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29 aprile 2026

Il feudalesimo e la funzione dei castelli nell'Alto Medioevo:

10) STORIA DEI CASTELLI DALL'ETA' TARDO-ANTICA AL BASSO MEDIOEVO

Come spiegare ai ragazzini di prima media argomenti molto complessi come l'età feudale, la nascita e lo sviluppo dei castelli?

Ecco come ho organizzato io i contenuti in modo semplice e incisivo, per quattro lezioni (due settimane), corrispondenti alle lettere dei paragrafi.

Con questo post ci tengo anche a dimostrare quanto la storia e la geografia siano legate.

Prerequisiti: Pipino il Breve, Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero e la Scuola Palatina.

Periodo dell'anno scolastico: fine gennaio-inizio febbraio.

A) DA POITIERS A CARLO MAGNO- RIEPILOGO LEZIONE 1:

In questa fase iniziale credo sia utilissimo ripassare gli eventi che precedono il Feudalesimo.

A mio avviso diviene dunque fondamentale commentare una linea del tempo, in modalità "lezione dialogata", ricordando dapprima l'espansione degli Arabi in Europa dopo la morte di Maometto e l'elezione di Pipino il Breve a re dei Franchi che riceve la consacrazione da Papa Stefano II°.

In questa timeline manca un'altra data piuttosto importante: il 757, anno in cui Pipino scende in Italia e sconfigge i Longobardi, stipulando con loro un accordo che re Desiderio, alcuni anni dopo, infrange: infatti questo sovrano attacca i territori che appartenevano alla Chiesa.

Carlo Magno scende in Italia, conquista Pavia, capitale longobarda, e annette i territori della nostra penisola al suo regno.

Nella notte di Natale dell'anno 800, papa Leone incorona Carlo Magno, sovrano del Sacro Romano Impero.

Gli aggettivi sacro e romano derivano dalla convinzione di molti suoi contemporanei, che lo ritenevano una figura a cui era stato affidato da Dio il compito di ricostituire l'Impero d'Occidente.

E qui ci sono alcune domande di riepilogo anche sulla Scuola Palatina, fondata per volere di Carlo Magno:

https://www2.edu.lascuola.it/edizionidigitali/IlGrandeGioco/Vol1/StoriaGame/con-carlomagno/index.html#/lessons/_vsY9v4aIa5xImxWLoHe3hqqERlLob_n

1) Segue poi l'analisi di una miniatura che ritrae Carlo Magno:


a) Com'è vestito l'imperatore?

b) Come ritieni l'espressione del viso?

c) Tra le mani, Carlo Magno tiene un globo e uno scettro. A che cosa rimandano questi oggetti regali?

  • Ai suoi desideri di conquista.
  • Al legame con tutti i popoli conquistati.
  • Al controllo dei territori imperiali e al potere regale.
Confronto finale in classe con l'insegnante.

(tempistiche: 35 minuti circa per rievocare gli eventi della "timeline", 17-20 circa per l'analisi della miniatura).

B) L'IMPERO CAROLINGIO DOPO CARLO MAGNO- LEZIONE 2:

Cosa succede dopo la scomparsa di Carlo Magno?

Ricorrerei ad una mia presentazione multimediale per spiegarlo.

Alla morte di Carlo Magno (814), sale al trono il figlio Ludovico il Pio, sovrano che si rivela profondamente religioso. 

Dopo il regno di Ludovico il Pio, l'Impero viene suddiviso fra i tre figli Lotario, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico.

Nessuno dei tre discendenti di Ludovico il Pio intendeva, naturalmente, rinunciare alla propria zona.

Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si alleano contro Lotario firmando i Giuramenti di Strasburgo (842).

Questi accordi non sono stati scritti né pronunciati in latino, lingua riservata ormai soprattutto agli studiosi e al clero. 

Infatti, per farsi comprendere dai rispettivi eserciti, Carlo il Calvo, di lingua francese antica, ha giurato in antico alto tedesco mentre Ludovico il Germanico nella lingua del fratello.

L'anno successivo, alla fine di una breve guerra, viene stipulato il Trattato di Verdun, occasione in cui Lotario accetta di riconoscere la suddivisione dell'Impero Carolingio in tre regni distinti.

