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3 gennaio 2026

"La pioggia di stelle": quanto è importante l'empatia nelle nostre vite?

1) GENEROSITÀ

La pioggia di stelle è una fiaba scritta dai fratelli tedeschi Jacob e Wilhem Grimm, autori anche della famosa fiaba Biancaneve e i sette nani.

In prima media è prevista una panoramica dei generi letterari tra cui anche la fiaba (teoricamente, li si dovrebbero affrontare tutti tranne l'horror, il giallo e l'autobiografia, rimandati all'anno successivo). 

A) "LA PIOGGIA DI STELLE"- TESTO:

C'era una volta una bambina, che non aveva più né babbo né mamma, ed era tanto povera, senza una stanza dove abitare né un lettino dove dormire; insomma, non aveva che gli abiti indosso e in mano un pezzetto di pane, che un'anima pietosa le aveva donato. Ma era buona e pia (=piena di fede). Siccome era abbandonata da tutti, vagabondò qua e là per i campi confidando nel buon Dio.
Un giorno incontrò un povero che disse: "Ah, dammi qualcosa da mangiare! Ho tanta fame!" Ella gli porse tutto il suo pezzetto di pane e disse: "Ti faccia bene!" e continuò la sua strada. Poi venne una bambina, che si lamentava e le disse: "Ho tanto freddo alla testa! Regalami qualcosa per coprirla." Ella si tolse il berretto e glielo diede. Dopo un po' ne venne un'altra, che non aveva indosso neanche un giubbotto e gelava; ella le diede il suo. E un po' più in là un'altra le chiese una gonnellina, ella le diede la sua. 

Alla fine giunse in un bosco e si era già fatto buio, arrivò un'altra bimba e le chiese una camicina; la buona fanciulla pensò: "
È notte fonda nessuno ti vede. Puoi ben dare la tua". Se la tolse e diede anche la camicia.
E mentre se ne stava là, senza più niente indosso, d'un tratto caddero le stelle dal cielo, ed erano tanti scudi lucenti e benché avesse dato via la sua camicina ecco che ella ne aveva una nuova, che era di finissimo lino. Vi mise dentro gli scudi e fu ricca per tutta la vita.
B) CARATTERISTICHE DELLA FIABA
Ho ragionato con i ragazzi a questo proposito.
-Il tempo non viene precisato. In questo genere letterario non esistono date né espliciti riferimenti ad epoche storiche! Molto frequente, come in questo caso, sono gli incipit caratterizzati dalla formula fissa c'era una volta.
-Come nelle favole, anche in questo genere i luoghi vengono menzionati ma non descritti né identificati dal punto di vista geografico: nelle fiabe non è importante soffermarsi sulla descrizione del luogo. Piuttosto, quel che conta è che cosa quel determinato ambiente, verosimile o fantastico, simboleggia.
-La protagonista, come tutti i personaggi principali delle fiabe, è molto positiva: buona, generosa e piena di fede.
-I personaggi possono essere realistici (esseri umani, nobili o poveri) ma anche fantastici (elfi, gnomi, fate e streghe). Nella favola invece sono quasi sempre animali.
-Lingua e stile nelle fiabe risultano indubbiamente semplici. Molti dialoghi, diversi discorsi diretti (come nelle favole di Esopo) e prevalenza del tempo indicativo imperfetto.
C) FIABA, FAVOLA E LEGGENDA: TRE GENERI A CONFRONTO
Questa è stata la mia risposta alla domanda intelligente di un alunno che mi chiedeva: "Quali differenze ci sono tra fiaba e leggenda?"
Avevo già affrontato la favola: prima ho esposto la storia del genere da Esopo a Rodari, poi ho riassunto, con esempi e presentazione PP, le caratteristiche del genere, infine ho dedicato alcuni minuti all'analisi di Zootropolis 1, un'anti-favola a mio avviso.
LEGGENDA= Racconto popolare di natura eroica o religiosa in cui i fatti che coinvolgono personaggi storici realmente esistiti risultano alterati dalla fantasia.
Un esempio è sicuramente la leggenda di San Bonifacio, qui riportata il 23 dicembre. 
Un secondo esempio è la leggenda relativa a San Sergio, ben raccontata in una delle didascalie esplicative nel Castello di San Giusto:
FIABA= Genere letterario che contiene elementi magici, inverosimili e include anche oggetti animati e creature non reali e soprannaturali tra i personaggi, i quali hanno ruoli "fissi": protagonista, aiutante, antagonista. È ben presente una netta divisione tra bene e male. Il lieto fine è la norma e non è prevista una morale.
FAVOLA= Genere letterario che consiste, soprattutto in epoca antica e medievale, in un solo episodio in cui spicca il coinvolgimento di animali pensanti e parlanti. Molto spesso, nell'episodio narrato da Esopo o da Fedro, gli animali sono due, qualche sporadica volta più di due, molto raramente uno. Lo scopo delle favole è trasmettere un insegnamento mediante una morale, solitamente collocata alla fine del testo.
D) RIFLESSIONE SULLE TEMATICHE: 
La fiaba "La pioggia di stelle" è fortemente legata al concetto di empatia (ἐν + πάθος- mettersi nei panni degli altri), dimostrata dal modo di agire della bambina che dona pane, giubbotto, gonnellina e camicia dato che vede il bisogno dell'altro più urgente del proprio.
La bambina senza nome, quindi, vive appieno il presente: le persone che incontra diventano opportunità per donare se stessa ed essere perciò generosa e altruista.
Vivere con altruismo ed empatia non ci rende dei vip di fama mondiale. Il bene non fa notizia. Il male invece sì, e lo sappiamo bene per le cronache che sentiamo e leggiamo ogni giorno: guerre civili, conflitti, tensioni politiche, povertà, dittature, estremismo religioso, diritti delle donne e dei bambini violati.
Eppure sarebbe proprio la generosità che ci renderebbe piccoli tasselli luminosi in grado di rendere l'umanità un'opera d'arte.
E) ALCUNI SIGNIFICATI: 
BOSCO= Rimanda alla mancanza di certezze: la bambina in quel punto del racconto è sola con se stessa. Possiede soltanto se stessa, la propria umanità.
STELLE= Riflettono la ricchezza interiore della protagonista. L'oro rimanda alla sua perfezione spirituale.