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29 aprile 2026

Il feudalesimo e la funzione dei castelli nell'Alto Medioevo:

10) STORIA DEI CASTELLI DALL'ETA' TARDO-ANTICA AL BASSO MEDIOEVO

Come spiegare ai ragazzini di prima media argomenti molto complessi come l'età feudale, la nascita e lo sviluppo dei castelli?

Ecco come ho organizzato io i contenuti in modo semplice e incisivo, per quattro lezioni (due settimane), corrispondenti alle lettere dei paragrafi.

Con questo post ci tengo anche a dimostrare quanto la storia e la geografia siano legate.

Prerequisiti: Pipino il Breve, Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero e la Scuola Palatina.

Periodo dell'anno scolastico: fine gennaio-inizio febbraio.

A) DA POITIERS A CARLO MAGNO- RIEPILOGO LEZIONE 1:

In questa fase iniziale credo sia utilissimo ripassare gli eventi che precedono il Feudalesimo.

A mio avviso diviene dunque fondamentale commentare una linea del tempo, in modalità "lezione dialogata", ricordando dapprima l'espansione degli Arabi in Europa dopo la morte di Maometto e l'elezione di Pipino il Breve a re dei Franchi che riceve la consacrazione da Papa Stefano II°.

In questa timeline manca un'altra data piuttosto importante: il 757, anno in cui Pipino scende in Italia e sconfigge i Longobardi, stipulando con loro un accordo che re Desiderio, alcuni anni dopo, infrange: infatti questo sovrano attacca i territori che appartenevano alla Chiesa.

Carlo Magno scende in Italia, conquista Pavia, capitale longobarda, e annette i territori della nostra penisola al suo regno.

Nella notte di Natale dell'anno 800, papa Leone incorona Carlo Magno, sovrano del Sacro Romano Impero.

Gli aggettivi sacro e romano derivano dalla convinzione di molti suoi contemporanei, che lo ritenevano una figura a cui era stato affidato da Dio il compito di ricostituire l'Impero d'Occidente.

E qui ci sono alcune domande di riepilogo anche sulla Scuola Palatina, fondata per volere di Carlo Magno:

https://www2.edu.lascuola.it/edizionidigitali/IlGrandeGioco/Vol1/StoriaGame/con-carlomagno/index.html#/lessons/_vsY9v4aIa5xImxWLoHe3hqqERlLob_n

1) Segue poi l'analisi di una miniatura che ritrae Carlo Magno:


a) Com'è vestito l'imperatore?

b) Come ritieni l'espressione del viso?

c) Tra le mani, Carlo Magno tiene un globo e uno scettro. A che cosa rimandano questi oggetti regali?

  • Ai suoi desideri di conquista.
  • Al legame con tutti i popoli conquistati.
  • Al controllo dei territori imperiali e al potere regale.
Confronto finale in classe con l'insegnante.

(tempistiche: 35 minuti circa per rievocare gli eventi della "timeline", 17-20 circa per l'analisi della miniatura).

B) L'IMPERO CAROLINGIO DOPO CARLO MAGNO- LEZIONE 2:

Cosa succede dopo la scomparsa di Carlo Magno?

Ricorrerei ad una mia presentazione multimediale per spiegarlo.

Alla morte di Carlo Magno (814), sale al trono il figlio Ludovico il Pio, sovrano che si rivela profondamente religioso. 

Dopo il regno di Ludovico il Pio, l'Impero viene suddiviso fra i tre figli Lotario, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico.

Nessuno dei tre discendenti di Ludovico il Pio intendeva, naturalmente, rinunciare alla propria zona.

Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si alleano contro Lotario firmando i Giuramenti di Strasburgo (842).

Questi accordi non sono stati scritti né pronunciati in latino, lingua riservata ormai soprattutto agli studiosi e al clero. 

Infatti, per farsi comprendere dai rispettivi eserciti, Carlo il Calvo, di lingua francese antica, ha giurato in antico alto tedesco mentre Ludovico il Germanico nella lingua del fratello.