Lotario viene riconosciuto formalmente imperatore di tutti i territori.

Qui risulta stimolante leggere e analizzare, in modo individuale per pochi minuti e poi in un confronto a coppie, una fonte storica in modalità di mini-comprensione critica del testo, seguita dall'osservazione di due cartine a confronto.

2a) Nitardo, Storia dei figli di Ludovico il Pio, IX° secolo:

Dunque a metà giugno, di giovedì, presso la città di Macon, in un'isola detta Ansilla (Francia), Lotario, Ludovico e Carlo, ciascuno con un ugual numero di grandi funzionari, si riunirono e si giurarono reciprocamente di conservare la pace tra loro a partire da quel giorno e di dividere, sotto giuramento, in un placito che i loro fedeli avevano fissato, tutto il regno in tre parti, per quanto possibile uguali, ad eccezione della Langobardia, della Baviera, e dell'Aquitania. La scelta delle parti del regno doveva spettare a Lotario e ciascuno di loro doveva garantire agli altri la parte che avrebbero avuto.

Preciso che i territori della Langobardia, della Baviera e dell'Aquitania erano già stati assegnati ai tre fratelli da Ludovico il Pio prima della sua morte.

a) Chi sono i protagonisti di questo passo e che cosa decidono di fare?
b) In quale regione si trova la cittadina di Macon? 
c) Cosa significa la parola "placito"
d)A quali attuali regioni europee corrispondono la Baviera, la Langobardia e l'Aquitania?

Cartine nel tempo:


La lezione proseguirebbe con l'osservazione attenta di due cartine, da analizzare ricorrendo alla modalità della "lezione frontale dialogata". 
 
Questa è anche una cartina linguistica oltre che geografica. 

Nel nostro continente erano già nate le lingue volgari (vulgus=popolo). 

La divisione dei regni è la seguente:
  • A Carlo il Calvo spetta la Francia Occidentale.
  • A Lotario va l'Italia settentrionale e centrale (prende anche il titolo di "Re d'Italia"), oltre ad una striscia che, attualmente, comprende città sia tedesche sia francesi.
  • Ludovico il Germanico diventa re dei Franchi orientali.

Qualche secolo prima, ovvero, dopo la morte di re Clodoveo (511), il Regno dei Franchi era stato frammentato dai suoi figli in tre macro-regioni: 
  • Austrasia
  • Neustria 
  • Burgundia  
2b) A quali stati moderni corrispondono i territori ereditati dai tre figli di Clodoveo?

(tempistiche: 17 - 18 minuti per la spiegazione sui "Giuramenti di Strasburgo"/15-17 minuti max. per la comprensione del testo su Nitardo, altri 15-16 circa per le cartine).

C) L'EUROPA FEUDALE -LEZIONE 3:

IX° e X° secolo d.C. 

L'Europa vive un periodo di instabilità politica e di guerre locali. Infatti il nostro continente era attraversato da popolazioni straniere ed aggressive che saccheggiavano città e villaggi.  

Tra questi i Saraceni, gli Ungari e i Normanni.


Personalmente ritengo che qui sia necessario farli riflettere, sempre tramite la lezione-dialogo, per creare un collegamento cronologico.

3) Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e con la fine dell'età antica sono emerse delle popolazioni barbariche aggressive e abili nel combattimento. Ricordate quali? (sono due).

A questo punto, in modo individuale e autonomo, gli alunni dovrebbero riassumere, in una tabella, i tratti più salienti di entrambe le popolazioni (attività economiche, tecniche militari, religione, personaggi importanti), sottolineandone le somiglianze.


Ad ogni modo, nei vari regni del IX° secolo, il potere del re era  indebolito, mentre i vassalli approfittavano per rafforzare il loro, appropriandosi di terre concesse loro dai sovrani.

Il feudo è quindi la terra, il feudatario la governa e la amministra, il feudalesimo è un sistema politico, sociale ed economico fondato sul possesso della terra.

L'877 è anno in cui si stabilisce l'ereditarietà dei possedimenti dei vassalli che, per tutelarsi dalle invasioni straniere, fanno costruire dei villaggi fortificati, ovvero, circondati da palizzate dapprima di legno e poi di pietra, al cui centro si stagliano i castelli, spesso costruiti in cima ad una collina con duplice scopo:
  • difesa militare
  • controllo del territorio.
I primi castelli erano fatti di legno e, solo a partire dal secolo XI° vengono edificati in pietra.

