6 gennaio 2020

" Le 50 sfumature del 6 gennaio"!

Prima volta in quasi dieci anni di attività di blog che dedico un post all'Epifania e a tutto ciò che ricorre il 6 gennaio!

1. L'EPIFANIA E LA STORIA DELL'ARTE:

Parto da un dipinto:
Gentile da Fabriano, "Adorazione dei Magi", 1423 Firenze, Galleria degli Uffizi
Quest'opera rappresenta una delle più significative testimonianze di Gotico Cortese, ovvero, di una fase tarda dell'arte gotica che comprende tutto il XIV° secolo e anche parte del XV° secolo. Il Gotico Cortese si era diffuso negli ambienti di corte di tutta Europa e, oltre a soggetti sacri, comportava anche temi laici (è questa infatti la prima forma di arte medievale laica).

Ad ogni modo, quello che si nota subito in questo dipinto, è il gusto decorativo sfarzoso e dettagliato. I personaggi e gli elementi naturali sono tutti raffigurati con estrema minuzia di particolari. 
La tavola risulta d'altra parte molto preziosa, dal momento che il capolavoro di Gentile da Fabriano è incorniciato da archi, cuspidi e colonne in legno dorato.
Non c'è prospettiva. Brunelleschi e Masaccio devono ancora arrivare infatti. Le dimensioni ridotte delle figure in lontananza non sono date da una concezione di profondità spaziale, piuttosto da un espediente per poter contenere nel dipinto un numero elevato di personaggi.

A me questa Adorazione piace molto, per due motivi:
1) E', nel complesso, un'opera elegante e precisa, dove vengono messi in risalto in ugual misura sia l'atto dell'adorazione, sia i costumi dei popoli orientali, sia i particolari del paesaggio, come le siepi e gli alberi di melograno.
2) Rappresenta la fatica e il viaggio dei Magi, non solo la loro visita.

I Magi vengono qui raffigurati più volte. 
Cerco qui di rendere l'idea attraverso l'ingrandimento di alcuni particolari del dipinto:



Per capirci, qui siamo nella "parte alta" del dipinto. In questo punto, i Magi stanno viaggiando. Queste le fasi principali del loro viaggio, partendo da sinistra: i tre vedono la stella dal Monte Vettore, che qui in realtà non è un monte ma una specie di scoglio alto a picco sul mare, poi partono con un ampio corteo e con esso giungono alle porte di Gerusalemme, poi ancora, a destra, i Magi entrano a Betlemme, cittadina più modesta e circondata da vegetazione.

1) In alto a sinistra i Magi vedono la stella

*Anche se, nel mio percorso di studi universitari, ho dato 4 esami di storia dell'arte, premetto, con grande sincerità, che non sono una storica dell'arte. Però mi azzardo a interpretare quell'episodio di violenza che trovate al di sotto del Monte Vettore: nel mondo arriva la Luce (e questa è una citazione indiretta dal Vangelo di Giovanni). La Luce si manifesta nella povertà e nell'umiltà più assoluta, poi cresce, viaggia, raccoglie discepoli, attrae le folle, suscita scandalo e infine... accetta una morte in croce (questo è il lato più assurdo e più incredibile del Cristianesimo) e risorge.
Nasce e risorge per dare speranza ad un'umanità da sempre caratterizzata da lotta, violenza e sopruso. Gesù nasce, ma non per cancellare per sempre la violenza. 
Quanto piuttosto per dare una speranza al mondo, per comunicare che il male e la morte, per quanto terribili possano essere, non avranno mai l'ultima parola, in nessuna esistenza.
2) In alto al centro, il corteo dei Magi entra a Gerusalemme

3) In alto a destra, i Magi entrano a Gerusalemme.
Passiamo al primo piano, in basso a sinistra:
L'Adorazione
Qui c'è quello che c'è anche in altri dipinti riguardanti la Natività: la Sacra famiglia, il bue e l'asino e i re Magi che portano i loro doni al Bambino. 
In aggiunta: due serve alle spalle di Maria.
Pensiamo però soprattutto ai Magi: il più anziano, letteralmente prostrato a terra, viene benedetto da Gesù Bambino. Il suo dono è nelle mani delle due serve dietro a Maria.
Gli altri due Magi sono dietro a quello inginocchiato: uno sta per inginocchiarsi e tiene un piccolo calice prezioso, l'altro, ancora in piedi, porta anch'egli tra le mani un oggetto prezioso.
Gli abbigliamenti di tutti e tre risultano proprio "regali", ovvero, pieni d'oro.


Perché i Magi qui sono di età diverse? 


Perché rappresentano le tre principali fasi della vita: la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Le tre età in cui non si è più bambini né ragazzini, le tre età in cui ognuno dovrebbe essere dotato di ragione, di desiderio di ricerca continua nella propria vita, e non soltanto di Dio. Anche se i Magi sono figure che forse, più di qualsiasi altro personaggio evangelico o biblico, rappresentano la ricerca di Dio, dal momento che l'attraversamento delle tappe del loro viaggio comporta indubbiamente anche determinazione e tenacia.


