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22 maggio 2021

Alcune poesie di Vittorio Sereni:

 ...Prima di scrivere qui ho aspettato che si addormentassero le margherite di campo...

Vi presento qui alcune poesie tratte da Frontiera e da Diario d'Algeria, raccolte che il mese scorso ho letto integralmente.

A) POESIE TRATTE DA "FRONTIERA":

A1) CONCERTO IN GIARDINO:

A quest’ora
innaffiano i giardini in tutta Europa.

Tromba di spruzzi roca

raduna bambini guerrieri,

echeggia in suono d’acque

sino a quest’ombra di panca.
 

Ai bambini in guerra sulle aiole
sventaglia, si fa vortice;

suono sospeso in gocce

istante

ti specchi in verde ombrato;

siluri bianchi e rossi

battono gli asfalti dell’Avus,

filano treni a sud-est

tra campi di rose.

Da quest’ombra di panca
ascolto i ringhi della tromba d’acqua:

a ritmi di gocce 

il mio tempo s’accorda.
    

Ma fischiano treni d’arrivi.  

S’e’ strozzato nel caldo
il concerto della vita che svaria

in estreme girandole d’acqua.
   

A quest'ora/ innaffiano i giardini di tutta Europa. = il componimento inizia con un quadrisillabo e un endecasillabo. Il poeta qui intende il tardo pomeriggio.

Tromba di spruzzi roca/raduna bambini guerrieri= Terzo e quarto verso affascinano per la presenza di due figure retoriche: l'allitterazione della polivibrante (r) e la metafora, decisamente particolare, secondo la quale la pompa d'acqua è assimilata ad una tromba. Questo espediente metaforico rinvia certamente al mondo militare. Ma teniamo presente che, in molti dei dialetti regionali lombardi (Vittorio Sereni era di Luino), l'idraulico è il trombèe.

Ai bambini in guerra sulle aiole/ sventaglia, si fa vortice;/suono sospeso in gocce= La pompa sventaglia perché crea dei mulinelli d'acqua. I bambini stanno giocando, è vero, ma... la poesia è stata scritta nel '38, anno in cui in tutta Europa aleggiavano già venti feroci di guerra.  Nella terza strofa si dirà che la tromba "ringhia", come se il suo suono fosse minaccioso.

Cos'era l'Avus? Sigla che stava per Automobil Verkeherns und Uebungs Strasse, ovvero, il circuito berlinese per i treni dell'Orient Express.

filano treni a sud-est/tra campi di rose= C'è qui, almeno a mio avviso, la nozione, attualissima nel nostro tempo e soprattutto alle periferie cittadine, di "terrain vague", quindi, di terreno incolto che tempo prima era stato sede di campi coltivati ma che ora attende la costruzione di edifici. 

Da quest’ombra di panca/ascolto i ringhi della tromba d’acqua:/a ritmi di gocce /il mio tempo s’accorda.= Georgia Fioroni, dottoranda presso l'Università di Genova nel 2015, ritiene che in questa strofa il poeta esprima il suo desiderio d'armonia con il mondo esterno, visto che compare "ascolto", unico verbo alla prima persona singolare.

I fischi dei treni ricordano la quarta brevissima lirica di Ungaretti intitolata NotteTutto si è esteso, si è attenuato, si è confuso./Fischi di treni partiti.

A2) CAPO D'ANNO:

Aggiorna sul nevaio.
Ad altro dosso di monte
un ignoto paese
mormorando mi va primavera
dalle sue rosse fontane,
da rivi scaturiti a giorno chiaro;
dove uscirono donne sulla neve
e ora cantano al sole.


Aggiorna sul nevaio= Questa è la luminosità del giorno sulla neve. Penso a Zanzotto, che in Sovrimpressioni e, più precisamente, nel quinto componimento delle Sere del dì di festa, scriveva: campi di inenarrabili candori/ dai campi incanti. Ma il contesto è diverso: in Zanzotto è sera e un'automobile rossa percorre delle strade in salita. Siamo nel mese di gennaio e i campi sono coperti dalla neve.

rosse fontane= Perché rosse? Sono di terracotta? Oppure sono arrossate alla luce del sole?