4a) Gli alunni dovrebbero concentrarsi sui limiti che può avere una struttura architettonica interamente in legno.
Darei importanza alle loro supposizioni trascrivendole alla LIM e formando quindi una mappa.


Attorno ad un castello si scavava abbastanza spesso un fossato riempito d'acqua. Per entrare nella residenza era quindi necessario percorrere un ponte levatoio.

4b) Conoscete, o avete visitato in Italia, un castello circondato da un fossato?

Assegnerei una ricerca storica piuttosto sintetica, da svolgere individualmente a casa e da presentare, nella successiva interrogazione, preferibilmente in forma di "carta di identità del castello..." a partire da un elenco di castelli italiani fornito da me.

La carta d'identità del castello dovrà necessariamente includere questi dati:

A) Nome del castello.
B) Dove si trova (città, provincia, regione e posizione geografica)
C) Secolo di costruzione.
D) Stato di conservazione (castello in rovine o ristrutturato?).
E)Materiale di costruzione.
F) Ci sono torri? Ci sono ponti levatoi? 
G) Funzione originaria (Militare? Residenziale?Amministrativa?)
H) Eventi storici che hanno coinvolto la zona del castello (Battaglie? Accordi politici? Trasformazione da residenza nobiliare a museo per turisti?)
I)Eventuali leggende e storie locali legate al catello.

Il terreno tra il castello e la palizzata comprendeva le fattorie, i campi coltivabili e il bosco.

*A differenza delle curtes, nelle terre feudali c'era anche la possibilità, per i contadini, di possedere una terra che poteva anche essere venduta.


I contadini che vivevano nel feudo, dipendevano dal proprietario del castello che assicurava la protezione dai popoli nemici mentre loro garantivano lo svolgimenti dei lavori agricoli, corvées comprese.

Corvées= prestazioni straordinarie di lavoro non retribuito.

(tempistiche: 25 minuti circa sia per illustrare il contesto di instabilità politica dei secoli IX°-X° e per ricordare Unni e Germani/15 minuti max. per l'edificazione dei castelli, altri 13-14 minuti circa per ampliare i confronti tra i castelli medievali, le villae romane, le curtes e i lavori agricoli).

D) I BLOCCHI SOCIALI DELLA SOCIETÀ FEUDALE-LEZIONE 4:


A questo punto dell'Unità di apprendimento mi piacerebbe portare anche "Dentro il castello", un albo illustrato preso dai miei ricordi di diversi anni fa, che può far comprendere come si viveva all'interno di un castello tra i secoli IX° e XI°.
Molte pagine dell'albo illustrato verranno proiettate sulla LIM.

In seguito, proporrei a tutti alcune domande utili al ripasso (organizzate sempre con il supporto di "Pan-quiz"):


La società feudale era basata su rapporti di fedeltà e, dal momento che si riteneva che Dio avesse stabilito per ogni vivente la condizione sociale, si trattava di una società rigida, senza possibilità di evoluzione.

Esistevano tre grandi blocchi sociali: 
  • il clero (oratores), che aveva il compito di pregare, 
  • la nobiltà (bellatores), che difendeva il popolo 
  • chi lavorava (laborantes), tenuto a fornire i beni necessari a tutti.

I signori feudali avevano dei figli cavalieri, di solito, dal secondogenito in avanti, dato che il primo era destinato al matrimonio. 
Essere cavalieri significava mettersi al servizio o di un signore feudale oppure di un'istituzione ecclesiastica (monastero o sede vescovile).

Per diventare cavalieri erano necessari: 
  • L'investitura da parte di un cavaliere più anziano.
  • La benedizione di un membro del clero, chiamata "cerimonia di vestizione", che rendeva sacre le armi del cavaliere.
  • La promessa di combattere per garantire la giustizia e difendere i più deboli, tra cui donne e bambini.

24 aprile 2026

Oceano Pacifico, Oceano Indiano e Oceano Atlantico:

Continuo l'argomento relativo alle acque del nostro pianeta, rivelandovi ovviamente, come ho fatto la scorsa settimana, le modalità con le quali lo presenterei a dei pre-adolescenti.