2. ETIMOLOGIA  E SIGNIFICATI DELL'EPIFANIA:


L'attuale termine "epifania" deriva da ἐπιφαίνω (epifàino), ovvero, "manifestarsi, apparire".

Indica, in senso religioso, la manifestazione della natura divina di Gesù a tutta l'umanità.
Per gli ortodossi, Natale è il 6 gennaio, non il 25 dicembre. Perché loro ragionano da sempre con il calendario giuliano, noi invece, dal 1582 abbiamo adottato il calendario gregoriano, introdotto da Papa Gregorio XIII°. Il calendario gregoriano consente una maggior precisione nello stabilire equinozi e solstizi.
Nell'Antica Grecia, questo verbo indicava il manifestarsi di una divinità attraverso oracoli o visioni.
L'epifania, tra l'altro, è anche una tecnica letteraria messa a punto da Joyce in "Dubliners": si tratta di una rivelazione improvvisa ad un certo punto del racconto, di un'intuizione che un personaggio ha a proposito della propria esistenza.
Non credo abbiate presente ogni singola novella di "Dubliners", nemmeno io le ho mai lette tutte. Ricordo però il racconto intitolato "Un increscioso incidente": Mr Duffy e Mrs Sinico sono i protagonisti. Per un certo periodo si incontrano, anche più volte la settimana. Mr Duffy è uno scapolo senza rapporti con i pochi parenti rimasti, è un alienato. Mrs Sinico è sposata ma con il marito non ha più un rapporto saldo e forte. Ad un tratto però, Mr Duffy, convinto che "la solitudine dell'anima" sia un male incurabile, decide di lascare Emily Sinico.
Quattro anni dopo, da un giornale apprende che Emily è morta a seguito di un incidente ferroviario: attraversava i binari quando un treno l'ha travolta. 
Mr Duffy inizia ad auto-contestarsi. "Si rese conto che era morta, che non esisteva più, che era diventata un ricordo. Imprecò alla rettitudine della propria esistenza. Sentiva di essere stato escluso dal banchetto della vita.", c'è scritto ad un certo punto. E quella è l'epifania: il rendersi conto, da parte di Mr Duffy, di aver commesso un serio errore nell'interrompere una relazione che dava un colore diverso alla sua vita. Quindi non gli resta che continuare con il suo piatto e squallido tenore di vita, senza legami, e dedito solo al lavoro in una banca.

3A. VANGELO E BREVE COMMENTO:

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.


(Mt. 2, 1-12)

3B. COMMENTO:

I Magi sono uomini dal cuore inquieto: in loro c'è sia sete di conoscenza che bisogno di salvezza. Sono uomini in attesa che non si accontentano della loro posizione e delle loro rendite, ma si aspettano qualcosa di più grande. Dispongono di una formazione filosofica e  conoscono i movimenti degli astri. Il loro cammino esteriore è espressione di un atteggiamento interiore: la fiducia nel cogliere i segni e il mettersi in cammino per il solo fatto di aver intravisto un segno promettente.
Il manifestarsi di Gesù ai Magi indica il fatto che Egli è venuto per tutti, che la sua salvezza è per tutti i popoli, che desidera farsi conoscere da tutti popoli. Non c'è distinzione di razza o lingua. L'amore di Dio è per tutti, chiunque cerchi sinceramente la verità può conoscere il Signore e trovare il senso pieno della propria vita.
Studiosi di astronomia, i Magi avevano riconosciuto in Cristo il salvatore universale, diventando così loro stessi, "l'anello di congiunzione" tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali.

I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina.

Il significato di oro, incenso e mirra è questo: l'oro è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l'incenso è testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Figlio di Dio, la mirra invece, al tempo utilizzata per il culto dei morti, indica che Gesù è anche uomo e come uomo, mortale.
Dice S. Ambrogio: "Tu ti sei mostrato a me o Cristo, faccia a faccia. Io ti ho incontrato nei tuoi sacramenti". Soprattutto l'Eucarestia è l'Epifania di Cristo. Essa non ci mostra solo il Gesù bambino e terreno che videro i Magi, ma il Gesù, morto e risorto, il Gesù Signore universale e glorioso.

(Non è mio questo commento, per carità. Non saprei farne uno simile. Ho preso parti qua e là da pagine online e da libri).


4. E LA BEFANA?


E' un detto diffuso in tutta Italia questo: "l'Epifania tutte le feste si porta via".
E' vero, perché domani i bambini e i ragazzi ritornano a scuola, la gente ritorna al lavoro e all'intensa e anche snervante quotidianità e gli universitari in genere hanno i giorni contati per arrivare ben preparati alla sessione invernale.
Il 6 gennaio, almeno dalle mie parti, c'è la tradizione del "brusàr la vecia" (=bruciare la vecchia).
Anche questo ha un significato: la vecchia (solitamente di paglia), rappresenta il concetto dell'anno vecchio, appena passato. E rimanda anche alla morte della natura in inverno, all'infecondità invernale.
Bruciare la vecchia significa superare, passare oltre agli eventi accaduti per poter affrontare le sfide del nuovo anno. E anche attendere la primavera, il sole più caldo e l'abbondanza dei raccolti.
Il fatto che la cosiddetta Befana sia assimilata ad una strega dipende da una contaminazione con Halloween o comunque, dal rifiuto del Cristianesimo verso tutto ciò che rimanda al paganesimo.
E' stato fatto un tentativo di cristianizzare la festa della Befana attraverso l'invenzione di un racconto che narra di un incontro tra i re Magi e la vecchia, e del vano tentativo dei primi di convincerla ad andare con loro da Gesù.



