Geografia e storia del Sudafrica "medievale":

13) "IL RINOCERONTE D'ORO: LO SPLENDORE E IL FASCINO DI MAPUNGUBWE"

L'Africa ha la storia più antica del mondo e gli europei non l'hanno scoperta: ciò che essi hanno scoperto (più tardi degli altri), e di cui hanno l'idea, è la "loro" Africa.

("Breve storia dell'Africa", Catherine Coquery-Vidrovitch)


Ho organizzato i contenuti di questo approfondimento basandomi su due mie recentissime letture: Il rinoceronte d'oro di Francois Xavier Fauvelle e Breve storia dell'Africa di Catherine Coquery-Vidrovitch.

A) Quali fonti storiche esistono in relazione al periodo medievale dell'Africa Subsahariana?

Nel Novecento, soprattutto alcuni storici e i geografi francesi hanno scardinato l'idea di un'antica Africa organizzata esclusivamente in tribù nomadi prima della tratta atlantica, iniziata in età moderna.

Per molti secoli infatti, nel continente europeo si è negata la storicità delle regioni sub-sahariane con il pretesto che "i popoli di quelle regioni vivevano senza scrittura, dunque per questa ragione la loro organizzazione politica, economica e sociale è stata molto probabilmente insignificante".

Questa è un'idea molto riduttiva e per nulla realistica, soprattutto se si pensa al fatto che il continente africano è grande tre volte gli Stati Uniti e si estende quindi per 30 milioni di chilometri quadrati, ottima ragione per pensare che le società di molti secoli fa non fossero organizzate e strutturate tutte allo stesso identico modo.

La storia africana precedente la colonizzazione europea è risultata molto variegata ed è ora meglio conosciuta grazie a lavori di scavi archeologici e a ricerche di natura storica.

I commercianti provenienti dalla Penisola Arabica sono giunti per la prima volta sulle coste orientali dell'Africa nel IX° secolo.

Un bel po' di tempo dopo, a fine Quattrocento, i portoghesi hanno circumnavigato l'Africa doppiando il Capo di Buona Speranza.

Ad ogni modo, le pochissime fonti storiche disponibili relative all'Africa sub-sahariana che risalgono al periodo compreso tra i secoli V° e XIV° sono le seguenti:

-Fonti arabe: reperite soprattutto su iscrizioni incise in pietra, contengono per lo più informazioni di carattere commerciale e iniziano ad esistere all'inizio del IX° secolo.

-Fonti europee: compaiono a partire dal XV° secolo ma non risultano affidabili dato che contengono pesanti pregiudizi razziali.

-Fonti materiali: si tratta di oggetti, statue d'argilla, frammenti di ceramiche, monete, iscrizioni reperiti sul suolo sub-sahariano.

Le fonti scritte, interne alle società africane di quei secoli, non esistono. In molti casi i cantori-musicisti tramandavano, nel corso delle generazioni, le gesta delle famiglie più ricche o comunque più influenti, proprio come gli aedi nella Grecia arcaica. 

Tuttavia è molto difficile verificare l'attendibilità di tradizioni orali.

I popoli dell'Africa sub-sahariana hanno iniziato, in generale, ad affidarsi alla scrittura a partire dal XIX° secolo.

B) La geografia dell'Africa Australe:

Parto già con una metafora efficace che la mia mente ha creato alla fine del percorso abilitante: ritengo che la geografia sia la pennellata attraverso la quale possono realizzarsi determinate vicende storiche.

In effetti, l'organizzazione dello spazio e il rapporto tra natura e società umane ha da sempre influenzato non soltanto gli eventi politici e le gerarchie sociali ma anche questioni economiche e fenomeni culturali oltre a credenze religiose.

Parto da una cartina che illustra i principali ambienti geografici e le diverse città del Sudafrica ai giorni nostri:


L'approfondimento che vi propongo coinvolge quella che ora è la zona settentrionale dell'attuale stato del Sudafrica, il quale funge da "punta arrotondata" ad un continente che somiglia, a mio avviso, ad un triangolo rosicchiato.

Nell'Africa Australe, il fiume Limpopo è un rilevante corso d'acqua lungo ben 1750 chilometri (circa il triplo rispetto al Tevere) e la sua principale diramazione corrisponde al confine tra Sudafrica, Botswana e Zimbabwe.


La foce del Limpopo corrisponde alla Baia di Maputo (24°S di latitudine- 33°E di longitudine. Ho individuato le coordinate appena citate ad occhio nudo ma sono sicura siano esatte).

Oltretutto, a nord del Sudafrica si trova Greefswald, un parco naturale con alberi di acacie e imponenti baobab, dichiarato patrimonio Unesco nel 2003 al cui interno si trova Mapungubwe, una collina con una cima piatta e davvero molto ampia.

Mapungubwe ha un'origine tettonica e le sue pareti verticali sono ripide e alte circa 30 metri.

L'altitudine sul livello del mare, invece, è di quasi 600 metri.

Circa 250 milioni di anni fa, il terreno di una mega placca, denominata Gondwana dai geologi a seguito della teoria della deriva dei continenti, era soggetto a movimenti violenti della crosta terrestre: da queste crepe del suolo sono emerse rocce di arenaria rossa, costituite da granuli di sabbia e di quarzo legati dall'ossido di ferro. 

Nelle successive ere geologiche le rocce sono state modellate da fenomeni di erosione: l'azione dei venti e delle piogge ha reso piatta e larga la cima di Mapungubwe.

Su questa collina, tra l'XI° e la prima metà del XIV° secolo, è fiorito un regno la cui società era organizzata in modo rigidamente gerarchico.

C) La leggenda dei tesori della collina:

Siamo a inizio Novecento.

Un cercatore d'oro e di avorio chiamato Francois Bernhard Lotrie decide di trascorrere la vecchiaia nelle vicinanze del fiume Limpopo.

Un racconto dice che questo anziano signore francese, la cui fama era quella di scopritore di tesori all'interno di una collina sacra, avrebbe regalato un antico vaso di terracotta a Mowena, un nativo del luogo.

In un weekend degli anni Trenta un gruppo di giovani decide di intraprendere una caccia al leone nell'estremo nord del Sudafrica.

Nel cercare ristoro vengono ospitati proprio da Mowena, il quale serve loro alcune bevande da un recipiente di terracotta. 

L'oggetto attira l'attenzione e la curiosità di Jerry Van Graan, giovane insegnante di storia e geografia che, tra l'altro, pochi anni prima aveva frequentato l'università di Pretoria. 

Nel 1932, Jerry sale la collina di Mapungubwe con alcuni amici archeologi i quali, con le loro attività di scavi, scoprono alcune tombe non molto profonde e, oltre a trovare perle di vetro, gioielli, ceramiche e vasi di varie forme, si impadroniscono di un piccolo rinoceronte in foglia d'oro.

Leo Fouché, docente universitario ed ex-professore di Van Graan, fa acquistare dallo Stato del Sudafrica sia la tenuta di Greefswald sia gli oggetti scoperti in prossimità della collina.

D) L'archeologia come valida testimonianza storica di una civiltà:

Le ricerche archeologiche, condotte per molti decenni nella riserva naturale di Greefswald, rivelano una società caratterizzata da profonde differenze sociali.

In cima alla collina sono stati trovati oggetti dorati e perle che fanno pensare alla passata esistenza di re o comunque di aristocrazie agiate: probabilmente, la società di quel periodo storico di Mapungubwe teneva molto al concetto di "sacralità del potere".

Attorno alla base di Mapungubwe gli scavi hanno rivelato la presenza di spazi domestici organizzati intorno a grandi recinti con posti riservati ad animali da allevamento: alcune piccole statue d'argilla raffigurano mucche e capre.

Questa società aveva quindi una connotazione di tipo agro-pastorale.

Per me è stato inevitabile fare un confronto mentale con le curtes europee.

Le curtes, diffuse in Europa sin dai primi secoli del Medioevo, erano unità economiche fondate sull'economia dell'autosufficienza e suddivise in due parti: la pars dominica, dove risiedeva il signore feudale e nella quale facilmente erano presenti mulini ad acqua, e la pars massaricia (da mansi= appezzamenti), affidata ai contadini, servi della gleba.

Dev'essere sottolineata una significativa differenza tra l'economia curtense e l'economia di Mapungubwe: infatti, mentre nella prima le le esportazioni erano ridotte al minimo, nell'organizzazione economica di quella passata civiltà sudafricana sono stati rilevati, al contrario, scambi commerciali frequenti sia con l'India sia con l'Africa Orientale.

Il rinoceronte d'oro costituisce una delle più importanti testimonianze del traffico commerciale di oro e di avorio di elefante in cambio di vetro e di ceramiche.

Eccovelo:


Scoperto nel 1932, l'oggetto è in foglia d'oro martellata e inchiodata sulla sua originaria forma di legno, parte attualmente mancante ma che, a giudicare dai piccoli fori di questa scultura, senza ombra di dubbio era presente.

Secondo Xavier Fauvelle questo piccolo rinoceronte costituirebbe una testimonianza dei traffici mercantili con l'area dell'Oceano Indiano.

Lo studioso si è basato sull'osservazione di alcune caratteristiche di cui questo rinoceronte è dotato. Tra queste, il fatto di avere un solo corno di forma conica, tipico dei rinoceronti indiani e non africani, i quali ne hanno categoricamente due.

L'originaria forma lignea di questo oggetto potrebbe essere stata modellata ed importata dal continente asiatico e poi placcata in oro sulle rive del Limpopo come segnale di appropriazione regale.

Il declino del regno di Mapungubwe:

Sembra che una piccola era glaciale abbia colpito la regione dell'attuale territorio del Sudafrica a partire dalla metà del XIV° secolo, rendendo il territorio non più adatto alle colture del miglio e all'allevamento.



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