Le restanti due ore saranno un mix tra spiegazioni frontali e attività di approfondimento cooperativo.

O) QUIZ RIEPILOGATIVO SUGLI ARGOMENTI DELLA LEZIONE PRECEDENTE:

Ho creato e impostato alcune domande su "Panquiz", un'App che ci è stata suggerita durante un breve corso di questa abilitazione che era denominato "Informatica a supporto della didattica".

Blogger mi consente solo di riportarlo in Jpeg, ma è possibile sia inoltrare il link su piattaforme istituzionali scolastiche sia incollarlo su presentazioni multimediali.

(Tempo stimato: circa 4-5 minuti)

A) OCEANO PACIFICO:

Proseguirei l'Unità di apprendimento con una presentazione relativa innanzitutto all'Oceano più grande del mondo, che ospita peraltro un'immensa varietà di specie marine. 

Eccovene elencate alcune: pesce-pagliaccio, lontre di mare, delfini, otarie, seppie, megàttere, plancton, squali, sardine e salmoni.

L'Oceano Pacifico è il più profondo del nostro pianeta: al di sotto del livello del mare si trovano coralli, anemoni e foreste di alghe alte anche 55 metri.

Fondamentale è rilevare la "Cintura di Fuoco", una zona di vulcanica che si estende per circa quarantamila chilometri.

In questa zona si verificano circa il 90% dei fenomeni sismici e proprio qui si trova il 75% di vulcani attivi del nostro pianeta.

E si tratta di eruzioni esplosive, non effusive.

Da molti milioni di anni, nella Cintura di Fuoco, le placche oceaniche scivolano al di sotto delle placche continentali e, ogni volta che una placca si inabissa sotto l'altra, le rocce del mantello terrestre si fondono e costituiscono il magma che risale in superficie.

*Dal momento che questa parte introduttiva all'Oceano Pacifico risulta  legata all'Unità Didattica su vulcani e terremoti, suddividerei la classe a gruppi di massimo quattro componenti. 

A ciascuno assegnerei delle specifiche attività di approfondimento, da sviluppare a casa:

-Create una presentazione del Kilauea, un vulcano delle Hawaii che erutta molto frequentemente: come si è formato, che tipo di vulcano è, qual'è l'altitudine sul livello del mare, le coordinate geografiche in cui si trova (latitudine e longitudine), quando si è verificata l'ultima eruzione e quale è stata invece quella più dannosa, in quali specie consiste e che cosa determina la diversità botanica attorno a questo vulcano.

-Costruite una presentazione multimediale o una video-presentazione (al massimo 10 slides), con immagini e cartine geografiche, relative al catastrofico terremoto in Cile del 1960.

-Elaborate un approfondimento sul terremoto di Tohoku in Giappone, indicando prima di tutto l'esatta zona geografica in cui è avvenuto e la magnitudo. Quali sono stati gli effetti e le conseguenze? Soffermatevi poi sui tipi di tecnologie che, attualmente, consentono ai giapponesi di ridurre l'impatto del terremoti.

-Soffermatevi sull'Isola di Pasqua, patrimonio mondiale dell'Umanità dal 1995: dove si trova? Com'è il clima? Quando è stato scoperta dagli europei? La vegetazione ha subito cambiamenti nel corso del tempo?

-Approfondite la Fossa delle Marianne, profonda circa undicimila metri. In particolar modo, l'elaborato dovrà concentrarsi su come si è formata e sulla storia delle esplorazioni della zona.

A me invece andrebbe il compito di trattare gli arcipelaghi più famosi di questo vastissimo oceano.

Hawaii:

Si tratta di un arcipelago vulcanico nel Pacifico Centrale, a quattromila chilometri dalle coste della California, tra i 23° e i 18° nord di latitudine.

Il clima è tropicale, per cui abbiamo una stagione secca la cui temperatura è intorno ai 29°-30°C e una umida e piovosa ma non certamente fredda (17°C).

Le coste delle isole hawaiane possono essere rocciose, non solo sabbiose. 

Inoltre, il paesaggio risulta variegato dal momento che sono presenti sia le foreste pluviali sia montagne alte e rocce basaltiche.