1 gennaio 2020

2019: anno in cui ho vinto tutte le mie battaglie!


Ultimo atto prima di crollare nel mondo dei sogni: scrivere questo post!

Se dovessi riassumere il mio 2019 in un solo periodo grammaticale di tre righe, direi così: 
"Nel corso dell'anno appena terminato, anche se diverse volte mi sono trovata in situazioni difficili da affrontare, sono stata in grado di affrontarle e di superarle grazie ad una vera e propria forza interiore e ovviamente anche grazie al sostegno della mia famiglia, nido sicuro e tesoro inestimabile."

Venivo da un 2018 bello, bellissimo, ricco di esperienze interessanti e costruttive, di sogni, di gioia e... soprattutto, anno della mia laurea, con una valutazione decisamente alta che mi ha permesso di iscrivermi al biennio magistrale senza dover affrontare una prova scritta preliminare o un colloquio.
Il mio 2019 è stato un anno decisamente faticoso, impegnativo, stressante... è stato anche un anno di sofferenza per me, ma non mi sono mai arresa di fronte a difficoltà e ostacoli.
E infatti, come ho scritto nel titolo: ho vinto tutte le mie battaglie!

ELENCO DELLE MIE "VITTORIE":

1) Il mio romanzo è apprezzato e anche piuttosto letto. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere, anche ad un pubblico di lettori adolescenti e giovani, sensazioni e sentimenti.
... Pochi di voi sanno che, prima di contattare la Cierre Grafica, durante il mese di marzo avevo avuto a che fare con un precedente editore disonesto... 
"Editare" il mio libro è costata anche una buona dose di angoscia, perché ho dovuto chiedere assistenza legale. Non scherzo e non mento, purtroppo è tutto quanto vero. Sotto Pasqua la situazione era già migliorata; e io ho riavuto il diritto di rivolgermi ad un altro gruppo editoriale.
Ma godiamoci piuttosto il fatto che il libro c'è, esiste fisicamente visto che è stato stampato, è piuttosto letto e... ha ricevuto pochissime critiche (delle quali però farò tesoro comunque).

2) Lo sa chiunque di voi ha preso o sta prendendo seriamente l'università: ogni esame comporta concentrazione, tenacia e fatica. Vi elenco la mole di alcuni esami che ho affrontato nel 2019:
-Esame sulla Liberata di Torquato Tasso: leggere per intero il poema, compresi i commenti alle singole ottave + letture di 6 saggi di commento alla figura di Tasso e alla Liberata.
-Esame di metrica italiana: un libro di 300 pagine sulla storia delle forme e delle tipologie metriche + appunti e schede e-learning del docente + un piccolo libro di approfondimento sul sonetto + un altro piccolo libro di approfondimento sul genere del poema epico-cavalleresco + il rivedere e il ripetere quelle esercitazioni svolte durante le lezioni su posizione degli accenti e figure metriche.
-Esame di Filologia romanza: un corposo libro sulla storia dei generi della letteratura medievale europea + lettura e traduzioni dal francese antico dei lais di Maria di Francia + lettura del Lai di Narciso.

... e gli altri esami che non ho riportato qui erano ricchi più o meno così di contenuti. E' giusto, sono ad un corso magistrale ed è bene che una futura insegnante di Lettere sia ben fornita di un ampio bagaglio culturale. La motivazione e il piacere di studiare mi hanno premesso di raggiungere il massimo dei voti quasi ogni volta.
Senza contare che il rapporto con buona parte dei miei compagni di corso che si sono iscritti alla magistrale nel mio stesso anno è cambiato: nessuno mi prende più in giro e tutti mi rispettano.
Si inizia probabilmente a capire che, se svolgo approfondimenti, non è per entrare nelle grazie dei professori o per un senso di superiorità ma per reale passione nei confronti della letteratura. La letteratura è parte di me, è proprio il mondo al quale sento di appartenere.

