7) JANE AUSTEN
Orgoglio e pregiudizio è un famoso romanzo di Jane Austen.
Io prima ho letto un adattamento in lingua inglese, poi in versione originale.
Questo libro mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmata: donne per lo più o insignificanti o stupide, tranne qualche eccezione, e uomini o fragili, o disonesti, o noiosi, oppure freddi e distaccati per buona parte della narrazione.
Un ruolo centrale, in questa narrazione lo riveste la famiglia Bennet, che vive a Longbourn, nell'Hertfordshire.
I coniugi Bennet, di modeste condizioni economiche, hanno cinque figlie.
Le elenco qui in ordine di nascita: Jane, Elizabeth, Mary, Kitty, Lydia.
Io e Matthias abbiamo discusso a più riprese a proposito di personaggi, tematiche e stile adottato dall'autrice.
Le nostre considerazioni si intrecciano, con qualche citazione.
A) I PERSONAGGI:
Comunque Mrs. Bennet è anche un'opportunista: per gran parte del romanzo afferma di detestare il carattere di Darcy e il suo modo di porsi con gli altri.
Tuttavia, a fine romanzo, quando Elisabeth le rivela di essersi fidanzata con Darcy, diviene "adulante" e ossequiosa nei confronti di questo personaggio che, nella seconda parte del libro, si rivela interiormente ricco.
Mr. George Wickam= Figlio dell'amministratore di Darcy senior, dopo la morte di quest'ultimo infrange la promessa di dedicarsi alla carriera ecclesiastica e non completa nemmeno gli studi universitari prima di entrare nell'esercito.
Kitty e Lydia= Molto simili alla loro madre, quindi molto vanitose e prive di profondità. Piccole gallinelle affascinate dagli ufficiali che, a periodi, si stabiliscono nella loro zona.
Comunque, l'autrice precisa che Kitty inizia a maturare dopo il matrimonio e la conseguente lontananza di Lydia, dato che trae benefici a frequentare Jane e Lizzy, le due sorelle maggiori.
Mr. Bennet= Non mi è dispiaciuto: è un po' ironico nei confronti delle uscite irrazionali della moglie. Si tratta di un padre più legato alle due primogenite che alle altre tre figlie ma in ogni caso non si dimostra molto capace di manifestare affetto alle figlie.
A me invece è un po' dispiaciuto: Mr e Mrs Bennet vivono "separati" sotto lo stesso tetto.
Il loro è un matrimonio disfunzionale: Mr. Bennet l'ha sposata solo per una questione di attrazione fisica.
Ma, svanita la giovinezza della signora Bennet, è svanito anche quel minimo interesse da parte di un Mr. Bennet che si comporta da "topo da biblioteca": è sempre chiuso nel suo studio, in realtà poco interessato alle dinamiche sociali e affettive a cui le figlie vanno incontro.
Mary Bennet= Ragazza poco propensa alla vita sociale, risulta molto marginale nella storia. Non sembra avere rapporti significativi nemmeno con qualche membro della sua famiglia.
È possibile che rimanga, nell'ottica di Jane Austen, senza marito per tutta la vita.
Incapace di relazionarsi, non manifesta particolari doti caratteriali né particolari talenti, infatti suona il piano in modo mediocre.
Jane Bennet= Insomma... nemmeno questa figura mi ha entusiasmata. Pur essendo una persona di buon senso, pur rivelandosi mille volte più assennata di Kitty e Lydia, l'ho trovata un po' ingenua.
Ha ragione Liz a dire che la sorella maggiore non pensa mai male di nessuno, anche quando, in alcuni episodi, sarebbe stato meglio diffidare delle intenzioni di alcune persone.
Oltre a ciò, sembra non voler entrare in contatto con i suoi stati d'animo più veri: non lotta per l'affetto che prova verso il signor Bingley, anzi, si rassegna quando il giovane viene allontanato da lei per oltre un anno dalle sorelle Bingley e dai giudizi e pregiudizi di Darcy.
Mr. Charles Bingley= Pur avendo un buon carattere e pur essendo genuino, gentile e solare, non è né forte né determinato perché si fa influenzare facilmente dalla famiglia di origine.
Condivido le tue idee su Jane e Bingley.
Tuttavia, Jane riceve la proposta di matrimonio da parte di Charles prima di Liz e, oltre a risultare un'unione coniugale felice, Jane migliora anche la propria condizione economica dato che Bingley ha una rendita di cinquemila sterline l'anno.
Mr. Collins= Cugino di Mr. Bennet, si rivela noioso e pedante quando si reca a casa della famiglia. Fa una proposta di matrimonio a Elizabeth ma viene rifiutato.
Poco tempo dopo, si sposerà con Charlotte, un'amica di Liz Bennet.
Mr Collins è anche servile: dato che Lady Catherine De Bourgh, zia di Darcy, gli ha concesso un beneficio ecclesiastico, durante i momenti conviviali con la famiglia Bennet la esalta spesso per la generosità.