Le Galàpagos:

Si tratta di un arcipelago vulcanico situato a circa 956 chilometri di distanza dalle coste Ecuadoriane.

Il clima è tropicale e queste isole presentano spesso coste frastagliate. 

I tipi di vegetazione più ricorrenti sono le mangrovie e le felci.


Arcipelago Tonga:

Queste isole si trovano nel Pacifico sud-occidentale, tra i 17° e i 23° sud di latitudine.


Si tratta di ben centocinquanta isole vulcaniche costituite da lagune e scogliere la cui economia è prevalentemente agricola.

Le temperature medie vanno dai 23°C ai 30°C: sebbene gli inverni rigidi e le nevi non appartengano a questa zona, si verificano comunque molti cicloni violenti.

(Tempo stimato: 12-13 minuti)

B) OCEANO INDIANO:

La Corrente oceanica globale scorre qui molto velocemente, circa quindici milioni di tonnellate d'acqua al secondo.

In questo oceano esistono circa 25 mila isole tropicali.

Anche la fauna di queste acque è molto eterogenea. Ci sono infatti il polpo venato, i calamari, tonni, delfini, balene, tartarughe marine, capodogli e serpenti di mare (velenosi).

A questo punto introdurrei il "mega-problema" dell'inquinamento delle acque: circa due milioni di tonnellate di plastiche prodotte dai paesi del sud-est asiatico vengono trasportate ogni anno fino ai fondali di questo oceano.

Assegnerei una comprensione testuale da svolgere a coppie sul seguente testo di carattere informativo-espositivo. E questa per loro può costituire una guida allo studio.

La procedura è la seguente:

- io leggo per tutti l'articolo e gli alunni sottolineano ciò che ritengono importante.

-Individualmente rispondono alle tre domande.

-Si confrontano con un compagno sul contenuto del testo e sulle risposte date.

La plastica impiega centinaia di anni a decomporsi e compromette gravemente la qualità di vita delle specie marine che la ingoiano.

Oltretutto, allarmante è considerare che possono entrare anche nel regime alimentare di noi europei dato che la Corrente Oceanica globale trasporta i rifiuti in tutti gli oceani.

Terminerei di descrivere l'Oceano Indiano con una mia sintetica presentazione su Maldive e Seychelles.

Maldive:

Si tratta di un arcipelago costituito da ben milleduecento isole, di cui solo duecento risultano abitabili e abitate.

La loro latitudine comprende dai 7°N a 1°S (rispetto all'Equatore).

Molte di queste isole sono costituite da sabbia corallina, da palme e mangrovie oppure da sabbie derivate dall'erosione di coralli.

Gli atolli, a forma di anelli, derivano dallo sviluppo di antichi coralli su vulcani sprofondati.

Le Seychelles:

Sono i resti ancora visibili dell'antichissima mega-placca chiamata Gondwana.


Situate tra i 4°N e i 10°S di latitudine, alcune di queste isole sono costituite da montagne di granito antico oppure da coralli.


(Tempo stimato: circa 30 minuti. Venti circa per la mini-comprensione testuale e altri dieci per le mie spiegazioni).

C) OCEANO ATLANTICO:

La Corrente Oceanica Globale si sposta poi dall'Oceano Indiano all'Oceano Atlantico Meridionale.

Anche qui: termino io illustrando alcuni arcipelaghi di questo oceano che separa noi dalle Americhe.

Isole Falkland:

In questo arcipelago le coste, alte e rocciose, sono colpite quasi sempre da onde alte in ogni periodo dell'anno e da venti sferzanti e gelidi.

Situate ad este della Patagonia meridionale, si trovano ad una latitudine compresa tra i 51° e i 53° S.

Capo Horn:

Si tratta dell'estremità più meridionale del Cile.

I venti, su queste coste, si sono intensificati a causa dei cambiamenti climatici. Su queste coste le orche, pesci enormi e aggressivi, possono arenarsi oppure cacciare specie più piccole.

Costa brasiliana e Mar dei Caraibi:

Il paesaggio è qui costituito prima di tutto dalle foreste di mangrovie, già tipiche del sud-est asiatico, che si estendono lungo le rive del Rio delle Amazzoni.

