A) "LA PECORA E IL LUPO"- TESTO💥
B1) PERSONAGGI PRINCIPALI:
- La pecora: è la figura cardine della favola. All'inizio desidera raggiungere la grotta di Betlemme per partecipare alla gioia della nascita di Gesù. Tuttavia, subisce una dolorosa sottrazione: il suo agnellino viene rapito dal lupo.
In seguito, la stella luminosa al di sopra della grotta la invita ad affrontare il dolore della perdita mettendo in atto un'intenzione altruistica.
Nell'ultima parte della favola, una volta giunta alla grotta di Betlemme, grazie alla luce e all'intervento di Maria, la pecora decide di riconciliarsi con il lupo.
-Il lupo è, nella prima parte della favola, legato al male e al furto.
La sua azione poi viene re-interpretata come un desiderio di offrire qualcosa al Dio fattosi uomo.
-Maria: la si potrebbe definire una "mediatrice" dato che facilita la riconciliazione tra i due animali.
B2) Il significato del dono della lana:
Questo dono che la pecora porta alla grotta di Betlemme non implica soltanto una "concessione materiale".
Notate innanzitutto questo contrasto: i pastori raggiungono il luogo della nascita di Cristo con gioia, la pecora invece arriva alla meta portando dentro di sé il trauma della perdita.
La lana, da sempre, è un materiale che rimanda al calore.
Portandola come dono, la pecora rivela una grande capacità di empatia dato che dona una parte di se stessa, riconosce la vulnerabilità del Verbo che si è fatto carne e non pretende affatto di ricevere qualcosa in cambio.
Oltre a ciò, è fondamentale riconoscere che la ricomparsa del piccolo agnello avviene dopo che la pecora ha dato un po' della propria lana.
La volontà di prenderci cura degli altri porta quindi a riconoscere, accettare e accogliere le fragilità altrui.
C) BREVE RIFLESSIONE SULLA TEMATICA PRINCIPALE:
Il dolore può essere un'occasione di maturazione interiore che porta al perdono di chi ci ha ferito?
La scelta di perdonare può nascere anche dalle circostanze più dolorose?
Secondo questa favola sì: il perdono avviene dopo che la pecora ha compreso la motivazione del lupo.
Il Natale dovrebbe rinnovare il desiderio di "uscire da noi stessi" e l'intenzione di superare la sofferenza per lasciare spazio alla misericordia.
Così si evita l'odio.
D) MT. 18, 21-35- Versione della CEI
Inevitabilmente, la favola qui riportata ed analizzata, mi ha richiamato alla mente la parabola del servo spietato nel Vangelo di Matteo.
Quel "settanta volte sette" è simbolico e rimanda all'amore incondizionato di Dio che noi dovremmo imitare.
Eppure qui il servo, nonostante abbia ricevuto un perdono totale da parte del padrone (diecimila talenti erano una somma esorbitante), non è in grado di condonare un debito infinitamente più piccolo. Il servo spietato dunque non evolve interiormente ed è sordo alla richiesta di pazienza dell'altro servo.
Questa sua incapacità è causa, alla fine della parabola, della sua definitiva condanna.
Perdonare significa dimenticare oppure superare la sofferenza cercando di comprendere le esperienze e le motivazioni profonde altrui?
E) COLLEGAMENTO CON IL FILM "PARADISO AMARO":
I miei amici sul continente credono che solo perché abito alle Hawaii, io viva in paradiso. Come fossi in una vacanza permanente... Ma sono pazzi. Credono che siamo immuni alla vita.
Non è un film così recente, eppure questa storia, ambientata in una località delle Hawaii, si focalizza sul tema del perdono in una circostanza difficile e delicata: il protagonista Matt King, avvocato e proprietario terriero, si ritrova a dover affrontare il coma irreversibile della moglie Elisabeth, vittima di un grave incidente durante un allenamento di surf.
Oltre a ciò, Matt necessita di trovare una modalità efficace per interagire con le figlie in una circostanza così tragica, soprattutto con Alexandra, la figlia adolescente che cova rabbia nei confronti di entrambi i genitori, dal momento che rivela al padre, rimproverandolo oltretutto di essere troppo impegnato con lavoro e affari economici, un episodio di tradimento coniugale che lei stessa ha chiaramente visto pochi giorni prima dell'ultimo Natale.
Significativa è la parte del film nella quale Matt riesce a incontrare Brian, l'amante di Elisabeth: piuttosto sorprendente infatti è il punto in cui il protagonista riesce con successo a contenere la rabbia e ad evitare un sentimento di rancore nei confronti di quest'uomo.
Toccante è anche il momento in cui Julie, la moglie di Brian, si reca in ospedale per portare un mazzo di fiori ad Elisabeth, esprimendo solidarietà nei confronti di Matt e delle due figlie e dicendo, tra le lacrime, di voler perdonare la donna "che avrebbe voluto portarle via il marito".
Paradiso amaro è certamente un film sull'importanza dell'unità familiare che supera anche le ferite più dolorose.
"Una famiglia è proprio come un arcipelago, sono parte di un tutt'uno, benchè separate e sole e sempre alla deriva, lentamente si allontanano" (...)
Matt non odierà mai la moglie nel corso del film, nonostante si senta ferito per il grave torto che lei gli ha fatto.
Anzi, oltre a riconoscere le proprie mancanze negli ultimi anni di vita coniugale, rimprovera duramente la figlia Alexandra a seguito di un episodio in cui la ragazza si avvicina al letto della madre parlandole in maniera sprezzante e astiosa.
Il film si conclude con la morte di Elisabeth e, dopo che Matt e le figlie hanno disperso le sue ceneri nel Pacifico, riprendono lentamente a vivere, rinforzando il loro legame con gesti semplici ma significativi, come ad esempio stare tutti e tre sul divano davanti ad un docu-film sui pinguini.





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