Charlotte Lucas: Dal momento che non è ricca né affascinante accetta la mano del signor Collins soltanto per "salvarsi dalla condizione di zitella".
Lady Catherine De Bourgh= Si tratta in realtà di una donna arrogante, troppo fiera della propria condizione sociale elevata e insensibile quando si ritrova a commentare i punti deboli delle ragazze Bennet, in particolar modo, quelli di Mary e di Elizabeth.
Anne De Bourgh= Figlia di Lady Catherine, viene descritta dall'autrice come "pallida e gracile". Ha una personalità agli antipodi della madre, che vorrebbe combinare un matrimonio tra lei e Darcy.
Fitzwilliam Darcy= Ammetto che si tratta della figura maschile più significativa di Orgoglio e Pregiudizio. Per tutta la prima parte del romanzo l'ho trovato altèro, presuntuoso e troppo sicuro di sé, soprattutto in relazione alla sua condizione sociale: la sua tenuta a Pemberley rende diecimila sterline l'anno.
All'inizio è attratto da Elizabeth Bennet ma, per mesi, nasconde il proprio sentimento con il pretesto delle differenze di condizioni sociali e dando forse troppa importanza ai comportamenti socialmente imbarazzanti della signora Bennet e delle sue ultime tre figlie durante i balli di società.
Lizzy rifiuta la proposta di matrimonio di Darcy, condizionata dall'opinione negativa che leo stessa si è fatta ancora prima di conoscerlo bene e a seguito di un dialogo con Mr. Wickam.
Lei non soltanto ritiene Darcy antipatico e sprezzante ma è anche profondamente offesa per il fatto che Mr. Darcy si sia intromesso tra Jane e Charles, contribuendo a farli allontanare: "I felt that you were the last man in the world whom I could ever be prevailed on to marry".
In realtà, nel corso della storia, Fitzwilliam Darcy diventa una figura che impara a riconoscere i propri limiti e che media nelle dinamiche interpersonali altrui: non solo risolve la situazione irregolare, considerata scandalosa duecento anni fa, di Lydia, ma spinge l'amico Charles Bingley a tornare da Jane per dichararsi.
Ammetto che, nel corso di una prima lettura, ho vissuto dentro di me lo stesso percorso di Elizabeth: per un po' di pagine Darcy mi irritava, poi ho provato sempre più stima per la sua generosità e il suo senso di integrità.
Giorgiana Darcy= Sorella minore di Fitzwilliam, è una ragazza timida e riservata che instaura un ottimo rapporto con Elizabeth.
Inoltre, Giorgiana sa suonare molto bene il piano e, da adolescente, è stata ingannata da Mr. Wickam che non è mai stato innamorato di lei ma ha tentato di circuirla progettando una fuga, dato che era interessato solo alla dote.
Mr. e Mrs. Gardiner= Sono gli zii delle sorelle Bennet. Sono affabili e hanno un ottimo rapporto con Lizzy, con cui viaggiano nelle Contee del nord. Sono borghesi di buone condizioni economiche. Tra l'altro sono anche protettivi nei confronti di questa loro nipote: non appena si accorgono che ha un buon rapporto di Mr. Wickam, la avvertono così:
"You are too sensible a girl, Lizzy, to fall in love merely because you are warned against it; and, therefore, I am not afraid of speaking openly. Seriously, I would have you be on your guard. Do not involve yourself, or endeavour to involve him in an affection which the want of fortune would make so very imprudent. I have nothing to say against him; he is a most interesting young man; and if he had the fortune he ought to have, I should think you could not do better. But as it is - you must not let your fancy run away with you. You have sense, and we all expect you to use it. Your father would depend on your resolution and good conduct, I am sure. You must not disappoint your father."
In realtà Lizzy non è innamorata di Mr. Wickam, prova, per un periodo limitato, stima e simpatia per lui, credendo alle sue bugie sulla famiglia Darcy.
Elizabeth Bennet= Protagonista femminile del romanzo che ho apprezzato molto: è sincera, intelligente e sa far valere le proprie ragioni dal momento che è sveglia e determinata. Mi sono vista abbastanza simile a lei. Le sue battute taglienti, nella prima metà del romanzo, vengono spesso indirizzate a Darcy.
Mi è poi piaciuto il fatto che, gradualmente, sapesse mettere in discussione le proprie idee.
Per me invece è l'eccesso di fiducia in se stessa e nelle proprie capacità critiche a renderla piena di pregiudizi, superba e a considerarsi "sopra le righe" o comunque, "migliore degli altri".
Il suo sarcasmo risulta di tanto in tanto fastidioso e poi... si offende eccessivamente per un commento che Darcy fa a proposito di lei quando la vede per la prima volta in società.
Ha avuto ragione a risentirsene, io avrei reagito probabilmente allo stesso modo!
B) RIFLESSIONI SUL TITOLO:
Secondo te "Pride and Prejudice" si riferiscono ad un solo protagonista o ad entrambi?
Il pregiudizio non riguarda soltanto Elizabeth ma anche Darcy che, pur avendo una buona opinione di Jane, crede, erroneamente, che non sia affatto interessata a Bingley.
Jane Bennet mi ricorda lontanamente la figura di Elinor in "Ragione e Sentimento" che, pur avendo una personalità più forte e pur essendo più intelligente, non lascia trasparire tanto quel che prova per Mr. Ferrars a causa della sua razionalità.
Ad ogni modo, sia Darcy sia Elisabeth alla fine del libro si ravvedono dei loro comportamenti:
Elizabeth's spirits soon rising to playfulness again, she wanted Mr. Darcy to account for his having ever fallen in love with her. "How could you begin?" said she. "I can comprehend your going on charmingly, when you had once made a beginning; but what could set you off in the first place?"
"I cannot fix on the hour, or the spot, or the look, or the words, which laid the foundation. It is too long ago. I was in the middle before I knew that I had begun."
"My beauty you had early withstood, and as for my manners - my behaviour to you was at least always bordering on the uncivil, and I never spoke to you without rather wishing to give you pain than not. Now be sincere; did you admire me for my impertinence?"
"For the liveliness of your mind, I did."
"You may as well call it impertinence at once. It was very little less. The fact is, that you were sick of civility, of deference, of officious attention. You were disgusted with the women who were always speaking and looking, and thinking for your approbation alone. I roused, and interested you, because I was so unlike them. Had you not been really amiable, you would have hated me for it; but in spite of the pains you took to disguise yourself, your feelings were always noble and just; and in your heart, you thoroughly despised the persons who so assiduously courted you. There - I have saved you the trouble of accounting for it; and really, all things considered, I begin to think it perfectly reasonable. To be sure, you knew no actual good of me - but nobody thinks of that when they fall in love."
C) INCIPIT ROMANZO:
It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife.
However little known the feelings or views of such a man may be on his first entering a neighbourhood, this truth is so well fixed in the minds of the surrounding families, that he is considered the rightful property of some one or other of their daughters.
Questa è un'ironica critica alle convenzioni sociali dell'epoca: Jane Austen, a differenza della sorella, non si è mai sposata.
Anzi, ha rifiutato una proposta di matrimonio.
E può darsi che, con le sue idee un po' contro-corrente, credesse per davvero che una ragazza di modeste finanze potesse realizzarsi senza la necessità di trovare un marito.
Jane Austen ha infatti investito sul proprio talento.
E qui si mette in evidenza ciò che lei ritiene assurdo: non sono i giovani a porre il matrimonio come unico scopo della loro vita, quanto piuttosto la mentalità sociale che spinge i genitori, in questo caso la madre, di modeste condizioni economiche, ad aspirare per le loro figlie un uomo ricco.
D) I MATRIMONI DI QUESTO ROMANZO:
La Austen contrappone il matrimonio per convenienza economica a quello in cui due persone si scelgono con libertà e consapevolezza.
Sicuramente il matrimonio tra i Bennet non è lieto e felice.
Ma non lo è nemmeno quello tra Lydia e Mr. Wickam: il loro è un'unione indotta a seguito di una fuga avventata e attuata a causa della superficialità di entrambi.
Con il tempo svanisce il fascino, si ritrovano a dover far fronte alle loro croniche ristrettezze economiche e, con il tempo, arrivano alla sopportazione reciproca.
Charlotte Lucas accetta la proposta di Mr. Collins per non restare sola e per migliorare la sua situazione finanziaria: la loro unione è fatta di cortesie reciproche e di convenienza. Al massimo c'è rispetto, ma non c'è amore.
Soltanto i matrimoni tra Jane e Mr. Bingley e tra Lizzy e Darcy sono fondati sull'amore.
Liz e Darcy hanno due personalità molto diverse: una vivace, sveglia e capace di auto-determinare se stessa, l'altra più cortese, posata e riservata.
E) LO STILE NEL ROMANZO:
La Austen preferisce i dialoghi alle descrizioni: infatti, soprattutto grazie ai discorsi diretti e ai piccoli dettagli, i lettori intuiscono le personalità e i comportamenti dei personaggi.
I dialoghi sono una componente fondamentale nei libri della Austen anche perché permettono di comprendere una società le cui relazioni si fondano su calcoli, previsioni, pettegolezzi e contrattacchi.
L'ironia sociale viene trasposta in un contesto di realismo domestico.
La narrazione, anche se è in terza persona, adotta il punto di vista di Elizabeth e le sue opinioni.
Tuttavia il lettore ha la possibilità di valutare in modo critico la protagonista.
























