Biografia di Costantino (II):

Proseguo la biografia di Costantino con una premessa accompagnata da una cartina geografica:

d) Il termine delle persecuzioni cristiane in Oriente e le premesse di un nuovo conflitto:

Le persecuzioni contro i cristiani in Oriente erano terminate nell'aprile del 311 con l'Editto di Serdica (attuale città di  Sofia e attuale Bulgaria), riportato da Eusebio di Cesarea nella Storia Ecclesiastica.

In questo documento non solo erano annullate le condanne a morte ma veniva riconosciuto inoltre il diritto ai cristiani di praticare liberamente in pubblico la loro fede.

Tuttavia, questo editto esortava i cristiani di pregare per la salute dell'imperatore e per il bene dell'Impero romano.

Galerio riconosceva, in maniera realistica e pragmatica, il fallimento della politica persecutoria di Diocleziano. 

Infatti, per sfuggire ad un destino di morte atroce, cruenta e sanguinosa, molti cristiani avevano smesso di praticare la loro fede in pubblico senza tuttavia ritornare al paganesimo, ragione per la quale i territori imperiali si trovavano privati della garanzia della protezione divina (pax deorum) dato che la maggior parte dei sudditi non pregava alcuna divinità. 

I successori di Galerio, cesare d'Oriente, sono Licinio, a cui veniva attribuito il governo delle province dell'Illiria e della Tracia, e Massimino Daia, che diveniva governatore titolare di Persia, Egitto e Armenia.

Nel frattempo, sempre nel 311, Diocleziano moriva nella sua residenza di Spalato, amareggiato per la constatata e rilevata fragilità del sistema tetrarchico.

In quell'anno gli equilibri dell'impero risultavano molto tesi: Costantino, da abile stratega politico, combinava un matrimonio tra Licinio e la sorella Costanza.

Non va dimenticato inoltre che Massenzio non era mai stato riconosciuto come princeps di Roma né da Galerio né dai suoi successori.

D'altro lato, Massenzio aveva radunato un contingente di truppe nelle zone dell'attuale nord Italia con il proposito di vendicare la morte del padre Massimiano, suicida dopo il fallimento di un complotto contro Costantino.

e) La battaglia di Ponte Milvio:

Nella primavera del 312 Costantino, con il suo esercito costituito da trentamila uomini, entra nel territorio italiano.

Dopo aver dapprima saccheggiato la Fortezza di Susa, oltrepassava Milano, dove veniva accolto da grandi manifestazioni di entusiasmo, e in seguito era giunto a Verona, città nella quale l'esercito di Massenzio era da Costantino pesantemente sconfitto.

Il 28 ottobre 312, Costantino raggiunge Ponte Milvio, nei pressi di Roma.

https://www.google.com/maps/place/Ponte+Milvio/@41.9355751,12.4653642,17z/data=!4m6!3m5!1s0x132f60c67a16df65:0x4913ac036a40106c!8m2!3d41.9357906!4d12.4668341!16zL20vMDdjeXg1?hl=it&entry=ttu&g_ep=EgoyMDI2MDgxOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D

Questa battaglia è sempre stata presentata dalle fonti cristiane come l'episodio culminante della guerra di religione tra Massenzio, che si faceva rappresentare dalle divinità pagane, e Costantino, ispirato dal vero Dio.

Ecco cosa riporta Lattanzio:

Nel sonno Costantino fu esortato a far contrassegnare gli scudi dei suoi soldati, con i segni celesti di Dio e a iniziare quindi la battaglia. Egli fece così e, girando e piegando su se stessa la punta superiore della lettera greca X, scrisse in forma abbreviata "Cristo" sugli scudi.

Non è possibile accertare se il futuro imperatore fosse effettivamente stato "contattato" in sogno da Dio.

Questa sua iniziativa di contrassegnare gli scudi dei suoi soldati potrebbe essere stata un accorgimento di natura pratica per distinguere il suo esercito da quello di Massenzio.

Tuttavia, Costantino era entrato a Roma il 29 ottobre 312 rinunciando con fermezza a compiere il sacrificio di ringraziamento a Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio. 

Questa sua scelta aveva comportato l'ostilità dei senatori pagani.

e1) Le fasi più importanti della storia del Ponte Milvio:

Ho svolto una breve ricerca su questo ponte e devo ammettere di aver trovato informazioni interessanti.