L'anno successivo, alla fine di una breve guerra, viene stipulato il Trattato di Verdun, occasione in cui Lotario accetta di riconoscere la suddivisione dell'Impero Carolingio in tre regni distinti.

Lotario viene riconosciuto formalmente imperatore di tutti i territori.

Qui risulta stimolante leggere e analizzare, in modo individuale per pochi minuti e poi in un confronto a coppie, una fonte storica in modalità di mini-comprensione critica del testo, seguita dall'osservazione di due cartine a confronto.

2a) Nitardo, Storia dei figli di Ludovico il Pio, IX° secolo:

Dunque a metà giugno, di giovedì, presso la città di Macon, in un'isola detta Ansilla (Francia), Lotario, Ludovico e Carlo, ciascuno con un ugual numero di grandi funzionari, si riunirono e si giurarono reciprocamente di conservare la pace tra loro a partire da quel giorno e di dividere, sotto giuramento, in un placito che i loro fedeli avevano fissato, tutto il regno in tre parti, per quanto possibile uguali, ad eccezione della Langobardia, della Baviera, e dell'Aquitania. La scelta delle parti del regno doveva spettare a Lotario e ciascuno di loro doveva garantire agli altri la parte che avrebbero avuto.

Preciso che i territori della Langobardia, della Baviera e dell'Aquitania erano già stati assegnati ai tre fratelli da Ludovico il Pio prima della sua morte.

a) Chi sono i protagonisti di questo passo e che cosa decidono di fare?
b) In quale regione si trova la cittadina di Macon? 
c) Cosa significa la parola "placito"
d)A quali attuali regioni europee corrispondono la Baviera, la Langobardia e l'Aquitania?

Cartine nel tempo:


La lezione proseguirebbe con l'osservazione attenta di due cartine, da analizzare ricorrendo alla modalità della "lezione frontale dialogata". 
 
Questa è anche una cartina linguistica oltre che geografica. 

Nel nostro continente erano già nate le lingue volgari (vulgus=popolo). 

La divisione dei regni è la seguente:
  • A Carlo il Calvo spetta la Francia Occidentale.
  • A Lotario va l'Italia settentrionale e centrale (prende anche il titolo di "Re d'Italia"), oltre ad una striscia che, attualmente, comprende città sia tedesche sia francesi.
  • Ludovico il Germanico diventa re dei Franchi orientali.

Qualche secolo prima, ovvero, dopo la morte di re Clodoveo (511), il Regno dei Franchi era stato frammentato dai suoi figli in tre macro-regioni: 
  • Austrasia
  • Neustria 
  • Burgundia  
2b) A quali stati moderni corrispondono i territori ereditati dai tre figli di Clodoveo?

(tempistiche: 17 - 18 minuti per la spiegazione sui "Giuramenti di Strasburgo"/15-17 minuti max. per la comprensione del testo su Nitardo, altri 15-16 circa per le cartine).

C) L'EUROPA FEUDALE -LEZIONE 3:

IX° e X° secolo d.C. 

L'Europa vive un periodo di instabilità politica e di guerre locali. Infatti il nostro continente era attraversato da popolazioni straniere ed aggressive che saccheggiavano città e villaggi.  

Tra questi i Saraceni, gli Ungari e i Normanni.


Personalmente ritengo che qui sia necessario farli riflettere, sempre tramite la lezione-dialogo, per creare un collegamento cronologico.

3) Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e con la fine dell'età antica sono emerse delle popolazioni barbariche aggressive e abili nel combattimento. Ricordate quali? (sono due).

A questo punto, in modo individuale e autonomo, gli alunni dovrebbero riassumere, in una tabella, i tratti più salienti di entrambe le popolazioni (attività economiche, tecniche militari, religione, personaggi importanti), sottolineandone le somiglianze.


Ad ogni modo, nei vari regni del IX° secolo, il potere del re era  indebolito, mentre i vassalli approfittavano per rafforzare il loro, appropriandosi di terre concesse loro dai sovrani.

Il feudo è quindi la terra, il feudatario la governa e la amministra, il feudalesimo è un sistema politico, sociale ed economico fondato sul possesso della terra.

L'877 è anno in cui si stabilisce l'ereditarietà dei possedimenti dei vassalli che, per tutelarsi dalle invasioni straniere, fanno costruire dei villaggi fortificati, ovvero, circondati da palizzate dapprima di legno e poi di pietra, al cui centro si stagliano i castelli, spesso costruiti in cima ad una collina con duplice scopo:
  • difesa militare
  • controllo del territorio.
I primi castelli erano fatti di legno e, solo a partire dal secolo XI° vengono edificati in pietra.

4a) Gli alunni dovrebbero concentrarsi sui limiti che può avere una struttura architettonica interamente in legno.
Darei importanza alle loro supposizioni trascrivendole alla LIM e formando quindi una mappa.


Attorno ad un castello si scavava abbastanza spesso un fossato riempito d'acqua. Per entrare nella residenza era quindi necessario percorrere un ponte levatoio.

4b) Conoscete, o avete visitato in Italia, un castello circondato da un fossato?

Assegnerei una ricerca storica piuttosto sintetica, da svolgere individualmente a casa e da presentare, nella successiva interrogazione, preferibilmente in forma di "carta di identità del castello..." a partire da un elenco di castelli italiani fornito da me.

La carta d'identità del castello dovrà necessariamente includere questi dati:

A) Nome del castello.
B) Dove si trova (città, provincia, regione e posizione geografica)
C) Secolo di costruzione.
D) Stato di conservazione (castello in rovine o ristrutturato?).
E)Materiale di costruzione.
F) Ci sono torri? Ci sono ponti levatoi? 
G) Funzione originaria (Militare? Residenziale?Amministrativa?)
H) Eventi storici che hanno coinvolto la zona del castello (Battaglie? Accordi politici? Trasformazione da residenza nobiliare a museo per turisti?)
I)Eventuali leggende e storie locali legate al catello.

Il terreno tra il castello e la palizzata comprendeva le fattorie, i campi coltivabili e il bosco.

*A differenza delle curtes, nelle terre feudali c'era anche la possibilità, per i contadini, di possedere una terra che poteva anche essere venduta.


I contadini che vivevano nel feudo, dipendevano dal proprietario del castello che assicurava la protezione dai popoli nemici mentre loro garantivano lo svolgimenti dei lavori agricoli, corvées comprese.

Corvées= prestazioni straordinarie di lavoro non retribuito.

(tempistiche: 25 minuti circa sia per illustrare il contesto di instabilità politica dei secoli IX°-X° e per ricordare Unni e Germani/15 minuti max. per l'edificazione dei castelli, altri 13-14 minuti circa per ampliare i confronti tra i castelli medievali, le villae romane, le curtes e i lavori agricoli).

D) I BLOCCHI SOCIALI DELLA SOCIETÀ FEUDALE-LEZIONE 4:


A questo punto dell'Unità di apprendimento mi piacerebbe portare anche "Dentro il castello", un albo illustrato preso dai miei ricordi di diversi anni fa, che può far comprendere come si viveva all'interno di un castello tra i secoli IX° e XI°.
Molte pagine dell'albo illustrato verranno proiettate sulla LIM.

In seguito, proporrei a tutti alcune domande utili al ripasso (organizzate sempre con il supporto di "Pan-quiz"):


La società feudale era basata su rapporti di fedeltà e, dal momento che si riteneva che Dio avesse stabilito per ogni vivente la condizione sociale, si trattava di una società rigida, senza possibilità di evoluzione.

Esistevano tre grandi blocchi sociali: 
  • il clero (oratores), che aveva il compito di pregare, 
  • la nobiltà (bellatores), che difendeva il popolo 
  • chi lavorava (laborantes), tenuto a fornire i beni necessari a tutti.

I signori feudali avevano dei figli cavalieri, di solito, dal secondogenito in avanti, dato che il primo era destinato al matrimonio. 
Essere cavalieri significava mettersi al servizio o di un signore feudale oppure di un'istituzione ecclesiastica (monastero o sede vescovile).

Per diventare cavalieri erano necessari: 
  • L'investitura da parte di un cavaliere più anziano.
  • La benedizione di un membro del clero, chiamata "cerimonia di vestizione", che rendeva sacre le armi del cavaliere.
  • La promessa di combattere per garantire la giustizia e difendere i più deboli, tra cui donne e bambini.

