastico, durante i momenti conviviali con la famiglia Bennet la esalta spesso per la generosità.

Charlotte Lucas: Dal momento che non è ricca né affascinante accetta la mano del signor Collins soltanto per "salvarsi dalla condizione di zitella". 

Lady Catherine De Bourgh= Si tratta in realtà di una donna arrogante, troppo fiera della propria condizione sociale elevata e insensibile quando si ritrova a commentare i punti deboli delle ragazze Bennet, in particolar modo, quelli di Mary e di Elizabeth.

Anne De Bourgh= Figlia di Lady Catherine, viene descritta dall'autrice come "pallida e gracile". Ha una personalità agli antipodi della madre, che vorrebbe combinare un matrimonio tra lei e Darcy.

Fitzwilliam Darcy= Ammetto che si tratta della figura maschile più significativa di Orgoglio e Pregiudizio. Per tutta la prima parte del romanzo l'ho trovato altèro, presuntuoso e troppo sicuro di sé, soprattutto in relazione alla sua condizione sociale: la sua tenuta a Pemberley rende diecimila sterline l'anno. 

All'inizio è attratto da Elizabeth Bennet ma, per mesi, nasconde il proprio sentimento con il pretesto delle differenze di condizioni sociali e dando forse troppa importanza ai comportamenti socialmente imbarazzanti della signora Bennet e delle sue ultime tre figlie durante i balli di società.

Lizzy rifiuta la proposta di matrimonio di Darcy, condizionata dall'opinione negativa che leo stessa si è fatta ancora prima di conoscerlo bene e a seguito di un dialogo con Mr. Wickam. 

Lei non soltanto ritiene Darcy antipatico e sprezzante ma è anche profondamente offesa per il fatto che Mr. Darcy si sia intromesso tra Jane e Charles, contribuendo a farli allontanare: "I felt that you were the last man in the world whom I could ever be prevailed on to marry".

In realtà, nel corso della storia, Fitzwilliam Darcy diventa una figura che impara a riconoscere i propri limiti e che media nelle dinamiche interpersonali altrui: non solo risolve la situazione irregolare, considerata scandalosa duecento anni fa, di Lydia, ma spinge l'amico Charles Bingley a tornare da Jane per dichararsi.

Ammetto che, nel corso di una prima lettura, ho vissuto dentro di me lo stesso percorso di Elizabeth: per un po' di pagine Darcy mi irritava, poi ho provato sempre più stima per la sua generosità e il suo senso di integrità.

Giorgiana Darcy= Sorella minore di Fitzwilliam, è una ragazza timida e riservata che instaura un ottimo rapporto con Elizabeth. 

Inoltre, Giorgiana sa suonare molto bene il piano e, da adolescente, è stata ingannata da Mr. Wickam che non è mai stato innamorato di lei ma ha tentato di circuirla progettando una fuga, dato che era interessato solo alla dote.

Mr. e Mrs. Gardiner= Sono gli zii delle sorelle Bennet. Sono affabili e hanno un ottimo rapporto con Lizzy, con cui viaggiano nelle Contee del nord. Sono borghesi di buone condizioni economiche. Tra l'altro sono anche protettivi nei confronti di questa loro nipote: non appena si accorgono che ha un buon rapporto di Mr. Wickam, la avvertono così:

"You are too sensible a girl, Lizzy, to fall in love merely because you are warned against it; and, therefore, I am not afraid of speaking openly. Seriously, I would have you be on your guard. Do not involve yourself, or endeavour to involve him in an affection which the want of fortune would make so very imprudent. I have nothing to say against him; he is a most interesting young man; and if he had the fortune he ought to have, I should think you could not do better. But as it is - you must not let your fancy run away with you. You have sense, and we all expect you to use it. Your father would depend on your resolution and good conduct, I am sure. You must not disappoint your father."

In realtà Lizzy non è innamorata di Mr. Wickam, prova, per un periodo limitato, stima e simpatia per lui, credendo alle sue bugie sulla famiglia Darcy.

Elizabeth Bennet= Protagonista femminile del romanzo che ho apprezzato molto: è sincera, intelligente e sa far valere le proprie ragioni dal momento che è sveglia e determinata. Mi sono vista abbastanza simile a lei. Le sue battute taglienti, nella prima metà del romanzo, vengono spesso indirizzate a Darcy.

Mi è poi piaciuto il fatto che, gradualmente, sapesse mettere in discussione le proprie idee.

Per me invece è l'eccesso di fiducia in se stessa e nelle proprie capacità critiche a renderla piena di pregiudizi, superba e a considerarsi "sopra le righe" o comunque, "migliore degli altri". 

Il suo sarcasmo risulta di tanto in tanto fastidioso e poi... si offende eccessivamente per un commento che Darcy fa a proposito di lei quando la vede per la prima volta in società.

Ha avuto ragione a risentirsene, io avrei reagito probabilmente allo stesso modo!

B) RIFLESSIONI SUL TITOLO:

Secondo te "Pride and Prejudice" si riferiscono ad un solo protagonista o ad entrambi?