Ponte Milvio era stato costruito in legno nel III° secolo a.C. e in seguito era stato rifatto in muratura nel 220 a.C.

Sembra che al suo nome si possano attribuire diverse derivazioni:

-Dall'aggettivo latino mollis, e, ovvero, "cedevole".

-Dal nome di un magistrato romano, Molvius, che ne aveva autorizzato la costruzione.

-Dall'espressione popolare "ponte mollo", molto legata alla tradizione tardo antica e alto medievale che vedeva Ponte Milvio come una struttura protesa verso il basso, ovvero, verso le acque del fiume Tevere.

La restaurazione del ponte era stata predisposta in Età Moderna su esortazione di Papa Niccolò V° che ne aveva commissionato i lavori, ed era terminata otto anni dopo durante il pontificato di Callisto III° Borgia, che aveva fatto restaurare anche l'antica torre edificata all'epoca di Aureliano.

Nel 105, Papa Pio VII° fa riformare l'ingresso della torre di guardia rendendolo simile ad un arco, autorizzando i lavori dell'architetto Giuseppe Valadier.

e2) Il Tevere e l'isola Tiberina:

Si tratta del terzo fiume più lungo d'Italia.

Il Monte Fumaiolo, nell'appennino tosco-emiliano, è la sua sorgente.

Il fiume attraversa quattro regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria (dove si trova il Parco Fluviale del Tevere) e Lazio, dove sfocia nel Mar Tirreno e i suoi maggiori affluenti sono l'Aniene, il Nera e il Paglia.

Nel Medioevo erano stati costruiti alcuni mulini ad acqua ancorati all'Isola Tiberina, isoletta nei pressi del centro storico di Roma simile alla forma di una nave, lunga circa trecento metri e collegata alla terraferma da alcuni ponti (il Garibaldi, il Fabricio e il Cestio):

https://www.google.com/maps/place/Isola+Tiberina/@41.8907492,12.4758319,17z/data=!4m6!3m5!1s0x132f604994945227:0x38544a35ebc1f2cc!8m2!3d41.8904524!4d12.4777395!16zL20vMDVyYzY2?hl=it&entry=ttu&g_ep=EgoyMDI2MDgxOS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D


Esiste una leggenda abbastanza curiosa (e inverosimile) sulla sua nascita.

Durante il regno di Tarquinio il Superbo, i cittadini romani, i quali provavano astio e risentimento per questo sovrano, avevano gettato nel fiume tutti i depositi di grano appartenenti al re e coltivati in Campo Marzio. 

Dal momento che la quantità di grano era enorme, si era spontaneamente ammassata sul fondo del fiume fondendosi con il fango e i detriti e dando quindi origine all'isola.

f) L'Editto di Milano:

Nel 313, con l'Editto di Milano, non solo il Cristianesimo diveniva ufficialmente religio licita su tutto il territorio dell'Impero romano, ma Costantino, garantiva esplicitamente la libertà di culto a tutti gli abitanti dell'Impero.

L'Impero romano non sceglieva ancora una religione ufficiale: durante il principato di Costantino ognuno era libero di aderire alla religione che voleva.

Solo con l'imperatore Teodosio, nel 380, il Cristianesimo (ortodosso) diveniva la religione ufficiale dell'Impero. 

In questo modo si condannava come eretica la corrente dell'arianesimo.

g) Il Concilio di Arles:

Tornando a Costantino, credo sia opportuno considerare le due lettere che questo imperatore aveva inviato ad Anullino, console dell'Africa Settentrionale, nel 314.

Le epistole ordinavano la restituzione alle chiese cristiane tutti i beni confiscati durante le persecuzioni.

In quegli anni la Chiesa africana era divisa tra cattolici, apòstati (cristiani che, per non farsi condannare a morte, erano apparentemente tornati al Paganesimo) e donatisti.

Questi ultimi, oltre a nutrire un forte sentimento anti-romano e anti-imperiale, non accettavano Ceciliano come vescovo di Cartagine dal momento che era stato un apòstata.

Con il Concilio di Arles, convocato proprio da Costantino, i donatisti venivano condannati oltre che costretti a ritenere validi i sacramenti impartiti dai vescovi che, anni prima, avevano abiurato la fede cristiana per scampare alle persecuzioni.