La corrente del Rio delle Amazzoni trasporta tonnellate di foglie in decomposizione per circa tremila chilometri lungo le coste del Brasile fino al Mar dei Caraibi, dove prosperano i coralli.

Tuttavia, la crisi climatica sta provocando anche il riscaldamento del mare caraibico. Negli ultimi due anni, l'aumento di 1°-2°C ha minacciato la sopravvivenza di alghe e coralli, anche perché gli uragani violenti stanno divenendo più frequenti.

Una volta percorsa la zona dell'America Meridionale, la Corrente Oceanica Globale attraversa molto velocemente le coste della Florida e di New York e poi si divide in due bracci: verso est, cioè, verso le Azzorre, e verso il Nord Europa, dove porta acqua più calda all'Artico.

Azzorre:

Situate in mezzo all'Atlantico (fra i 36° e i 39°N), nelle Azzorre è purtroppo giunto, a causa dell'innalzamento delle temperature, lo squalo-balena che si nutre soprattutto di tonni.

L'umidità in questo arcipelago è elevata e il vento è presente soprattutto nelle isole più ad ovest (come Flores).

(Tempo stimato: circa 10 minuti).

La terza ora che dovrò investire su questo argomento sarà dedicata all'esposizione, all'ascolto e alla valutazione delle attività di approfondimento proposte nel Paragrafo A).

Griglie, criteri e strumenti di valutazione (molto simile a quella che ho inventato di mio quest'autunno e di cui mi sono servita nel corso di questo anno scolastico):

Contenuti: Il gruppo ha risposto a tutti i punti richiesti e le immagini aiutano la comprensione dell'argomento?  (punti max: 4) 

Correttezza: I dati riportati sono precisi? (punti max: 3)

Esposizione: La presentazione è esauriente e ben strutturata? (punti max: 3)

17 aprile 2026

Oceano Artico e Oceano Antartico:

*A preparare una lezione di italiano per una classe di scuola secondaria di primo grado impiego al massimo 45 minuti. D'altra parte è la disciplina in cui mi sono specializzata con la tesi di laurea. 

Un'importantissima e intrigante sfida di quest'anno scolastico, per me che sono ancora una neo-insegnante, è consistita nell'impostazione delle lezioni di storia e geografia. 

Chiaramente le mie competenze in queste due materie sono solide e approfondite. Tuttavia, per organizzare argomenti, contenuti e attività di entrambe le discipline, allo stato attuale impiego circa due ore, dal momento che voglio rendere le unità di apprendimento accattivanti e affascinanti per i miei ragazzi. 

Per quest'anno ci sono riuscita! Non solo: ho scoperto che mi piace moltissimo insegnare anche storia e geografia.

L'esame di giugno, al termine di questo percorso di abilitazione che ho intrapreso a fine inverno, richiede anche la presentazione di metodologie didattiche per strutturare un'unità didattica e di apprendimento.

Comunque... ho iniziato il percorso da timidinaInfatti all'inizio mi scrivevo le opinioni e le riflessioni su un quaderno a proposito dei contenuti delle lezioni. 

Con Didattica della Letteratura Italiana e con Antropologia (mini-corso sul razzismo nei contesti scolastici) ho iniziato a partecipare molto attivamente, suscitando anche dibattiti e discussioni tra me e altri corsisti durante questi laboratori in presenza (mai accaduto prima di questo periodo, nemmeno quando ero studentessa magistrale in Lettere). 

È davvero molto impegnativo ma mi sta piacendo.

Più avanti, quando avrò concluso il percorso abilitante, vi proporrò qualche modalità di organizzazione delle lezioni di italiano e, oltre a questo, mi piacerebbe riuscire a proporvi una mia riflessione piuttosto articolata, sul "Documento Falcucci" (1975) pro-inclusione scolastica.

9) LE ACQUE DEL NOSTRO PIANETA:

Su questo argomento del programma si potrebbe senza ombra di dubbio impostare un'Unità di Apprendimento che connetta profondamente la geografia con l'Educazione civica.

Per incasellare bene i contenuti nei seguenti paragrafi, ho anche seguito un documentario su Netflix prendendo appunti.

Ecco come organizzerei i contenuti, da trattare in tre ore di geografia e quindi, in una settimana e mezza. 