3) Settembre 2019. Mese del mio ventiquattresimo compleanno, ma mese difficile. Mese in cui, triste ma decisa, ho scelto di "dimettermi" dal mio servizio in parrocchia. Permettetemi di esprimermi con una frase piuttosto forte: mi sono bruciata io nel mio paese. Fossi ancora animatrice non solo avrei ancora il disprezzo e l'incomprensione di quelli che erano i miei co-animatori, ma non avrei alcuna possibilità di essere sostenuta, visto che in quel colloquio del 17 settembre, il nostro curato mi ha parlato in modo duro. "Sei qui in parrocchia soprattutto per quel ragazzo e... anche tu... sei una ragazza difficile, che non sa adattarsi".
E poi... mai un grazie per la mia presenza costante al Grest con i ragazzi, raramente un saluto durante quel periodo e mai una battuta ironica che mi avrebbe fatto un gran piacere, del tipo: "Ah Anna... Da un giorno all'altro passi dalla Filologia romanza alla manovalanza!".
E poi... è stato uno dei primi a ricevere il mio libro... Mai un complimento o un riscontro, anche negativo. Capite ora il motivo per cui, quando Le avventure di una liceale invisibile era divenuto ordinabile su Amazon, Ibs e la Feltrinelli, ho scritto: preferisco un vostro commento negativo piuttosto che il nulla. Il nulla e la freddezza sono terribili, soprattutto se le si riceve da persone di fiducia.
Lo credevo il mio padre spirituale, il mio fratello maggiore. Invece quella mattina ho scoperto che di me non ha capito una mazza.
Ho pianto, ho provato nervosismo e rabbia. Ma ora credo di stare superando la fase del lamento e del risentimento, pian pianino anche questa me la sarò gettata alle spalle...
Mi dispiace per i ragazzini, ma... anche qui alla fine, ho capito di avere vinto, visto che molti di loro, quando mi vedono o mi incrociano, mi salutano volentieri e in certi casi mi abbracciano.
Gli adolescenti mi hanno dato molte più soddisfazioni di quelli della mia età o comunque vicini alla mia età: insicuri, delicati, alla ricerca della loro identità e del loro posto nel mondo ma... belli, unici, diversi l'uno dall'altro, in certi casi sofferenti... e, in genere, più sensibili dei giovani over 18 e degli adulti.
Tenete presente che mi prendo ancora cura degli adolescenti, con un lavoretto che mi gratifica e che mi piace molto fare: le ripetizioni private!
Una ragazzina di seconda superiore, che seguo da inizio novembre, nel giro di un mese e mezzo in italiano scritto è passata dal 4 al 6. Ho lavorato con lei, ho lavorato sul serio: esercizi supplementari di analisi logica, schemi, riassunti, lettura e analisi dei testi...
C'è ancora un po' da lavorare sull'espressione linguistica, ma, ora che quella sufficienza le ha fatto capire di potercela fare, per me è più facile e più piacevole farle lezione.

4) Anche se la mia "mezza storia" con un ragazzo non è andata come sarebbe dovuta andare, ho comunque conosciuto delle nuove persone positive e con una grande ricchezza interiore. Anche gli incontri e i dialoghi con loro mi hanno fatta stare meglio nelle settimane e nei periodi più complicati.
Ho conosciuto più gente quest'anno che non negli anni scorsi. Ah, che ricchezza le relazioni!
E... ho recuperato i rapporti con tre amici.
Ho commesso l'errore di idealizzare quel ragazzo, ancora prima di conoscerlo per davvero.

... PER CONCLUDERE...


Ho vissuto mille emozioni nel corso di questo anno un po' bello e un po' no.
Sono cresciuta, sono maturata. 
Ho dubitato di Dio, ho dubitato a volte di me stessa e a volte degli altri. Ho anteposto il bene degli altri al mio. 
Sono stata generosa e solare, anche quando dentro provavo angoscia, rabbia, malinconia e amarezza.
Non sono tornata a casa ieri notte, sono rimasta a Peschiera. Oggi, alle tre del mattino, davanti allo specchio del bagno della casa di mio zio mi sono detta: "Sono fiera di me, dopotutto".
Concedetemi di dirmelo, ogni tanto fa bene dirselo. Ditelo anche a voi stessi quando sentite di meritarvelo.
Ho una bella indole. Strana, se volete, ma direi bella. 
Determinata e al contempo mite. Sicura di sé e delle proprie scelte, ma allo stesso tempo umile. A giornate gioiosa e sognatrice, in altri momenti invece malinconica. Talvolta orgogliosa della propria solitudine (di me mi piace il fatto che so come impiegare il tempo da sola, senza continuo bisogno di compagnia) e talvolta bisognosa di un abbraccio forte, stretto, caldo e protettivo che non la faccia sentire troppo sola e fragile. 

In quei momenti in cui mi capita di ripensare alle esperienze vissute fino ad ora, ovvero, quando mi capita di ripensare a questi 24 anni non facili, in certi periodi nemmeno nei primi anni di vita, automaticamente canticchio Mary J-Blidge: In each tear there's a lesson. Makes you wiser than before, makes you stronger than you know. Each tear brings you closer to your dreams: no mistake, no hearthbreake can take away from you're meant to be.



INIZIA PER TUTTI NOI L'AVVENTURA DELL'ANNO 2020: BUON CAMMINO A TUTTI VOI!



29 dicembre 2019

"Aquile randagie": la lotta degli scout contro la violenza


Post dedicato innanzitutto 
ai miei lettori scout.
Ma anche 
a tutti coloro che, 
come me, 
da vere persone libere
si impegnano, giorno per giorno,
a portare, negli ambienti di studio, 
di lavoro, di volontariato, 
un messaggio di fratellanza e di generosità.

COME GIÀ VI ANTICIPAVO PRIMA DI NATALE, QUESTO FILM HA ANCHE UN CERTO VALORE STORICO.
E' USCITO NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE IL 30 SETTEMBRE 2019.
ANCORA NON E' ACQUISTABILE, VISTO CHE E' PRATICAMENTE UN'OPERA "NEONATA".

E' UN FILM MOLTO SIGNIFICATIVO, VE LO CONSIGLIO VIVAMENTE AL CINEMA.

1. AQUILE RANDAGIE, CONTESTUALIZZAZIONE STORICA:

E' il 1928. Un decreto del duce Benito Mussolini ordina di chiudere tutte le associazioni cattoliche, dal momento che tutte quante si contraddistinguevano da quelle fasciste.
Manca soltanto un anno ai Patti Lateranensi ('29).
Mi spiego ancora più chiaramente: in quel decreto fascista, scritto in un italiano roboante e fatto di termini obsoleti anche per chi viveva in quegli anni, si volevano sciogliere associazioni importanti per la formazione cristiana degli adolescenti e dei giovani, come l'Azione Cattolica, la FUCI e l'AGESCI.

Il film inizia proprio nel momento in cui un gruppo di scout milanesi, dopo un'iniziale reazione di nervosismo, di insofferenza e di grande malinconia nei confronti del decreto di Mussolini, decide fermamente di continuare a riunirsi di nascosto.
I più grandi del gruppo, Giulio e Andrea, due ventenni molto amici tra loro, sono le figure migliori.
Bellissimo risulta l'episodio della passeggiata in Val Codera: anche gli spettatori del film possono godere pienamente di boschi verdi, ruscelletti, monti imponenti e piccole stelle lontane in cielo.

A me almeno era davvero sembrato di passeggiare con loro.
Davanti al fuoco che brilla di fronte alle loro tende, i ragazzi decidono di chiamarsi "Aquile randagie".
"Aquile randagie... ma non è impegnativo? Mi sento come se non potessimo più tornare indietro.", confida Giulio ad un Andrea che ha appena maturato la scelta di entrare in seminario.


...Però, nessun segno di opposizione sfuggiva al fascismo...

2. LA FIGURA DI GIULIO:

Giulio è un vero e proprio leader. Con entusiasmo, convinzione e passione educativa, è determinato a mantenere in vita lo scoutismo, almeno a Milano.
Crede con tutto se stesso nei valori dell'AGESCI: "Noi non accettiamo che ci venga impedito di vivere secondo la nostra legge, che è legge di libertà, di lealtà e di fraternità".
E' disposto a dare la vita per i principi ai quali ha aderito!
Gli scout che mi seguono sapranno sicuramente che il fondatore della loro associazione è un signore inglese chiamato Robert Baden-Powell... Ebbene, Giulio un giorno riesce ad incontrarlo. 
In seguito, condividerà la gioia che gli ha portato questo incontro con i suoi compagni. Giulio è sempre più ottimista: "Baden Powell sa che i fascisti ci impediscono di svolgere le nostre attività. Lui ci sostiene. Presto, anche tutti gli altri scout italiani ed europei si ribelleranno al duce e a Hitler."
A questo punto ho pensato: "Sei veramente una gran persona, con un ammirevole coraggio e con anche un ammirevole senso di giustizia, ma prima o poi le prenderai dai fascisti."
E in effetti, 5 minuti dopo, c'è il pestaggio brutale. E' la scena peggiore, che però mi aspettavo.
In questo momento del film, sembra quasi che il regista voglia farci partecipare alle percezioni di Giulio al quale, sanguinante e a terra, si offusca pian piano la vista per 
un' incombente perdita di sensi, mentre i porci gerarchi fascisti si allontanano.
Proprio in questo istante, i contorni della stradina di Milano si fanno sempre meno nitidi, fino a quel decimo di secondo in cui lo schermo appare nero. Segue l'immagine di Andrea e dei genitori di Giulio che si trovano nel corridoio di un ospedale.
In seguito a questo terribile episodio, Giulio perderà per sempre l'uso di un orecchio.


Ma credete che la sua opera di opposizione finisca qui??!
Niente affatto!

"In questo clima di terrore dobbiamo agire ancora. Dobbiamo fare qualcosa, qualcosa  per cui vale la pena di rischiare più di un orecchio", dice Giulio ad un Andrea più prudente, che inizialmente lo invita a preservarsi da ulteriori violenze e che nel frattempo è divenuto sacerdote.
Nel '43, in piena guerra civile, sempre a Milano, Giulio, con Andrea e altri due ragazzi, porta avanti un progetto ancora più rischioso: supportare i partigiani nella Resistenza e aiutare gli ebrei a fuggire e ad entrare in territorio svizzero. 
Vi ricordo che la Svizzera era stato neutrale. 
Riescono a salvare 2200 persone in circa due anni.

3. LA FIGURA DI ANDREA:

E' l'altro personaggio particolarmente positivo e, come d'altronde anche Giulio, molto presente nel corso del film.
Andrea è un giovane dotato di profonda spiritualità. 
E' il braccio destro di Giulio, suo migliore amico.
E' bellissimo il loro rapporto di amicizia che dura nel tempo nonostante la guerra, le violenze, la fame e l'oppressione fascista.
Andrea e Giulio sono personalità simili, con la differenza che Andrea è un po' più cauto, più riflessivo e, agli occhi dei fascisti, "meno provocatore" rispetto a Giulio.
Andrea rappresenta, all'interno del gruppo, l'elemento dolce e paziente con i piccoli (="i lupetti") e simboleggia inoltre anche l'uomo che si interroga di fronte al conflitto fra legge e morale.
Egli infatti, in un incontro con Paolo VI, in quegli anni "semplicemente" monsignor Montini e quindi non ancora papa, chiede: "Ma per quale motivo la Chiesa non reagisce con più fermezza di fronte alle angherie fasciste? Il fascismo non è governo, è repressione".
Si sente rispondere: "Io comprendo le sofferenze della gente, comprendo anche la lotta di voi scout per far valere il vostro messaggio di onestà, giustizia e pace. Non tormentarti con troppe domande. Altri sacerdoti e altri fratelli cattolici si stanno opponendo in questi ultimi anni alla cattiveria. Il male non avrà l'ultima parola. Confida in Dio."

Anche Andrea è indubbiamente un grande. 
A guerra appena terminata, lo vediamo salvaguardare tutti coloro che, durante la guerra, erano stati dei fascisti e dei nazisti convinti.
Non c'è alcun sentimento d'odio o di astio in lui.
Quasi mai nelle scuole (nemmeno nelle scuole superiori), si accenna al fatto che, una volta terminate le operazioni belliche, a partire dall'estate '45, una parte dei partigiani italiani si era vendicata crudelmente contro i soldati e i generali nazi-fascisti, attuando altre e ulteriori uccisioni.
Andrea, attraverso alcuni sentieri immersi nel verde delle Alpi lombarde, conduce i nazifascisti in Svizzera, affinché possano essere giudicati da un tribunale per le loro azioni.
Com'era giusto che fosse.

4.CREDERE NELLA VITA IN UN PANORAMA DI MORTE: 

A quell'epoca, spero lo teniate tutti presente, c'era l'inferno sulla terra: bombardamenti, partigiani fucilati i cui cadaveri rimanevano sui cigli delle strade per diversi giorni, violenze fisiche, psicologiche, sessuali ai civili, deportazioni di massa di ebrei, zingari e omosessuali, carceri affollate di oppositori politici e presunti oppositori alla dittatura... e... ventenni in guerra, al freddo, in Russia, che morivano per cosa, per cosa??
A 20 anni ben altri dovrebbero essere i pensieri di un ragazzo!
Il mio pro-zio materno Marcello è partito nel '42. E' stato inviato in Russia. Non è più tornato, risulta disperso. La nostra famiglia non ha mai saputo nulla.
Mi zia Carmela purtroppo non sta bene, ultimamente. E' in ospedale. In certi momenti, anche con noi parenti che andiamo a farle visita, ripercorre quella che è stata la faticosa storia della sua vita, e ci confida di non aver mai superato questa vicenda di suo fratello, con cui aveva un ottimo legame. Erano molto vicini d'età.

Non ricordo più esattamente come finisca questo film, d'altra parte, l'ho visto a ottobre.

Però concludo con un'affermazione: sia Giulio che Andrea sono "creature pasquali", almeno a mio avviso.
Se la Pasqua è vita, è pace, è la Risurrezione di Gesù dopo la morte e quindi, se davvero la Pasqua è una festività che ci richiama alla speranza e alla vittoria del bene sul male, questi due giovani sono come la Pasqua: Giulio perché difende il suo diritto alla vita e applica, in un clima di morte e di persecuzione, un'autentica e sincera solidarietà verso il prossimo. Andrea invece, è simile alla Pasqua perché è una personalità mite, che continua ad essere mite anche nel perpetrarsi dell'abominio nazi-fascista e anche per il fatto che, il suo profondo senso di giustizia e di umanità lo induce a non giudicare e a non fare violenza ai nazi-fascisti. Li porta alla frontiera svizzera, perché "starà ai tribunali, agli avvocati e ai giudici decidere della vostra sorte. Spero paghiate per il male che avete fatto."

I contenuti di questo film "li fanno" questi due ragazzi, con la loro immensa forza d'animo, con la loro voglia di vivere e con la loro completa adesione alla vita e alla coerenza di uno stile di vita.



22 dicembre 2019

Virgilio, "Ecloga IV":

Come promesso, vi propongo la lettura di alcune parti di questo componimento in versi di Virgilio.
Le traduzioni e l'analisi del lessico e delle espressioni linguistiche sono mie, i commenti degli illustri studiosi citati li ho presi invece da alcuni libri di testo che ho a casa.
A voi starà eventualmente stabilire collegamenti con passi biblici (sia dell'Antico che del Nuovo Testamento) o analogie con l'annuncio della venuta di Cristo nel mondo.
E... vi accorgerete che quei periodi accademici in cui studiavo anche per 9-10 ore al giorno mi sono serviti a cogliere i diversi legami che intercorrono fra  greco e latino.

Ecloga IV, vv. 1-7:

Sicelides Musae, paulo maiora canamus;
non omnis arbusta iuvant humilesque myricae:
si canimus silvas, silvae sint consule dignae.
Ultima Cymaei venit iam carminis aetas;
5
                magnus ab integro saeculorum nascitur ordo;

iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna;
iam nova progenies caelo demittitur alto.