Il Concilio di Arles è fondamentale per un altro motivo: la data della Pasqua di Risurrezione diviene identica in tutto il mondo.

h) Eventi che precedono il Concilio di Nicea:

Ve li sintetizzo all'osso e punto per punto.

h1) I "tre successori bambini":

  • Nel 317, a Serdica, venivano proclamati i due Cesari che sarebbero dovuti essere i legittimi successori di Costantino: Crispo, che all'epoca aveva 12 anni, e Costantino II°, figlio di Fausta, di appena due anni. Il ruolo di futuro cesare d'Oriente invece sarebbe spettato a Liciniano, il figlio di Costanza e di Licinio, un altro bambino che aveva poco più di due anni.
h2) Viene riconosciuta la Domenica come giorno di riposo:
  • Nel 321 venivano vietate anche le attività giudiziarie nella giornata di domenica, ritenuta, a partire da quell'anno, "giorno di riposo" . Nessuno mette in dubbio il carattere filo-cristiano di questa legge.
h3) La sconfitta di Licinio:
  • Nel 324, le legioni di Costantino oltrepassavano i confini dei territori di Licinio per sconfiggere alcune invasioni barbariche. Ma, con la battaglia di Crisopoli, Licinio era stato sconfitto e ucciso. 
La violenta e drammatica scomparsa dell'Augusto d'Oriente unificava quindi i territori imperiali sotto il controllo di un'unica persona.

h4) La fondazione di Costantinopoli:

Costantinopoli è l'odierna Istanbul e, ad oggi, la cultura europea si incrocia con il mondo asiatico.

Si trova sul promontorio della riva settentrionale del Mar di Marmara ed era un'antica colonia greca affacciata, tra l'altro, di fronte alla costa asiatica e vicino alle rive del fiume Bosforo.

Analogamente a Roma, la città era edificata su sette colli, dei quali uno ospita la Basilica di Santa Sofia.

i) Il Concilio di Nicea:

Costantino aveva indetto e partecipato anche a questo Concilio, svoltosi vicino a Nicomedia, una delle sedi di un palazzo imperiale.

A questo Concilio avevano preso parte soprattutto i prelati orientali i quali si erano radunati per discutere sulla natura di Cristo.

La teoria del sacerdote Ario era stata contestata: l'arianesimo sosteneva che Gesù fosse una creatura creata, non co-eterna rispetto al Padre.

Eusebio di Cesarea aveva redatto un testo, tuttora recitato durante le messe cattoliche, in cui Cristo è definito "Dio da Dio, Luce da Luce (...) generato ma non creato".

l) Costantino era davvero credente?

Premetto che, nella prima parte di questo paragrafo, adotterò il principio del lecta refero, ovvero, "riferisco ciò che ho letto a riguardo".

Già Eusebio di Cesarea lo definiva un "vicario di Dio permeato da una fede sincera".

Tuttavia i giudizi di alcuni studiosi a proposito del rapporto di Costantino con la fede non sono sempre starti così positivi: vi riporto ad esempio il pensiero di Jakob Burckhardt il quale, due secoli fa, presentava la figura di Costantino come un ateo opportunista, un politico-stratega che, oltre a non credere affatto in un Dio fattosi uomo, si serviva cinicamente della religione per i propri fini di potere, senza mai sperimentare una conversione.

Anche Zosimo, intellettuale vissuto nel VI° secolo d.C., ritrae Costantino come un governante mediocre, un debole che non ha potenziato l'esercito di frontiera ( i milites limitanei) dato che si è fatto irretire dal fascino del Cristianesimo.

Tenete presente che il VI° secolo è stato un periodo molto buio per la penisola italiana a causa della lunghissima e logorante guerra greco-gotica che includeva conflitti tra Ostrogoti e Bizantini.

Gli illuministi del XVIII° secolo definivano l'imperatore Costantino un "deista", ovvero, come un sovrano che credeva in un unico dio creatore del mondo, dell'universo e regolatore delle leggi della natura ma non aveva fede nel Dio cristiano.

Secondo me Costantino potrebbe aver attraversato una fase molto simile al deismo, più che altro in età giovanile e negli anni in cui era tetrarca d'Occidente, prima di sconfiggere Massenzio. 

Può darsi che dapprima fosse semplicemente monoteista e si affidasse ancora ad un Dio-Sole nel momento in cui era stato promulgato l'Editto di Milano. 

Poi potrebbe aver intrapreso un percorso di fede lungo e graduale, influenzato senza ombra di dubbio dalla sua carriera politica.



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