Attività programmata per una classe prima media intorno alla metà di febbraio.

Prerequisiti: distinguere i mari dagli oceani e conoscenza pregressa delle fasce climatiche del nostro Pianeta.

0)  LE CORRENTI:

Le correnti marine sono enormi masse d'acqua che si spostano da un oceano all'altro.

Le correnti calde provengono dall'Equatore e si dirigono verso i Poli, mentre quelle fredde provengono dai Poli e vanno verso l'Equatore.

Queste correnti subiscono inoltre l'influsso del moto di rotazione terrestre.

-Immediatamente dopo questa brevissima introduzione seguirebbe un link che rimanda ad un gioco in cui si propone agli alunni di collocare su una cartina muta i nomi delle distese oceaniche e dei continenti. 

https://www.geoguessr.com/it/vgp/3188

(Tempo stimato: 3 minuti)

A) ARTIDE E DINTORNI:


-Rapido brainstorming sul "Polo Nord": idee, sostantivi e aggettivi che i ragazzi collegano a questa zona del nostro pianeta. 
Posso trascrivere sulla LIM tutto ciò che mi riferiscono, in modo tale da organizzare con loro un primo schema di idee.

Poi passerei alle specie della fauna e alle caratteristiche climatiche, presentate tramite strumenti multimediali.

Al Polo Nord la fauna comprende soprattutto orsi polari e volpi artiche. Curioso è tenere presente che esistono alcune forme di vita anche sotto le lastre di ghiaccio, come ad esempio la lumaca di mare e gli unicorni di mare.

Il mutamento climatico riscalda la Corrente Oceanica: questa porta aria atlantica che riscalda l'Artide. 

Il fenomeno appena enunciato comporta lo scioglimento delle calotte polari e un pericolo di vita per alcune specie animali.

L'effetto del clima in cambiamento è evidente soprattutto considerando l'arcipelago delle Isole Svalbard che si trova nell'Alto Artico, tra i 74° e gli 81° Nord di latitudine: nel luglio 2020 gli studiosi hanno registrato temperature vicine ai 20°C per quattro giornate consecutive.

Nel 2024, le Svalbard hanno perso oltre 61 giga-tonnellate di ghiaccio. Rispetto agli anni Settanta, le temperature in questa zona sono aumentate di circa 5°C.

I residenti in queste isole sono poco meno di tremila e praticano soprattutto la pesca e, nel periodo della prima colonizzazione, l'estrazione di carbone.

Recentemente però il turismo ha sperimentato un notevole aumento.

Nelle Svalbard gli inverni sono molto lunghi e molto rigidi, con punte fino a -35°C. 

Il disgelo parziale avviene solo in estate, unica stagione in cui le temperature salgono sopra lo zero soprattutto per quel che concerne le zone costiere, grazie all'influsso di un ramo della Corrente del Golfo.

In questo arcipelago non crescono alberi, solo muschi e licheni.

Qui inoltre, la notte polare dura da novembre a gennaio: in questo periodo il sole non sorge mai e risulta frequente il fenomeno delle aurore boreali che, di tanto in tanto, interrompono il buio totale.

Tra aprile e agosto invece, il sole non tramonta mai.

L'Islanda, isola vulcanica collocata a 63°N di latitudine, presenta un clima oceanico freddo nella zona meridionale: qui gli inverni sono molto freddi mentre le estati molto umide e quindi piovose. 

Nell'Islanda settentrionale, come nelle Isole Svalbard, le precipitazioni consistono esclusivamente in nevicate e quindi il clima è polare.

*A questo punto proporrei ai ragazzi dapprima di creare individualmente una mappa sintetica relativa ad un certo clima del nostro pianeta le cui caratteristiche risultano opposte rispetto al clima polare, poi di confrontarsi a tal proposito con il vicino di banco.

In tutta l'isola, comunque, le temperature risultano basse per tutto l'anno.

La fascia polare inoltre risente dell'inquinamento per molte ragioni:

  • Aumento del passaggio di navi.
  • Il trasporto, da parte della Corrente Oceanica Globale, di plastiche e rifiuti derivati da altri oceani che compromettono la durata della vita delle specie animali anche nella zona più a nord della Terra.
(Tempo stimato: 20 minuti- poco meno di 5 per il brainstorming/15 per le mie spiegazioni/altri cinque per la mappa sul "clima X" 😌...).