5) Ho trovato un lavoro molto carino da assegnare che concerne anche la coerenza narrativa a partire dall'osservazione di disegni.





Metti in ordine cronologico il testo assegnando ad ogni paragrafo un numero da 1 a 8.

..... Il giovane trascorreva la notte da solo a pregare, poi la mattina aveva inizio la cerimonia.

..... Il giovane era finalmente un cavaliere che poteva combattere.

.... La strada per diventare cavalieri era lunga. I nobili mandavano i loro figli cadetti ancora bambini nelle case dei signori, spesso parenti, affinché imparassero a cavalcare.

.... A quattordici anni un ragazzo diventava scudiero e quindi portava la lancia e lo scudo di un cavaliere, dal quale imparava a conoscere le armi e ad accudire un cavallo.

.... Durante la cerimonia, il sacerdote benediceva il giovane, poi il cavaliere per cui era stato scudiero lo colpiva leggermente sulla spalla con il piatto della spada.

.... Il cavaliere dava uno schiaffo al novello cavaliere, indicando che quella era l'ultima offesa che poteva subire senza reagire.

.... La cerimonia proseguiva con il giovane che, giurando sul Vangelo, prometteva di difendere la Chiesa e i deboli, di fare la guerra ai non credenti, di essere generoso e di non ritrarsi mai di fronte al nemico.

.... Intorno ai vent'anni, se il giovane scudiero si era dimostrato abile e forte, poteva accedere alla cerimonia di vestizione. 

Come soffermarsi sul significato delle parole, ereditato in parte molti secoli fa?


Pur essendo un termine che, nel pieno Medioevo, indicava una categoria sociale, ai nostri giorni  "cavaliere", che deriva dal provenzale, sopravvive ancora, ma non indica più un mestiere o una missione. 
Piuttosto, è una metafora che indica una persona profondamente leale, rispettosa e premurosa nei confronti di qualcuno e, nel caso di relazioni affettive, dai comportamenti signorili e raffinati.

(tempistiche: 17-18 minuti circa sia per presentare l'albo illustrato/3 minuti max. per il quiz riepilogativo, altri 13-14 minuti circa da dedicare agli ordini della società feudale e alla nascita della cavalleria, 10-11 minuti per il lavoro a cui abbinare le immagini alle didascalie, 8-10 minuti per riflettere, con me, sulle accezioni della parola "cavaliere").

Indicatori generali della mia griglia di valutazione per le interrogazioni ordinarie di storia e anche per le interrogazioni ordinarie di geografia:

-Conoscenze: padronanza dei contenuti (punti max 4)

-Esposizione*: proprietà di linguaggio e precisione lessicale (punti max 4)

-Competenze e collegamenti: approfondimenti e abilità nel ricorrere sia ai richiami di fonti storiche sia a tradizioni/particolarità giuridiche, militari e amministrative dei popoli del passato (punti max 2) 

*Non è questione di pignoleria o di accanimenti, ma sia la storia che la geografia hanno un linguaggio specifico e, in qualità di insegnante di Lettere, ci tengo che venga ben riferito. D'altronde i ragazzi vengono interrogati a scuola (e con me tutti venivano di fronte alla cattedra), non certamente all'ingresso di un parco acquatico o di un parco divertimenti.
E comunque, durante un'interrogazione che verteva sui Germani e sui Longobardi, un ragazzino non solo mi ha riportato con molta sicurezza le sue conoscenze sugli argomenti da studiare, ma è stato praticamente l'unico a pronunciare con cognizione di causa le etimologie germaniche e latine di alcune parole su cui mi ero soffermata per alcuni minuti nelle mie ultime lezioni. Quale valutazione pensate gli abbia caricato sul Registro elettronico? La stessa identica che ho dato volentieri alla ragazzina dal compito di geografia perfetto sui paesaggi fluviali e marini (Quando sono particolarmente bravi ovvio che lo riconosco).
  