Muse di Sicilia, miglioriamo lo stile,
non a tutti sono graditi gli alberelli e le umili tamerici:
se cantiamo le selve, siano le selve degne del console.
Giunge ormai l'ultimo tempo della predizione di Cuma;
nasce di nuovo il grande ordine dei secoli,
già ritorna la Vergine, ritorna il regno di Saturno,
già una nuova progenie discende dall'alto cielo.

Quel paulo maiora canamus, letteralmente sarebbe stato: "cantiamo un po' meglio". Il  verbo latino cano (cecini al perfetto), racchiude principalmente due significati: cantare e celebrare in versi. Il suo corrispondente in greco antico è  ᾄδω (àdo). Richiamo l'inizio dell'Iliade: Μῆνιν ἄειδε θεὰ (canta, o dea, l'ira... di Achille Pelìde).
Le myricae sono le tamerici, piccole piantine che indicano, sia il Virgilio che in Pascoli, una poesia umile e semplice.

In questo contesto, il sostantivo carmen, carminis significa "predizione" e non "poesia".
Chiarisco "la predizione di Cuma": nell'antichità, gli oracoli della Sibilla cumana predicevano il ritorno ciclico dell'epoca aurea, dopo la serie delle successive epoche (argento, ferro, bronzo).
Un ultimo appunto su progenies: questo è un sostantivo profondamente legato al greco antico. E' un calco dell'area lessicale greca: γένος (ghènos, stirpe), γίγνομαι (ghìghnomai, nascere), γένεσις (ghènesis, creazione, origine, da cui il titolo di uno dei libri dell'Antico Testamento "Genesi").
Piccola precisazione per chi non ha mai conosciuto quella temutissima bestia denominata greco antico: la γ (gàmma) ha sempre un suono duro, come la "g" di ghìro, per capirci.
Ecloga IV, vv.8-17:
Tu modo nascenti puero, quo ferrea primum
desinet ac toto surget gens aurea mundo,
    10
         casta, fave, Lucina: tuus iam regnat Apollo.

Teque adeo decus hoc aevi, te consule, inibit,
Pollio, et incipient magni procedere menses
te duce, si qua manent, sceleris vestigia nostri
inrita perpetua solvent formidine terras.
15
             Ille deum vitam accipiet divisque videbit


permixtos heroas et ipse videbitur illis
pacatumque reget patriis virtutibus orbem.

Tu, pura Lucina, sostieni intanto 
il bambino che nasce,
a causa del quale per la prima volta 
finirà la generazione armata e crescerà         
in tutto il mondo  una generazione aurea: 
governa ora il tuo Apollo.
E tu, Console Pollione, 
di quest'epoca godrai la gloria, 
e inizieranno a trascorrere splendidi mesi,
sotto la tua guida, 
se resta traccia dei nostri delitti, 
questa sarà vanificata e scioglierà la terra dal continuo timore.
Egli riceverà vita divina, 
vedrà gli eroi mescolati agli dei, 
egli stesso sarà visto da essi, e reggerà 
il placido mondo  con le virtù paterne.

Lucina non è la madre del bambino ma, secondo la tradizione romana, è un appellativo di Diana, dea protettrice delle partorienti.  
Fave è un imperativo da faveo, verbo che, accompagnato da un sostantivo in dativo, assume il significato di "sostenere".
Aevi deriva da "aevus", tempo, epoca storica. "Medio-evo", letteralmente, è "l'età di mezzo". E, nella storia dell'umanità, vi sono due "medioevi" (uno conosciuto da tutti, l'altro invece poco ricordato): uno è proprio il Medioevo  che inizia dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, l'altro invece è il Medioevo ellenico, periodo della storia greca compreso fra il 1200 a.C e '800 a.C, ritenuto un'epoca buia (dark age) dal momento che, una volta decaduta la civiltà micenea, le regioni della penisola greca subiscono, in questi 4 secoli, le invasioni di alcuni popoli, come i Dori. 
In latino c'è anche un altro sostantivo che indica il tempo, più vicino all'italiano: è tempus, temporis, riferito però più al momento, all'ora del giorno, alla stagione. Richiamo qui l'espressione "ad id tempus", "fino a quel momento".

Anche il greco è dotato di due sostantivi finalizzati ad indicare il tempo: uno è  χρόνος (crònos, tempo storico, cronologico), l'altro è ὥρα (òra, momento, stagione).
Qui compare per la prima volta in maniera esplicita il nome del destinatario di questo componimento: è il console Pollione, che sta per diventare padre.
Ma... che cos'è quel "delitto" (scelus, sceleris) di cui si parla? 
In età augustea, iniziava a diffondersi l'idea di una colpa originaria dei Romani, riconducibile al fratricidio di Romolo, celeberrimo personaggio leggendario.

Ecloga IV, vv. 22-30:
Ipsa tibi blandos fundent cunabula flores:
occidet et serpens, et fallax herba veneni
25occidet; Assyrium volgo nascetur Amomum.
At simul heroum laudes et facta parentis
iam legere et quae sit poteris cognoscere virtus,
molli paulatim flavescet campus arista
incultisque rubens pendebit sentibus uva,
30et durae quercus sudabunt roscida mella.