Il pregiudizio non riguarda soltanto Elizabeth ma anche Darcy che, pur avendo una buona opinione di Jane, crede, erroneamente, che non sia affatto interessata a Bingley.

Jane Bennet mi ricorda lontanamente la figura di Elinor in "Ragione e Sentimento" che, pur avendo una personalità più forte e pur essendo più intelligente, non lascia trasparire tanto quel che prova per Mr. Ferrars a causa della sua razionalità.

Ad ogni modo, sia Darcy sia Elisabeth alla fine del libro si ravvedono dei loro comportamenti:

Elizabeth's spirits soon rising to playfulness again, she wanted Mr. Darcy to account for his having ever fallen in love with her. "How could you begin?" said she. "I can comprehend your going on charmingly, when you had once made a beginning; but what could set you off in the first place?"

"I cannot fix on the hour, or the spot, or the look, or the words, which laid the foundation. It is too long ago. I was in the middle before I knew that I had begun."

"My beauty you had early withstood, and as for my manners - my behaviour to you was at least always bordering on the uncivil, and I never spoke to you without rather wishing to give you pain than not. Now be sincere; did you admire me for my impertinence?"

"For the liveliness of your mind, I did."

"You may as well call it impertinence at once. It was very little less. The fact is, that you were sick of civility, of deference, of officious attention. You were disgusted with the women who were always speaking and looking, and thinking for your approbation alone. I roused, and interested you, because I was so unlike them. Had you not been really amiable, you would have hated me for it; but in spite of the pains you took to disguise yourself, your feelings were always noble and just; and in your heart, you thoroughly despised the persons who so assiduously courted you. There - I have saved you the trouble of accounting for it; and really, all things considered, I begin to think it perfectly reasonable. To be sure, you knew no actual good of me - but nobody thinks of that when they fall in love."

C) INCIPIT ROMANZO: 

It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife.

However little known the feelings or views of such a man may be on his first entering a neighbourhood, this truth is so well fixed in the minds of the surrounding families, that he is considered the rightful property of some one or other of their daughters.

Questa è un'ironica critica alle convenzioni sociali dell'epoca: Jane Austen, a differenza della sorella, non si è mai sposata. 

Anzi, ha rifiutato una proposta di matrimonio.

E può darsi che, con le sue idee un po' contro-corrente, credesse per davvero che una ragazza di modeste finanze potesse realizzarsi senza la necessità di trovare un marito.

Jane Austen ha infatti investito sul proprio talento. 

E qui si mette in evidenza ciò che lei ritiene assurdo: non sono i giovani a porre il matrimonio come unico scopo della loro vita, quanto piuttosto la mentalità sociale che spinge i genitori, in questo caso la madre, di modeste condizioni economiche, ad aspirare per le loro figlie un uomo ricco.

D) I MATRIMONI DI QUESTO ROMANZO:

La Austen contrappone il matrimonio per convenienza economica a quello in cui due persone si scelgono con libertà e consapevolezza.

Sicuramente il matrimonio tra i Bennet non è lieto e felice.

Ma non lo è nemmeno quello tra Lydia e Mr. Wickam: il loro è un'unione indotta a seguito di una fuga avventata e attuata a causa della superficialità di entrambi. 

Con il tempo svanisce il fascino, si ritrovano a dover far fronte alle loro croniche ristrettezze economiche e, con il tempo, arrivano alla sopportazione reciproca.

Charlotte Lucas accetta la proposta di Mr. Collins per non restare sola e per migliorare la sua situazione finanziaria: la loro unione è fatta di cortesie reciproche e di convenienza. Al massimo c'è rispetto, ma non c'è amore.

Soltanto i matrimoni tra Jane e Mr. Bingley e tra Lizzy e Darcy sono fondati sull'amore.

Liz e Darcy hanno due personalità molto diverse: una vivace, sveglia e capace di auto-determinare se stessa, l'altra più cortese, posata e riservata.

E) LO STILE NEL ROMANZO:

La Austen preferisce i dialoghi alle descrizioni: infatti, soprattutto grazie ai discorsi diretti e ai piccoli dettagli, i lettori intuiscono le personalità e i comportamenti dei personaggi. 

I dialoghi sono una componente fondamentale nei libri della Austen anche perché permettono di comprendere una società le cui relazioni si fondano su calcoli, previsioni, pettegolezzi e contrattacchi.

L'ironia sociale viene trasposta in un contesto di realismo domestico.

La narrazione, anche se è in terza persona, adotta il punto di vista di Elizabeth e le sue opinioni.

Tuttavia il lettore ha la possibilità di valutare in modo critico la protagonista.


19 marzo 2026

"A new England Nun", Mary Wilkins Freeeman

Di questo racconto risultano interessanti le due contrastanti interpretazioni che alcuni critici hanno formulato, alle quali giungerò nella seconda parte del post.

Anche in questo caso, alla fine del paragrafo A) ho voluto allegare la traduzione dall'inglese all'italiano, svolta da DeepL, della mia sintesi.

A) "A NEW ENGLAND NUN"- SUMMARY:

In a dim light of a late afternoon, Louisa Ellis was sewing at her sitting room window.