❗= I contenuti da me elaborati in questo post sono necessari ma non ancora sufficienti. 
Mancano infatti (volutamente):

  • La precisazione del contesto del gruppo-classe a cui la lezione è destinata.
  • Riferimenti alla qualità del rapporto tra insegnante e allievi.
  • Ci sono alunni DSA, ADHD, stranieri o con background migratorio? Ci sono gifted o APC? 
  • Modalità di collaborazione con l'insegnante di sostegno.
  • Non sono chiarite le motivazioni per cui vengono proposti collegamenti con la storia dell'arte (la miniatura su Carlo Magno), un lavoro di costruzione della "carta d'identità di un castello" e la presentazione di un albo illustrato.
Nei prossimi due post troverete pubblicati i contenuti di un libro storico dedicato ai castelli medievali e a come si evolvono gradualmente le loro strutture con tutte le loro componenti.

A metà giugno, una volta superato l'esame di questo percorso abilitante (e da me stessa pretendo il massimo punteggio!), sarei propensa a sparire per una giornata più che festeggiare.
Gli unici, al di fuori dei miei affetti più stretti, che meriterebbero di gioire con me per questo importantissimo traguardo, sarebbero i miei alunni.
I dodicenni intuiscono e capiscono molto meglio degli adulti, spesso vuoti, arroganti e insensibili, l'impegno, i sacrifici, la motivazione e il senso di responsabilità che comporta un percorso accademico come quello che sto svolgendo.

E qui ho un elenco di comportamenti ingiusti, dato che sono proprio arci-stufa di stare in contatto, virtuale e reale, con diverse persone giudicanti:

-Non mi piace "ciò che bolle in pentola" sui social a proposito di queste abilitazioni. Leggo che la mia sarebbe "Un'abilitazione per cui basta pagare e la danno", oppure, "I ragazzini giovani con poca esperienza superano gli idonei dei precedenti concorsi perché le mammine pagano" o ancora "I giovani credono di lavorare dopo essersi abilitati, la verità è che il prossimo anno scolastico prenderanno spezzoni annuali di poche ore, bene che vada 12 ore su 18". 
Andrà così il prossimo anno, ovvero, sarò una spezzonista involontaria? (anche quest'anno lo sono stata). A mio avviso, parlo per me, va benone comunque, pur di salire ulteriormente di punteggio in graduatoria, pur di fare il lavoro che amo e per il quale ritengo di dimostrare molto potenziale. Non insegno per soldi, insegno per far comprendere ai ragazzi quanto sia utile e fondamentale studiare, dato che le mie tre discipline comportano riferimenti concreti alla realtà e inducono a visualizzarla con senso critico.
E comunque non mi si sta regalando nulla, anzi... per il 10 maggio devo eseguire una serie di compiti.

-Detesto sentirmi dire: "Finalmente ti sei decisa!" 
Quindi sono intelligenti solo le persone che intraprendono un percorso professionale definitivo appena laureati?
Non sono una persona viziata, prima di fare la professoressa sono stata una maestra e poi ancora un'impiegata. Da pochi mesi sono fermamente convinta che insegnare per la AM12 (Italiano, Storia, Geografia-secondaria di I° grado) sia il mio posto nel mondo, questo anche grazie ai riconoscimenti miei alunni. Il mio ora non è solo un sogno (lontano), è un obiettivo di vita che si sta concretizzando.

-Detesto inoltre anche la boria di chi, scrutandomi con aria di sufficienza, mi dice: "La scuola media pubblica ormai è un disastro per utenza e qualità di insegnamento. E a te piace starci? Nelle paritarie gli insegnanti di sostegno non solo sono tutti abilitati ma hanno anche una laurea in Psicologia". 
Non credo affatto a quest'ultima affermazione!!!!!!!!
E i ragazzini di dodici anni, porco diavolo, non sono "utenti" ma persone preziose che noi adulti stupidi imbecilli non ascoltiamo abbastanza! 
I ragazzi che frequentano le scuole medie sono tremendamente giovani, devono essere guidare nel pieno della loro crescita e che hanno un estremo bisogno di ascolto e di rispetto, oltre che di regole e limiti concordati con autorevolezza.

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