Questa è una lirica nella quale si concentrano le speranze di Sereni nell'arrivo della stagione primaverile. La poesia si conclude con l'immagine lieta delle donne che cantano nel sole invernale. Anche qui mi chiedo: perché delle donne e non dei bambini o dei ragazzi o degli uomini? Forse perché noi donne siamo più legate alla fertilità e quindi alla vita che nasce. Queste donne di Sereni mi ricordano le donne di Pascoli in Lavandare: e cadenzato dalla gora viene/lo sciabordare delle lavandare/con tonfi spessi e lunghe cantilene.

A3) TERRE ROSSE:

Il tuono spazia un rumore
di cavalli lanciati sui monti;
sui muri degli orti
tempo d’acqua che torna,
randagio.
Il sonno intorba i pagliai,
il silenzio cresce nel petto.

Dopo lo scroscio la terra è rossa
nei dorsi di rupe
il sasso si stria.
E il fango è un tramonto
che tutto l'anno ci dura negli occhi.

Due strofe.  C'è la furia del temporale ma anche l'atmosfera dopo la tempesta. Nel primo verso, l'eco del tuono ricorda il bubbolìo lontano di Temporale di Pascoli ma anche, sempre dello stesso poeta, il fragor d'arduo dirupo che frana. 
Per Sereni, il temporale è randagio nel senso che è imprevedibile.

E il fango è un tramonto/che tutto l'anno ci dura negli occhi.= Il dolore piomba in tutte le nostre vite. Il fango forse qui è simbolo di fragilità, di sfiducia nella vita e negli altri, di "morte interiore". Il fango ci dura negli occhi tutto l'anno. Non si guarisce dal dolore: si impara a conviverci.

B) POESIE TRATTE DA "DIARIO D'ALGERIA":

B1) DIMITRIOS:

Alla tenda sʼ accosta

il piccolo nemico

Dimitrios e mi sorprende,

dʼ uccello tenue strido

sul vetro del meriggio.

Non torce la bocca pura

la grazia che chiede pane,

non si vela di pianto

lo sguardo che fame e paura

stempera nel cielo dʼ infanzia.

E' già lontano,

arguto mulinello

che sʼ annulla nellʼafa,

Dimitrios su lande avare

appena credibile, appena

vivo sussulto

di me, della mia vita

esitante sul mare.


La poesia è stata dedicata alla figlia Maria Teresa, nata nel luglio del '41, quando il padre era già un soldato italiano appena catturato dagli inglesi.

Dimitrios, il "piccolo nemico", è un bambino greco che si accosta alle tende dei prigionieri per un pezzo di pane. 

dʼ uccello tenue strido= Anastrofe che allude probabilmente alla delicatezza e alla purezza dell'infanzia.

lo sguardo che fame e paura/stempera nel cielo dʼ infanzia= Quella di Dimitrios è una fanciullezza difficile, segnata da fame e guerra (come per i bambini siriani in questi ultimi 10 anni, d'altronde). Eppure è un'infanzia che non soltanto non perde la sua grazia, ma che non distingue fra "amici" e "nemici" dal momento che vede soltanto uomini, sotto lo stesso cielo di incertezze.

su lande avare= La Grecia, soprattutto in estate, è una terra calda e assolata. Dice Sereni in uno dei brevi testi in prosa contenuti nella raccolta Diario d'Algeria: sono vestito di polvere e di sole. Dimitrios risulta una presenza appena credibile, appena credibile nella drammaticità del momento storico.


B2) VILLA PARADISO:

Ultima poesia che presento, brevissima.

Avvilite delizie non meglio del filo
di brezza che nel mattino
di glicine
s'inoltra sulla costa bombardata.

Nella sua analisi, Georgia Fioroni specifica che Villa Paradiso era un fastoso edificio circondato da bei giardini molto ampi che si trovava (e forse c'è tuttora) a Paceco in provincia di Trapani.
Durante la seconda guerra mondiale era divenuta uno degli edifici di comando militare degli italiani. 
Questo è stato l'effetto di uno dei primi bombardamenti anglo-americani a Paceco.
Ma, in questo scenario straziante di distruzione, c'è comunque il profumo del glicine, diffuso dalla brezza.






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