Per te soavi fiori metterà la culla,
moriranno le serpi, morirà l'erba ingannatrice e velenosa,
nascerà ovunque l'assiro Amomo.
Ma non appena potrai leggere le lodi degli eroi e le gesta degli antenati,
e potrai conoscere che cos'è la virtù,
la campagna a poco a poco biondeggerà di morbido frumento, 
l'uva penderà matura da spineti incolti e le querce stilleranno 
miele di rugiada.

L'Amomo era una pianta aromatica orientale, dalla quale venivano tratti degli unguenti salutari e preziosi.
Occido, che vi ricorderà sicuramente la parola italiana occidente e il punto cardinale ovest, significa sia morire, come in questo contesto, che tramontare. 

Un po' di attenzione merita anche il lessico agrario: campus significa qui "campagna". Nel latino letterario di età repubblicana (periodo di Cesare e Cicerone) troviamo molto più frequentemente ager, da cui il nostro "agrario". Anche ager sembrerebbe un calco semantico proveniente dal greco ἀγρός (agròs, campo da coltivare).
Mi piace inoltre molto l'immagine delle querce che stillano miele di rugiada. L'aggettivo roscida (=rugiadoso, umido), richiama a ros, roris (=rugiada).

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La parte più affascinante dell'ecloga è fatta; e i primi 30 versi sono quelli che recano le immagini più suggestive. I versi totali però sono 63, per cui vi faccio vedere come termina:

Ecloga IV, vv-60-63:
Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem,
matri longa decem tulerunt fastidia menses.
Incipe, parve puer: qui non risere parentes,
nec deus hunc mensa, dea nec dignata cubilist.

Inizia, piccolo bambino, a conoscere il sorriso della madre,
lunghi dolori portarono alla madre dieci mesi.
Inizia, piccolo bambino: a colui il quale i genitori non sorrisero
un dio non concede la mensa, né una dea l'amoroso giaciglio.

Incipe, altro imperativo, ricorda quella parola che ancora oggi è sinonimo di inizio: incipit.
Poi c'è anche cognosco, conoscere. Il suo esatto contrario è ignosco, ignorare. In greco c'è γιγνώσκω (=ghìghnòsco).
Il poeta alla fine invita il neonato ad essere riconoscente verso sua madre, dal momento che lo ha cresciuto dentro di sé per quasi un anno (l'ideale di una gravidanza sono 9 mesi).
C'è una sentenza che conclude l'Ecloga: il sorriso dei genitori indica il riconoscimento del neonato, per cui, coloro ai quali i genitori non offrirono un sorriso, non sono stati ritenuti degni dagli dei né degni della propria mensa né degni di godere di una compagna di natura divina.

A) COMMENTO DI SEBASTIANO SAGLIMBENI:
Le erbe maligne dovranno morire e, con queste, le tante male occasioni dell'esistenza, si evince dalla IV ecloga, testo per cui Virgilio aveva chiesto alle Muse siciliane un'ispirazione particolare, elevata. Qui non fanciulli che scelgono le gemme della vita vegetale, ma un solo fanciullo che dovrà iniziare una nuova epoca, diversa dalle precedenti confuse e tragiche: e felicità, giustizia, abbondanza dalla terra per l'umanità... Fra le diverse interpretazioni sull'aspetto simbolico che contiene il testo vi è quella che vede in quel puer il futuro Messia. E Virgilio così si ritenne un vate che avrebbe preannunciato la venuta di Cristo. Va detto, a parte questi contenuti, che il testo affascina soprattutto quando si leggono le cose della terra: animali, piante, alberi, come le querce dure che "manderanno miele".
Giotto, "Natività", Cappella degli Scrovegni, Padova

B) COMMENTO DI GIOVANNA GARBARINO:
In questo carme programmaticamente più impegnativo dei precedenti, dedicato ad Asinio Pollione console, il carattere bucolico è limitato all'introduzione (...). La speranza del ristabilimento della pace è presentata dal poeta sotto forma di profezia, con riferimento a credenze di varia origine (orfismo e pitagorismo, oracoli sibillini, religioni orientali) che promettevano un'imminente rigenerazione dell'umanità, reintegrata nella condizione primitiva dell'età dell'oro da cui era decaduta. Il fatto che tale rinnovamento sia legato all'avvento di un bambino, una sorta di "divino fanciullo salvatore", diede spunto, nei primi secoli del Cristianesimo e poi nel Medioevo, a un'interpretazione del testo per cui a Virgilio fu attribuito il preannuncio del Messia cristiano. In aggiunta, gli fu tributato il merito di aver fornito a molti pagani, con quest'ecloga, stimolo alla conversione nella fede cristiana.


Mille strade percorriamo quante sono le città 
e da soli noi pensiamo di trovar felicità
ma la stella chiama tutti noi e insieme camminare ci fa
per l'incontro con quel bimbo che attira l'umanità!


Grazie ancora, caro Don Marco, per la tua energia, il tuo entusiasmo, la tua passione educativa... ti ho incontrato soltanto in quel sabato d'Avvento di undici anni fa, in quell'incontro dedicato alle terze medie... Grazie, Don Marco, ti porterò sempre nel cuore.

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