Then she prepared a dish of sugared currants, another one of little cakes, some biscuits and two leaves of lettuce for dinner.

After that, the woman carried out some thin corn cakes to feed her dog Caesar.

During that evening, Joe Dagget came to visit Louisa. He had hayed all day, so he stayed for a while to natter with her and then he said goodbye. 

At this point of the tale, Wilkins Freeman specifies what kind of relationship this two characters have.

Louisa and Joe were going to be married after an engagement lasted about fifteen years, during which the man had been in Australia in order to make his fortune. When Joe returned, she felt dismayed and not glad, even if she had been loyal to him for all those years.

Louisa had to admit to herself that in the last seven years she never felt upset for her lover's absence.

Furthermore, this female protagonist didn't feel like to go in a new larger house after marriage for many reasons.

First of all, she considered Joe's mother an old grim lady who would have judged her for some hobbies like distilling essences and sewing linen seams.

In addition, Louisa was very fond of order and cleanliness.

One evening, a week before the marriage, Louisa went out to take a walk while the full moon was shining.

After a while, she sat down on a wall in a little space between several bushes of blueberries and horsebriers.

Suddenly she heard some voices and some footsteps. Louisa recognized both Joe's voice and that of Lily Dyer, a very well-liked girl in the village thy would live. Hearing their conversation, Louisa found out they had been in love with each other.

Anyway, Joe declared he didn't want to drop Louisa and, on the other side, Lily was not going to continue a relationship with an engaged man:

"You'd see I wouldn't. Honor is honor, and right's right. An' I'd never think anything of any man than went against 'em for me or any other girl; you'd find that out, Joe Dagget."

The following day she spoke to Joe claiming to have lived alone for so many years that she shrank from making a big change in her life, like a marriage.

Joe accepted her reasons and they parted in a tender and "civil" way.

Standing in the door, holding each other's hands, a last great wave of regretful memory swept over them.

13 marzo 2026

"The revolt of mother", Mary Wilkins Freeman:

6b) IL RUOLO DELLE DONNE NEI RACCONTI DI MARY WILKINS FREEMAN.

Mary Wilkins Freeman è un'autrice americana vissuta nella seconda metà dell'Ottocento.

Durante l'autunno ho avuto modo di leggere alcuni suoi racconti piuttosto lunghi.

Alla fine del paragrafo A) ho voluto allegare la traduzione dall'inglese all'italiano del mio riassunto svolta da DeepL.

A) "THE REVOLT OF MOTHER", SUMMARY:

At the beginning of the tale, an old man called Adoniram Penn, harnessed his great horse while his wife asked him why some men were digging in a field.

Adoniram told her to take care of the housework, then he slapped the reins over the horse because he was going out of the barn, but his wife Sarah insisted on knowing reasons for which those men were digging. So he replied they were building a cellar.

After that, the woman entered in the house to wash the dishes. 

While her son Sammy was going out for school, her daughter Nanny was a bit annoyed that her father was going to build another farm without informing them.

Sarah answered to her that she didn't have to complain about her father's choices because he had always guaranteed a decent life to his family so that they didn't need to find a job.

During that morning, Sarah cooked mince-pies whereas Nanny was sewing on some white cambric for her marriage.

At lunchtime, all of them were at home and, after they had eaten, they stood up and went about their work: Adoniram had to unload wood from a wagon in the yard, Sammy returned at school and Nanny went out for shopping.

Anyway, after a few minutes, Sarah called her husband in order to understand all the motives for which he decided to have another barn built. 

Additionally, Mrs Penn talked clearly to her husband: despite the fact any other family in their town hadn't had more well-being than them, she underlined poor and old furnishings of all the rooms.

Furthermore, Sarah reproached him that cow-houses and shelds were in better conditions than their children's bedroom.

After her long speech, Adoniram declared he had to go out to sort a load of gravel, proving to be completely insensitive towards his wife's thoughts and feelings.

In the meantime, the new barn was fastly in progress: it was ready for use before the end of July. 

During these days, Adoniram received a letter from his brother Hiram, who suggested him to set forth to Vermont. Over there, Adoniram would have been able to find a kind of horse he had always wanted.

After he had left, Mrs Penn began to consider her husband's absence as a guide-post of the Lord.

Having ordered the haymakers to put all the hay in the old loft, she brought all her household goods into the new barn and her children helped her, even though they were surprised about their mother's manner. 

So, the old and tiny house in which Sarah and Adoniram had lived for many years was emptied within a few hours.

A young hired man spread Sarah Penn's decisions all over the little town. 

As a consequence, each inhabitant had a different opinion about her: some considered Mrs Penn a crazy woman, some others thought instead she had a rebellious soul.

On Saturday evening, Adoniram returned with a great Canadian horse. He was astonished owing to all the changes done by his wife while he was away.

Sarah, in an absolute calm and self-confident mood, welcomed him and prepared dinner. 

After that, Adoniram went out, sat down on the step of the door and began to cry. 

Therefore, his wife touched one of her husband's shoulder to comfort him.

In the end, Adoniram promised to put up the partition in the new house and everything she desired.