B) ANTARTIDE E DINTORNI:

Vicino all'Antartide le acque sono molto fredde e i venti soffiano fino a 300km/h.

*Suddivisi in piccoli gruppi di tre o quattro persone, gli alunni dovranno organizzare una tabella o uno schema inerente le caratteristiche climatiche che loro ritengono appartenenti all'Antartide e che includa dati sintetici su: temperature, precipitazioni, alternanza luce/buio.

Eccovi un modello con le ipotesi, non con le soluzioni:

ANTARTIDE

  Temperatura:  35°C? -120°C?Precipitazioni: Piogge? 
Alternanza luce/buio: Per quanti e quali mesi?
                           


Poco dopo, mi dedicherei a presentare le isole disabitate più remote dell'emisfero australe.

Isola di Zavodovski

Fatta di scogliere molto ripide, la sua superficie è di 25 chilometri quadrati e la sua latitudine di 56°S.

Quest'isola è stata scoperta nella prima metà dell'Ottocento da ufficiali della marina russa: per questo ha preso il cognome di un tenente.

Si tratta di un'isola vulcanica in cui ghiacci e vulcani attivi coesistono.

Il vulcano più alto è lo strato-vulcano Curry (550 metri sul livello del mare), situato ad ovest dell'isola.

Il clima è freddo e ventoso per tutto l'anno e la media annuale giornaliera risulta di circa 3°C sopra lo zero.

Disabitata dagli umani, l'isola ospita circa due milioni di pigoscelidi antartici.

Georgia australe:

Anche questa è disabitata, dal momento che è una delle più remote isole del mondo, collocata sul reticolato geografico a 54°S rispetto all'Equatore.

In primavera, nella Georgia Australe la fauna si moltiplica con specie di vario genere: balene, foche, pinguini e molte specie di volatili (in particolare gli stercorari).


Antartide:

Si tratta di una distesa ghiacciata di 13 chilometri quadrati e, in alcuni punti, il ghiaccio può essere spesso anche 243 metri.

Il gelo persiste a causa della Corrente Circumpolare Antartica che agisce come un congelatore.

In Antartide ci sono anche altre specie animali, idonee a vivere in zone del nostro pianeta caratterizzate da un clima costantemente gelido: le orche, pesci molto grandi e predatori pericolosi sia per le foche che per i pinguini imperatori, la cui sopravvivenza, attualmente, non è garantita per i loro cuccioli.

Il mondo dei pinguini sta soffrendo i cambiamenti climatici: anche in Antartide, infatti, le temperature stanno aumentando rispetto al secolo scorso, motivo per cui il ghiaccio o si sta assottigliando oppure presenta delle crepe in alcuni punti.

Una parte dei climatologi ipotizza addirittura che, entro il 2100, potremmo avere un Antartide senza più pinguini imperatori.

(Tempo stimato: circa 15 minuti-  al massimo 7 per la tabella, 13 circa per il resto, video compreso)

C) IL RISCALDAMENTO GLOBALE:


Negli ultimi 150 anni la temperatura del pianeta è salita di almeno un grado.

Il riscaldamento globale è causato in buona parte dalla (ir-)responsabilità umana che, a partire dalla seconda rivoluzione industriale, ha aumentato le emissioni di gas serra (anidride carbonica e metano, ad esempio) che trattengono il calore del sole.

Gli effetti del riscaldamento globale:

  • Aumento della temperatura e del livello dei mari.
  • Riduzione delle zone dei ghiacciai in montagna.
  • Bombe d'acqua sempre più frequenti in zone dal clima temperato e continentale.
  • Esondazioni dei fiumi.
  • Comparsa di incendi in boschi e foreste.
(Tempo stimato: circa 15 minuti)

Alla fine di questa prima ora darei a ciascun alunno un foglio bianco con una domanda-provocazione su cui riflettere a casa: 

"Se l'inquinamento dipende in buona parte anche dal traffico cittadino e dalle città, ambienti artificiali a misura delle attività umane, come renderle più sostenibili nel futuro?"

Augurandomi di aiutarli nella riflessione, senza ombra di dubbio caricherei questo video su Classroom: